I Procuratori della Repubblica Silvia Della Monica e Pier Luigi Vigna convocano Pietro Mucciarini per interrogarlo sul delitto di Signa del 1968. Il Mucciarini riferisce che ha sentito il nipote Natalino, il giorno 16 agosto 1968, parlare con sua moglie Antonietta alla quale diceva che dopo l’omicidio della madre era stato accompagnato a casa del De Felice da una persona che non era suo padre.

Il Mucciarini ricorda inoltre di essere stato, assieme al cognato Marcello Chiaramonti, il giorno 23 agosto 1968 presso l’abitazione di Stefano Mele, il quale piangente ripeteva che lo avrebbero condannato all’ergastolo.

Interrogato sul giorno in cui partecipò all’interrogatorio di suo cognato Stefano Mele il Mucciarini dichiara: “Li nella caserma scambiai poi qualche discorso in privato con lo Stefano e lo invitavo ancora a dire la verità e lui se ne usci con questa frase “mi ammazzano il figlio”. Chi? gli chiesi e lui rimase zitto.

Mucciarini riporta inoltre un’altra informazione: “Mia moglie un giorno, prima del processo d’appello a Firenze, mi riferì che era andato a trovarla a casa uno dei fratelli Vinci il quale le aveva chiesto di poter parlare in carcere con il Mele Stefano dicendo che si sarebbe fatto passare per un parente. Questo Vinci disse a mia moglie che lo Stefano scontava una pena senza aver commesso il fatto“.

 

26 Agosto 1982 Interrogatorio di Piero Mucciarini

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