7 Giugno 1994, 18° udienza, processo, Pietro Pacciani,

Antonello Frongia, Adriana Sbraci, Miranda Bugli, Margherita Borri, Giuseppe Di Bella, Gianfranco Bruci, Carlo Fazzari, Brunetto Chiarelli, Mario Cianciulli

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Presidente: Bene, buongiorno.
Avvocato Bevacqua: Buongiorno Presidente.
P.M.: Buongiorno.
Presidente: L’udienza è aperta, bene, signor Pubblico Ministero?
P.M.: Si Presidente oggi abbiamo come primi testi quei proprietari della villa La Sfacciata, ammessi dalla Corte, e in relazione a quel motorino che era sul cancello della villa. La Polizia scientifica nel frattempo, come richiesto da lei signor Presidente, ha approntato una cartina con le misure relative alle distanze fra il luogo in cui fu rinvenuto il furgone dei tedeschi nell’83 e il cancello, quindi penso prima di sentire la signora che c’è e il marito, se go capito bene, i proprietari della villa, che secondo la teste De Giorgio Amelia erano al corrente dello stesso fatto, si potrebbe vedere un attimo quella cartina con le distanze e sentire il sovrintendente della Polizia scientifica che ha provveduto a redigerla e a fare le relative misurazioni.
Presidente: Bene…
A.B.: Presidente, chiedo scusa, io credo che sia più opportuno, per carità, sentire prima la signora che ci dica dove era il motorino e poi vedere…
P.M.: I testi che ci hanno detto dove era il motorino li abbiamo già sentiti.
A.B.: Va be’ e allora sentiamo la signora perché sennò è inutile, sennò sarebbe inutile…
P.M.: Sono due cose diverse, una è la distanza in metri
Presidente: Non è che noi sentiamo la signora sulla piantina, non lo so, non vedo motivo, noi glielo facciamo descrivere dove l’ha visto, dove non l’ha visto poi se è il caso tiriamo fuori la piantina.
P.M.: Se non sbaglio…
Presidente: Per assurdo dovremmo risentire i testi sulla piantina.
P.M.: La piantina è solo ai fini delle misurazioni è stata chiesta dal Presidente, se non sbaglio.
Presidente: Era la Corte che sollecitava questa planimetria.
P.M.: E è pronta.
A.B.: No io credevo che si dovesse vedere la piantina dove stava…
P.M.: No, no, no è solo una questione di misurazioni.
A.B.: Non è un problema. Mi sembrava più opportuno…
Presidente: E’ solo una questione di vedere questi luoghi, capito?
A.B.: Non è un problema.
Presidente: Se non avete problemi…
A.B.: No, no…
Presidente: Vediamo questa piantina…
P.M.: Decida lei Presidente.
Presidente: …Sentiamo chi l’ha compilata…
P.M.: E vediamola.
Presidente: E la vediamo, va bene?
P.M.: Fra l’altro avevamo
Presidente: Credo che non ci sia alcun problema.
P.M.: Avevamo anche la foto, se non sbaglio, l’abbiamo vista l’altra volta, di quel cancello e dei luoghi quindi…
Presidente: Si, le foto che naturalmente sono state fatte…
P.M.: A suo tempo.
Presidente: …a suo tempo. Molto a suo tempo dopo. Prego.
P.M.: Allora introduciamo… il sovrintendente scusi? Agente? Frongia. Allora si accomodi.
Presidente: Allora questi sono i fini, lo ammettiamo come testimone sull’accordo di tutti, va bene?
A.B.: Presidente…
Presidente: Si accomodi prego, dia le sue generalità.
A.F.: Sono l’agente Frongia Antonello, nato a Xxxxxx il x agosto del ’XX.
Presidente: La sua qualità?
A.F.: Scusi non ho capito.
Presidente: Lei è agente?
A.F.: Agente scelto di Polizia
Presidente: Scelto di Polizia, vuole leggere… gli diamo come al solito…
A.F.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Vuole ripetere il suo nome? Non l’abbiamo capito bene.
A.F.: Frongia Antonello.
Presidente: Frongia Antonello, benissimo.
P.M.: La domanda è questa, lei ha provveduto in questi giorni a effettuare delle misurazioni e a fare una cartina relativa alla perimetria ai cancelli della villa, se non ho capito male, si chiama La Sfacciata, nei pressi del luogo dove fu rinvenuto il furgone dei tedeschi nell’83…
A.F.: Esatto.
P.M.: E’ così. La vogliamo mostrare questa cartina che ha fatto lei?
Presidente: Certamente.
P.M.: Così ce la facciamo spiegare. Ci vuole indicare innanzitutto il luogo dove fu rinvenuto il furgone?
A.F.: Ecco, è denominato col punto B.
P.M.: Forse è meglio che si avvicini, mi scusi eh… Ecco, ecco, benissimo, lo indica… E’ quel furgone… quello è il luogo, il B e lei ha disegnato il furgone.
A.F.: Si, è il luogo in cui si trovava il furgone.
P.M.: La via di Giogoli è quella…
A.F.: La via di Giogoli…
P.M.: … che lei ha disegnato…
A.F.: …attraversa trasversalmente il disegno, ah ecco è scritto lì: Via di Giogoli, che si innesta sulla via Volterrana.
P.M.: I cancelli che lei ha trovato sono indicati a sinistra e a destra vero?
A.F.: A sinistra è un cancello, punto A;
P.M.: E’ un cancello secondario?
A.F.: E’ il cancello primario questo, che si affaccia sulla via Volterrana.
P.M.: Bene.
A.F.: Mentre percorrendo Via di Giogoli, a circa 170 metri, c’è un portone, non è proprio un cancello.
P.M.: Quello è un portone?
A.F.: Si.
P.M.: E ci vuol spiegare le distanze fra i punti A e B?
A.F.: Allora dal cancello, dall’incrocio, dal punto A al punto B sono 70,2 metri; mentre dal punto B al portone C sono 100 metri.
P.M.: Quindi in tutto, lei diceva…
A.F.: 170,2 metri, la distanza dal cancello al portone.
P.M.: Vogliamo rimostrare la foto del cancello? Principale? Così… E’ questo?
A.F.: Esatto.
P.M.: Ora per l’appunto qui c’è un B, comunque quello è il cancello che lei ha indicato nella sua cartina con A?
A.F.: Certamente si. Quello è il cancello e quella che si vede… il punto A sarebbe il punto in cui è stato rinvenuto il furgone.
P.M.: Io non ho altre domande Presidente e penso che fosse questo ciò che lei…
Presidente: Si certo.
P.M.: …considerava per maggiore precisione.
Presidente: Signori difensori avete domande?
A.B.: No, no, no.
Presidente: Non mi sembra che… Può andare grazie.
A.F.: Grazie.
Presidente: Buongiorno.

Presidente: E allora chi?
P.M.: Dovrebbe esserci la teste ammessa dalla Corte la signora Martelli Sbraci, credo Adriana.
Presidente: Martelli Sbraci Adriana.
P.M.: L’ha ammessa la Corte la volta scorsa.
Presidente: Si l’abbiamo ammessa l’altro giorno. Si accomodi signora prego.
Avvocato Fioravanti: Signor Presidente l’avvocato Fioravanti fa presente che la porta andrebbe chiusa.
Presidente: teniamo, si, chiusa quella porta. Romano chiudiamo la porta. Quella teniamola chiusa, va bene? Buongiorno signora.
A.S.: Buongiorno.
A.B.: C’è riscontro così.
Presidente: Tanto è già un forno di mattina non credo che quella risolverà il problema.
Presidente: Signora vuol dare le sue generalità per cortesia?
A.S.: Adriana Sbraci nata a Prato il xx xxxxxxx 19xx.
Presidente: Va sistemato il microfono alla signora. Romano, per cortesia, puole…
A.S.: Devo ridire?
Presidente: Si forse è meglio signora.
A.S.: Allora, Adriana Sbraci nata a Prato xx.xx.xx.
Presidente: Residente signora?
A.S.: Via xxxxxxxxx, xx.
Presidente: Vuole leggere quella formula per cortesia?
A.S.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Può rispondere per cortesia signora alle domande che le faranno prima il Pubblico Ministero e poi i difensori? Prego.
P.M.: Signora lei abita o ha abitato nella villa che si trova in Via di Giogoli con ingresso… incrocio via di Giogoli, Via Volterrana?
A.S.: Si.
P.M.: Nel 1983 abitava lì?
A.S.: Si.
P.M.: Signora, una teste che diceva essere sua ospite, non ricordo bene, o comunque che abitava con lei, De Giorgio Amelia, ci ha raccontato che anche lei sarebbe a conoscenza di fatti o comunque di circostanze relative a un motorino visto nell’imminenza, nei giorni prima o nei giorni dopo, mi sembra prima l’omicidio dell’83.
A.S.: Si.
P.M.: Lei sa qualcosa in proposito?
A.S.: Si certo sono stata anche interrogata all’epoca.
P.M.: Quando?
A.S.: Dopo che era successo…
P.M.: Dai Carabinieri del Galluzzo?
A.S.: Dai Carabinieri del Galluzzo.
P.M.: Ecco, ricorda… ricorda il fatto?
A.S.: Si mi ricordo di aver visto un motorino.
P.M.: Ricorda quando innanzitutto?
A.S.: Non me lo ricordo.
P.M.: Lo disse all’epoca?
A.S.: Penso di si, di averlo detto.
P.M.: Non si ricorda se era prima o dopo il fatto?
A.S.: Mi sembra prima però non potrei giurarlo.
P.M.: Ricorda in quale circostanza e dove era questo motorino?
A.S.: Era dentro il cancello del viale.
P.M.: Della vostra casa?
A.S.: Della nostra casa si.
P.M.: Era appoggiato da qualche parte?
A.S.: Si era appoggiato a un olivo.
P.M.: Possiamo mostrare un attimo…
Presidente: Ecco, vogliamo vedere…
P.M.: La foto del cancello così si capisce? Può chiamare per cortesia il ragazzo della scientifica? Se può mostrare ancora la foto che abbiamo visto prima.
A.S.: Dov’è che si vede?
Presidente: Lì dietro signora, si volti pure.
P.M.: E’ questo il cancello signora?
A.S.: Si è questo.
P.M.: lei ha ricordo di dove potesse essere il motorino?
A.S.: Guardando la foto era dalla parte sinistra, trenta metri, forse meno, 15 metri dentro il viale.
P.M.: Dentro la vostra proprietà?
A.S.: Si.
P.M.: Ma non è che era un motorino di qualcuno di voi?
A.S.: No.
P.M.: Qualcuno che era entrato dentro…
A.S.: Qualcuno che l’aveva lasciato lì, certo.
P.M.: E poi fu portato via? Voi… è più o meno normale che qualcuno entri e lasci cose o vi sembrò…
A.S.: All’epoca, siccome rimaneva sempre aperto il cancello…
P.M.: Era questo che volevo sentire.
A.S.: Si, rimaneva sempre aperto perché non era automatizzato quindi succedeva…
P.M.: Capitava.
A.S.: Succedeva si.
P.M.: Capitava. E voi avvertiste qualcuno?
A.S.: Che c’era il motorino?
P.M.: Si.
A.S.: No.
P.M.: Non vi dava fastidio più di tanto?
A.S.: No.
P.M.: Era di giorni quando l’ha visto?
A.S.: Quando l’ho visto io si, di mattina.
P.M.: Di mattina. Ricorda qualcosa di questo motorino? Se era uno… per intendersi uno di questi motorini nuovi tipo Ciao, cose così o era un motorino vecchio?
A.S.: Mi pareva un motorino vecchio con un serbatoio… Mi sembra, poi…
P.M.: Un serbatoio, mi scusi?
A.S.: Con un serbatoio ovale, mi sembra.
P.M.: Ovale?
A.S.: Mhmm.
P.M.: Ha un ricordo che colore potesse avere?
A.S.: Adesso, in questo momento, mi sembra di ricordarmelo grigio però io non lo so se all’epoca me lo ricordavo grigio, non lo so, francamente son passati…
Presidente: All’epoca lei lo ricordava con più precisione.
P.M.: Un colore così.
A.S.: Due giorni dopo me lo ricordavo meglio evidentemente, ora non me lo ricordo più.
P.M.: Lei lo disse ai Carabinieri.
A.S.: Si certo.
P.M.: Ricorda se fecero un verbale? Lei firmò, sottoscrisse un verbale?
A.S.: Non me lo ricordo.
P.M.: Lo chiederemo ai Carabinieri.
A.S.: Però sono stata poi interrogata di nuovo.
P.M.: Dal giudice istruttore.
A.S.: Mi sembra due anni fa. No da… la squadra… dal SAM? Insomma a me mi chiamarono…
P.M.: Però non fece un verbale.
A.S.: Non credo, no.
P.M.: Io non ho domande Presidente.
A.B.: Che aveva detto che era grigio… Anche allora disse che era grigio?
A.S.: Non lo so non me lo ricordo.
A.B.: Ma lei si ricorda grigio ora?
A.S.: In questo momento si.
A.B.: Se lo ricorda grigio.
A.S.: Mhm.
A.B.: Ecco, grazie.
P.M.: Possiamo, forse sarebbe opportuno, mostrare alla signora il motorino sequestrato all’imputato per vedere se, almeno nella forma, lo riconosce?
A.B.: Ecco, mi scusi Presidente…
Presidente: Io vorrei però che non si mostrasse quel motorino e basta.
P.M.: Bene.
Presidente: Siccome abbiamo, mi pare, negli atti, vero? Possiamo prenderli, vari esemplari di motorino, portiamoli tutti e vediamo qual è.
P.M.: Benissimo, benissimo Presidente.
Presidente: Prescindendo dal colore perché la signora ha detto – oggi mi sembrerebbe di ricordarlo grigio ma non lo so dire 
P.M.: Occorre il tempo materiale per preparare queste foto che se non sbaglio sono in camera di consiglio.
Presidente: Sono di là esatto.
P.M.: Se lei ci accorda questo piccolo intervallo… lo facciamo fare.
Presidente: Allora cinque minuti…
A.B.: Si certo, lei fu interroga… Mi scusi posso parlare Presidente?
Presidente: Avvocato perché non andiamo a cercare queste foto del motorino?
A.B.: Si, no ma volevo domandare questo alla signora… cioè, la signora fu interrogata dalla SAM?
A.S.: Si.
A.B.: Fu interrogata però non fu fatto un verbale.
A.S.: Questo non me lo ricordo se fu fatto…
A.B.: Lei ha firmato qualcosa?
Presidente: Non se lo ricorda avvocato.
A.S.: No non me lo ricordo.
A.B.: Va bene, se ci fosse stato… Grazie signora.
Presidente: Non se lo ricorda.
P.M.: Ci sarà una annotazione…
Presidente: C’è un verbale?
P.M.: No però ci potrebbe essere un’annotazione ora lo controlliamo.
Presidente: Allora andiamo a cercare queste foto?
P.M.: Si grazie Presidente.
Presidente: Allora un minuto di sospensione.

