Dante Ricci: Avvocato e Umanista di Nicolò Ongarini

Note e appunti per una biografia

Dante Ricci nasce il 28 Dicembre 1906 a Stia in Provincia di Arezzo 1. Illustre avvocato penalista fiorentino, colto umanista, “scrittore efficace” 2, co-fondatore dell’Accademia Casentinese. Lo stesso Ricci in Il processo di Dante del 1967, ci regala una sintetica ma precisa autobiografia che si riporta a seguire. 3

Già a 18 anni, nel 1924, dimostra le sue doti umanistiche e di erudito scrittore. Infatti, in occasione Onoranze Nazionali a Giovanni Pascoli, legge, presso il Teatro Comunale di Stia, un discorso che pubblicherà lo stesso anno con il titolo L’ultimo figlio di Vergilio. 4

Laureato in Lettere, nell’anno scolastico 1937-1938 è insegnante di Lettere al ginnasio del Collegio “Alla Querce” 5, prestigioso collegio fiorentino. Fondato nel 1868 dai Padri Barnabiti, come estensione del Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, ospitò negli anni generazioni di studenti e contando su una prestigiosa biblioteca con oltre settantamila documenti. Nel 1870, al suo interno, è stato istituito un osservatorio geodinamico, contribuendo a ricerche scientifiche di rilievo, grazie all’opera di studiosi come il barnabita Timoteo Bertelli. Venne chiuso nel 2003, lasciando la struttura in lungo periodo di abbandono.

Spesso si legge (o si sente dire) che Dante Ricci, ex partigiano probabilmente della XXII Brigata Garibaldi, venne salvato nel 1944, da Pietro Pacciani, nome di battaglia “Paletta”, che dovrebbe essere nella stessa Brigata Garibaldi. Di questo non esiste traccia storica, ne parla Giuseppe Alessandri nel suo libro La leggenda del Vampa 6 in due occasioni che si riportano di seguito:

«… soprattutto il giorno in cui, in occasione di un assalto tedesco che miete numerose vittime fra quei banditen, invece di pensare a salvarsi corre in soccorso di un compagno ferito e terrorizzato, che sta perdendo molto sangue da una spalla. Con grande spirito gli si presenta Paletta si strappa un pezzo della camicia tamponandone la ferita; quindi si carica il poveretto sulle spalle, trasportandolo fin sulla strada e riuscendo a schivare il fuoco delle mitragliatrici nemiche. Fortunatamente i soccorsi non tardano ad arrivare: e così quell’uomo ha salva la vita …» 7

«… Pacciani ha accolto il consiglio dei compagni comunisti di farsi difendere da Dante Ricci, giovane penalista fiorentino lanciato verso una brillante carriera. Commovente l’incontro fra i due, che li riporta ai tempi di monte Giovi “Non ti ricordi? Sono io quel partigiano al quale hai salvato la vita!, gli si presenta il legale, rievocandogli il suo valoroso gesto. … » 8

La vicenda viene successivamente ripresa in altre occasioni, mancando comunque, al momento, di una conferma storica documentaria, in particolare sull’appartenenza alla XXII Brigata Garibaldi durante la Seconda Guerra Mondiale.

Ci si limita a riportare due brevi citazioni sulla questione:

Pietro Pacciani stesso in più di un’occasione parla del salvataggio di Dante Ricci e del fatto che, in occasione del processo della Tassinaia, non riconobbe il Ricci. Si cita un articolo di Andrea Tornielli con un’intervista a Pietro Pacciani: «… Una volta ci fu un assalto dei tedeschi, eravamo 180 partigiani, rimanemmo vivi solo in sessanta. C’era uno di noi, che non conoscevo, che fu ferito ad una spalla: urlava, perdeva molto sangue. Allora io presi la camicia, ne strappai un pezzo e lo usai per tamponare la ferita. Poi me lo caricai sulle spalle e lo portai alla strada dove arrivava l’ambulanza. E si salvò. Era l’avvocato Dante Ricci. Quando fui arrestato nel 1951 per il delitto Bonini, mi consigliarono di nominare Ricci come avvocato. Io non lo riconobbi, fu lui a dirmi: “Non ti ricordi, sono il partigiano a cui hai salvato la vita”…» 9

Ne parla anche il dott. Ruggero Perugini 10 durante la deposizione del 13 Giugno 1994 al Processo Pacciani. Di seguito un breve estratto del dibattimento processuale:

«… A.C.: Semi-bruciata e naturalmente… cioè a che cosa fu ricollegata questa foto? Perché è chiaro, non poteva girare andando a caccia con una pistole machine…
R.P.: Mah a me… cioè io… mi serviva per capire che il Pacciani aveva in passato maneggiato armi quando era giovane, d’altronde Pacciani è stato partigiano, ha avuto anche, per quel che mi risulta, salvò anche la vita del suo primo avvocato quindi…
A.C.: E accertò anche in che zona il Pacciani aveva svolto questa sua attività di partigiano?
R.P.: Montegiovi, quelle zone lì, Montegiovi, Mugello insomma per quanto rammento ma lui potrebbe essere molto più preciso di me, credo che abbia fatto anche dei …» 11

Dante Ricci stesso in realtà afferma di essere stato un «… Combattente dell’ultima guerra mondiale nelle unità di prima linea sul fronte greco-albanese …» 12, il che potrebbe portare ad escludere il fatto che fosse stato un partigiano nelle zone di Monte Giovi. Inoltre non esiste ad ora traccia documentaria sul fatto che Pietro Pacciani fosse un partigiano.

Durante il Ventennio Fascista Dante Ricci è stato collega di studio dell’avv. Gino Meschiari, Federale del PFR fiorentino dall’Ottobre 1943 all’Aprile 1944, prima di Forntunato Polvani e dopo Onorio Onori.

Nella primavera del 1944 Aldo Braibanti, giovane intellettuale comunista, fu arrestato e torturato da Mario Carità, guida del RSS (Reparto dei Servizi Speciali), più conosciuto come Banda Carità della Repubblica Sociale Italiana. Su intervento e richiesta di Giovanni Gentile, Dante Ricci fu difensore del giovane Braibanti. Sull’argomento si vedano Ricci Dante, Colloqui d’anime: Ricordi di un avvocato, Ed. La Vela, Tip. Giuntina, Firenze, 1946, di cui si parla nel presente lavoro, e Romano Sergio, Giovanni Gentile. Un filosofo al potere negli anni del regime, Rizzoli, Milano, 2004.

Terminata la Seconda Guerra Mondiale, nel 1946, scrive e pubblica Colloqui d’anime: Ricordi di un avvocato 13, un’opera in cui narra episodi e vicende degli anni di guerra. Avvocato penalista di professione, Ricci si rivela in queste pagine ben più di un semplice uomo di legge: emerge come una persona dal grande cuore, pronta a difendere le cause degli ultimi con la dedizione di un padre verso i propri figli. Il libro rivela anche la sua profonda fede: un credente sincero che affida alla giustizia e alla misericordia divina il compito di proteggere gli uomini dalle ingiustizie del mondo.

Nella quarta di copertina di Colloqui d’anime, si accenna alla prossima pubblicazione di un’altra opera dello stesso autore dal titolo Lacrime e sangue. Difese penali, ma di quest’opera purtroppo non è possibile reperirne traccia 14.

Nello stesso anno La Civiltà Cattolica 15 pubblica un’interessante e precisa critica, che si riporta di seguito.

Con Vittorio Vettori (1920-2004, scrittore, poeta critico letterario e dantista), Nicola Lisi (1893-1975, scrittore), Carlo Emilio Gadda (1893-1973, scrittore poeta, ingegnere, collaboratore della RAI a Roma e della rivista Solaria) e Carlo Coccioli (1920-2003, scrittore), negli anni ‘40 fonda il Premio Letterario Casentino con l’intento di assegnare il premio ad opere edite ed inedite di narrativa, saggistica e poesia.
Interrotto bruscamente con la Seconda Guerra Mondiale, il Premio Casentino venne ripreso trent’anni più tardi, negli anni ’70, continuando, ancora oggi, il suo intento culturale.

Il 3 Settembre 1949, in occasione del conferimento del I Premio Letterario Casentino, scrive e pronuncia a Bibbiena un discorso che pubblicherà nel 1950 con il titolo Casentino di Passione e di Preghiera 16.

