Il 27 Aprile 1992 viene svolta una maxi perquisizione dell’abitazione di Pietro Pacciani a Mercatale in via Sonnino 28/30. La SAM guidata da Ruggero Perugini fu coadiuvata dai ROS dei CC di Firenze, dalla Criminalpol della regione Toscana e del centro nazionale, dai CC della stazione di San Casciano Val di Pesa, dalla Polizia scientifica di Firenze e di Roma e dai Vigili del Fuoco di Firenze.

L’area fu chiusa a chiunque, anche durante le pause dalla ricerca.

Pietro Pacciani fu sempre presente sul posto assistito in maniera sporadica dai suoi legali e dal medico cardiologo Dott. Massimo di Natale.

La perquisizione si svolse coordinata in fasi a cominciare da una ripresa cinematografica dei luoghi, una prima fase in cui furono spostati oggetti e mobilia di ogni ambiente, poi furono ispezionati i locali compresi sottotetti, solai e canne fumarie, poi attraverso l’uso di metal detector e apparecchi a raggi U.V. e strumenti termografici furono controllate le pareti per individuare zone di muratura recenti. Data la sua competenza nel mondo dell’arte attraverso la diagnostica fu chiesta anche la consulenza dell’Ing. Maurizio Serracini.

Nel terreno dell’orto fu rimosso reti metalliche, paletti e travetti per il sostegno delle viti. Fu passato al setaccio ed analizzato con metal detector tutta la superficie.

Il giorno 27 aprile si conclude la perquisizione, circa alle 22.00, senza aver rinvenuto niente di particolare.

Il giorno dopo 28 aprile riprende la perquisizione circa alle ore 9.00. Alle 17.25 all’interno dell’anta centrale dell’armadio vengono rinvenuti, all’interno di una busta di plastica, buoni fruttiferi postali sottoscritti dal 1980 al 1990 per un totale di 95.600.000 milioni. Una volta filmati furono restituiti al Pacciani.

Furono rinvenuti anche un libretto di risparmio postale con depositati 16.965.100 lire di cui l’ultimo versamento del 10 dicembre 1991 corrispondeva a 7.000.000 lire. Un libretto al portatore della banca Cassa di Risparmio di Firenze aperto presso l’agenzia di Mercatale Val di Pesa ed intestato ad Angiolina Manni con un importo di saldo al 23 marzo 1992 di 6.400.000 lire. In un astuccio grigio, a sua volta conservato in una borsa da donna, furono trovate 12 banconote da 100.000 lire e 4 banconote da 1.000 lire; Pacciani le indico come a disposizione della moglie per le cure dentarie. Un blocchetto di assegni della Banca Toscana dell’agenzia di Vicchio del Mugello a cui mancavano tre assegni. fu chiesto quindi a Pacciani di svuotare le tasche e furono acquisiti due portafogli. Nel primo erano presenti 2 banconote da 100.000 lire, 4 da 10.000 lire, 1 da 5.00 lire ed 1 da 1.000 lire. il secondo portafoglio presentava 3 assegni circolari per la cifra di 200.000 lire ciascuno emessi dalla Banca Commerciale e intestati al cassiere provinciale di poste italiane. 21 banconote da 100.000 lire per un totale di 2.100.000 lire e 20 banconote da 50.000 lire per un totale di 1.000.000 di lire.

La perquisizione si interruppe alle ore 21.00

Il 29 aprile l’orto di Pacciani viene sondato metro per metro anche con uso di Metal detector. Dato che la giornata era piovosa furono costretti a coprire l’intera superficie dell’orto per evitare che la pioggia trasformasse in fango la terra rendendo le operazioni più difficili.

Nel tempo necessario a montare le strutture l’attenzione fu dedicata all’abitazione di via Sonnino 7 e alla macchina di Pacciani, anch’essa passata al termovisore.

Alle 17.45, per un riflesso del sole in una giornata plumbea, Ruggero Perugini vede un bagliore provenire dal foro di un paletto di cemento armato usato per sostenere le viti nei vigneti. Viene bloccata l’attività di ricerca e permesso alla scientifica di riprendere il paletto e le operazioni di recupero dell’oggetto.

Pietro Pacciani assistendo alla scena si espresse pensando fosse una cocciniglia e poi un chiodo gobbo.

All’interno del foro del paletto viene recuperato un proiettile, si tratta di un proiettile calibro 22 Winchester Long Rifle serie H a piombo nudo, inesploso.

Pietro Pacciani assistendo alla scena sbotto subito in un commento lapidario. “Quel proiettile ce l’hanno messo loro quando ero in carcere!“.

La domanda che ci poniamo è quel “loro” a chi si riferisce? Agli inquirenti o ai mostri di Firenze, cioè ad una pluralità di persone?

Viene immediatamente avvertito il Procuratore della Repubblica Pier Luigi Vigna. La perquisizione fu interrotta alle 20.30 e l’area piantonata.

La perquisizione ricominciò alle ore 9.00 del 1 maggio concentrandosi sulla rimozione dei pali in cemento e ferro di tutta la recinzione dell’orto in maniera da verificare bene l’area dove erano posti i paletti similari a quello in cui era stato ritrovato il proiettile, niente fu trovato.

Il 2 maggio dalle ore 9.00 fu di nuovo usato il metal detector su una aiola. l’apparecchio dette un segnale positivo di una presenza di ferro. L’aiuola fu scavata per un metro portando alla luce dei frammenti metallici probabilmente appartenuti ordigni esplosivi.

La perquisizione prosegui anche nei giorni 3 e 4 maggio senza dare risultati apprezzabili.

Il 5 maggio alle ore 9 fu esaminato il corridoio coperto posto fra il numero civico 28 e 30 di via di Sonnino, furono controllati i tetti, le cappe e i camini. Nel pomeriggio, verso le 15:30, le ricerche si spostarono via dei Cofferi presso un terreno concesso a Pietro Pacciani dal comune di San Casciano per tenere la legna da ardere. Non fu acquisito niente nonostante l’uso del metal detector.

Il 6 maggio oltre a controllare ancora il terreno suddetto si verificò un’altra area in cui il pacciani in passato aveva coltivato un orto.

Il 7 maggio la perquisizione si spostò presso Montefiridolfi dove Pacciani aveva abitato e dove era poi stato visto di sovente anche in seguito. Furono controllati i terreni, i pozzi, i casotti, gli alberi isolati, le tubazioni, le discariche ed addirittura le tane degli animali, ma non fu trovato assolutamente niente.

l’8 maggio la perquisizione si sposta nuovamente in via di Sonnino soprattutto per verificare se Pietro Pacciani avesse in qualche modo modificato lo stato dei luoghi. Per verifica fu quindi fatto una una ripresa video di tutto l’ambiente. L’8 maggio cessò la perquisizione.

In questo video alcune riprese video effettuate durante la perquisizione.

27 Aprile 1992 Maxi perquisizione a Pietro Pacciani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Traduttore