Sospensione

A.B.: Ne vorrei qualcuno in più di quei motorini.
P.M.: Sono quattro mi sembra.
Presidente: No ce ne sono parecchi, molti.
A.B.: Ne vedo solo due io.
Presidente: Noo avvocato, ce n’è tantissimi, lei vedrà, ce n’è una sfilata, saranno almeno dieci.
A.B.: Ah, bene.
Presidente: Perciò io li volevo far vedere. Dunque allora mostriamone…
A.B.: Presidente, perché non glieli facciamo vedere così alla signora? E poi la signora…
Presidente: Magari glieli mostriamo così e poi glieli mostriamo anche facendogli vedere singolarmente in mano la singola foto.
P.M.: Possibile tenerli fermi tutti e quattro? Ecco.
Presidente: Signori dobbiamo un po’ arrangiarci.
P.M.: Si, si infatti.
Presidente: O si predispone prima la cosa o sennò…
A.S.: Devo dir qualcosa?
Presidente: Ecco, di questi quattro…
A.S.: Finiti?
Presidente: No ce ne sono altri comunque cominci…
A.S.: Fra questi quattro quello che gli assomiglia un po’ di più è quello con la “A” però non è quello.
Presidente: Quello? Ci dica quale.
A.S.: “A” in fondo a destra.
Presidente: In fondo a destra, per cortesia vogliamo zoomare su quello? E diteci che motorino ha. Modello? E’ Beta modello Lucciola, 48cc. Allora questo è quello, tra questi che…
A.S.: A quanto mi ricordo…
Presidente: …in questa videata le vengono mostrati.
A.S.: Si a quanto mi ricordo io si.
Presidente: Che assomiglierebbe di più a quello che lei ha visto. Vogliamo…
A.S.: Non così però preciso.
Presidente: Non così preciso però glielo ricorda di più. Vogliamo dire quali sono gli altri? Tanto per nostra… Ecco, allora… non sul titolo… c’è sul titolo? Questo è un Beta con il serbatoio azzurro e sottosella c’è qualcosa di giallo.
P.M.: Portattrezzi.
Presidente: Un altro Beta 50MX c’è scritto nel…
P.M.: Con serbatoio orizzontale, si potrebbe dire.
Presidente: Serbatoio orizzontale, sembra, si, ruote da cross.
A.B.: Presidente faccio presente che son tutti Beta.
Presidente: Si, li sto descrivendo avvocato.
A.B.: No, no ma tutti questi son tutti Beta, non c’è né un Alfa…
Presidente: Beta modello Gazzella, 480cc, 4… valvole sarà… Anche questo serbatoio orizzontale. Ecco, di questi quattro lei ricorda quello in basso a destra…
A.S.: Si per quanto mi ricordo io assomigliava…
Presidente: Non era proprio così ma glielo ricorda più da vicino.
A.S.: Si.
Presidente: Vogliamo mostrare altre quattro fotografie?
P.M.: Prego avvocato io non ne ho.
A.B.: Presidente, io vorrei che si dia atto che nel fascicolo del dibattimento esistono queste foto che sono unicamente di moto Beta.
Presidente: E’ vero questo, ora non ho verificato.
A.B.: E’ verissimo.
Presidente: Bene, bene.
P.M.: Sono a un fine diverso…
Presidente: Avvocato mica dubitavo…
P.M.: Sono a un fine… Erano stati presi a un fine completamente diverso, non certo per mostrarli alla signora. Più che darne atto… sono lì.
A.B.: (fuori microofono)
Presidente: Sono tutti moto Beta.
A.B.: Sono moto…
Presidente: Però c’è anche da dire che sono tutti diversi uno dall’altro.
A.B.: Siamo d’accordo signor Presidente ma non c’è nessun’altro motoscooter
Presidente: Vogliamo allora mostrare, vediamo proprio in mano alla signora, se… li guardi… se le guardi direttamente, gli diamo anche quelle che abbiamo mostrato? Le avete lì? Ecco signora si volti pure verso di noi; so è vero sono tutte moto Beta però è anche vero che sono ciascuna diversa dall’altra, completamente, quindi…
A.B.: Siamo d’accordo.
Segue…
P.M.: Comunque nel…
A.B.: Non c’è nessun…
P.M.: La Polizia giudiziaria…
A.B.: Una Vespa, una Gilera, a un motorino Ciao, a un motorino di altro tipo non ce n’è nessuna Presidente.
P.M.: Verissimo Presidente.
Presidente: Non c’è qui nessuna moto che assomigli l’una a l’altra, sono completamente differenti tutte e sono tutti motorini usuali come forma e come tipo per cui tempi. Signora, con calma e tranquillità, vuole dare un’occhiata queste fotografie e dire se in una o più lei ravvisa una somiglianza, qualche cosa, con il motorino che vide allora? Faccia con comodo.
A.S.: Si, sono queste due che ci assomigliano di più a quanto mi ricordo io.
Presidente: Ecco, allora se vogliamo mostrargli, anzi prima le dia a me Romano, uno è quello che ha già indicato prima e l’altro dietro c’è una annotazione “Hollie Tittie”. Vogliamo mostrargli tutte e due per cortesia? Ecco, questi sono in pratica i motorini che le ricordano…
A.S.: Si, che mi ricordano… perché mi ricordo questo serbatoio ovale e messo in diagonale. Non mi ricordo molto altro però.
Presidente: Ecco, vogliamo mostrare per cortesia. Ecco questo è uno, signora. Ora, poi, facciamo le fotocopie e questo è l’altro. Tra i due quale glielo ricorderebbe di più?
A.S.: 
Presidente: Non è in grado di dirlo.
A.S.: No non sono in grado di rispondere.
Presidente: Ecco però questi sono quelli che glielo ricordano un pochino..
A.S.: Si.
Presidente: Avete su questo punto ulteriori domande?
P.M.: Nessuna domanda il P.M., grazie.

Avvocato Santoni Franchetti: Presidente…

Presidente: Avvocato Santoni. Vogliamo fare per cortesia le fotocopie di queste due fotografie? Le inseriamo nel verbale? Grazie. Avvocato Santoni Franchetti prego.

A.S.F.: Quante persone abitano in quella villa signora?

A.S.: Adesso o…

A.S.F.: Al tempo logicamente, nell’83.

A.S.: C’era…

A.S.F.: Più o meno…

A.S.: Cinque o sei. Sei anzi di famiglia.

A.S.F.: Lei aveva chiesto anche ad altri di quel motorino? Se apparteneva a qualcuno di quel gruppo?

A.S.: No.

A.S.F.: Non chiese? Non si informò a chi appartenesse quel motorino?

A.S.: Si forse l’avrò anche chiesto ma non era di nessuno di noi, questo lo sapevo con sicurezza.

A.S.F.: E quindi non pensaste di avvertire i Carabinieri che c’era un motorino?

A.S.: No.

A.S.F.: Era usuale trovare dei motorini appoggiati al…

A.S.: Si ogni tanto succedeva.

A.S.F.: Ogni tanto succedeva di trovare dei motorini appoggiati. Senta signora io le volevo chiedere una cosa, lei la notte dell’omicidio era presente nella villa?

A.S.: Penso di si.

A.S.F.: Non si accorse di nulla? Delle cose particolari strane? Colpi di pistola?

A.S.: Assolutamente niente.

A.S.F.: Niente, assolutamente niente.

A.S.: No.

A.S.F.: In quel luogo che lei avrà ben presente dove c’era il camper dei ragazzi tedeschi era normale vedere delle coppiette che si appartavano in macchina?

A.S.: No.

A.S.F.: Quindi lei non ha mai visto delle coppiette in quel punto?

A.S.: Non ci ho mai fatto caso anche perché da casa nostra non si vede, si, si vede se uno guarda affacciandosi a una finestra ma passando…

A.S.F.: E non è normale passare da quella strada?

A.S.: Per noi no.

A.S.F.: Un’altra domanda. E successo in quei giorni qualche cosa di particolare per esempio, non lo so, un qualche cosa che ha a che fare con un tedesco? Si ricorda una circostanza in quei giorni?

A.S.: No io so che questo te…

A.S.F.: Che vide la sua amica.

A.S.: Che questo tedesco (Rolf Reinecke) che ha rinvenuto questo camper era inquilino in un appartamento dietro a noi.

A.S.F.: Ho capito, nessun altra domanda, la ringrazio signora.

A.S.: Prego.

Presidente: Prego avvocato Colao.

A.C.: Signora scusi, che cos… vuol precisare che cosa la colpì di più nel motorino?

A.S.: Il fatto che fosse lì.

A.C.: E nella sua conformazione che cos’è che la colpì di più?

A.S.: Che era fatto tipo questi che ho detto di aver riconosciuto, cioè aveva questo serbatoio ovale e messo in obliquo.

A.C.: Questo serbatoio ovale. Senta signora lei ha detto che sembrava ora ricorderebbe, ora…

A.S.: Si mi ricordo che era molto vecchio e piuttosto opaco…

A.C.: Malandato.

A.S.: …non era lucido ecco, però adesso non mi ricordo di che colore era.

A.C.: Quindi non può precisare nessun colore in realtà?

A.S.: No, me lo ricordo neutro ma… non potrei dire…

A.C.: E lo vide uscendo ed entrando?

A.S.: Lo vidi uscendo e entrando, si a casa, per andare a casa.

A.C.: Per quante volte? Due o tre volte?

A.S.: Io l’ho notato la mattina uscendo e poi rientrando, poi a quel punto mi sembra che mi avessero interrogato i Carabinieri del Galluzzo perché nel frattempo era successa la cosa, quindi l’ho visto una volta o due non i ricordo quante.

A.C.: Grazie signora non ho altre domande.

A.S.: Prego.

Presidente: Nessun altra domanda?

A.B.: Chiedo scusa non ho capito una volta o due. Cioè lei non ricorda bene quando l’ha vista, cioè se qualche giorno prima…

A.S.: Non me lo ricordo.

A.B.: …qualche giorno dopo… non lo ricorda.

A.S.: Non lo ricordo.

A.B.: Ricorda però di averla vista una o due volte…

A.S.: Si.

A.B.: …la mattina.

A.S.: No, la mattina uscendo e rientrando il pomeriggio.

A.B.: A che ora rientrava?

A.S.: Non lo so, il pomeriggio.

A.B.: Nel pomeriggio. Quindi era sempre lì questo motorino?

A.S.: Era sempre lì si, per due volte l’ho notato senz’altro poi non mi ricordo se l’ho notato per di più.

A.B.: Senta signora le volevo domandare un’altra cosa, siccome lei ha detto su domanda del collega avvocato di parte civile, lei ha detto che vi era un signore di origine tedesca che era inquilino…

A.S.: Si.

A.B.: Suo?

A.S.: Si di mio marito.

A.B.: Suo marito. Ecco, voi quella zona la usavate… davate in affitto?

A.S.: Ci sono degli appartamenti dietro la nostra casa che sono affittati, si.

A.B.: Anche in passato davate in affitto…

A.S.: Certo.

A.B.: Specialmente a tedeschi?

A.S.: No, no, no a gente di tutti i tipi.

A.B.: Ecco chiedo scusa ma avete avuto altre volte degli inquilini tedeschi?

A.S.: Che io mi ricordi no.

A.B.: Ma in quella zona vi erano delle persone che affittavano? Non lo sa?

A.S.: Non lo so.

A.B.: Ecco senta signora, dal luogo in cui vi era questo camper con questi poveri ragazzi alle sue finestre quanto c’è di distanza?

A.S.: In linea d’aria ci saranno cento metri.

A.B.: Cento metri. Ha dei cani lei signora?

A.S.: Si ne avevo anche all’epoca, non mi ricordo se uno o due.

A.B.: Non ha sentito abbaiare?

A.S.: No

A.B.: Guaire quella sera i cani?

A.S.: No ma perché non stanno in giardino da quella parte, sono in giardino di dietro non lo possono sentire assolutamente.

A.B.: Lei ha sentito dei colpi? Secchi?

A.S.: No, non ho fatto assolutamente caso.

A.B.: Quindi non ha sentito nulla?

A.S.: No

A.B.: Ho capito, no è piuttosto strano, per carità, non…

A.S.: Si, no, strano però io non ho sentito niente, l’hanno già chiesto anche all’epoca poi ero una delle poche persone di famiglia che ero in casa con mia figlia ma non ho sentito niente.

A.B.: Ecco, le vostre finestre su quella zona?

A.S.: No.

A.B.: Dall’altra parte?

A.S.: Danno sull’angolo che guarda verso la Certosa.

A.B.: Dall’altra parte.

A.S.: Mhm.

A.B.: Va bene, grazie signora.

A.S.: Prego.

Presidente: Domande?

P.M.: Nessuna il P.M.

