PROCURA DELLA REPUBBLICA – FIRENZE
Signa, 26 giugno 1982 VERBALE di ispezione dell’autovettura Fiat l47 di proprietà di MAINARDl
Paolo.

Si dà atto che alle ore 10,30 del giorno 26 giugno 1982 il P.M. Dr. Silvia DELLA MONICA, assistita dagli uditori Dr. Alessandro NENCINI e Dr. Antonietta FIORILLO si è recato presso la
Compagnia CC. di Signa ove è ricoverata l’autovettura del Mainardi, ivi trasportata durante la notte del 20 giugno 1982, all’esito dei rilievi tecnici.

Sono presenti il Colonnello Olinto DELL’AMICO Comandante del Reparto Operativo dei CC. di Firenze, il Capitano Silvio Ghiselli Comandante della Compagnia CC. di Signa, il Dr. Giuseppe Grassi Dirigente della Squadra Mobile della Questura di Firenze nonché i periti d’ufficio e precisamente: il colonnello Ignazio SPAMPINATO ed il dottor Nunzio CASTIGLIONE, periti balistici, il Prof. Mauro MAURRI, il prof. Riccardo CAGLIESI CINGOLANI e la Dr. Laura PARRINI, periti medico legali.

Si dà atto che l’autovettura è ricoverata sotto una tettoia nel cortile della caserma e che viene spinta in avanti al fine di consentire ai tecnici un migliore esame. Poiché sono presenti, in quanto convocati dall’ufficio, i tecnici della polizia scientifica della Questura di Firenze, si dispone che siano eseguiti tutti i rilievi tecnici e fotografici che possono essere utili per l’indagine e per l’espletamento delle perizie.

Si rileva che il finestrino sinistro anteriore (lato guida) è completamente frantumato e che vari frammenti anche intrisi di sangue sono ricaduti nell’interno dell’autovettura, in particolare sul seggiolino di guida e sul sedile posteriore. I seggiolini anteriori si trovano nelle seguenti posizioni: quello del passeggero con la spalliera perpendicolare al sedile, quello del conducente con la spalliera reclinata sul seggiolino posteriore. Viene constatato che entrambi i seggiolini sono in perfetta efficienza e sono intatte le misure di bloccaggio, che consistono tra l’altro: in leve sul fianco sx dello schienale per il sedile di guida e sul fianco dx per quello del passeggero. Il sedile anteriore lato passeggero non presenta macchie di sangue, ma il sedile del guidatore è completamente macchiato di sangue, come sarà evidenziato dai rilievi fotografici.

Il sedile posteriore presenta tracce di sangue copioso nella zona retrostante il sedile passeggero e nella zona centrale. Non si rilevano tracce di sangue copioso sul vetro posteriore sx (lato guida) né lungo la fiancata interna della macchina e sul sedile posteriore prossimi a tale finestra.

La luce di cortesìa che sì trova sopra lo specchietto retrovisore interno è priva della copertura di plastica bianca e l’interruttore si trova voltato verso l’alto; si dà atto che facendo una verìfica su analoga Fiat 127 si può constatare che l’orientamento dell’interruttore verso l’alto consente l’accensione della luce all’interno del veicolo.

Per quanto riguarda il quadro comandi l’interruttore su cui sono disegnate le luci si trova in posizione abbassata. Si dà atto che al momento della prima ispezione avvenuta in località Baccaiano intorno alle 02.00 del 20 giugno risultava ingranata la retromarcia ed inserito il freno a mano.

Tracce di sangue si notano in prossimità dello sportello di guida all – riga completamente illeggibile – e precisamente sul montante dello sportello. Il finestrino posteriore presenta degli schizzi di sangue che i periti attribuiscono verosimilmente al trasporto dell’autovettura dal luogo dell’omicidio alla Caserma.

La calotta di copertura della luce di cortesia risulta frammentata in due pezzi di cui uno più grande, ritrovati rispettivamente, quello più grande sotto il seggiolino anteriore lato guidatore ed il più piccolo sempre sul pianale della macchina davanti al seggiolino del passeggero.

Sotto il sedile anteriore sinistro viene rinvenuto un preservativo presumibilmente utilizzato che risulta annodato. Si dà atto che tale reperto viene consegnato ai periti della Medicina Legale e che in sede della prima ispezione avvenuta nella notte del 20 giugno corrente sul sedile di guida fu rinvenuta una bustina aperta e vuota, marca Settebello.

Per quanto riguarda la parte esterna del veicolo i fari anteriori risultano fracassati come pure le lampadine in essi inserite. Si dà atto che i periti balistici dopo attenta ispezione fanno rilevare che l’impatto dei proiettili sulla parte interna metallica di, detti fari.

Anche i fanali indicatori risultano non integri ed in particolare quello di sinistra lato passeggero è maggiormente danneggiato, e quello di destra meno tant’è che presenta soltanto una piccola fessura. I periti procedono a smontare detti fanalini e si può rilevare che le lampadine sono integre e che in assenza di tracce di impatto di proiettili sulla base dei segni rilevati si può ragionevolmente dedurre che gli stessi sono stati infranti da un corpo contundente, presumibilmente una lama.

La ricerca viene quindi spostata all’interno dell’autovettura al fine di recuperare proiettili non repertati (il giovane Mainardi risulta averne ritenuti tre, mentre la Migliorini soltanto uno) ed inoltre è presumibile ritenere siano andati perduti in seguito al rimbalzo i due proiettili che [avevano] infranto i fari.

Vengono pertanto estratti i due seggiolini anteriori e sul tappetino della parte del sedile passeggero viene repertato un frammento di proiettile di piombo appiattito. Malgrado le ricerche vengano estese al sedile posteriore ed a tutto l’abitacolo, non vengono rinvenuti altri proiettili.

Dall’orientamento del foro d’ingresso del proiettile sul parabrezza e dall’assenza di proiettili all’interno dell’abitacolo ì periti deducono che presumibilmente il proiettile che ha trapassato il parabrezza è uscito dal finestrino sinistro (lato guida anteriore).

Si dà atto che il professor Cagliesi procede a grattare delle macchie di sangue da varie parti del veicolo e frammenti di vetro e che fin da questo momento fa presente che il gruppo sanguigno di entrambe le vittime è “O”.

Si dà atto che la parte posteriore del veicolo presenta ammaccatura nella parte posteriore della fiancata sinistra con interessamento del rivestimento posteriore e piegamento del paraurti posteriore lato sinistro. Le luci posteriori all’apparenza sono integre, anche se non è possibile controllarne l’efficienza poiché le chiavi sono state rimesse al Gabinetto di Polizia Scientifica della Questura.

Si dà atto che alle ore 13,15 i periti terminano gli accertamenti e pertanto il verbale di ispezione viene dichiarato chiuso.

Il Procuratore della Repubblica – Dr. Silvia Della Monica Sost.-

26 giugno 1982 Trascrizione verbale di ispezione dell’autovettura Fiat l47 di Paolo Mainardi
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