Nel 1958, con Giulio Vettori, cura la prefazione di una edizione della Guida del Casentino 17 di Carlo Beni 18 del 1881, più volte riedita, anche postuma, come in questo caso. La ristampa del 1958 era stata promossa
«… nel 1939 dal Dr. Giuseppe Bacci di Soci e dal Dr. Giulio Vettori di Strada …» 19, ma le drammatiche vicissitudine del secondo conflitto mondiale e dal dopoguerra sospesero i lavori del Comitato. Nel 1952 Giulio Vettori riprese con decisione l’iniziativa e il lavoro, formando un nuovo Comitato Organizzatore, con le personalità più autorevoli del Casentino 20.

In occasione delle celebrazioni del VII centenario della nascita di Dante Alighieri, nel 1965 scrive Vette spirituali dantesche in Casentino che verrà pubblicato nel 1966 a cura dell’Accademia Petrarca e della Società Dantesca Casentinese in Conferenze Aretine 1965 21.

Dotto umanista e appassionato studioso di Dante Alighieri, fu promotore del processo al “divin poeta” celebrato nella Basilica di San Francesco ad Arezzo nell’Aprile del 1966, in cui si rivolle celebrare e al contempo ridiscutere il processo in cui, nel 1302, Dante Alighieri fu condannato al rogo in contumacia, sentenza che lo portò all’esilio. Infatti l’anno successivo al settimo centenario della nascita di Dante Alighieri, fu rinnovato ad Arezzo il processo che il Podestà di Firenze Cante dei Gabrielli da Gubbio mosse al “divin poeta” e ad altri fiorentini con l’accusa di baratteria.

Nel 1967 Dante Ricci pubblica 22 gli atti del nuovo processo a Dante in un’edizione che alterna ad una ricca documentazione storica ed archivistica testimonianze di celebri avvocati e giudici, assieme ad esponenti di spicco della vita politica e culturale italiana di allora. Documenti antichi si sommano a testimonianze attuali di avvocati e giudici talvolta non di professione, talvolta esponenti assolutamente di spicco della vita politica italiana, come il futuro presidente della Repubblica Giovanni Leone, qui nella parte di uno dei giudici dell’Alighieri.

La premessa, datata “«Gli allori» Borgo alla Collina in Casentino, 16 Settembre 1966”, nella sua concisione, esprime appieno l’intento del processo di Arezzo dell’Aprile del medesimo anno.
Una bellissima fotografia è quella che ritrae Dante Ricci durante l’arringa difensiva del 16 Aprile 1966 durante il processo a Dante Alighieri nella Basilica di San Francesco ad Arezzo.

Con l’ingegner Piero Focacci, il conte ammiraglio Luca Goretti De’ Flamini e il notaio Giulio Vettori, nell’Ottobre del 1967 è tra i fondatori dell’Accademia Casentinese. La ricostituzione ufficiale dell’Accademia avvenne infatti nell’Ottobre 1967, con atto rogato dal dottor Massimo Taiti, notaio in Bibbiena, e registrato a Poppi il 14 Ottobre 1967 con il n°1176, vol. 137 23.

«… Nell’ambito del Casentino, ricco di luoghi civili, militari e religiosi che storicamente lo caratterizzano, si ha notizia della presenza di associazioni e gruppi culturali sin dall’epoca medioevale. Durante le indagini per l’aggiornamento della Guida del Casentino di Carlo Beni, il notaro Vettori venne in possesso degli atti di
un’Accademia Casentinese operante nell’alto Casentino dal 1836 al 1847. Si trattava dell’illustre Accademia Casentinese del Buonarroti. Un gruppo di notabili casentinesi dei quali faceva parte il notaio Vettori decise di continuarne l’opera, ricreando un’associazione culturale che proseguisse quella memoria storica …» 24.

Primo presidente dell’Accademia fu proprio Dante Ricci e, nei primi decenni, la presidenza dell’Accademia venne ricoperta, oltre che da Dante Ricci, grande conoscitore di Dante, anche dal professor Vittorio Vettori, scrittore critico e letterario. Ricci divenne famoso per aver ideato e creato “eventi” legati alla figura del sommo poeta e, a lui, si deve il fatto che l’Accademia abbia acquisito da allora la rinomanza di “accademia dantesca”. Si ricorda, in particolare, il processo a Dante, del 16 Aprile 1966, celebrato nella Chiesa di San Francesco in Arezzo 25, di cui si è già detto.