Presidente: Può andare signora, buongiorno.
Presidente: Diamo lettura della seguente ordinanza. La Corte provvedendo sulla richiesta avanzata nell’interesse della teste Miranda Bugli per ottenere la deposizione medesima venga assunta a porte chiuse ritenuto che pur tenendo in dovuto conto che per comprensibili esigenze si debba Bugli esse non appaiono tali da prevalere sulla fondamentale regola della pubblicità del dibattimento che del resto le circostanze suscettibili di trovarsi in contrasto con le esigenze di riservatezza della Bugli sono ampiamente note già da tempo e diffusamente divulgate dagli organi di informazione che rimane tuttavia fermo l’assoluto divieto di riprendere in qualsiasi modo l’immagine della teste durante la sua permanenza in aula per questi motivi respinge la richiesta di procedere a porte chiuse l’audizione della teste Bugli Miranda fermo restando l’assoluto divieto di riprendere in qualsiasi modo l’immagine della Bugli durante la sua permanenza in aula e allora preciso perchè così non ci saranno equivoci, che ci furono l’altra volta, che se saranno pubblicate foto a tuttapersona naturalmente della teste o in altro modo saranno diffuse per televisione o via dicendo la testata responsabile sarà esclusa nel proseguo del dibattimento, va bene? E quindi possiamo iniziare l’esame della teste. Gli obbiettivi giù per favore.  Ecco signora si vuole voltare verso di noi per cortesia? Stia assolutamente tranquilla non c’è… Lei non viene ripresa nè in altro modo sarà dato pubblicità alla sua immagine. Senta signora vuole darci le sue generalità per piacere?
M.B.: Allora, Bugli Miranda
Presidente: Nata, signora, dove?
M.B.: Nata a Firenze il ‘xx del xx gennaio.
Presidente: xx gennaio del 19xx, residente signora?
M.B.:A Montelupo Fiorentino.
Presidente: A Montelupo Fiorentino. Benissimo. Vuole leggere per cortesia quella formula?
M.B.: Con tutte le pasticche che ho preso qui un ci vedo proprio niente.
Presidente: Allora, vuole che le prestiamo un paio di occhiali? Ce li ha? A posto, se la signora ha gli occhiali suoi è meglio. Li cerchi con calma.
M.B.: Consapevole di quella responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia disposizione, deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è in mia conoscenza.
Presidente: Benissimo signora, benissimo. Senta per cortesia vuole rispondere adesso alle domande che le faranno prima il Pubblico Ministero e poi i difensori?
M.B.: Va bene.
Presidente: Prego signor Pubblico Ministero.
P.M.: Signora lei abita a Montelupo ora?
M.B.: Si.
P.M.: E’ nata, se non ho capito male, a Firenze?
M.B.:A Firenze.
P.M.: Lei è stata protagonista di un fatto ormai noto a Vicchio nell’anno ’51 no?
Avvocato Bevacqua: La domanda scusi Pubblico Ministero
Presidente: Avvocato gliel’ha fatta, per cui…
M.B.: Mi scusi non ho…
Presidente: C’era un punto interrogativo, quindi era una domanda.
A.B.: Gli dice che è stata protagonista
Pres. E’ stata protagonista assieme naturalmente alla persona che lei sa…
M.B.: Si.
P.M.: Ecco, il tutto serviva…
Presidente: Diamo per scontato però tutto questo.
P.M.: Si, si, volevo solo introdurre, attraverso questa domanda, per capire i suoi spostamenti geografici. Lei nel ’51 abitava a Vicchio?
M.B.: Si.
P.M.: Nel comune di Vicchio.
M.B.: Nel comune di Vicchio.
P.M.: E poi è stata in carcere per quel fatto. Quando è uscita dal carcere?   
M.B.: Non mi ricordo la data esatta.
P.M.: In che anno?
M.B.: Nel cinquant…
P.M.: Quanti anni è stata in carcere?
M.B.: Cinque.
P.M.: Quindi ’51
M.B.:’56.
P.M.: Quando uscì dal carcere dove andò ad abitare signora?
M.B.: Frasassi si chiamava.
P.M.: Cioè? In che comune?
M.B.: Sempre comune di Vicchio.
P.M.: Quindi tonò a… tornò dove aveva abitato prima. In un’altra casa…
M.B.: In un’altra casa perché nel frattempo avevano cambiato casa.
P.M.: I suoi familiari?
M.B.:I miei familiari si.
P.M.: Successivamente si è spostata o ha sempre abitato a Vicchio?
M.B.: No son stata lì un… …penso un anno.
P.M.: Lì circa un anno.
M.B.: Circa un anno poi mi sono sposata
P.M.: E dov’è andata a stare?
M.B.: Sempre nel comune di Vicchio.
P.M.: Successivamente ha mai cambiato casa?
M.B.: Dal comune di Vicchio, cioè lì da dove ero nel comune di Vicchio sono andata via di lì, son sempre comune di Vicchio, son andata, non mi ricordo come si chiamava, in un’altra casa. Però un mi ricordo il posto.
P.M.: Sempre nel comune di Vicchio.
M.B.: Si.
P.M.: Poi ha cambiato comune, proviamo così…
M.B.: Poi ho cambiato comune sono tornata… a Lastra a Signa.
P.M.: Con suo marito? E’ andata a stare a Lastra a Signa
M.B.: Non mi ricordo mica il posto
P.M.: Direttamente a Lastra a Signa? E’ un posto che a noi interessa.
M.B.: No, no mi scusi.
P.M.: Io le farò delle domande specifiche
M.B.: Mi scusi non sono andata direttamente a Lastra a Signa sono andata, sempre nel comune di Scandicci ,alla villa su, su era vicino a coso… su…
P.M.: A San Martino alla Palma
M.B.: A San Martino alla Palma   
P.M.: A Badia a Settimo. Per quanto tempo c’è stata?
M.B.: Nove mesi, finchè non ho avuto il bimbo.
P.M.: E poi è andata a stare a Lastra a Signa. Poi ci torniamo su questo perché lei è stata diffusa, ora mi interessava il quadro generale delle sue abitazioni,
M.B.: Si poi un me ne ricordo nemmeno io tutte.
P.M.: Strano signora eh? Che non se lo ricordi. Insomma, ha cambiato quattro, cinque abitazioni non somo mica poi tante…
M.B.: No non mi ricordo i nomi no
P.M.: Va be’ i nomi li troviamo, l’aiuto io. Poi è andata a Lastra a Signa. Si ricorda in che anno è andata a Lastra a Signa?
M.B.: Nel ’61?
P.M.: Nel ’61. Ricorda la via dove abitava?
M.B.: Via Matteotti
P.M.: E si è trattenuta per qualche anno?
M.B.: Si.
P.M.: Fino al?
M.B.: Fino al… Sono negata per…
Presidente: All’incirca signora.
Sono rimasta lì, mi sembra fino ai 6 anni, 6 anni.
P.M.: ‘68/’69.
M.B.: Si.
P.M.: All’anagrafe sembra il ’69, poi lo verifichiamo e da lì è andata dove abita ora o no?
M.B.: No da lì sono andata su a Rincine.
P.M.: A Rincine in che comune siamo?
M.B.: Londa.
P.M.: Londa. A Londa… e questo… in che periodo, in che anni c’è stata e quanto c’è stata?
M.B.:E’ una parola! E chi se le ricorda?
M.B.:E’ semplice, è andata via da Lastra a Signa nel ’69 fa il calcolo…
M.B.: Ci sono stata, in ogni modo ci sono stata sui sedici mesi perché i’ mi’ marito, so’ andata su per il lavoro di mi’ marito, sicchè sedici mesi ci son stata lassù.
P.M.: Quindi nel ’70 è venuta via.
M.B.: Nel ’70 si.
P.M.: E dal ’70 dov’è andata a stare?
M.B.:A Scandicci.
P.M.: Fino al?
M.B.:All’84, fine ’85 o ’85, mi sembra.
P.M.: E dall’85 a Montelupo dove abita ora.
M.B.: Dove son tutt’ora.
P.M.: Questo è grosso modo il quadro poi lo vedremo nei particolari. La domanda che le voglio fare ora è questa: in tutti questi anni ha mai più visto il signor Pacciani?
M.B.: Si.
P.M.: Quando l’ha visto?
M.B.: L’ho visto nel periodo ero su a Rincine e…
P.M.: A Londa signora?
M.B.:A Londa si. Quant’è che… Alla fine del ’69, penso.
P.M.: Quindi…
M.B.: Fine ’70 son venuta via. Non mi ricordo il mese, il giorno…
P.M.: Lei l’ha visto una volta sola dopo il fatto del ’51?
M.B.: Si.
P.M.: In questa occasione.
M.B.: In questa occasione.
P.M.: Venne lui a trovarla?
M.B.: Si venne lui a trovarmi.
P.M.: Lì a Rufina? A Londa, scusi
M.B.: No su, proprio a Rincine perchè noi avevamo una casa a Rincine.
P.M.: Chiedo scusa. Che comune è Rincine per capirci?
M.B.: Londa. Questo è un paesino. Cioè un gruppo di case.
P.M.: Si, si. Nel Mugello?
M.B.: Sopra Dicomano.
P.M.: Sopra Dicomano era questo che volevo sapere. E il Pacciani venne a trovarla.
M.B.: Si.
P.M.: Le preannunciò questa visita?
M.B.: No.
P.M.: Comparve un giorno…
M.B.: Comparve così una mattina, di mattina mi sembra si.
P.M.: Le suonò al campanello, c’era il suo nome?
M.B.: No non suonò nessun campanello perché la porta era aperta, è arrivato così, davanti alla porta.
P.M.: Quanti anni era che non lo vedeva?
M.B.: Eh dal ’51.
P.M.: Quindi se facciamo un po’ di conti una trentina d’anni, una ventina, scusi.
M.B.: Una ventina tutti.
P.M.: E lei lo riconobbe subito o non capì chi era?
M.B.: No lì per lì l’ho riconosciuto, un po’ impressionato ma l’ho riconosciuto.
P.M.: Un po’?
Presidente: Impressionato.
M.B.: Cioè m’ha fatto un po’ impressione.
P.M.: Impressionata lei
M.B.: Si, lì per lì mi sono un po’… Non impaurita ma insomma un po’ impressionata!
P.M.: Non si aspettava questa visita.
M.B.: Non l’aspettavo. Non m’aspettavo la visita.
P.M.: In tutti questi anni non le aveva mai scritto? Non si era mai fatto vivo con lei?
M.B.: No.
P.M.: Mai. E’ sicura di questo, si?
M.B.: Io non ho mai ricevuto niente.
P.M.: Io glielo chiedo, lei mi risponde e poi andiamo avanti, vediamo. E un giorno dopo vent’anni compare…
M.B.: Si.
P.M.: Non… Le chiese lei: Come hai fatto a trovarmi?
M.B.: No, lui veramente m’ha chiesto, m’ha detto che aveva chiesto di mi’ marito e che gli avevan detto che si stava lì.
P.M.: Come faceva il signor Pacciani, glielo chiese, a chiederle, a sapere che lei era sposata? Se era vent’anni che non vi vedevate?
M.B.: Questo non lo so.
P.M.: Lei gliel’ha chiesto?
M.B.: No non gliel’ho chiesto. Non credo di averglielo chiesto.
P.M.: Le chiese come l’aveva rintracciata? Come aveva, ha saputo questo indirizzo, fra l’altro, mi sembra di capire, lei dice un paesino, Rincine… Era sull’elenco?
M.B.: Si gli ho chiesto come ha fatto e mi ha detto che era a una fiera e che era venuto su.
P.M.: Mi scusi, non l’occasione, come aveva fatto a sapere che lei abitava lì?
M.B.: Non credo di averglielo chiesto. Non credo.
P.M.: Lei non gliel’ha chiesto…
M.B.: Mi sembra proprio di no. A me m’ha chiesto di mio marito, io gli ho detto che non c’era, era a lavoro, non era lì presente, l’uniche cose che m’ha detto: che lui s’era sposato, io mi sono sposata, lui aveva due figli e io ne avevo tre, la vita era andata com’era andata e ognuno per conto suo. Tutto qua.
P.M.: Una strana apparizione con altrettanto…
M.B.: Con tanta velocità.
P.M.: Ecco. Però lei signora ha riferito che…
Presidente: Con tanto scusi? Non abbiamo capito, “con tanto”?
M.B.:E’ andato via alla svelta, non s’è trattenuto lì… Mi dica.
P.M.: Lei in precedenza dice non aveva mai avuto suo notizie? O le aveva avute?
M.B.: Io non le ho avute notizie. Notizie nel senso… un so…
P.M.: Che la stava cercando. Aveva mai avuto notizie che la stava cercando?
M.B.: Io m’era stato riferito che lui aveva chiesto il mio indirizzo.
P.M.: A chi lo aveva chiesto e chi glielo aveva riferito?
M.B.:A me me l’ha riferito, come si chiama? Una… Rosa. Cioè la mamma di una mia cognata.
P.M.: Come si chiama questa sua cognata?
M.B.: Marisa. Però non me l’ha detto la Marisa me l’ha detto la nonna che gliel’aveva chiesto alla figlia. Lorena.
P.M.: La figlia si chiama Martelli Lorena per caso?
M.B.: Si.
P.M.: O Martelli Iris?
M.B.: Si forse ha due nomi, si.
P.M.: Ecco, Martelli Iris Lorena. La mamma di Martelli Iris Lorena, che è sua parente, è così?
M.B.: No, se sono cogna… E la sorella è cognata
P.M.: Benissimo, le disse che il Pacciani l’aveva cercata da lei?
M.B.: No dice che l’aveva vista e gli aveva chiesto dove stavo.
P.M.: Ecco, perché questa signora, Martelli Iris, ieri è venuta a dirci proprio il contrario. Che lei non ha mai…
Avvocato Bevacqua: Contestiamo.
P.M.: Eh? E’ così? Lei questo ha riferito, io volevo mettere in evidenza come la Martelli iris, se è la stessa persona come ho capito, addirittura ieri ci ha fatto una falsa testimonianza! Lei comunque ricorda che il signor Pacciani
M.B.: Io mi ricordo, dice, non gliel’ho dato.
P.M.: Non glielo aveva dato. Il suo indirizzo.
M.B.: Se poi…
P.M.: Però comparve questo signore…
M.B.: Si.
P.M.: Quindi qualcuno glielo aveva dato.
M.B.: Non lei personalmente. Non Lorena personalmente a me me lo aveva detto la mamma.
P.M.: La mamma di questa Lorena.
M.B.: Perché stava vicino.
P.M.: Però se compare qualcuno l’indirizzo glielo avrà dato.
M.B.:
P.M.: E’ così?
M.B.: E’ così.
P.M.: Lei non gliel’ha chiesto. Senta una cosa, quindi l’ultima volta che lei ha visto il Pacciani, in queste condizioni, abbastanza, come ci racconta lei, frettolose, senza preventive comunicazioni è in questo anno ‘69/’70?
M.B.: Si.
P.M.: Successivamente lei non l’ha mai più visto lo rivede, a parte i giornali e le telecamere, oggi in quest’aula?
M.B.: Anzi non l’ho ancora visto.
P.M.: Senta signora io le dovrei contestare che le figlie di Pacciani sono venute in quest’aula per dire che sono venute una volta a trovarla, insieme al padre, avevano una Fiesta nuova, il padre mostrò a lei queste ragazze, lei disse “che belle ragazze” e in quell’epoca…
Avvocato Bevacqua: La domanda scusi.
P.M.: E’ vero!
A.B.: No, no questo non glielo può dire, scusi Presidente… Lei deve domandare se… Mi scusi Presidente
P.M.: Posso domandare se
A.B.: No
P.M.: Posso doman… No ora intanto faccio la domanda
A.B.: Pubblico Ministero
Presidente: Allora faccio io la domanda
A.B.: La domanda!
Presidente: Faccio io la domanda!
P.M.: Prima ho fatto la contestazione se loro mi permettono.
Presidente: La contestazione lei l’ha fatta, ha sentito signora?
P.M.: Lei ricorda…
Presidente: E’ una contestazione impropria naturalmente                                     
P.M.: Queste ragazze hanno detto…
Presidente: Chiamiamola contestazione in maniera assolutamente atecnica.
P.M.: Benissimo in quest’aula, queste due ragazze, hanno raccontato questo.
Presidente: C’è questa circostanza che il Pubblico Ministero riferisce, è vero allora, le domandiamo, che una volta…
P.M.: E’ la stessa domanda che ho fatto io.
Presidente: E’ chiaro che i suoi ricordi non possono essere brillantissimi, è vero che una volta il Pacciani venne dopo quella volta lì, con le figlie, e gliele mostrò?
M.B.: No.
Presidente: No.
M.B.: Mai viste io.
Presidente: No. Lei lo ricorda bene questo signora. Benissimo.
M.B.: E’ una cosa che se le avessi viste me lo ricorderei, io non le ho mai viste.

P.M.: Senta una cosa signora andiamo a qualche altro argomento… E come mai… Ah no niente, nessun… Senta una cosa ancora…
M.B.: Mi dica.
P.M.: Lei quindi ha conosciuto Pacciani prima dell’episodio del ’51? L’unico periodo in cui l’ha frequentato, perché poi l’ha visto una volta sola, ci ha detto, nel ’70/’69…
M.B.: Si.
P.M.: Per quanto tempo siete stati se eravate fidanzati o insieme, vi frequentavate?
M.B.: Sarà stato un anno, bhoo, non me lo ricordo mica sa…
P.M.: Quanti anni aveva lei signorina?
M.B.: Sedici.
P.M.: E lui?
M.B.: Quanti anni ci ha?
P.M.: Lui quanti anni aveva quando lei ne aveva sedici? Lo ricorda? Se era il suo fidanzato…
M.B.: Ma non me lo ricordo gli anni, 26, quanti ne aveva?
P.M.: Aveva un’età così. Voi vi frequentavate regolarmente o occasionalmente?
Avvocato Fioravanti: Presidente non è oggetto della capitolazione.
Presidente: Questo è vero. Questo è vero Pubblico Ministero. Sembra che la capitolazione sia proprio limitata alle circostanze precise che lei ha svolto fino ad adesso e cioè se il Pacciani era venuto a trovare e quante volte la Bugli dopo i fatti famosi.
P.M.: Siccome ci sono degli atti gi, come la sentenza del ’51, che loro hanno dai quali si può dedurre l’attendibilità o meno della signora su una circostanza per me importante, la signora risponde in modo diverso, ritenevo opportuno fare delle domande che consentissero di capire anche l’attendibilità della teste e quindi siccome ho il riscontro del ’51, io chiedo se mi ammettono…
Presidente: C’è opposizione della difesa.
Avvocato Fioravanti: La difesa si oppone.
Avvocato Bevacqua: Si oppone perché il riscontro non si può fare sul ’51, l’ha c’è stato tempesta nel ’51. Questo è un riscontro che la porta è chiusa.
P.M.: Non lo so, vediamo di aprirla se necessario.
A.F.: Se preventivamente preavvertiti si.
Presidente: Diciamo che qui la capitolazione è molto precisa e molto delimitata e quindi queste ulteriori domande non sono ammissibili. Se poi sarà necessario, in un secondo momento, ricordate c’è quell’ordinanza della Corte, vedremo…
P.M.: Bene Presidente. Lei ha mai visto Pacciani con pistola in mano?
M.B.: No.
P.M.: Sa se ne aveva?
M.B.: No.
P.M.: Lei è stata processata con Pacciani per un delitto di questo tipo.
A.F.: Opposizione.
P.M.: Detenzione…
A.F.: Opposizione.
P.M.: Detenzione di pistola.
A.F.: Assolutamente!
A.B.: No è stata processata soltanto per concorso nell’omicidio con colpevole.
P.M.: Glielo posso chiedere?
A.F.: Penso di no.
A.B.: Veramente non fa parte della capitolazione.
Presidente: Siamo fuori del capitola…
P.M.: Bene Presidente non ho problemi.
Presidente: Se necessario si riaprirà questo discorso.
P.M.: Si, si, si, benissimo.
Presidente: Ma non ora in un secondo momento.
P.M.: Non ci sono problemi. Signora lei ha avuto l’occasione di lavorare in un bar?
M.B.: Si.
P.M.: Dove?
M.B.: A Scandicci.
P.M.: Ha per caso lavorato in un bar anche a Cerbaia?
M.B.: No.
P.M.: Ci sono delle persone, compagni di Pacciani, che hanno detto sono venute a trovare lei in un bar a Cerbaia.
M.B.: No.
Avvocato Fioravanti: Opposizione.
Presidente: No avvocato, assolutamente. L’opposizione la respingo subito.
Avvocato Bevacqua: Lascialo fare poi si guarda se son veri questi testimoni.
M.B.: No io…
P.M.: E’ il Vanni…
A.B.: Va be’ vediamo un po’ dov’è stata la signora!
P.M.: Posso fare qualche domanda o a ognuna devo…
Presidente: Può fare questa domanda Pubblico Ministero.
P.M.: Grazie. Allora volevo sapere in questo bar a Scandicci, se non ho capito male, lei ha lavorato, a Cerbaia mai. In questo bar a Scandicci in che epoca ha lavorato?
M.B.: ’74, ’78 mi sembra.
P.M.: Un quattro anni circa?
M.B.: Mhmm. Fra il si e il no.
P.M.: Si e no, scusi cosa vuol dire?
M.B.: Non mi ricordo se son quattro se son meno.
P.M.: Ho lavorato, più che lavorato davo una mano a mio fratello.
Presidente: Il bar era di suo fratello?
M.B.: Si.
P.M.: Era il proprietario di questo bar.
M.B.: Era una casa del popolo.
P.M.: Che lui gestiva?
M.B.: Gestiva.
P.M.: E lei in questa casa del popolo, a quel che ho capito, a questo bar non ha mai ricevuto visite del Pacciani. Né di persone che si sono presentate dicendo che erano amici suoi?
M.B.: No. Io almeno non l’ho mai visto.
P.M.: Persone, amici suoi che si sono presentati chiedendo di lei?
M.B.: No.
P.M.: No. Senta una cosa tornando a dove abitava lei negli anni dal ’60… Ha detto è venuta via dal Mugello? Abbiamo fatto un po’ di conti, ’56 più qualcosa dopo che si è sposata, quand’è andata a stare a Badia a Settimo?
M.B.: A Badia a Settimo mai.
P.M.: Allora mi scusi, lei l’ha chiamato…
M.B.: San Martino.
P.M.: San Martino alla Palma?
M.B.: Mi sembra nel ’60.
P.M.: Nel ’60. Poi è andata a Lastra a Signa nel ’61?
M.B.: Si.
P.M.: Lei ha detto. Senta un po’, lei ricorda il periodo in cui è stata, fra il ’61 e il ’69, così è stato ricostruito dall’anagrafe per l’esattezza, lei ha parlato ‘68/’69, dal 201261 lei emigra a Lastra a Signa, risulta dagli atti, e ne riparte per Londa l’11969, in questo arco di tempo ricorda esattamente se ha abitato in una sola casa o se ha cambiato casa e l’indirizzo?
M.B.: No io da Lastra a Signa sono andata direttamente su a Londa. In questo…
P.M.: Mi scusi, in Lastra a Signa lei ha abitato sia…
M.B.: In due case
P.M.: Ricorda gli indirizzi?
M.B.: Si, in Via del Prato e l’altra era in via Matteotti.
P.M.: Sono vicini fra loro questi indirizzi?
M.B.: Si. Poca distanza.
P.M.: In questo arco di tempo, 20 o 22, non ricordo esattamente la data, agosto del ’68, successe un omicidio, oramai noto. Le vittime erano dei signori che abitavano proprio in quelle strade (Barbara Locci e Antonio Lo Bianco), ora mostreremo una cartina e cercheremo, con l’aiuto della signora, di localizzarli meglio, lei di questo omicidio ricorda nulla?
M.B.: No.
P.M.: No in che seno?
M.B.: No, ne ho sentito parlare, perché non ero lì, io ero al mare.
P.M.: Quando successe l’omicidio lei era al mare.
M.B.: Si perché una volta che finiva la scuola si partiva e s’andava al mare e si tornava sempre verso settembre a inizio scuole.
P.M.: Ecco.
M.B.: Sicchè mi ricordo quando son tornata ne ho sentito parlare ma non… Non l’ho presente.
P.M.: Ecco, questa circostanza che lei era al mare però la dice oggi per la prima volta non l’ha mai detta alla Polizia.
M.B.: Si perché poi…
P.M.: Né al P.M. , lei è stata sentita
M.B.: Sono stata sentita ma ci ho ricapito dopo.
P.M.: Non l’ha mai detto che era al mare. Le è venuto in mente dopo.
M.B.: No m’è venuto in mente perché poi ripensandoci dopo, io finito le scuole, tutti gli anni…
P.M.: Andavate al mare.
M.B.: Si perché i’ mi’ marito faceva lavori delle strade, secondo dove si trovava o al mare o in montagna e ripensandoci bene io non c’ero proprio.
P.M.: E dov’era signora?
M.B.: Non mi ricordo se ero a Quercianella o se ero…
P.M.: Era da qualche parte. Io le contesto però che non l’ha mai detto in tanti anni eh…
M.B.: E’ giusto, difatti…
P.M.: Questo è vero. Le è venuto in mente ora. Senta una cosa, lei conosceva, quando l’ha saputo, chi erano le vittime? Conosceva per caso qualcuno di questi signori? Dato che, ora vedremo, erano proprio suoi vicini di casa.
M.B.: Sii?
P.M.: Bhe, insomma, sono pochissimi centinaia di metri, è un paese, nel ’68, in cui… E’ una deduzione questa eh…
M.B.: No, non l’ho presente.
Presidente: Non li conosceva.
P.M.: Non li conosceva. Né le vittime né coloro che sono stati ritenuti gli autori? La famiglia Mele lei la conosceva?
M.B.: No. Io ho sentito solo parlare su’ i’ giornale.
P.M.: Dopo.
M.B.: Ma neppure allora, li ho sentiti dopo.
P.M.: All’epoca, quando era al mare, di questo fatto che era avvenuto proprio vicino a casa sua lei non ha mai saputo niente?
M.B.: No, no, no. L’ho saputo, quando son tornata, dai discorsi della gente però non… Non l’ho presente. Anche perché non leggevo i giornali.
P.M.: Ecco, la famiglia Mele lei non la conosce?
M.B.: La coppia?
P.M.: La famiglia Mele/Locci che abitava vicino, ora vedremo con una cartina… No. Ecco, questa famiglia Mele/Locci, mette in evidenza la Polizia giudiziaria, che anche mentre voi abitavate nella località che ci ha indicato prima, San Martino alla Palma, abitavano proprio vicino a voi…
M.B.: 
P.M.: Nemmeno… Lei non ne ha mai sentito parlare?
M.B.: Io non ne ho sentito parlare.
P.M.: I Lo Bianco non le dice nulla? Questi nomi… Come conoscenze dirette eh? Non come cose…
M.B.: I nomi li potrei aver sentiti
P.M.: Una strada, lei c’è stata cinque o se anni, mi sembra di capire…
M.B.: Si però, guardi…
P.M.: Succede un omicidio e non ne ha mai sentito parlare?
M.B.: No, io non l’ho sentito.
P.M.: Io le mostrerei, con il permesso della Corte, una cartina, mi rendo conto nemmeno molto…
M.B.: E poi, è successo alla Lastra questo fatto qui? Alla Lastra proprio?
P.M.: Si. Dove sono successi, io volevo far vedere
Presidente: A Scandicci.
M.B.: Ah a Scandicci.
P.M.: Può mostrare questa? Cioè c’è una cartina, è in atti, è effettivamente una cartina presa non so se da uno stradario telefonico, non è chiarissima però rende l’idea, poi la Polizia giudiziaria ci spiegherà meglio quando li sentiremo. Ecco. Vorrei farle vedere delle strade, di dove abitava lei. Ecco. No, bisognerebbe ingrandire e cominciare con le strade, quella a sinistra indicata un po’ in blu, se riusciamo a leggere la strada, Via del Prato, eh? La vede signora? Lei abitava in via del Prato al 7? Dico bene signora?
M.B.: Mhmm.
P.M.: E prima invece dove aveva abitato?
M.B.: Era via Matteotti.
P.M.: In via Matteotti. Ecco Via il Prato 7, quella è la strada, in corso Manzoni che noi vediamo subito sulla destra, abitava il Lo Bianco e in Via 24 maggio, subito sotto, poi la Polizia ci spiegherà le distanze, abitavano i Mele/Locci. Nel mezzo c’è la Piazza Garibaldi è un paese che all’epoca
Presidente: C’è anche la Piazza del Comune, mi pare, lì.
P.M.: C’è, si, si eccola lì, sulla sinistra. Ecco, nemmeno quando venne la notizia lei aveva mai sentito parlare, fra Corso Manzoni e Via del Prato obbiettivamente sono così vicini che…
Presidente. Comunque, signora…
P.M.: Io le chiedo, glielo richiedo
Presidente: Ne ha mai sentito parlare?
M.B.: Si ne ho sentito parlare di questo fatto
Presidente: No ma visivamente ricorda, qualcuno ha mai… Non le dicevano nulla.
M.B.: No perché guardi io con tre figli, lavorando in casa, non andavo in giro a sentire, sicchè non…
P.M.: Si certo.
M.B.: Ho sentito il fatto ma non ci ho approfondito, ecco.
Presidente: Pubblico Ministero questa è la risposta.
P.M.: Ma noi la prendiamo, volevo che avesse presente queste strade, la signora, poi ce lo…
M.B.: Io addirittura pensavo a Signa fosse successo, pensi un po’.
P.M.: No qui non è dove è avvenuto il fatto, quelle strade lì…
M.B.: Ah qui è dove abitavano.
P.M.: Signora mi scusi ha capito che Via il Prato è dove abitava lei o forse io mi sono spiegato male?
M.B.: No, no ho capito, ho capito
P.M.: E dove abitavano anche gli altri. Gliel’ho detto io, questi sono luoghi che, la cartina che le ho mostrato io non ha niente a che vedere…
M.B.: Dove abitavano quelli lì.
Presidente: Era dove abitavano questi uccisi. La Barbara Locci e il Lo Bianco.
M.B.: Ho capito.
Presidente: Che lei non conosce, non ha mai visto, non sa…
M.B.: Li avrò anche visti passare ma non sapevo chi erano.
Presidente: Però non li individua assolutamente.
P.M.: Presidente io ho numerose altre domande che non faccio ora perché non sono capitolate mi riservo di chiedere alla Corte, nel momento in cui sarà terminata l’istruttoria dibattimentale, di sopperire e di farle, ove la Corte lo riterrà opportuno, richiamando la teste.

