Pietro Pacciani è nato ad Ampinana nel comune di Vicchio del Mugello il 7 gennaio 1925. Di professione contadino.

Soprannominato “Vampa” dai paesani, forse per il colorito del suo viso sempre rosso, o anche perchè sin da ragazzo era sempre di umore sanguigno e sempre pronto a discutere e menare le mani.

Partigiano nel periodo della guerra, combatte i tedeschi nel 1945. Soprannominato “Paletta” in quanto usava questo nome per indicare la vanga usata per scavare trincee e fortini. Durante questo periodo salva la vita ad un compagno ferito, gli tampona la ferita con un pezzo di stoffa della sua camicia e lo porta a spalla sino all’ambulanza. Si trattava di Dante Ricci che poi laureatosi in giurisprudenza diverrà il suo difensore nel 1951 per il delitto della Tassinaia.

Subisce una prima condanna per omicidio nel 1951. In quell’occasione ha ucciso l’amante della sua fidanzata, il delitto è ricordato come il delitto della Tassinaia. L’omicidio del 1951 si riferisce a quando uccise a coltellate Severino Bovini, in quanto sorpreso in atteggiamenti intimi con la sua fidanzata Miranda Bugli. Dopo l’omicidio costrinse la ragazza ad avere un rapporto sessuale con lui accanto al cadavere. Per questo fatto Pietro Pacciani sconta 13 anni di carcere.

Una volta scarcerato, nel 1964, abbandona Vicchio del Mugello e si trasferisce a Mercatale, una frazione del comune di San Casciano in Val di Pesa in provincia di Firenze.

Nel 1965 sposa Angiolina Manni.

Dal 1965 al 1968, risultava aver lavorato, in qualità di mezzadro, presso il podere “Casino Particchi” sito in località Badia a Bovino, di proprietà di Ceseri Costantino.

Alla fine degli anni Sessanta per circa tre anni, ha lavorato in qualità di mezzadro presso un podere in località Casini di Rufina, in via Forlivese, di proprietà di Lotti Cesare.

Dal 15 aprile 1973 al 31 dicembre 1981 risultava aver lavorato nell’azienda agricola di Rosselli del Turco, con le mansioni di operaio agricolo specializzato.

Il 30 settembre 1979 Pacciani acquista la casa di Piazza del Popolo n. 7 per la somma di £ 26.000.000 in contanti

Dalla fine del 1982 alla metà del 1984, risultava aver lavorato presso la famiglia Gazziero, in qualità di operaio avventizio agricolo.

Nel dicembre 1982 acquista l’autovettura Ford Fiesta targata FI D26185 per una somma contante di £ 6.000.000.

In data 30 giugno 1984 acquista l’abitazione di via Sonnino nr. 32 per la somma di £ 35.000.000 in contanti.

Dal 24 ottobre 1985 al 6 aprile 1987 risultava aver lavorato, per tre brevi periodi di tempo, presso la “Fattoria di Luiano”, di Alberto Palumbo sita in Mercatale Val di Pesa (FI).

Accusato dalle figlie, Rosanna e Graziella, di violenza fisica e violenza carnale viene condannato e sconta una pena dal 30 luglio 1987 al 6 dicembre 1991.

Il 30 ottobre 1991 i PM Pier Luigi Vigna e Paolo Canessa inviano a Pietro Pacciani, in carcere dal luglio 1987 per le violenze sulle figlie, un avviso di garanzia per i delitti del mostro.

Da Aprile a maggio del 1992, per 12 giorni, vengono perquisiti a Mercatale la casa e l’ orto di Pietro Pacciani

Il 16 gennaio 1993 Pietro Pacciani viene arrestato con l’accusa di essere il mostro di Firenze.

Il 15 gennaio 1994 Pacciani viene rinviato a giudizio per gli otto duplici delitti.

Il 1 novembre 1994 Pacciani è condannato a 14 ergastoli

Il 29 gennaio 1996 comincia il processo d’appello.

Il 13 febbraio 1996 Pacciani è assolto da ogni accusa dalla Corte d’assise d’appello.

12 dicembre 1996 la Cassazione annulla la sentenza d’appello che ha assolto Pacciani.

22 febbraio 1998 Pietro Pacciani viene trovato morto nella sua abitazione di Mercatale val di Pesa.

Pietro Pacciani

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