Dante Ricci entra nella vicenda del Mostro di Firenze e/o nelle vicende ad esso collegate in due occasioni:

  1. Processo della Tassinaia del 1951-1952 come difensore di Pietro Pacciani (già accennato in precedenza);
  2. Processo del 1970 come difensore di Stefano Mele

Dante Ricci diventa avvocato penalista a Firenze e, come ci ricorda ancora, fra gli altri, Giuseppe Alessandri, nel 1951 si troverà a difendere Pietro Pacciani nel cosiddetto “Processo della Tassinaia”, per l’omicidio di Severino Bonini dell’11 Aprile 1951.

Principali “protagonisti” del Processo della Tassinaia:

• Difesa di Pietro Pacciani: Avv. Dante Ricci e Avv. Mazzotti
• Difesa di Miranda Bugli: Avv. D’Alessandro
• Parti Civile: Avv. Fanfani e Avv. Castelfranco 26
• Procuratore generale: Aldo Sica
• Presidente Corte: Comm. Umberto Sestini

Sulla figura di Dante Ricci, oltre che sulla vicenda e sul processo, si vedano tra gli altri:

• gli articoli di Mario Cartoni del quotidiano “La Nazione” del 13141516 Dicembre 1951 e del 6 Gennaio 1952
• Pinzauti B., Il bosco dei tragici amanti, articolo tratto dalla Rivista Crimen del 3 Febbraio 1952
• Alessandri Giuseppe, La leggenda del Vampa. La storia del mostro di Firenze, Enigma Edizioni, Firenze, 2016

Alcune immagini dell’avv. Dante Ricci con Pietro Pacciani durante il “Processo della Tassinaia”

Dante Ricci difenderà, con l’avvocato Sergio Castelfranco, Stefano Mele nel processo davanti alla Corte d’Assise di Firenze del 16 marzo 1970 dove Stefano Mele è accusato del duplice omicidio del 22 Agosto 1968 della moglie Barbara Locci e del suo amante Antonio Lo Bianco, avvenuto in località Castelletti a Lastra a Signa.

L’avv. Nino Filastò 27, in “Storia delle merende infami” 28 commenta così «… Eppure uno dei difensori, il noto penalista Dante Ricci, non era affatto convinto della genuinità della confessione. Lo testimonia un appunto sulla copertina del suo fascicolo: “Un paio di schiaffoni, ed ecco la malaugurata confessione!” …»

« …Nel 1970, dopo che Stefano Mele fu condannato per l’omicidio di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco, il suo avvocato, Sergio Castelfranco, ebbe modo di parlare con Claudio Conticelli 29, un suo vecchio cliente detenuto presso il carcere fiorentino “Le Murate” che gli disse “di aver visto più volte Francesco Vinci allenarsi al tiro con la pistola in aperta campagna.” Castelfranco condivise questa scoperta con Dante Ricci, l’altro avvocato che aveva difeso Mele, che chiese una rinnovazione parziale del dibattimento che però non fu accolta. Gli avvocati si recarono quindi a Cupoli, vicino a Lastra a Signa e nel campo indicato da Claudio Conticelli trovarono quattro bossoli calibro 22 e frammenti di proiettile dello stesso calibro. In seguito emerse che i proiettili erano stati sparati da una carabina … ». 30

Stefano Mele, come emerge dalle indagini, non era sicuramente in buone condizioni economiche. Inoltre il Mele era anche reo confesso (sicuri?). Appare dunque strano che venne chiamato per difenderlo Dante Ricci, miglior penalista fiorentino e toscano. Fu il “clan dei sardi” a pagare l’avvocato a Stefano Mele?

Sulla figura di Dante Ricci, oltre che sulla vicenda e sul processo, si vedano tra gli altri:

Quotidiano “Corriere della Sera”

• Martedì 25 Novembre 1958 Milano – “Il presunto uccisore dello zio ritratta in aula le sue confessioni”
• Giovedì 28 Novembre 1963 – “Sangue sull’impermeabile dell’accusato del Cuomo”
• Martedì 11 Novembre 1975 – “Il rapimento del medico di San Marino: processo d’appello al «clan dei sardi”

Quotidiano “La Nazione”

• gli articoli di Fulvio Apollonio del quotidiano “La Nazione” delle edizioni dei giorni 17-1921242526 Marzo 1970

Alcune immagini dell’avv. Dante Ricci con Stefano Mele e con alcuni colleghi.