Presidente: Avvocato Santoni Franchetti prego.

Avvocato Santoni Franchetti: Signora, lei prima del 1951 era una persona… Aveva molti corteggiatori? Era una ragazza molto ammirata nel paese?

Miranda Bugli: Senta non credo che si debba parlare poi della mia vita privata

A.S.F.: Signora…

Avvocato Bevacqua: Non fa parte del capitolato, chiedo scusa avvocato, lei come parte civile non avendo capitolato

Presidente: Lei ha capitolato domande specifiche?

A.S.F.: No niente.

Presidente: E allora lei deve stare alla capitolazione

A.S.F.: Per noi siamo in controesame

Presidente: Si ma lei…

A.B.: No, no, no assolutamente no.

Presidente: Avvocato Bevacqua! Dunque… Vi ho tolto il microfono quindi è inutile che parliate lei può fare il controesame ma sulle domande ammesse non su quelle non ammesse altrimenti, capito, sarebbe troppo

comodo.

A.B.: Signor Presidente io non credo che possa fare il controesame, lui essendo parte civile…

Presidente: Controesame nel senso può fare domande sull’argomento di cui si trattava

A.B.: In adesione al Pubblico Ministero può fare soltanto l’esame.

Presidente: E quindi unicamente sulle circostanze dedotte dal Pubblico Ministero. Lei avvocato ne aveva dedotte di sue? Non mi pare.

A.B.: No Presidente. Io volevo dire…

A.S.F.: Questo argomento è tabù.   

A.B.: Io posso fare il controesame ma i colleghi di parte civile no

Presidente: Possono fare domande.

A.B.: Domande si, sull’esame.

A.S.F.: Presidente, chiedo scusa, su questo punto la parte civile può fare il controesame. Perché è parte completamente autonoma e libera nei confronti di tutte le parti. Se no non avrebbe… Il codice dice semplicemente che è “parte” non è assolutamente dipendente da chicchessia, né dalla difesa né dall’accusa, non avrebbe sennò alcun senso la sua presenza nel processo, quindi può fare il controesame a nostro avviso. Se ora Presidente lei dice che non si può fare è un altro discorso!

Presidente: Avvocato Santoni intanto lei non ha un interesse contrastante con quello del Pubblico Ministero o non dovrebbe averlo perlomeno

A.S.F.: Ma non lo dico nemmeno che l’ho parallelo

Presidente: Secondo, lo chiami controesame, lo chiami domande la sostanza non cambia, guardiamoci bene in faccia.

A.S.F.: Benissimo.

Presidente: Quindi lei deve fare domande unicamente sull’argomento…   

A.S.F.: Non è ammesso, non è possibile.

Presidente: … Su cui verteva l’esame del Pubblico Ministero. Se le vuole fare su quell’argomento bene, altrimenti…

A.S.F.: Nessuna domanda.

Presidente: E allora mi spiace. Signori avvocati di parte civile avete altre domande? Allora signori avvocati della difesa. Prego.

Avvocato Bevacqua: Grazie. Senta signora lei dopo questi fatti del ’51, è passato tanto tempo, dopo venti anni, secondo le risposte che ha dato al Pubblico Ministero, dopo venti anni circa vede un giorno il signor Pacciani ed è stata l’unica volta, lei ha detto, che ha visto il signor Pacciani e l’avrebbe visto, se non erro, a Londa.

M.B.: Si.

A.B.: Sopra Compiobbi, sopra… sopra…

M.B.: Sopra Londa.

A.B.: Prima di arrivare a Dicomano eccetera, si sale in su, Rincine.

M.B.: Si.

A.B.: Ecco. Ecco lei signora dopo questo periodo, dopo che il signor Pacciani è entrato in questo processo, cioè durante la fase indagativa di questo processo lei quante volte è stata, se è stata, chiamata, interrogata dai Carabinieri per accertare certe cose? Dai carabinieri, dalla Polizia.

M.B.: Dai Carabinieri mai.

A.B.: Dalla Polizia?

M.B.: Dalla Polizia una volta.

A.B.: Una volta o più di una volta?

M.B.: Una volta. Chiamata.

A.B.: Chiamata. Ma son venuti a domandarle alcune cose?

M.B.: Una volta son venuti anche a domandarmi.

A.B.: Ecco, si ricorda se questa data è possibile sia stata, si possa collocare perlomeno dal punto di vista temporale al 26 marzo 1990? C’erano quattro persone: Maresciallo dei Carabinieri, eran tutti in borghese, e c’era anche una ragazza. Se lo ricorda?

M.B.: Si.

A.B.: Si ricorda se in quell’occasione le domandarono se il signor Pacciani era mai venuto a casa sua a Lastra a Signa?

M.B.: Me lo chiesero si.

A.B.: Ecco perché loro dicono..

M.B.: No non mi ricordo se me l’han chiesta questa domanda.

A.B.: No, perché loro fanno questo appunto e dicono: “in particolare il discorso è stato accentrato sulla permanenza della in Lastra a Signa. Si è avuto la certezza che la donna non ha mai incontrato durante quel periodo il Pacciani Pietro anche in modo casuale”. Siccome questa circostanza l’accusa non l’ha portata avanti nel discorso probatorio io ricordo a lei, e se lei lo conferma, che in questa occasione questi quattro signori con una ragazza le domandarono se lei aveva mai incontrato a Lastra a Signa il Pacciani.

M.B.: Non me lo ricordo se me lo domandarono di questo discorso qui ma io non l’ho mai incontrato.

A.B.: E lei non l’ha mai incontrato.

M.B.: No.

A.B.: Io comunque per la contestazione produco questo documento.

P.M.: Non so se si può produrre un atto di Polizia giudiziaria.

Presidente: E’ un atto di P.G. avvocato.

A.B.: Va be’ comunque un atto di P.G., lo domanderemo poi ai signori della P.G., va bene? Senta signora, un’altra volta, credo, sia stata poi interrogata, va bene?

M.B.: Mhmm

A.B.: Ancora dagli stessi verbalizzanti, esattamente il 15 marzo ’90. Cioè qualche giorno prima di questo giorno e in questa occasione lei ha detto quello che oggi ha riferito al signor Pubblico Ministero cioè: “Si accertava così nel corso di un colloquio avuto dagli scriventi con la Bugli Mirata in data, Miranda, in data tredi, 15-3 ultimo scorso, che quest’ultima si era vista capitare improvvisamente a casa sua il Pacciani, con il quale aveva perso praticamente ogni contatto dal momento del processo, più precisamente la donna collocava tale visita nell’anno ’70, quattordici anni dopo la sua scarcerazione, presso la sua abitazione di Londa”. Se lo ricorda questo?

M.B.: Si, quella volta che è venuto su a Londa.

A.B.: Ecco, quella volta. Quindi lei con tranquillità mnemonica ricorda soltanto questo unico incontro con il Pacciani e di questo incontro lei lo riferisce ai signori verbalizzanti, che sono i signori della SAM e qualche altro dipendente dell’arma dei Carabinieri e poi da ultimo lo riferisce al magistrato l’attuale dottor Pubblico Ministero dottor Canessa…

P.M.: No, no non c’ero.

A.B.: “Innanzi al P.M. Dottor”, ah, ho sbagliato io, non c’era lei però c’era sicuramente l’altro P.M. che è il dottor Vigna… e dottor Vigna… Esattamente il 6 novembre ’91. Va bene? Cioè lei è stata sentita tre volte. La prima volta quando le si domanda se lei e quando aveva visto il signor Pacciani e riferisce: “una sola volta all’improvviso nel ’70 a Londa”, una seconda volta le viene domandato dai signori della SAM se lei a Lastra a Signa avesse mai visto il signor Pacciani, lei lo esclude totalmente…

M.B.: Io si.

A.B.: Tant’è che loro sono convinti di questo però non lo, lo riportano dopo. E poi una terza volta, per ribadire, davanti al Pubblico Ministero, che lei aveva visto una sola volta e cioè nel ’70 il signor Pacciani a Londa.

M.B.: Si.

A.B.: Vero? Grazie non ho altre domande.

Presidente: Altro? Avvocato Fioravanti.

Avvocato Fioravanti: Signora, lei quando ha visto Pacciani a Londa, a Ricine, era da solo o c’era un’altra persona con lui?

M.B.: No io, lì davanti alla mi’ porta era da solo.

A.F.: La porta dava sull’aia?

M.B.: C’era la stradina e c’era la porta.

A.F.: Ecco, questa stradina andava verso Londa? La strada che passa davanti all’aia?

M.B.: No. C’è un viottolino che poi si può scendere ma la strada noi si rientrava indietro e poi andava a Londa.

A.F.: Non c’era un certo signor Ciucchi. Mediatore.

M.B.: No. Io non l’ho visto.

A.F.: Ecco, Pacciani gli ha detto dove era diretto?

M.B.: A me Pacciani, mi sembra, se non sbaglio, m’avrebbe detto che era venuto a una fiera, che era venuto su a fare…

A.F.: No mi basta questo signora eh! Era venuto ad una fiera. Grazie.

Presidente: Lo aveva già detto. Possiamo congedare la teste signori? Bene. Signora può andare grazie, può uscire di qua.

