Il 15 Giugno 1981 viene arrestato Enzo Spalletti. Le ragioni per cui gli inquirenti decidono per l’arresto sono varie. In primis il suo racconto piuttosto sconclusionato, la telefonata anonima che lo segnala sul posto e la testimonianza della moglie. La sommatoria dei dati acquisiti indicano Spalletti come indiziato.

Nella telefonata anonima dell’11 giugno viene collocata la sua automobile sul luogo del duplice omicidio la sera del 6 giugno in un’orario compatibile con quello del duplice omicidio di Carmela e Giovanni. L’auto in oggetto è di una Ford Taunus rossa targata FI 669906.
Spalletti era un guardone, un “indiano”, che con l’amico Fosco Fabbri girava per i boschi in cerca di coppiette, ammesso da loro stessi durante gli interrogatori.
La Testimonianza di Fosco Fabbri insieme a quella della moglie di Spalletti creano un divario di orario fra quando Fabbri rientra a casa e quando rientra Spalletti, divario che è centrato sull’ora approssimativa dell’omicidio, da mezzanotte alle due una di notte.
Il fatto che il giorno successivo Spalletti comunichi alla Moglie Carla Agnoletti non solo di aver visto i cadaveri, ma particolari sul metodo di uccisione e spostamento della ragazza che non sono ancora comparsi su nessun mezzo di informazione e che quindi implica una acquisizione diretta dello Spalletti.
Tutto questo porta ad individuare in Spalletti un indiziato.
Vista a posteriori l’arresto di Spalletti si dimostra uno degli errori più clamorosi avvenuti in questa vicenda. Aver arrestato il “guardone”, averlo trattenuto in galera senza un’evidenza di prove che lo incriminavano, averlo demolito pubblicamente e quindi socialmente ha immediatamente chiuso agli inquirenti la fonte di informazione derivante dai guardoni. Una volta appurato che il rischio di essere esposti al pubblico ludibrio, o anche peggio, era palese, nessun guardone, pur a conoscenza di fatti importanti, avrebbe mai collaborato con le forze dell’ordine. Questo è stato il vero errore dell’arresto di Enzo Spalletti. Spalletti andava protetto come possibile testimone, messo in condizione di essere intercettato, seguito e invitato alla collaborazione protetta. Questo avrebbe permesso non solo di acquisire informazioni che Enzo Spalletti, dimostra nel tempo, di avere, ma anche mandare un segnale ai suoi “colleghi” che la Procura era disponibile ad un dialogo “protetto”.
15 Giugno 1981 Arrestato Enzo Spalletti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *