Il 18 ottobre 1985, previa telefonata, si presenta spontaneamente Nicola Antenucci al G.I. Mario Rotella per essere interrogato nuovamente. Antenucci sostiene di essere riuscito a ricostruire tutta la settimana antecedente al delitto di Signa del 22 agosto 1968. Antenucci racconta che:

Il 18 agosto 1968 è il giorno in cui, presso il bar della Briglia, conobbe Salvatore Vinci e Saverio Biancalani. Il Vinci nell’occasione gli offrì un lavoro che lui accettò dato che era in malattia per alcuni giorni dal suo lavoro. La sera, ritornando nello stesso locale, a avuto modo di conoscere anche l’operaio di Salvatore, Saverio Biancalani, con il quale fissano e prendono accordi per l’inizio del lavoro al mattino del giorno successivo.

Il 19 agosto 1968 finito il primo giorno di lavoro lui, Vargiu e Vinci si recarono al circolo ACLI di Prato con la macchina del Vinci. Qui giocarono a biliardo.

Il 20 agosto 1985 verso le 20.30 Salvatore Vinci l’aveva invitato a casa sua, qui erano stati raggiunti da Francesco Vinci e tutti e tre si erano recati al bar della Briglia. Una volta arrivati sul posto trovarono Silvano Vargiu e Saverio Biancalani. Dopo aver preso un caffè Francesco Vinci se ne va e mentre si allontana Salvatore gli chiede se va da Barbara Locci, ma non ottiene risposta. A quel punto lui, Vargiu e Vinci si recarono al circolo ACLI di Prato, il Biancalani invece dice di non sentirsi troppo bene e rimane alla Briglia. I tre giocano a biliardo fino alla chiusura del locale.

Il 21 agosto 1985 Antenucci sostiene di aver lavorato sino alle 21.00 circa e poi di essere andato a trovare una cugina a Prato con un motorino, dove poi rimane a cena. Dopo cena si reca alla casa dl popolo dove rimane sino a tardi.

Il 22 agosto aveva lavorato con Saverio Biancalani e Salvatore Vinci, quest’ultimo però era arrivato più tardi e se ne era andato alle 12.00 circa e non era più tornato.

Il 23 agosto l’Antenucci appena arrivato sul cantiere e non vedendo Salvatore Vinci domanda dove è a Biancalani che gli risponde: “non lo sai che è successo?…” ed alla sua risposta negativa, replica che c’è anche nel giornale, facendo riferimento al duplice omicidio di Signa, ed affermando che Salvatore è implicato nell’omicidio, aggiungendo testualmente: “vedrai che chiameranno anche te… ma mi raccomando, non fare il mio nome, perché io non voglio essere messo in mezzo“.

Antenucci precisa che i Carabinieri gli hanno chiesto solo se la sera del 21 è stato a giocare a biliardo con Salvatore e Silvano, e che lui, non sapendo collocare esattamente la sera del delitto in rapporto a quella del biliardo, fa confusione perché convinto che il 21 è martedì.

Interrogato subito dopo dal Dott. Antonino Caponnetto, Sostituto Procuratore, il quale gli avrebbe fatto ricostruire la settimana partendo dalla sera prima, e cioè da venerdì, andando a ritroso verso il lunedì, ricorda solo quattro sere, per cui, giungendo al lunedì non è in grado di dire cosa abbia fatto quest’ultimo giorno. Insomma, secondo l’Antenucci il magistrato non ha saputo o non ha tenuto conto che lui venerdì era stato dai Carabinieri a Lastra a Signa.

Antenucci conclude affermando che la ricostruzione gli è stata possibile partendo dalla domenica e ricordandosi che quel venerdì era stato effettivamente dai Carabinieri.

Vedi Rapporto Torrisi del 22 aprile 1986.

18 Ottobre 1985 Testimonianza di Nicola Antenucci

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