P.M.: Abbiamo Borri Margherita, Presidente.
Presidente: Borri Margherita. Si accomodi signora, prego. Buongiorno. Signora, consente la ripresa televisiva?
M.B.: No, preferirei di no.
Presidente: Quindi direi di no, non riprendete la signora, vuole darci le sue generalità per cortesia?
M.B.: Si, Borri Margherita, nata a San Casciano Val di Pesa, l’xx.x.xx.
Presidente: Residente, signora? Dove risiede?
M.B.: A San Casciano Val di Pesa.
Presidente: A San Casciano benissimo.
M.B.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente, Vuole rispondere per cortesia alle domande che le faranno il Pubblico Ministero e i difensori?
M.B.: Si.
P.M.: Signora qual è la sua attività?
M.B.: Ho un negozio.
P.M.: Di che cosa?
M.B.: Di caccia e pesca.
P.M.: Dove?
M.B.: A Mercatale Val di Pesa.
P.M.: Lei conosce il signor Pietro Pacciani?
M.B.: Si perché abita…
P.M.: Per quale motivo?
M.B.: Abito anche vicino.
P.M.: Abitate vicino.
M.B.: Dove abitavo prima.
P.M.: Ma lo conosce solo di vista o ha avuto anche dei contatti con lui?
M.B.: Si qualche volta è venuto a negozio, poche volte…
P.M.: Non ricorda per quale motivo?
M.B.: Si, una volta è venuto per comprare un paio di stivali e una volta perché ha fatto la richiesta per il porto d’armi per uso di caccia.
P.M.: Ricorda…
M.B.: Mi ha chiesto quale documentazione occorreva che procurasse e io gli ho indicato quello che avrebbe dovuto…
P.M.: Gli ha indicato quali erano i documenti?
M.B.: Si, esatto.
P.M.: Lui glieli ha portati?
M.B.: Si.
P.M.: Ricorda che documenti erano?
M.B.: Certificato di abilitazione all’esercizio venatorio poi il certificato medico dell’ufficiale sanitario… …come per tutti i porto d’armi, le foto autenticate, il certificato contestuale.
P.M.: Senta ricorda in che periodo avvenne questo?
M.B.: Mah, con esattezza non saprei, lo potrei circoscrivere dall’82 all’84.
P.M.: Come periodo, come mai? Come mai fra l’82 e l’84?
M.B.: Perché io fino all’82 non lo conoscevo Pacciani…
P.M.: Come mai?
.Non viveva a Mercatale.
P.M.: Ecco. Non viveva a Mercatale e lei in che occasione… c’è un episodio particolare?
M.B.: Si, io la prima volta che ho visto Pacciani l’ho visto in occasione della cresima di mio figlio e di una delle sue figlie.
P.M.: E che anno era?
M.B.: L’82 di ottobre.
P.M.: E quindi questa licenza lei la colloca in un periodo successivo a questo ottobre ’82?
M.B.: Esatto, si esatto.
P.M.: E venne al suo negozio per fare questa licenza, le portò questi documenti e poi la licenza…
M.B.: Sostenne l’esame prima, io gli avrò dato… ci sono dei libretti per studiare, sostenne l’esame, si vede con esito positivo…
P.M.: E come andò? Gliela dettero?
M.B.: No.
P.M.: Come mai non gliela dettero?
M.B.: Gli fu respinta dalla Questura.
P.M.: Ho capito. Senta una cosa, quindi lei colloca da dopo l’ottobre ’82… ricorda se per questa sua attività aveva lei un tariffario? Cos’è che poteva far pagare?
M.B.: No.
P.M.: Non ricorda?
M.B.: No.
P.M.: Pensandoci oggi che cifra potrà aver pagato?
M.B.: Mah, i versamenti allora per…
P.M.: No, a lei, aldilà dei versamenti.
M.B.: Mah, saranno state… non so… spese vive: 5/10.000 lire, non di più.
P.M.: Ecco, c’è un appunto su uno dei blocchi in sequestro… su quel blocco che l’accusa… blocco Skizzen Brunnen… in cui c’è un appunto a mano di Pacciani dice: “Pagato lire 16.000 alla signora della caccia e pesca”, ora lo mostrerò alla corte, “Pagato lire 16.000 alla signora della caccia e pesca della domanda per la caccia fra la quale certificato medico per conoscenza degli animali” senta com’è preciso “domanda di ammissione alla scuola o allegato il foglio di congedo fotocopia e certificato penale che me lo deve restituire” c’è scritto “dopo averlo fatto vedere al Di Bella brigadiere”
M.B.: Si saranno sta…
P.M.: Mi lasci finire, mi scusi, “oggi 10 luglio 1980”
M.B.: ’80?
P.M.: “Mi deve arrivare la risposta”. Così dice lui. Lei esclude e continua a dire che la data è dopo quella cresima?
M.B.: Si, secondo me si.
P.M.: Io non ho altre domande signora, grazie.
Presidente: Signori avvocati di parte civile avete domande? Nessuna. Avvocato Bevacqua prego.
A.B.: Questa domanda che lei ha fatto per conto del Pacciani a cosa serviva?
M.B.: A ottenere il porto d’armi per uso di caccia.
A.B.: Senta e ci vuole anche una domanda per ottenere un’abilitazione all’esercizio…
M.B.: Siii, prima si.
A.B.: Prima si eh?
M.B.: In antecedenza ci vuole quella.
A.B.: E lei fa anche queste cose?
M.B.: Gliel’ho battuta a macchina.
A.B.: Anche lei gliel’ha battuta a macchina?
M.B.: Si.
A.B.: La domanda eh?
M.B.: Si, si.
A.B.: E quindi lei dice che gliel’ha battuta lei, se lo ricorda che gliel’ha battuta a macchina?
M.B.: Presumo di si.
A.B.: Presume di si.
M.B.: Sono passati parecchi anni.
A.B.: Certo signora ma difatti… E quindi lei gli ha battuto a macchina sia questa domanda per l’esercizio venatorio, va bene? Sia il resto, giusto? Perché prima ci vuole la domanda…
M.B.: Per fare l’esame.
A.B.: Per fare l’esame, ecco… Quando uno presenta la domanda per fare l’esame dopo quanto, normalmente…
M.B.: Normalmente viene chiamato dopo 5/6 mesi.
A.B.: Dopo 5/6 mesi.
M.B.: Si.
A.B.: E l’attestato dopo quanti mesi si da?
M.B.: Mah, dopo pochi mesi.
A.B.: Quindi 5/6 mesi… 7/8 mesi. Ecco io gliene farei mostrare uno, un attestato, se lei ricorda… (fuori microfono)
M.B.: Settembre ’81.
A.B.: ’81, quindi lei l’ha visto prima il signor Pacciani o no?
P.M.: Ma gliel’ha fatto lei?
A.B.: No, non l’ho fatto io è dagli atti del Pubblico Ministero questo.
P.M.: Chiediamo se l’ha fatto la signora.
A.B.: Non lo so, intanto questo è dell’81.
Presidente: Vogliamo vedere questo documento per piacere? Vediamolo anche noi visto che…
M.B.: Mi potre…
A.B.: Eh?
M.B.: Io direi sia nell’82 ma…
A.B.: Ecco, direbbe però c’è un documento pubblico signora che dice che nell’81… Io non ne capisco di caccia ma mi pare che sia un documento che ha un numero nel fascicolo del Pubblico Ministero…
Presidente: … è abilitato all’esercizio venatorio.
A.B.: Bene Presidente, si può produrre?
Presidente: C’è già in atti vero? Lei ha detto avvocato…
P.M.: Si, si, mettiamolo per sicurezza.
A.B.: E’ in atti nel fascicolo del Pubblico Ministero.
Presidente: Ah, non è nel fascicolo del dibattimento, possiamo allegarlo.
A.B.: Certo Presidente. Signora, lei conosce il signor Pabbi Roberto? Della commissione di esame…
M.B.: No
A.B.: Non lo conosce.
M.B.: No.
A.B.: Ohooo, senta signora lei sa se, almeno lei l’ha detto prima che fa queste domande, le batte a macchina, le presenta, va bene?
M.B.: Le porto ai Carabinieri di San Casciano.
A.B.: Le porta ai Carabinieri di san Casciano, i Carabinieri di San Casciano fanno le loro indagini su tutto, sulla personalità eccetera, dopodiché tutto viene spedito alla…
M.B.: Questura.
A.B.: Alla Questura. Però la venatoria ha un altro iter oppure tutto mandato alla venatoria?
M.B.: Venatoria?
A.B.: Come si chiama? Non lo so, quello che fa il certificato di abilitazione all’uso della caccia?
M.B.: Ah, quello è la Provincia.
A.B.: E’ la Provincia.
M.B.: Si.
A.B.: Che fa pure lei, tutto quanto lei?
M.B.: No.
A.B.: Senta signora…
M.B.: Io non so’ mica la Provincia!
A.B.: Non è alla Provincia ma prepara tutto lei, no?
M.B.: No io gli batto semplicemente la domanda a macchina
A.B.: Batte la domanda.
M.B.: Basta, chiuso lì.
A.B.: Lei conosce questi… sono pure atti del fascicolo del processo da cui risulta che il signor Pacciani… glielo dico immeditamente… il signor Pacciani in data… fu respinto di fatto il suo ricorso il 26.11.1980.
M.B.: Com’è possibile sia stato respinto? Allora non era una domanda che avevo fatto io!
P.M.: Ohooo, ha visto!
A.B.: Signora non m’interessa se era sua o non sua…
M.B.: Qui mi si cambia le carte in tavola.
P.M.: Brava signora!
A.B.: Signora io produco carte!
P.M.: Brava signora!
A.B.: No!
P.M.: Sono due cose diverse!
A.B.: Io produco carte che non vengono prodotte dall’accusa!
P.M.: Sono due cose diverse!
A.B.: Non sono cose diverse!
P.M.: Sono carte di cui la signora non si è occupata!
Presidente: Signori silenzio, fate silenzio!
P.M.: Sta facendo domande alla signora su cose di cui lei non si è occupata! E poi ci si meraviglia…
Presidente: La signora si è occupata di una pratica…
P.M.: E’ una pratica completamente diversa!
M.B.: Avrà fatto da un’altra parte!
P.M.: Ma è ovvio signora!
Presidente: Si è occupata di una pratica… siete senza microfono… non facciamo apprezzamenti! Di nessun genere! La signora ha detto che si è occupata di una pratica per quanto riguardava lei e andata a buon fine.
M.B.: No, no non è andata a buon fine.
Presidente: Andata a buon fine nel senso che ha avuto l’abilitazione ma poi non ha…
A.B.: Non è andata a buon fine, vero signora?
Presidente: Non è andata a buon fine nel senso che la Questura non ha rilasciato…
P.M.: E’ veramente una condotta che non è corretta!
A.B.: Guardi lei…
Presidente: Signori per favore!
A.B.: lei è irreprensibile!
Presidente: Smettetela! Signor Pubblico Ministero non voglio apprezzamenti di questo genere. Tutti conosciamo l’avvocato Bevacqua come un galantuomo e un gentiluomo che poi ci si lasci trascinare dal pathos processuale questo è un altro discorso e questo è un appunto che faccio a lei avvocato Bevacqua. Basta così perché tra l’altro è tardi, è caldo e dobbiamo andare avanti.
M.B.: Infatti.
Presidente: Allora mi pare che il discorso sia abbastanza chiaro, la signora si è occupata di una pratica che come abilitazione è andata a buon fine…
M.B.: Si.
Presidente: Poi la Questura ha negato il permesso.
A.B.: Va bene.
Presidente: Viceversa qui si tratta di una pratica abilitativa, a quel che ho capito, che a livello di mera abilitazione non è andata a buon fine, prego…
A.B.: Ecco, allora signor Presidente dato che la signora fa riferimento ad una pratica che non è andata a buon fine evidentemente si parla di una pratica per la quale è stata respinta la domanda o no signora?
M.B.: E’ stato notificato dai Carabinieri che il porto d’armi non gli veniva concesso.
A.B.: Non gli veniva, quindi era stata respinta, io le voglio dire signora che questa… l’esame risulta documentato, glielo produco, che gli esami il signor Pacciani li avrebbe effettuati il 26 novembre 1980 dove c’è scritto respinto…
M.B.: Allora non son quelli che ho fatto io.
A.B.: E che si possono fare gli esami dopo un anno signora?
M.B.: Ha’ voglia anche dopo due, anche dopo tre.
A.B.: Va bene, comunque…
M.B.: Anche dopo dieci.
A.B.: Pratica di respinti 303/80, io lo produco, va bene?
Presidente: Non ci sono eccezioni vero?
P.M.: Nessuna.
M.B.: No ma questo non mi sono occupata io di questo. Per i numeri ci ho abbastanza memoria.
(Brusio)
Presidente: Nessun commento avvocato per favore.
A.B.: Purtroppo anche il più paziente degli uomini, signor Presidente…
Presidente: Va be’ avvocato… siamo qui, quindi…
A.F.: L’accusa può fare tutti i commenti…
Presidente: Altre domande alla signora?
A.B.: C’era Giobbe, io non sono Giobbe ma…
Presidente: Avvocato Colao lei doveva veramente porre prima le domande…
A.C.: Si ma…
Presidente: Sennò ogni volta, capito…
A.C.: Controesame, io mi appello alla facoltà di poterlo fare sulle stesse domande…
Presidente: Via, ci dica, qual è la domanda?
A.C.: Se poi le ritiene che non la debbo fare io mi seggo e non la faccio.
Presidente: Non ci formalizziamo via, faccio solo per di re che sarebbe meglio in linea generale rispettare il proprio turno, prego.
A.C.: Signora prego, lei è stata molto precisa quando ha indicato che c’è stata una circostanza nella quale ha conosciuto il signor Pacciani, è una circostanza di festa, no?
M.B.: Si.
A.C.: Mi vuol dire quale festa era?
M.B.: La cresima di mio figlio.
A.C.: Che coincideva anche con la cresima….
M.B.: Della figlia più piccola di Pacciani.
A.C.: Ecco, questo evento quando è avvenuto? Se lo ricorda?
M.B.: Ottobre ’82, mio figlio aveva 11 anni, è del ’71.
A.C.: Ottobre ’82, in quell’occasione… lei ha anche detto che il signor Pacciani ha acquistato da lei un paio di stivali…
M.B.: Ma non mi ricordo in che occasione.
A.C.: Quello era stato prima?
M.B.: Sarà stato prima, dopo, non lo so.
A.C.: Allora…
M.B.: Dopo, dopo… Sicuramente dopo.
A.C.: Ecco, dopo questa occasione della cresima a lei è stato chiesto di interessarsi, di fare queste pratiche?
M.B.: No, non in quell’occasione, sarà venuto a negozio dopo. Dopo dei mesi sarà…
A.C.: Ma è sempre dopo la cresima?
M.B.: Per quel che mi posso ricordare…
A.C.: Questo io chiedo a lei, proprio alla sua memoria, al suo ricordo.
M.B.: Per quel che mi ricordo si.
A.C.: Bene, grazie non ho altre domande.
A.B.: Scusi Presidente sulla base di questa domanda che mi ha rimesso in corsa, mi perdoni, signora da quanto tempo lei ha questo negozio?
M.B.: Dal ’73.
A.B.: Basta grazie.
M.B.: Ma Pacciani non stava a Mercatale.
A.B.: Si va bene signora non si preoccupi, da quanto tempo ha il negozio, le ho fatto questa domanda…
M.B.: Va bene.
A.B.: Lo so che lei vuole a tutti costi che Pacciani eccetera!
Presidente: Avvocato queste sono valutazioni inammissibili.
A.B.: Però è dal ’73, no, no… Non ho detto nulla Presidente! Ho detto che Pacciani eccetera…
Presidente: Lei lo ha detto.
A.B.: L’ho detto, lo so che vorrebbe che Pacciani eccetera, eccetera…
Presidente: Eccetera…
A.B.: Ma eccetera può esserci tutto.
Presidente: Nessuno vuole niente.
A.B.: Signora lei dal ’73 ha questo negozio.
M.B.: Si.
A.B.: E in questo negozio vengono un po’ di tutti, persone della zona…
M.B.: Si.
A.B.: Certo, grazie signora.
A.F.: Signora…
Presidente: Avvocato Fioravanti.
A.F.: Signora quanto è distante Montefiridolfi, Via S. Anna, da…
M.B.: Pochissimo, pochissimo ma io non lo conoscevo Pacciani fino a che…
A.F.: No signora, io non ho chiesto se lei conosceva Pacciani.
Presidente: Risponda semplicemente signora.
Ah, si, si, pochissimo sarà a 2/3 chilometri.
A.F.: A Montefiridolfi c’è un negozio di caccia e pesca che si interessa di queste cose?
M.B.: Noo, ci sarà… a Montefiridolfi c’erano delle persone della sezione dei cacciatori che si interessavano. C’erano si.
A.F.: Si ma anche lei si interessava ed era vicinissima a Montefiridolfi.
M.B.: Più vicino… si, è certo non son lontana da Montefiridolfi.
A.F.: La ringrazio signora.
Presidente: Altre domande signori?
P.M.: Nessuna grazie.
Presidente: Possiamo licenziare la teste, grazie signora può andare buongiorno.
M.B.: Buongiorno.
P.M.: Sentiamo Di Bella Giuseppe, Presidente.
Presidente: Di Bella Giuseppe. Si accomodi prego signor Di Bella. Vuol dare le sue generalità? Consente la ripresa televisiva?
G.D.B.: Per me è lo stesso.
Presidente: Bene, allora questo signore non gli interessa e quindi potete riprendere.
G.D.B.: Mi chiamo Di Bella Giuseppe sono nato il xx.xx.xx ad Acireale provincia di Catania, brigadiere dei Carabinieri in pensione.
Presidente: Brigadiere in pensione. Vuol leggere quella formula per piacere?
G.D.B.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Brigadiere vuole rispondere per cortesia alle domande del Pubblico Ministero e poi a quelle dei difensori?
G.D.B.: Si.
Presidente: Prego.
P.M.: Può precisare alla Corte qual è la sua professione oggi e qual è stata prima se oggi, come mi sembra di capire, è in pensione?
G.D.B.: Sono pensionato.
P.M.: Di che cosa?
G.D.B.: Sono andato in pensione con il grado di brigadiere.
P.M.: Dell’arma dei Carabinieri?
G.D.B.: Dell’arma dei Carabinieri.
P.M.: Ha prestato servizio dove? Prima di andare in pensione…
G.D.B.: Dunque, a San Casciano Val di Pesa.
P.M.: In che periodo?
G.D.B.: Nel periodo dal 12 maggio ’58 al 5 febbraio 1989.
P.M.: Ohoo, è stato veramente tanto, io le vorrei leggere un appunto che è stato trovato e scritto dall’imputato su un blocco Skizzen Brunneen a lui sequestrato che ha, secondo da quello che è emerso finora, una certa provenienza. Su questo blocco c’è scritto una frase, io vorrei che lei stesse attento per vedere se il contenuto di questa frase le dice qualcosa. L’appunto è questo: “Pagato lire sedicimila alla sig” alla sig, alla signora lo diciamo noi “della caccia e pesca della domanda per la caccia fra la quale certificato medico libro per conoscenza degli animali domanda di ammissione alla scuola o allegato il foglio di congedo fotocopia e il certificato penale che me lo deve restituire” si presume la signora “dopo averlo fatto vedere al Di Bella brigadiere oggi 10 luglio 1980”. Lei dalla signo… così sembra da questo appunto, dalla signora della caccia e pesca o da una signora che fa questo mestiere ha mai avuto mostrato qualcosa relativo ad un permesso di caccia di Pacciani?
G.D.B.: No a me non mi è stato mostrato nessun documento ad eccezione… di solito la Borri, io abitavo a Mercatale Val Di Pesa, mi diceva: -ora gli mando il porto d’armi del Pacciani- la domanda per il rilascio del porto d’armi del Pacciani. –Va bene – ho detto – me lo mandi che poi noi penseremo ad inviarlo alla Questura– . Ricordo che dopo un periodo di temp, dopo alcuni giorni, difatti è arrivata la domanda delle (…)
P.M.: Il Pacciani è venuto da lei a chiedergli informazioni, sembra, sul certificato penale “che me lo deve restituire dopo averlo fatto vedere al Di Bella” cioè è un certificato penale che lui, sembra, mostra da questo appunto, alla Borri, mette una data, alla scusi, chiedo scusa, alla signora della caccia e pesca e siamo alla data… sembra 10 luglio’80, così lui scrive e lei doveva dare una sorta di parere su questo certificato penale, lo esclude?
G.D.B.: Lo escludo.
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
Presidente: Prego signori difensori. Avvocato Bevacqua.
A.B.: Mi scusi Maresciallo…
Presidente: Brigadiere, avvocato.
A.B.: Cavaliere allora, via. Va bene? Senta cavaliere, lei è stato per parecchio tempo nella zona di Mercatale, quindi sotto la sua giurisdizione c’era anche il Pacciani, lei fu sentito diverse volte dai Carabinieri, dal Maresciallo Minoliti e dai signori della SAM questo dopo… Poi fu sentito anche prima e per esempio il 4 aprile ’90 dai signori della SAM, lo ricorda?
G.D.B.: Si a San Casciano.
A.B.: Dal Maresciallo della SAM. E in quella occasione lei ebbe a dire questo… abbia pazienza perché… un solo minuto eh… Io le leggo quello che fu detto da lei in quell’occasione a questi signori sul Pacciani, voglio che lei mi dica se ha detto la verità allora, siamo 4 aprile 1990, quindi la situazione di assoluta… 4 aprile ’90… l’ha detto… le dico a chi lei ha riferito queste cose, all’ispettore Salvatore Sirico, all’agente scelto Mamone Antonino appartenente alla Polizia di Stato e al Maresciallo dei Carabinieri Frillici Pietro, i quali si sono recati a Mercatale Val Di Pesa ove hanno contattato Di Bella Giuseppe…
G.D.B.: Allora son venuti a casa mia questi signori…
A.B.: Brigadiere dell’arma dei Carabinieri in pensione da circa un anno, se la ricorda questa circostanza?
G.D.B.: Si, si, sono venuti tre persone, uno che conosco: un Maresciallo dell’arma e due persone…
A.B.: E allora lei ha detto queste cose del Pacciani, voglio sapere se lei le conferma oppure se non le conferma, ha detto del Pacciani che è stata sempre persona rude e manteneva atteggiamenti violenti nei confronti dei familiari, questo l’ha detto lei, se lo ricorda?
G.D.B.: Si.
A.B.: Non aveva particolari amicizie e per il suo carattere e per i suoi precedenti veniva tenuto in disparte dalla popolazione la quale si limitava ad avere esclusivamente rapporti strettamente necessari” se lo ricorda?
G.D.B.: Si, si.
A.B.: Benissimo. “Prima che il Pacciani si trasferisse in Mercatale, essendo il Di Bella comandante di stazione di quella località” cioè lei “venne contattato da tale Otello, di cui non ricorda il cognome, in quanto il Pacciani era in trattative con questi per l’acquisto di un fucile da caccia” se la ricorda questa circostanza? “Tali trattative vennero interrotte in quanto” lei avvertì Otello, non so chi era questo, “che il Pacciani non aveva titolo per detenere armi” se la ricorda questa circostanza?
G.D.B.: Si.
A.B.: Ohoo e poi lei ancora, parlando del Pacciani, dice queste cose: “Ha escluso” lei “che il Pacciani fosse persona che girasse di notte, affermando inoltre che durante i servizi di notturni da lui svolti non ha mai avuto modo di controllarlo, aggiungeva che il Pacciani è stato proprietario di una Lambretta molto scassata, poi di una Fiat 500 ed infine di una Ford che dovrebbe tutt’ora detenere” questo l’ha detto lei. “Non gli risulta che il Pacciani fosse un guardone, né ha mai appreso, anche da voci di popolo… “ che sono in genere le voci… “…che fosse stato sorpreso in particolari atteggiamenti sia nelle campagne di San Casciano né nell’abitato di quel centro” cavaliere queste cose le ha dette lei…
G.D.B.: Confermo, lo confermo si. Io durante…
A.B.: “Il Di Bella ha inoltre riferito che la moglie del Pacciani è una donna sulla quale non è possibile fare affidamento date le sue condizioni psichiche” se lo ricorda anche questo?
G.D.B.: Si.
A.B.: Le volevo domandare anche questo: “Aggiungeva che in occasione dell’arresto per i noti fatti” quelli dell’87 “Pacciani assunse un atteggiamento aggressivo, inveiva contro le figlie, in seguito in caserma ritrovò il controllo di se stesso” quando lei lo portò in caserma a seguito di ordine di cattura del dr Rosini, si ricorda?
G.D.B.: Si, si.
A.B.: Era aggressivo dopodiché rientrò tranquillo in caserma, si ammansì e finì tutto…
G.D.B.: Io l’ho incontrato in piazza Vittorio Veneto a Mercatale e gli ho detto di accomodarsi in macchina e l’ho portato in caserma.
A.B.: Ecco, tutto quello che le ho letto prima, che lei avrebbe riferito a questi signori verbalizzanti il 4 aprile ’90, quindi in un periodo per lei molto vicino a queste date di contiguità con il signor Pacciani lei le conferma tutte?
G.D.B.: Si, si.
A.B.: E ora le voglio fare un’altra domanda ed è questa. Ritornando al famoso bigliettino o appunto che c’era in questo blocco da disegno che lei dice di non… poi dopo… insomma dice tutte quelle cose.. Le voglio domandare se per fare queste domande, cioè per chiedere l’abilitazione all’esercizio venatorio e poi anche ad avere il famoso… la famosa licenza di caccia fossero allora necessarie certi documenti e cioè: il certificato medico, un libro per conoscenza degli animali che si poteva acquistare anche in qualunque edicola di giornali o comunque presso delle sezioni venatorie, se lo ricorda questo?
G.D.B.: Dunque avvocato per quanto riguarda il libro per conoscere la specie di animali a noi non interessava, erano cose che non ci riguardavano, noi interessava: certificato medico, ricevuta di versamento per il libretto e per la licenza, la domanda in carta da bollo e non ricordo di altro.
A.B.: Senta, può darsi che fosse necessaria anche il foglio di congedo?
G.D.B.: Per il primo rilascio si.
A.B.: Per il primo rilascio ci voleva anche il foglio di congedo.
G.D.B.: Il foglio di congedo oppure il tirassegno, il certificato di tirassegno.
A.B.: Senta e per… ci voleva anche il certificato penale?
G.D.B.: Noi pensavamo direttamente.
A.B.: Autonomamente.
G.D.B.: Noi lo chiedevamo direttamente.
A.B.: Comunque la prassi era che dovevano essere portate a voi tutta questa serie di documenti, giusto?
G.D.B.: Di solito…
A.B.: Da qualcuno.
G.D.B.: Si da qualcuno.
A.B.: Da qualcuno, poi voi facevate le vostre osservazioni sulla moralità, sulla pericolosità, eccetera… questo lo so perché…
G.D.B.: Certo, fornivamo informazioni…
A.B.: All’autorità amministrativa, che era la Questura, che poi doveva decidere se darla o non darla…
G.D.B.: Si.

