Mostro. Un altro appello della Prefettura: chi sa parli.

Non ancora completato l’esame del sangue sulla garza. Preoccupazioni per il prossimo fine settimana” di Mario Spezi.

Ci vorranno altre ventiquattro ore per sapere se il sangue del fazzolettino apparteneva a una delle vittime o no. Forse sì, perché vicino al punto in cui fu trovato il reperto, all’indomani del delitto fu rinvenuto altro fazzolettino uguale con una macchia di sangue di Nadine, appallottolato come se fosse stato usato dal mostro per pulirsi. L’assassino, quella notte, si macchiò, forse, abbondantemente di sangue. La risposta che oggi potrebbe venire dall’Istituto di Medicina Legale è se il nuovo reperto è sporco del sangue della donna, di tipo “A” o di quello dell’uomo, di tipo “O”. Aperto a tutte le soluzioni è il mistero dei guanti di gomma. Ieri (9), sulle indagini è tornato a calare il silenzio ufficiale. Vi è stato un appello della Prefettura a collaborare con gli inquirenti, con il riferimento alla taglia per chi darà un aiuto decisivo, per la quale il 19 novembre scadrà il termine per poter pretendere la ricompensa di mezzo miliardo messa a disposizione dal ministero degli interni. Incertezza dell’indagine: attivismo ma riserbo degli inquirenti; dall’altra, appello alla collaborazione dal quale trapela un velo di pessimismo. Alcuni esperti esprimono poi timori per il prossimo fine settimana in cui ci sarà poca luna e in cui il mostro potrebbe di nuovo agire. L’errore grammaticale di “Republica” è interessante perché quella parola si scrive con due “b” solo in italiano. La cartuccia trovata a Ponte a Niccheri è stata una dimenticanza del mostro.

Da “La Nazione” Umbria

Medico scompare nel Trasimeno. Si pensa a una disgrazia” di Elio Clero Bertoldi.

Si dice che un elicottero ha solcato più volte le acque del Lago e l’isola. I sommozzatori si sono immersi e gli investigatori hanno battuto i fianchi e la cima della Polvere (il 9), ma senza esito. Dal primo pomeriggio di martedì il Narducci è introvabile. Subito dopo il suo turno di lavoro, nel primo pomeriggio si era portato, con la sua Honda, alla Darsena di San Feliciano. La giornata era magnifica, con sole e senza un alito di vento. Solo nella serata dell’8 si era alzato un leggero favonio. Non aveva voluto neppure fare il pieno del fuoribordo da 70 cv. “Mi basta, faccio un giretto…” aveva detto. Invece non era rientrato al tramonto. Così era scattato l’allarme. In piena notte, la barca è stata ritrovata a poche decine di metri dalle rive della Polvese, alla deriva. Il motore spento, senza marce ingranate. Gli occhiali, le sigarette, una scatola di cerini, messi bene in ordine. L’ipotesi più plausibile è che sia caduto, battendo la testa o sia stato colto da malore. Il giovane medico è un provetto nuotatore, conosce il lago da anni ed è bravissimo nello sci d’acqua. Chi lo conosce è sicuro che se anche la barca si fosse rovesciata, lui avrebbe avuto la capacità di raggiungere addirittura San Feliciano. Sulle prime, si era pensato anche a un rapimento, ma l’ipotesi non sembra credibile. Sembra sempre più forte l’ipotesi della disgrazia.

Giovane docente universitario scomparso al Trasimeno. Sulle prime si era pensato a un sequestro di persona” di Elio Clero Bertoldi.

La barca, finita, alla deriva, contro le cannine che circondano l’Isola Polvese, proprio davanti al castello, è stata trovata in piena notte. Aveva il motore spento e le marce non ingranate. A bordo, tutto in ordine. Accanto agli occhiali, al pacchetto di sigarette, ai cerini, c’era un costume da bagno, un giubbino, un salvagente, i razzi da segnalazione, una borsetta con le solite cianfrusaglie. Lo sci d’acqua appoggiato al fondo della barca. Ieri mattina (il 9) Augusto (l’uomo che aveva trovato la barca ieri notte) ha guidato i sommozzatori venuti da Grosseto nel punto in cui aveva individuato il natante alla deriva. I sommozzatori hanno delimitato la zona con boe e corde e si sono immersi più volte nelle acque fredde del Trasimeno (ieri 9 il lago era increspato e il cielo gonfio di nuvole) “Visibilità zero” ha esclamato subito dopo la prima immersione uno dei sommozzatori ai colleghi che dalla barca e dalla chiatta d’appoggio controllavano la situazione. Le acque apparivano limacciose e sporche. Lo stesso elicottero, giunto da Arezzo, ha controllato soprattutto le balze e i boschetti della Polvese. Oltre ai vigili del fuoco con due natanti, c’era la Polizia delle acque, i CC. di Castiglione del Lago con un altro motoscafo e barche di pescatori. Viene ricapitolata la versione ufficiale dell’ultimo giorno del Narducci. A Pippo Mancinelli disse che voleva fare un giretto e aveva rifiutato il pieno. Si è diretto verso la Polvese. Poi, al tramonto, non avendolo visto rientrare, lo stesso Mancinelli dà l’allarme. Ieri mattina (9), alle prime luci dell’alba, di nuovo ci si era messi alla ricerca del Narducci. Erano arrivati i CC. di Castiglione del Lago, di Magione, di Passignano e i VV. FF. di Perugia (con l’ing. Eugeni e l’ufficiali Giacomelli) ma anche il Questore Dr. Trio, il Dr. Speroni, l’Isp. Capo Napoleoni con Cambula e Pascai. Sulle prime si è pensato a un sequestro di persona, ma la pista è stata abbandonata. L’ipotesi di lavoro è la disgrazia. Ma tutti pensano che una semplice caduta in acqua non sarebbe stata sufficiente perché il Narducci era un nuotatore provetto. L’unica spiegazione rimasta è un malore. Difficile pensare che abbia battuto la testa sulle fiancate della barca, lunga mt. 4,50 con motore da cv. 70 e sigla PR 3304 perché non sono state rinvenute neppure minime tracce di sangue. Un’altra ipotesi è che il medico si sia tuffato e sia stato colto da malore, ma i vestiti non sono stati rinvenuti né sulla barca né sulla piattaforma. Oggi pomeriggio il Narducci avrebbe dovuto intervenire al convegno di Colombella. Si era, sembra, preparato molto bene anche con diapositive. I familiari e gli amici sperano ancora.

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La notizia è stata accolta a Foligno, nelle prime ore di ieri mattina con angoscia. Il padre è da 30 anni Primario ginecologo e Francesco aveva anche un ambulatorio in Via dei Molini. Quando è giunta la notizia ieri mattina, i collaboratori di Ugo stavano sistemando le ultime risultanze del convegno nazionale di ostetricia e di ginecologia che si era concluso sabato scorso (5 ottobre) al tempietto sul Clitunno, organizzato appunto da Ugo e che aveva visto la partecipazione di circa 200 medici della Toscana, Emilia Romagna e Umbria. E’ stato Ugo (che dove presiedere a una importante seduta in sala operatoria) a dare la notizia ai suoi collaboratori Piatti e Tonelli che si sono portati subito al Lago Trasimeno. Per tutta la mattina di ieri i medici dell’ospedale e il presidente dell’USL sono rimasti in contatto telefonico col Policlinico per avere notizie.

10 Ottobre 1985 Stampa: La Nazione – Mostro. Un altro appello della Prefettura: chi sa parli – Medico scompare nel Trasimeno. Si pensa a una disgrazia – Giovane docente universitario scomparso al Trasimeno
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