Stefano Mele

Dopo l’interrogatorio della mattina in cui Stefano Mele cerca di spostare l’attenzione degli inquirenti verso Salvatore Vinci, come il giorno prima aveva cercato di fare verso Francesco Vinci, sembra che si siano svolti degli interrogatori non verbalizzati del Mele. Interrogatori che probabilmente portano alla luce un coinvolgimento dello stesso Stefano nell’omicidio della moglie. Forse addirittura una confessione del Mele di cui però non esiste alcun verbale. Nel frattempo si interrogano gli amanti della Barbara Locci e i parenti del Lo bianco oltre che svolgere le autopsie di rito.

Gli inquirenti nel frattempo organizzano un sopralluogo, insieme a Stefano Mele, sul luogo dell’omicidio.

Siamo in anni diversi dagli attuali, anche se talvolta non sembra essere cambiato molto, ma va comunque puntualizzato che questa confessione, senza straccio di verbale o testimonianze, è davvero difficile da digerire. In primo luogo perchè lede i principi sacrosanti di colui che in quel momento diventa da sospettato imputato, in secondo luogo perchè alla luce dell’oligofrenia del Mele poteva essere facilmente circuito da chi desiderava un risultato. Vedremo in proposito anche atteggiamenti di forzatura fatti su un bimbo di 6 anni. Infine, anche se solo un preludio lontano, questo caso ha, dire seriamente è un eufemismo, influenzato il corso delle indagini sulla vicenda del MdF. Concludiamo dicendo che la Beretta calibro 22 non è l’unico personaggio già presente, e poi ricorrente nella vicenda MdF, a Signa nel 1968.

 

23 Agosto 1968 Confessione di Stefano Mele (3°)
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