A.B.: Siccome voi eravate sempre, mi pare che sia una prerogativa non soltanto dell’arma ma di tutte le sezioni territoriali della Polizia, della Finanza eccetera di avere uno schedario, va bene? Su tutte le persone pericolose o piuttosto… eh?
P.M.: La domanda.
A.B.: La domanda… mi consenta… Voi avete, avevate, tanto lo sanno tutti, cioè c’è uno schedario dove ci sono delle persone più o meno pericolose, chi ha ucciso, chi ha ammazzato, chi ha rapinato, ci sono no? Ce l’avete voi?
G.D.B.: Ci dovrebbe essere.
A.B.: E’ possibile via, diciamo che è possibile, non si svela nulla di nuovo.
Presidente: Va be’ ci sono dei fascicoli, su!
G.D.B.: Ci sono.
A.B.: Senta, quando succedono fatti di una certa importanza, per esempio durante quando c’era il terrorismo, va bene?
G.D.B.: Si.
P.M.: La domanda.
A.B.: La domanda posso farla… Arrivo alla domanda.
Presidente: Magari, cerchiamo eh?
P.M.: Non mi s’è fatto chiedere del ’51 qui si parla di Gesù Cristo!
Presidente: Cerchiamo di stringere!
P.M.: Non lo so!
A.B.: Se c’è per esempio un fatto eclatante che possa avere una origine di natura particolare, terroristica per esempio e se ci sono delle persone che sono sospettate di appartenere a certe organizzazioni, cosiddette eversive, se succede un fatto voi che fate? Subito, normalmente? I Carabinieri cosa fanno? Vanno o non vanno a controllare? A vedere?
G.D.B.: Certo che vanno.
A.B.: Immediatamente.
G.D.B.: Appena ricevuta la notizia.
P.M.: Il terrorismo cosa ha a che fare con Di Bella e con il Pacciani?
A.B.: Ora glielo spiego. E andate subito a controllare, a vedere anche senza fare dei verbali? O no?
G.D.B.: 
A.B.: Io sono famoso terrorista di…
Presidente: Avvocato…
P.M.: Presidente
Presidente: Siamo fuori della capitolazione e quindi non ammetto la domanda.
P.M.: Ho difficoltà veramente a seguire…
A.B.: E lo so che è in difficoltà.
Presidente: Non ammetto la domanda.
P.M.: Eh, non sono all’altezza…
A.B.: No, no, lei è molto all’altezza.
Presidente: Non ammetto la domanda.
A.B.: Allora mi scusi Presidente siamo d’accordo, siccome si parlava del Pacciani e siccome il Di Bella è stato anche da me citato io non volevo ulteriormente richiamarlo su questo punto quindi una volta che è qua me lo sento.
Presidente: La sua capitolazione avvocato… mi perdoni sennò…
A.B.: Io non vorrei capitolare…
A.F.: Bisognerebbe leggere anche quella del Pubblico Ministero spesso…
A.B.: Sulla capitolazione non vorrei capitolare…
Presidente: Non capitolerà, stia tranquillo. “Sulle indagini svolte su Pacciani Pietro, sulle consuetudini dello stesso, sullo stato di salute dei componenti…”
A.B.: Sulle indagini svolte
Presidente: E va be’…
A.B.: E mi pare che qua ci siamo Presidente.
Presidente: Ma mica tanto.
P.M.: Per poco.
Presidente: Facciamo allora una domanda precisa.
A.B.: Una domanda precisa.
Presidente: Così è più facile.
A.B.: La domanda è questa Presidente: quando accadono fatti piuttosto gravi, come nel caso di fatti gravi omicidiari…
P.M.: Era precisa la domanda.
A.B.: …come quelli che sono accaduti…
P.M.: La domanda.
A.B.: …nella vostra… in quell’occasione ‘83/’85 eccetera, voi per prassi, per dovere d’istituto…
P.M.: Per curiosità…
A.B.: Per dovere d’istituto andate a verificare a controllare le persona che hanno avuto dei precedenti specifici?
Presidente: Allora, facciamo la domanda precisa, ecco avvocato…
A.B.: Voi andate la sera? Andate a controllare? Vi manda il vostro comandante? A vedere…
P.M.: A vedere cosa? Presidente la domanda!
Presidente: Avvocato così non va.
P.M.: Rientriamo un po’ nei ranghi, è meglio.
Presidente: Così la domanda non la può porre. Lei può domandare se in occasione di quel tale omicidio loro hanno…
A.B.: In occasione degli omicidi che sono accaduti nella zona, mi pare che siano due gli omicidi accaduti nella vostra zona, no?
P.M.: A San Casciano?
A.B.: Nell’immediatezza della scoperta di questi assassinii il vostro comandante, qualcuno da Firenze, anche la stessa Questura d’accordo con i Carabinieri, vi ha allertato, si dice, per andare a vedere che cosa aveva fatto tizio, caio, sempronio? Che avevano avuto nel vostro territorio, che risiedevano nel vostro territorio e che avevano avuto dei problemi con la giustizia per fatti di omicidio oppure no? Perché sennò veramente io sono… mi dica se voi facevate queste indagini immediate oppure no.
G.D.B.: Dunque nell’occasione del duplice omicidio dei Falciani io in quel periodo ero in licenza.
A.F.: No dei Falciani.
Presidente: Falciani… Falciani…
A.F.: No dei Falciani eh…
Presidente: Lei dice Scopeti.
A.B.: Degli Scopeti si.
P.M.: 300 metri in linea d’aria.
G.D.B.: Scopeti, Scopeti, ero in licenza, perciò assente, ero in Sicilia, di fatti ho sentito dalla televisione.
Presidente: Settembre è il mese della Sicilia quindi l’ha saputo dalla televisione quindi nulla può riferire di preciso.
G.D.B.: No, non posso riferire io.
A.B.: Ecco però… mi scusi Presidente siccome… mi perdoni… E’ una prassi questa.
P.M.: E allora la prassi perché la chiediamo al Di Bella?
A.B.: Se normalmente c’è un ordine ben preciso, scritto, in certe norme che lei conosce meglio di me, io le conoscevo una volta per cui bisognava immediatamente controllare le persone che avevano avuto a che fare con fatti del genere, dello stesso tipo, per sapere nell’immediato dov’era stato, cos’aveva fatto, eccetera, se questa è la prassi, sennò allora siamo fuori.
G.D.B.: Dunque, nell’occasione non abbiamo fatto questi controlli…
P.M.: Dalla Sicilia lei? Scusi…
G.D.B.: Dalla Sicilia… No…
P.M.: E’…E’… Lei non ha fatto questi controlli… Era un mese via, occhio a rispondere!
G.D.B.: Io mi riferisco ad altri, ad altri, non al fatto degli Scopeti, come ho detto ero in licenza e sono rientrato…
Presidente: Certo, a quale si riferisce brigadiere?
G.D.B.: Gli altri omicidi che sono stati fatti nella zona circostante.
Presidente: Lei dice Giogoli, per esempio.
G.D.B.: Giogoli.
P.M.: Non intervengono mica quelli di Scandicci… San Casciano!
Presidente: E allora non ho capito quale… quale… a quale si riferisce?
G.D.B.: Dunque, quelli dei due tedeschi, i due maschi…
Presidente: Giogoli, Giogoli.
G.D.B.: Giogoli, va bene? Arriva una notizia di questo, si fa un servizio… si controllano macchine eccetera, eccetera. Magari se ci sono dei servizi fuori preposti ad altre cose…
P.M.: Il territorio.
G.D.B.: Se ci sono fuori servizi… controllate perché è successo questo fatto eccetera, eccetera.
P.M.: Ma lo fate anche quando ci sono le rapine insomma!
G.D.B.: Si.
A.B.: Quello che stavo dicendo io.
A.F.: Lo fanno sempre.
A.B.: Dico ma ecco, si controllano nell’immediato… controllare non vuol dire verbalizzare…
G.D.B.: No, no…
A.F. Lo fanno sempre.
A.B.: Si controllano nell’immediato le persone sospettate, pericolose, che hanno avuto dei problemi con la giustizia, si o no?
G.D.B.: Si controllano, avvocato, si controllano le persone… si fermano delle macchine e si fa il controllo, si prendono magari…
P.M.: Per strada! Per strada!
A.F.: Ma che per strada! Ma che per strada!
G.D.B.: …le generalità…
A.B.: E’ inutile che lei mi controlli per strada a dieci chilometri di distanza
P.M.: Si però non possiamo far dire a un teste cose che non sa.
Presidente: Avvocato lui dice così, lui parla di controlli per strada.
A.B.: Ecco, scusi, se accade un omicidio in prossimità, là, della vostra giurisdizione, là, voi andate o non andate a vedere anche le persone…
P.M.: Cosa c’entra il brigadiere Di Bella…
Presidente: Comunque facciamo fare… Avvocato lei glielo stava facendo da venti minuti questa domanda e lui risponde sempre alla stessa maniera, ha capito?
G.D.B.: Si ho capito perfettamente Presidente.
Presidente: Insomma, dice l’avvocato: Vi preoccupate solo dei controlli per strada o fate ricerche anche nei fascicoli di persone…
G.D.B.: Non si… Io… Che io sappia non s’è fatto in quel momento.
A.B.: Va be’, vuol dire che…
Presidente: Tant’è vero che…
A.B.: Le indagini…
Presidente: …il teste di ieri aveva fatto una bellissima relazione su quel signore che si era infilato nella macchia intorno alla piazzola dove c’erano i francesi e questa relazione è finita in un cassetto e il Pubblico Ministero l’ha ritrovata dopo qualche anno.
A.B.: Si però…
P.M.: Menomale l’ha ritrovata!
Presidente: Menomale che l’abbiamo ritrovata. Stendiamo un velo pietoso.
A.B.: Io non ho altre domande.
A.F.: E io ne vorrei fare qualcuna Presidente.
Presidente: Prego avvocato Fioravanti.
A.F.: Lei nell’interrogatorio del 4 aprile ’90 dichiarava che il Pacciani era un uomo tenuto in disparte dalla popolazione ma dichiarava altresì…
P.M.: Qual è questo interrogatorio del 4 aprile ’90?
A.F.: 4 aprile ’90 a casa del Cavalier Di Bella.
P.M.: Ha un verbale di interrogatorio?
A.F.: Il verbale ce l’ha il collega.
P.M.: Non è un verbale è un’annotazione!
Presidente: E’ un’annotazione di P.G.
P.M.: E’, calma! Un interrogatorio?!? Non è usufruibile, si parla di interrogatorio!?
A.F.: Siccome il Pubblico Ministero non fa mai osservazioni agli altri questa volta la faccio a lui.
Presidente: Avvocato mi sembra che qui siete andati in carrozza perché io vi ho lasciato leggere tutta la relazione di P.G. …
P.M.: Caspita! Ora si parla di interrogatorio…
Presidente: …da cui risulta che il Pacciani è un po’ di carattere difficile ma poi la notte sta a casa…
P.M.: Allora non si parli di interrogatorio perché interrogatorio non è.
A.F.: E la mia domanda era questa ma era molto semplice, io non capisco l’accanimento del Pubblico Ministero!
Presidente: Ma avvocato! Faccia una domanda!
A.F.: Io faccio la domanda Presidente ma se me la fa fare! Ecco, non girava di notte, non risulta che Pacciani fosse un guardone, lei… Noi abbiamo fatto una capitolazione di prove, “indagini su Pacciani”, quindi io le posso chiedere sulle indagini su Pacciani quello che voglio, lei… O quello che mi permette il Presidente.
Presidente: Avvocato…
A.F.: Quello che mi permette la Corte.
Presidente: Avvocato, non si allarghi troppo.
A.F.: No, no non mi allarmo. No, io volevo chiedere questo, non mi allarmo perché non è il caso di allarmarsi…
P.M.: No allarmarsi, allarghi avvocato!
Presidente: Prosegua, prosegua!
A.F.: Ha detto allarmarsi! Dunque, lei sia quando era ancora in servizio, sia dopo è stato mai a giocare a carte con Pacciani nella sala del prete? Della parrocchia?
G.D.B.: Io?
A.F.: Si.
G.D.B.: No, mai.
A.F.: Mai. Giocava con altre persone mentre il Pacciani era lì presente?
G.D.B.: Io?
A.F.: Si.
G.D.B.: Qualche volta si, ho fatto qualche partita.
A.F.: E c’era Pacciani spesse volte lì?
G.D.B.: Pacciani…
A.F.: Con le figlie?
G.D.B.: Pacciani due o tre volte in tutto io l’ho visto l’ all’A.C.L.I.
A.F.: Nella sala del paese. Grazie.
G.D.B.: Non in compagnia delle figliole comunque.
A.F.: C’era un Juke-box? C’era una sala giochi per ragazzi e per ragazze in quella sede A.C.L.I. si o no?
P.M.: Ma se non c’era!
A.F.: Io lo sto domandando, perché mi deve interrompere? Grazie non ho altro da dire.
A.B.: No, scusi, c’era il juke-box che era fruibile…
G.D.B.: Era all’ingresso.
A.F.: Utilizzato dai ragazzi? Noi della nostra età… Ecco, l’ha visto qualche volta il signor Pacciani che giocava a carte?
G.D.B.: No al circolo A.C.L.I. non l’ho mai visto.
A.B.: Ma l’ha visto frequentare qualche volta.
G.D.B.: Due, tre volte.
A.B.: Due, tre volte l’ha visto.
G.D.B.: Due, tre volte, si.
A.B.: Stava lì, guardava…
G.D.B.: E dopo se ne andava.
A.B.: E poi se ne andava, grazie.
G.D.B.: Mentre l’ho visto qualche volta a giocare all’altro bar.
A.F.: La casa del popolo.
G.D.B.: In piazza Vittorio Veneto, quello si.
A.B.: Ecco, era un grosso lavoratore, era violento ma un grosso lavoratore…
G.D.B.: Per sentito dire.
A.B.: Per sentito dire. Cioè la gente lo allontanava perché aveva paura…
G.D.B.: Questo si, questo si.
A.B.: Però era un grosso lavoratore…
G.D.B.: Così dicevano.
A.B.: Però aveva un carattere irascibile, vero? Nient’altro, nessun’altra domanda.
Presidente: Avete altre domande signori? Bene può andare brigadiere, buongiorno, arrivederci.

