Il noto medico Francesco Narducci è sparito dalle 15 di martedì dopo una gita in barca.

Frenetiche ricerche con elicotteri e sub. Ipotesi inquietanti. Scomparso nel Trasimeno”. Francesco Narducci è sparito dalle 15 di martedì, quando ha preso il largo con la sua imbarcazione, da San Feliciano. L’imbarcazione è stata ritrovata alle una di notte di martedì (anzi mercoledì 9). Sommozzatori dei VV. FF. di Grosseto hanno scandagliato in utilmente il fondale del lago, nel tratto costiero della Polvese. Gli elicotteri dei VV. FF. di Arezzo e Roma hanno battuto in lungo e in largo lo specchio d’acqua del Lago. Sono intervenuti anche i CC. di Passignano. Si pensa ad una caduta per sbilanciamento o malore. L’ipotesi del suicidio appare invece estremamente improbabile considerato il soggetto, la vivacità, la serenità, i successi professionali. C’è chi pensa anche al sequestro. Le ricerche erano iniziate dopo le 19. Quattro ore prima il Narducci era arrivato con la sua Honda 450 rossa alla darsena di San Feliciano. Lì aveva preso il motoscafo del padre, un cinque metri motorizzato con un 70 cavalli Evinrude. Nel serbatoio venti litri di carburante. Il titolare della darsena gli suggerisce di fare il pieno, ma lui, sorridendo, risponde che non c’era bisogno, perché faceva un giro e tornava. Alle una l’imbarcazione del Mancinelli, sulla quale hanno preso posto amici di famiglia dello scomparso, individua lo scafo del medico. E’ tra le canne, davanti al castello. Ha il motore spento e la leva in folle. Ci sono occhiali da sole e un pacchetto di sigarette. La barca ha l’ancora, non usata, giubbetti salvagente, remi e razzi di segnalazione. Il Prof. Ugo Narducci, alle 2 del 9, si fa accompagnare alla Polvese. Scende e comincia a chiamare il figlio. Lo cerca sotto le stelle, frugando nella boscaglia. Dopo ore disperate, desiste senza forze. All’alba arrivano gli elicotteri dei VV. FF. e i sommozzatori. Il lago è torbido e increspato. I sub attraversano alghe e cannucce ma inutilmente. All’imbrunire gli elicotteri si allontanano e i sub tornano a terra. “Le ricerche vedono intanto un fronte larghissimo di investigatori, come raramente si era visto in casi di presunto annegamento”. “E se invece fosse stato rapito ?”. “Francesco vieni fuori, non scherzare” chiama ad salta voce Alberto Ceccarelli, medico, amico di famiglia, partito poco dopo le 23 da San Feliciano con altri due amici di Francesco. Le ricerche proseguono per tutta la notte anche con l’ausilio di potenti fotoelettriche. Trascorrono più di dieci ore dall’inizio delle ricerche e sul breve tratto di riva dove si trova il porticciolo di San Feliciano, si è radunata una piccola folla di curiosi. A poca distanza, il motoscafo di Francesco, intatto. Secondo Trovati, il Narducci ha consumato pochissima benzina perché il Trovati aveva controllato la quantità di carburante e il motoscafo ha percorso un piccolo tratto, aggiungendo che sono inattendibili le voci che l’hanno segnalato a Passignano. Secondo un amico di Francesco, è possibile che sia stato rapito e che questa sia la spiegazione più plausibile. “Una storia di successi nello studio e nella vita. Dalla laurea allo sport”. Si parla della sua carriera. Ieri (9) anche la moglie Francesca era sul pontile di San Feliciano, assieme ai cognati Pierpaolo ed Elisabetta. “Colombella. Oggi doveva tenere una relazione al convegno sulla stomaterapia”. Si dice anche che il Narducci aveva collaborato con l’Aistom (il centro che segue i malati atomizzati, che hanno, cioè, un ano non naturale). L’Aistom è mandato avanti con un solo infermiere, Alberto Guidi che lavora col Prof. Vittorio Trancanelli e il Dr. Paolo Castagnolo, entrambi della chirurgia d’urgenza.

10 Ottobre 1985 Stampa: Il Messaggero – Il noto medico Francesco Narducci è sparito dalle 15 di martedì dopo una gita in barca
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