Il sopralluogo riporta che la macchina era posizionata in un tratturo a fondo cieco che Claudio aveva percorso in retromarcia per circa 60 m. partendo dall’imbocco della Sagginalese.

Infatti il muso dell’auto era rivolto verso la sagginalese e la parte posteriore dell’auto verso il fondo cieco del tratturo. Il lato sinistro dell’auto era molto accostato alla collinetta erbosa, tanto da non consentire un agevole passaggio. Il lato destro dell’automobile presentava uno spazio più ampio al cui lato del tratturo vi erano una serie di cespugli e rovi interrotti da un viottolo in discesa che raggiungeva il campo sottostante. Il tratturo è largo circa 3 m. e alle spalle dell’auto si presenta con una folta vegetazione oltre il quale c’è, ad una distanza di circa 50 m., la ferrovia che si immette in una galleria. Dalla parte opposta del tratturo in esame, oltre la sagginalese, vi è un tratturo che parte dalla sagginalese stessa, corre parallelo e arriva al fiume Sieve ed una volta attraversato e percorsi i campi adiacenti si arriva all’azienda “Il Forteto”.

L’auto si presentava con le portiere chiuse, la retromarcia inserita e le chiavi inserite nel quadro dell’accensione.

Il finestrino della portiera sinistra era aperto per circa 8 cm. e la portiera presentava la sicura inserita. L’altro finestrino, quello della portiera destra, era infranto e la sicura non era inserita.

Entrambi i sedili della Panda risultavano reclinati in avanti. Il bagagliaio risultava chiuso a chiave. Alcuni frammenti del vetro anteriore destro erano a terra, ma la maggior parte risultano all’interno dell’auto.

All’esterno dell’auto si evidenzia:

Sul battitacco dello sportello di destra una macchia di sangue striata in verticale le cui gocciolature sono colate sul terreno sottostante sporcando un fazzoletto di carta.

La fascia paracolpi sul fianco destro dell’auto risulta sporca e impolverata e si evidenziano su questa due aree più pulite, semicircolari, dove la polvere è stata rimossa a causa di un contatto. Le dimensioni di queste aree sono circa 10 cm. in altezza per 6 cm. in larghezza e distano dal terreno circa 60 cm.. Viene ipotizzato che si tratti dell’impronta delle ginocchia dell’assassino che si è appoggiato all’auto per sparare i colpi.

Sempre dal lato destro, vicino alla guida dove scorre il vetro, si reperta una macchia di sangue e sempre su questo sportello due impronte parziali.

All’interno dell’auto si evidenzia:

Molti frammenti di vetro in minor quantità sul pianale anteriore e in maggior quantità sul pianale posteriore.

La cappelliera è stata rimossa dalla sua sede naturale ed appoggiata ai montanti posteriori di sinistra.

Come già detto i sedili anteriori sono reclinati entrambi in avanti e l’aletta parasole di sinistra è abbassata.

Sotto il sedile di destra ci sono un paio di pantaloni jeans femminili, la borsa di Pia e un paio di scarpe rosse tipo espadrillas.

Sotto il sedile sinistro ci sono invece un paio di scarpe da ginnastica.

Delle macchie di sangue a forma triangolare sono sul battitacco dello sportello di destra, le macchie sono unite fra loro da un rivolo di sangue e si collocano microgocciolature circostanti.

Il bordo dello sportello di destra in corrispondenza della sicura si presenta una macchia circolare allungata verso il vetro e terminante con una sbavatura verso l’alto.

Sempre sullo sportello destro, cica 5 cm. più in basso del bordo su descritto, c’è una macchia di sangue con formazioni pilifere inglobate.

Spostandosi nella parte posteriore della macchina si rileva che il sedile e la spalliera sono stati rimossi e appoggiati ai montanti posteriori di sinistra.

Sotto la spalliera viene rinvenuto un pantalone verde di tipo militare di foggia maschile, macchiato di sangue e con un foro di proiettile sulla tasca posteriore destra. La tasca contiene il portafoglio del ragazzo con contenuto non macchiato di sangue ma con un foro di proiettile che l’ha trapassato. Il proiettile in oggetto viene rinvenuto nella tasca.

Insieme ai pantaloni una coperta al cui interno c’è un contenitore di profilattici vuoto oltre ad un orologio con cinturino metallico.

Viene trovata sul pianale posteriore una torcia funzionante spenta macchiata di sangue.

Il lunotto posteriore appare macchiato di sangue con un aspetto puntiforme e a costellazione. Nella tasca interna dello sportello destro vi era una copia della Gazzetta dello Sport, subito sotto il quotidiano un coltello da cucina seghettato e sporco.

Nel vano posteriore, subito sotto il divanetto, giace il corpo di Claudio sul fianco sinistro con le ginocchia flesse ed un aspetto rannicchiato. Il ragazzo indossa solo la maglietta le mutande di tipo slip ed i calzini.

All’esterno della macchina: Partendo dall’auto lato destro, ad una distanza di circa 8 m., scendendo un viottolo che conduce al campo sottostante, c’è il corpo di Pia.

La ragazza si presenta in posizione supina con la testa reclinata a sinistra. Il braccio sinistro piegato sopra la testa ed il braccio destro esteso verso destra. Nella mano destra erano impigliati il reggiseno e la camicetta, entrambi ampiamente macchiati di sangue. Gli slip tagliati dall’assassino erano sotto il corpo.

Il corpo sembra essere stato trascinato, mostra infatti segni di trascinamento post mortem sulla schiena e di minor entità su parte della faccia, sono assenti sulla superfice delle braccia. Presenta anche dei lividi alle caviglie di tipo peri mortem.

La ragazza ha ancora addosso sia gli orecchini sia l’orologio al polso il cui centurino è leggermente rovinato, forse sganciato. All’anulare e medio della mano sinistra due anelli in oro giallo. Presenta al collo la catenina in oro giallo che appare spezzata. La rottura non sembra essere avvenuta per il trascinamento in quanto si sarebbe sfilata lungo il percorso, ma sembra che sia stata rotta nella posizione finale del corpo, risulta che non vi fosse il ciondolo, probabilmente asportato.

Vennero repertati 5 bossoli tutti Winchester calibro 22 serie H. Quattro all’interno dell’abitacolo della Panda ed uno nell’erba ad una distanza di circa 40 cm. dalla ruota anteriore destra, indicato con il marker n° 2. Tutti i proiettili sono a piombo nudo.

Non si evidenziano nessun tipo di traccia lasciata dall’assassino. Viene controllata l’erba medica presente nei campi vicini per trovare un eventuale passaggio dell’assassino, ma non viene trovato niente che evidenzi questo passaggio. Questo lascia supporre che l’assassino si sia avvicinato all’auto dei ragazzi percorrendo o il viottolo lungo il campo che corre parallelo al tratturo o il tratturo stesso.

L’edificio più vicino al luogo del delitto è la casa colonica di una signora anziana che dista circa 200 m..

30 Luglio 1984 Sopralluogo a La Boschetta

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