P.M.: Sentirei Bruci Gianfranco.
Presidente: Signor Bruci si accomodi prego. Buongiorno.
G.B.: Buongiorno.
Presidente: Consente la ripresa televisiva?
G.B.: No.
Presidente: No, quindi anche il signore non deve essere ripreso. Vuol dare le sue generalità per cortesia?
G.B.: Bruci Gianfranco, nato a San Casciano il xx.xx.xx
Presidente: Residente?
G.B.: A San Casciano, Via Xxxxxxxxx xx.
Presidente: San Casciano, vuol leggere quella formula signor Bruci per cortesia?
G.B.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Vuol rispondere per cortesia alle domande che le faranno il Pubblico Ministero e poi i difensori? Prego.
P.M.: Signor Bruci, lei che attività svolge?
G.B.: Ora pensione.
P.M.: Lei è in pensione, prima della pensione che cosa… che attività svolgeva?
G.B.: L’idraulico.
P.M.: Faceva l’idraulico. Aveva un negozio.
G.B.: Si la bottega con gli operai.
P.M.: Una bottega e oltre l’attività di idraulico vendeva anche materiale?
G.B.: Alla Sambuca Val di Pesa si.
P.M.: Che tipo di materiale?
G.B.: Edili e idraulici.
P.M.: A Sambuca non…
G.B.: No a Sambuca, si.
P.M.: Il negozio era a Sambuca?
G.B.: Della vendita, il magazzino dell’idraulica a Mercatale.
P.M.: Il magazzino dell’idraulica a Mercatale. Senta una cosa, lei ha mai conosciuto il signor Pacciani?
G.B.: In paese si.
P.M.: In paese. Perché lei abitava a Mercatale?
G.B.: A Mercatale.
P.M.: E la… in quali occasioni l’ha conosciuto? Solo di vista o anche…
G.B.: No quando due o tre volte è venuto in bottega e poi anche a i’ barre l’ho visto a volte, si.
P.M.: E quando veniva in bottega per quale motivo veniva?
G.B.: Una volta si fece un lavoro delle docce a una casa in Piazza del Popolo.
P.M.: Faceste… chiese la sua collaborazione di idraulico per un lavoro di docce in una sua casa in Piazza del Popolo.
G.B.: Piazza del Popolo.
P.M.: Ricorda l’epoca?
G.B.:
P.M.: Non lo ricorda.
G.B.: No, non me lo ricordo.
P.M.: Senta una cosa, il suo negozio vendeva sportelli per il gas?
G.B.: Li prendevo alla Sambuca e li portavo su a Mercatale.
P.M.: Se qualcuno glielo chiedeva…
G.B.: Se qualcuno me lo chiedeva gnene portavo.
P.M.: Senta una cosa, in un appunto che è stato trovato in possesso di Pacciani, sempre sul blocco Skizzen Brunnen, dico per la Corte, che possiamo, se necessario, verificare ma per quello che riguarda il teste la cosa è molto semplice; in un appunto scritto da Pacciani si dice che avrebbe acquistato uno sportello del gas, nell’anno ’81, al prezzo di lire 18.000, nell’81, lei ricorda, se lo può ricordare, di aver venduto uno sportello simile?
G.B.: Mi sembra di si però la data non me la ricordo.
P.M.: Non se la ricorda.
G.B.: Senta una cosa, le è stato chiesto dalla Polizia di cercare se aveva documenti, fatture su questo?
G.B.: Si, s’andò con un Carabiniere giù al magazzino a Sambuca e si fece delle fotocopie delle fatture dell’acquisto.
P.M.: Dell’acquisto e sono ora… li produciamo ma fatture di vendita a Pacciani in cui ce l’ha prova delle 18.000 lire non le ha trovate.
G.B.: No perché probabilmente sarà stato uno scontrino fiscale quello.
P.M.: Quindi lei non l’ha trattenuto o comunque essendo passato anni non ce l’ha.
G.B.: Lei però ha fatto una verifica con i suo fornitore per vedere se il prezzo di uno sportello del gas, nell’81, di 18.000 lire era congruo…
G.B.: Si verificò con quel carabiniere o poliziotto quando s’andò al magazzino.
P.M.: Si.
G.B.: Forse il prezzo era lì, si, grosso modo.
P.M.: Ecco, però lei la verifica mi sembra sia andata in modo diverso, ora gliela rileggo poi… Forse lei in questo momento non lo ricorda.
G.B.: Si, si, si.
P.M.: Lei dice una prima volta: “Posso affermare che nell’anno ’81 il prezzo di una porticina per il gas non era certo di lire 18.000, bensì si aggirava sulle 10/12.000 lire”. Quindi non è la stessa cosa, quasi la metà. Eh? Si ricorda?
G.B.: Me lo ricordo, me lo ricordo.
P.M.: Poi lei fu invitato a fare un controllo dal suo fornitore, si ricorda?
G.B.: Mi ricordo.
P.M.: E il suo fornitore disse…
A.B.: La domanda per cortesia.
P.M.: Si.
A.B.: La domanda.
P.M.: Ricorda se il suo fornitore, dove lei comprava questi sportelli, nell’anno ’93 le disse quale era il prezzo degli sportellini?
G.B.: Mah, mi sembra sulle 25, mi sembra eh…
P.M.: Ecco, lei fece questa attività, è in un verbale, lei ebbe come notizia sulle 20. Si 25 compresa I.V.A. Ecco, le fu possibile quindi attraverso questo meccanismo, cioè 25.000 nel ’93, avere la conferma che…
G.B.: A me mi sembrava meno nell’81…
P.M.: Meno di 18, tutto qua. Lei dice, secondo questo meccanismo che ha fatto 25 con I.V.A. nel ’93, 18 nell’81 è un po’ difficile. Lei aveva detto che per lei era 10/12.000 lire.
G.B.: Io credevo si.
P.M.: Non ho altre domande, volevo per la Corte, se non lo ricordano, mandare il blocco, è esattamente datato 13 luglio ’81 il momento in cui sarebbe stato fatto quest’acquisto, lo possiamo controllare è agli atti. Non ho altre domande Presidente.
Presidente: Signori avvocati di Parte civile? Avvocato Fioravanti prego.
A.F.: Nel prezzo di vendita di questo sportello poteva anche essere compreso il telaio?
G.B.: Lo sportello è unico.
A.F.: Ecco, quindi lo sportello dai prezzi risulterebbe allora di 12.000 lire compreso di tutto il telaio e…
G.B.: Gli sportelli per il gas sono unici…
A.F.: Ecco io volevo che lei mi precisasse questo, che è il prezzo del’93, 25 + I.V.A., poteva essere anche 12 ma compreso lo sportello… seimilali… compreso l’arma… l’armatura dentro…
G.B.: Gli sportelli del gas son tutti completi, non c’è lo sportello a solo e il telaio a solo, si vendan tutti completi.
Presidente: Non si vendono separati avvocato.
A.F.: Non si vendono separati ma si fanno fatture distinte cioè voci…
G.B.: No, no…
A.F.: Voci distinte nella fattura
G.B.: Io non credo poi non lo so.
A.F.: Ecco ma conferma lei che era luglio ’81?
G.B.: No io non confermo perché non me lo ricordo.
Presidente: Non se lo ricorda.
A.F.: Chi ha mandato lei a mettere lo sportello? E’ andato lei oppure…
G.B.: No, no a me mi sembra sia venuto a prenderlo in bottega.
A.F.: C’erano per caso i fratelli Bellini? Che lavoravano con lei?
G.B.: Ma a me mi sembra siino già andati via, perché… non lo so è 11 anni fa andaron via…
A.F.: E’, 11 anni fa sono… siamo vicini all’81.
G.B.: Mi sembra siano andati via 11 anni fa.
P.M.: Undici anni fa son nell’83, avvocato.
A.F.: Va be’ ma insomma, noi diciamo ’81… lui dice…
P.M.: 11 anni fa son nell’83!
A.F.: Ma lui dice “penso” non ha mica detto con certezza eh!
G.B.: Io non lo so.
A.F.: Io ho chiesto se i fratelli Bellini lavoravano con lei.
G.B.: Erano miei dipendenti poi sono andati via.
A.F.: Ecco, erano suoi dipendenti, grazie.
A.B.: Senta mi scusi ma questi sportelli hanno… sono tutti uguali? O sono più grandi, più piccoli?
G.B.: No sono più grandi e più piccoli.
A.B.: Ah, quindi ci sono… quando uno è più grande costa un po’ di più?
G.B.: Si, si.
A.B.: Quindi lei non sa, questi sportelli, non sa com’era questo sportello?
G.B.: All’epoca, mi sembra, erano 50×70 quelli per mettere il gas
A.B.: Poi ci sono quelli più piccoli
G.B.: Poi son diminuiti più piccoli si.
A.B.: E poi quelli più grandi.
G.B.: Come?
A.B.: Ci sono anche quelli più grandi?
G.B.: Si ma all’epoca il CONSIAG voleva la misura 50×70, verso quegli anni lì.
A.B.: Senta lei comunque di questa circostanza della data ha sempre detto, non ricordava nulla…
G.B.: No, no.
A.B.: Non rammentava nulla e ora così, voce per sentito…
P.M.: No, ora…
A.B.: Ora, ho detto ora.
P.M.: No abbiamo detto nel 1900…
A.B.: Come prima risposta che lei ha dato al Pubblico Ministero ha detto che secondo lei, per quel che ricordava… ora… poteva essere delle 18.000 lire, io non è che voglio che lei me lo confermi a tutti i costi, lei ha detto prima che poteva essere 18.000 lire…
G.B.: Mah, io… A me personalmente…
A.B.: C’è un altro dato, il processo…
Presidente: Avvocato ma poi a contestazione si è corretto.
A.B.: Si, certamente.
P.M.: Anzi chiedo di depositare i due verbali.
G.B.: A me personalmente all’epoca mi sembrava meno, poi…
A.B.: Ci sono dei dati di riferimento, questo qua è stato murato, c’è la signora che l’ha detto quando è stato murato.
P.M.: Se era quello.
A.B.: Ah vabbè!
A.F.: Presidente posso… Posso Presidente?
Presidente: Avvocato Fioravanti.
A.F.: Dunque lo sportello chiudeva un vano per doppio contatore? E quindi poteva essere anche più grande?
G.B.: No, sportello son per un contatore solo, sennò son due sportelli.
A.F.: No, qui c’erano due contatori in quella buca.
G.B.: Non lo so.
A.F.: Quindi poteva essere anche più grande dello sportello normale, non c’è mica una misura sola!
G.B.: Sennò…
A.F.: Ha messo anche le docce lei?
G.B.: Si.
A.F.: Sempre con i fratelli Ballini?
G.B.: Eh… non me lo ricordo che operai ci andò a mettile, non lo so.
A.F.: Ecco, ha messo quindi anche le docce?
G.B.: Si, ce la fattura. Gli diedi la fattura.
A.F.: Grazie.
Presidente: Altre domande signori? Può andare, grazie, buongiorno.

Presidente: Chi abbiamo ancora signor Pubblico Ministero?
P.M.: Il P.M. nessun teste, ci sono però presenti, erano convocati per le 10.00 i periti medici.
Presidente: Giusto, siamo quasi in orario, possiamo introdurre allora i periti. Buongiorno, buongiorno, buongiorno, manca una seggiola, ora la procuriamo, attenzione al microfono, ecco girati verso la Corte direi. ( Fuori microfono: Qui ci vuole una sorta di… ci vorrebbe un regista) ma il microfono Romano glielo staccherei dalla colonna, la colonna la eliminerei. Riuscite a giostrarvelo quel microfono? Si? Benissimo e allora chi parla? Il professor Fazzari? Perlomeno all’inizio tanto poi… Bene signori allora avete compiuto l’indagine…
C.F.: Ecco, io ci ho anche
Presidente: …che la Corte vi aveva demandato
C.F.: Si, ci ho anche una relazioncina scritta…
Presidente: Si, questa è sempre opportuna.
A.B.: Ce la può anticipare una copia anche a noi che siamo parti…
Presidente: Ecco, allora professor Fazzari ci vuole illustrare intanto le conclusioni? Partiamo da quelle se siete d’accordo.
C.F.: Direi che le conclusioni sono condizionate alla situazione attuale del signor Pacciani, quindi noi abbiamo riscontrato che attualmente, nei riguardi dell’altezza, è alto cm 164.
Presidente: 164 attualmente.
C.F.: Attualmente.
Presidente: Attualmente il Pacciani è alto 164 cm.
C.F.: E questo direi è l’unico dato sicuro che abbiamo….
Presidente: Certamente.
C.F.: …in relazione a questo problema. Con gli esami fatti ovviamente sono venute fuori che il signor Pacciani ci ha delle gravi alterazioni artrosiche a livello particolarmente della colonna vertebrale il che certamente condiziona quello che può essere l’altezza nel tempo, cui ci siamo trovati un po’ in difficoltà nel senso che…
Presidente: Questo lo immaginavamo.
C.F.: Ma più che altro non dal punto di vista della ricostruzione teorica per quanto era possibile sulla base delle conoscenze sia cliniche e sia statistiche antropologiche che il professor Chiarelli, con i calcoli che il professor Chiarelli ha fatto ma più che altro ci siamo trovati in difficoltà perché ci siamo trovati di fronte ad un dato, diciamo anamnestico in certo qual modo, che ci ha messo in una situazione un po’ critica e che è rappresentata dal foglio matricolare relativamente alla visita di leva effettuata nell’agosto del 1943, ovverosia quando il Pacciani aveva 18 anni e sul foglio matricolare si parla di cm 165 il che automaticamente, se la matematica non è un opinione, significa che dal ’43 al 1994 si sarebbe, l’altezza del…, si sarebbe ridotta di un centimetro, cosa che per noi non è naturale, diciamo, sia per quello che riguarda l’evoluzione fisiologica della vecchiaia indipendentemente dal resto, sia per quello che riguarda le alterazioni, ripeto, che abbiamo trovato… le alterazioni patologiche che abbiamo trovato. Addirittura anche nei riguardi dei calcoli che il professor Chiarelli ha potuto fare e che partendo dalla lunghezza delle ossa lunghe, riportandosi quindi ad un’altezza teorica del soggetto, in condizioni fisiologiche ovviamente senza considerare la patologia, lo ha portato a considerare con diversi calcoli un’altezza media come minimo di 1,70 in condizioni di massimo sviluppo dell’apparato scheletrico. Quindi ci troviamo di fronte a questi dati..
Presidente: Ce n’è un altro no? La carta d’identità, qualcosa del genere che era 1,69, mi sembra di ricordare.
C.F.: Ecco, noi la carta d’identità non l’abbiamo avuta e d’altra parte è un documento si identificativo ma che sull’altezza, visto la metodologia che noi seguiamo per indicare l’altezza, la carta d’identità certamente non ha un valore probatorio…
Presidente: Certo.
C.F.: …e quindi non l’abbiamo presa in considerazione. Quindi ci troviamo di fronte a questi dati, per i calcoli, diciamo antropologici, risalire al massimo sviluppo scheletrico porterebbe ad una media intorno a 1,70. Dal punto di vista clinico, diciamo, considerata l’altezza attuale, nella situazione più di perdita di altezza nel tempo noi siamo arrivati a considerare certamente non inferiore a 1,67 ovverosia la perdita di 3cm negli anni per la patologia esistente. Il foglio matricolare ci dice 1,65.
Presidente: Scusate il… se non ricordo male il quesito… era un doppio quesito, si diceva di dirci quale fosse la presumibile altezza del Pacciani al settembre ’83 e poi al settembre ’85…
C.F.: Ecco, appunto, oscillando dall’83 all’85. Ora sotto questo aspetto si entra nel merito della patologia esistente. Certamente siamo di fronte a una artrosi di media gravità, diciamo medio grave, in un certo qual modo, per la quale, visto l’età attuale di 69 anni, si deve pensare che sia insorta da molto tempo ma in questo molto tempo al solito è un dato di riferimento molto vago perché si tratta oltretutto di una persona dedita al lavoro che per molti anni ha lavorato nei campi quindi l’artrosi, come si sa addirittura c’è chi sostiene di doverla considerare malattia professionale per i lavoratori agricoli, quindi addetto ad un lavoro pesante in ambiente sfavorevole potrebbe anche avere un’evoluzione precoce, diciamo un inizio precoce. Sotto questo aspetto abbiamo trovato un dato della cartella clinica relativa al ricovero del Pacciani nella casa circondariale di Pisa, al centro clinico, e lì si parla già nel 1981 di dolori di artrosi dorso-lombare, quindi evidentemente c’era già… ’87… nel 1987 c’era già un dato clinico di artrosi dorso-lombare ma il dato clinico cosa significa? Significa che la persona si lamentava di questo disturbo ma noi sappiamo anche che la sintomatologia artrosica spesso e volentieri è del tutto sganciata dalle condizioni di patologia effettive della persona, ci sono gravi artrosi senza dolori e ci sono minime artrosi con forti dolori quindi questo dato da un punto di vista della cronologia dell’inizio della patologia non ci dice niente, sicuramente però l’artrosi che noi abbiamo trovato risale certamente a non meno di 10 anni quindi siamo già in quel termini del quesito nell’83… di più, nell87 c’era già una artrosi di un certo rilievo, ecco.
Presidente: Professor Chiarelli vuole aggiungere qualche cosa lei?
B.C.: Relativamente poco su quello che ha detto il professor Fazzari. Per quanto riguarda il calcolo della statura a noi i risultati tornano intorno a 1,70 con quattro metodi diversi. Questa statura di 1,70 dovrebbe risultare intorno ai 30 anni per cui ammesso decrementi vari si può fare i calcoli per il periodo… così… a mio avviso, 1,68…
Presidente: Nell’83/’85?
B.C.: Si, questa è l’approssimazione ma abbastanza precisa. Il problema della visita militare ovviamente condiziona però era il ’43 quando non so come si prendevano le misure.
Presidente: Io non lo so nemmeno ora, comunque… Dottor Cianciulli cosa ci dice a proposito, lei che è ortopedico, specificatamente di questa artrosi…
M.C.: Il professor Fazzari mi sembra che abbia risposto esaurientemente, l’unica cosa che volevo aggiungere, da un punto di vista strettamente ortopedico, che sono state eseguiti dei radiogrammi piuttosto accurati in varie proiezioni, in pratica è stata fatta una panoramica di tutto il rachide, sia in piedi che sdraiato, sia in anteroposteriore che laterale per vedere le modificazioni che si venivano a determinare fra la posizione retta e la posizione sdraiata e la presenza di manifestazioni artrosi che indubbiamente è favorita anche dal fatto che il signor Pacciani presenta una scoliosi dorso-lombare sinistro/convessa pre-esistente, congenita, perché non vi è nessuna manifestazione se non tale che può determinare una scoliosi di quel tipo, e allora si sa bene tutti che quando c’è una variazione dell’asse di carico, come succede nelle scoliosi, le manifestazioni artrosi che si evidenziano più precocemente, il tutto favorito poi anche dal fatto che trattasi di un soggetto marcatamente obeso, oggi il signor Pacciani pesa 97 chili e difatti radio graficamente si hanno delle grossissime manifestazioni artrosi che, in pratica interessano tutto il rachide, soprattutto a livello dorsale e lombare, le vertebre sono deformate come si suol dire a rocchetto, con dei grossi fenomeni osteofitotici e delle discopatie multiple e noi sulla base… poi in più c’è una cifosi senile in proiezione laterale con una deformità di alcuni corpi vertebrali anteriormente, quindi di comune accordo, anche sull’esperienza, siamo venuti alle conclusioni, anche come diceva il professor Chiarello e il professor Fazzari, che considerate le deformità a rocchetto, considerate le discopatie, considerata la cifosi senile secondaria all’età indubbiamente un accorciamento prudenzialmente, come ho scritto in relazione, di 3cm con un massimo di 4cm ci sta tutta. Ovviamente la datazione è difficile perché purtroppo, come diceva giustamente il professor Fazzari, non abbiamo nessun abbiamo nessun elemento di riscontro, non abbiamo nessuna radiografia, nessun radiogramma per poter confrontare quanto era 10 anni fa rispetto ad oggi e questo è il grosso handicap del nostro lavoro.
Presidente: Quelle radiografie che si pensava… del torace…
M.C.: Quelle radiografie che ci hanno messo a disposizione sono due radiogrammi che riguardano il torace ma per campi polmonari. Qualche volta in questi radiogrammi si vede sullo sfondo la colonna, nel caso in questione purtroppo le radiografie sono bruciate, come si suol dire, è tutto bianco. Quindi l’unico dato che abbiamo è che in una cartella clinica, quando fu ricoverato per i problemi cardiaci nell’87, viene riportato artrosi dorso-lombare però è molto vago il termine, è molto generico, non ci dice la gravità di questa artrosi.
Presidente: Bene, allora le parti, signor Pubblico Ministero? Avete domande?
B.C.: Mi scusi Presidente posso aggiungere una cosa?
Presidente: Prego.
B.C.: Al di fuori del quesito che ci è stato posto, così da vecchio medico legale, diciamo, visto che si facevano queste misurazioni, mi sono permesso di misurare la distanza del gomito destro dal terreno: 118cm. e dell’acromion, cioè dell’estremità della spalla dal terreno: è risultato 140. Ovviamente sono misure che potrebbero servire…
Presidente: Benissimo, ha fatto bene a fare queste misure, giustissimo. Prego signor Pubblico Ministero.
P.M.: Si, una domanda banale ma vedo che il collegio termina con questa osservazione, queste misure, che loro ci hanno dato, quindi 1.70 in età adulta tra i vent’anni, ovviamente ipotetica, comunque ricostruita nel modo che è stato detto, 1.67, 1.68 successivamente, con tutte le perplessità o comunque le cautele del caso sono misure a piede nudo ovviamente, loro dicono che “alle misure sopraindicate devono essere aggiunti comunque almeno 3 cm per il logico utilizzo delle scarpe” è così?
C.F.: Certo, certo.
P.M.: Grazie, non ho domande.
Presidente: Signori avvocati di parte civile? Avvocato Colao.
A.C.: E’ ovvio che la misurazione sarà avvenuta a piedi nudi…
C.F.: Certo.
Presidente: Si lo abbiamo detto avvocato.
C.F.: Si e il Presidente su domanda aveva inserito se fosse stato possibile il misurare gli scarponcelli o quantomeno accertare questo dato di una persona…
Presidente: 3 cm avvocato, l’hanno detto ora.
C.F.: Questa è un’indicazione teorica non basata sul vestiario del signor Pacciani ovviamente.
Presidente: Si, una misura media che può valere per tutti.
C.F.: Assolutamente. Ovviamente uno stivale di gomma è più alto, questo dipende…
Presidente: Signori avvocati difensori?
A.B.: Grazie.
Presidente: Avvocato Bevacqua.
A.B.: Ma io più che altro volevo domandare se avevano fatto delle istanze per vedere documenti anche di altro tipo, documenti clinici medici, perché qua si fa riferimento a due infarti miocardici eccetera… L’hanno viste queste documentazioni loro?
C.F.: No, non ci riguardava. Abbiamo, diciamo, fatto riferimento a questi documenti nella speranza che in quei ricoveri fossero state fatte delle radiografie che ci potessero servire dal punto di vista della nostra ricostruzione.
A.B.: Quindi la documentazione oggettivamente l’hanno avuta sotto gli occhi?
C.F.: Le cartelle cliniche no. Le cartelle cliniche dei ricoveri ospedalieri no.
A.B.: Non l’hanno avute sotto gli occhi?
C.F.: No.
A.B.: Ecco, senta professore, sentano anzi, loro parlano di gravi alterazioni artrosiche che risalirebbero come data genetica, come origine di questa alterazione, a 10 o forse più anni, tant’è che lei dice che in alcuni soggetti le alterazioni sono molto massime, grosse ma non si hanno delle sensazioni soggettive di dolore mentre in altri soggetti… ecco, le alterazioni che sono state riscontrate su Pacciani, così come vengono indicate, “gravi alterazioni artrosiche” hanno una valenza, uno spessore di gravità di un certo tipo? Cioè sono gravi? Sono abbastanza… o no? Non lo so, io ho capito… vorrei capire…
Presidente: La domanda va bene però allora dobbiamo dire una cosa: ma lo sono ora, lo erano anche allora? ‘83/’85? Dottor Cianculli…
M.C.: Io credo di capire lo spirito della domanda dell’avvocato Bevacqua, bisogna fare una distinzione avvocato, fra quello che è il reperto radiografico e quello che poi è la clinica. Cioè uno può avere delle gravi/medio gravi, grossolane manifestazioni artrosi che e avere una modesta sintomatologia dolorosa e anche un modesto impegno funzionale e viceversa, anzi le dirò che a volte più strutturata è l’artrosi e meno è sintomatica, cioè in ultima analisi uno può avere una grave artrosi e scarsamente…
A.B.: Poco dolore.
M.C.: Ecco.
A.B.: Ecco, però l’artrosi normalmente crea delle difficoltà oppure no nella struttura ossea, nei movimenti…
M.C.: No, è quello che le volevo dire prima, cioè a un quadro radiografico molto spesso non corrisponde un quadro clinico analogo fatto di dolore, di impegno funzionale e quindi di scarsa motilità insomma, ecco… Tranne che non rivesta articolazioni cosiddette portanti, come diciamo noi, cioè un artrosi delle anche, un artrosi delle ginocchia, in questo caso, anzi ci tenevo a precisare che il nostro compito non si è limitato solo alla colonna vertebrale, ma come potrà leggere nella relazione, è stato fatto un accertamento, una panoramica in piedi dal bacino agli arti inferiori, questo per escludere altri motivi di accorciamento del signor Pacciani perché una manifestazione artrosica dell’anca, manifestazione artrosica delle ginocchia con deformità secondarie possono determinare un accorciamento. Nel caso del signor Pacciani lui ha effettivamente delle ginocchia vare bilaterali, cioè le cosiddette ginocchia a cavallerizzo come si dice in campagna, però sono come la scoliosi delle malformazioni congenite perché intanto la bilateralità della lesione e secondariamente l’assenza assoluta di mancanza di manifestazioni artrosi che quindi è da dedurre che sono congenite.
A.B.: Scusi, essendo congenite, quindi essendo una patologia che già aveva il signore, questo tipo di patologia consente di correre meglio oppure di…
M.C.: E’ uguale, è indifferente proprio perché congenita, lui c’è nato così e quindi è sempre stato abituato a camminare con le ginocchia vare.
A.B.: Si ma dico è una situazione patologica o comunque strutturale che agevola la corsa oppure la impedisce?
M.C.: E’ indifferente.
A.B.: E’ indifferente. Anche questo?
M.C.: Si.
A.B.: Ho capito. Va bene, grazie.
A.F.: Professor Cianciulli…
Presidente: Avvocato Fioravanti.
A.F.: Professor Cianciulli proprio su questa ultima osservazione che lei ha fatto rispondendo all’avvocato Bevacqua, un uomo normale che non ha queste patologie congenite è in una situazione migliore di quello che ha queste patologie congenite o no? In merito all’agilità, al movimento…
M.C.: Gli ho già risposto prima avvocato, è indifferente.
A.F.: Cioè uno che è totalmente sano, senza nulla di congenito in questo caso…
M.C.: Avvocato, il fatto che Pacciani ha una scoliosi dorso-lombare, il fatto che ha delle ginocchia vare bilaterali ha una vita normale tant’è vero che lui ha fatto il militare, non è mica stato esentato dal militare, ha fatto il contadino, ha fatto il trattorista… cioè non comporta alcuna limitazione funzionale. L’unica cosa che può comportare, data la variazione dell’asse di carico della colonna e data la variazione dell’asse del femore-gamba possono determinare queste variazioni delle artrosi secondarie che della fattispecie si sono manifestate al livello del rachide ma non si sono manifestate, come vede, a livello delle ginocchia che non hanno grosse manifestazioni artrosi che quindi è da dedurre che conduce una vita normale come una persona che ci ha delle ginocchia con un valgismo fisiologico.
A.F.: Ecco ma corre meglio una persona…
M.C.: E’ uguale avvocato… avvocato è uguale!
Presidente: Avvocato! Andiamo nel cortile e gli facciamo far la corsa…
M.C.: Mi permetto di farle notare che moltissimi nostri calciatori, se lei li vede per televisione, moltissimi nostri atleti hanno le ginocchia vare e mi sembra che corrano uguale, tant’è vero che sono in nazionale.
A.F.: Si ecco, ora voi avete guardato, ho dato un brevissimo sguardo veloce alla relazione, avete osservato dei periodi… non so… avete detto che le cartelle cliniche non le avete viste però in questi periodi Pacciani ha avuto due infarti: ’78 e ’82, ecco voi avete fatto qualche osservazione sui questo, si professore Fazzari avete fatto qualche osservazione nella relazione, che riflessi hanno portato al fisico di Pacciani e al suo modus vivendi in quel periodo?
P.M.: Era un quesito questo? Che era stato posto…
Presidente: Facciamo rispondere al professore.
A.F.: Io chiedo a un professore che ha fatto una relazione o meglio a un collegio, si rivolge a domanda e la faccio lo stesso ma è stata già capita…
A.B.: (incomprensibile)
Presidente: Signori, vi ricordo che il periodo in cui succedevano quelle cose alle figliole è prima e dopo il momento in cui ha avuto l’infarto eh! Ricordatevelo. Perché se non ricordo male è dal ’77 all’87 il periodo in cui…
P.M.: Esatto Presidente. Ricorda bene.
Presidente: Ve lo ricordo solo come dato storico e non lo commento.
A.F.: Però è anche un processo già fatto Presidente.
Presidente: Può rispondere professore.
M.C.: A farla apposta, mi scusi se… quasi una battuta ma io un mese fa ho avuto un brutto infarto quindi… e non mi sento per niente menomato…
7 Giugno 1994 18° udienza processo Pietro Pacciani

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