Allievo di Dante Ricci sarà Rosario Bevacqua 31. Nato a Messina il 20 Luglio 1933, era entrato a far parte dell’Arma dei carabinieri arrivando al grado di ufficiale. Nel 1954 Bevacqua viene destinato a Firenze, dove qualche anno 32 più tardi lascerà la divisa per intraprendere la carriera forense presso lo studio dell’avvocato Dante Ricci. Bevacqua, con l’Avv. Pietro Fioravanti 33, sarà uno dei legali storici di Pietro Pacciani.

Dante Ricci, già noto avvocato negli anni ’40, ebbe prestigiosi clienti e ricoprì svariati incarichi sia nella veste di difensore, sia di patrono di parte civile 34.

Nel 1970 è difensore del generale De Lorenzo per un’ accusa di diffamazione proveniente da un settimanale milanese. Come leggiamo in un articolo su “La Stampa” del 01/12/1970 «… Secondo l’accusa il generale De Lorenzo “avrebbe consegnato o comunque autorizzato la consegna al direttore del quotidiano della fotocopia di una querela da lui presentata contro un settimanale di Milano in relazione ad un articolo comparso su tale periodico”. Il quotidiano fiorentino pubblicava un articolo nel quale riportava la seguente frase desunta testualmente dalla querela presentata da De Lorenzo: l’articolo del settimanale milanese“costituisce un proditorio attacco, del quale, se volessi, non mi sarebbe difficile smascherare i mandanti.
Però anche se questi saranno da me lasciati nell’ombra, devo inchiodare alle loro responsabilità gli scrivani del settimanale che mi ripugna di qualificare giornalisti”; con questa frase — affermava il decreto di citazione a giudizio di De Lorenzo — veniva offesa la reputazione di sette giornalisti, di cui uno direttore responsabile del settimanale milanese. Il procuratore generale Masini, nella sua requisitoria, dopo aver riconosciuto che “negli atti processuali era insufficiente la prova della responsabilità dell’imputato in ordine al reato ascrittogli”, aveva chiesto l’applicazione dell’amnistia. I difensori, Guido Carli e Dante Ricci,
avevano invece chiesto l’assoluzione del loro patrocinato per non aver commesso il fatto. La Corte ha aderito in pieno alla tesi della difesa …».35

Dante Riccimuore nel 1978 36, lasciando un’ importante e significativa eredità sia nel campo culturale sia nel campo legale/penale. Dopo la morte di Dante Ricci, l’Avv. Ermanno Ugolini 37 è succeduto nello studio del collega Dante Ricci e, anche la segreteria, ha continuato a lavorare nello studio. «… L’8 Settembre 1982 l’Avv. Ermanno Ugolini, a seguito della richiesta del PM Silvia Della Monica, si presenta in Procura alla stessa Della Monica per consegnare il fascicolo su Stefano Mele conservato dall’ Avv. Dante Ricci suo difensore del tempo. Questo l’atto di acquisizione e messa agli atti nel procedimento penale n° 5352/82 R.G.».38

All’epoca del processo a Stefano Mele, iniziato il 16 Marzo 1970, segretaria dell’avvocato Dante Ricci era l’allora diciannovenne Patrizia Consani. Viene citata nella “Sentenza Rotella” del 13 Dicembre 1989, provvedimento che pose definitivamente fine alla cosiddetta “pista sarda”. Essendo l’avv. Ricci già deceduto e risultando persona informata sui fatti, Patrizia Consani venne ascoltata dagli inquirenti l’8 marzo 1983 in merito alle dichiarazioni di Natalino Mele, con il quale aveva avuto occasione di entrare in confidenza durante il periodo del processo.

Tra i collaboratori dello studio dell’avv. Ricci figurava inoltre Angiolo Baccini, il cui nome compare nell’atto di appello dell’11 giugno 1970 sottoscritto dagli avvocati Dante Ricci e Sergio Castelfranco.

Conclusioni

La figura di Dante Ricci testimonia come, nel Novecento italiano, fosse ancora possibile coniugare l’esercizio della professione forense con una solida e autentica formazione umanistica. Penalista di riconosciuto prestigio, egli non limitò il proprio impegno alle aule di giustizia, ma lo estese alla letteratura, alla storia, agli studi danteschi e alla valorizzazione culturale del territorio casentinese. La sua eredità non risiede soltanto nelle cause che patrocinò o nei processi che lo videro protagonista, ma soprattutto nell’esempio di una cultura intesa come servizio alla comunità.
Per questa ragione Dante Ricci merita di essere ricordato non solo come uno dei più autorevoli avvocati del suo tempo, ma anche come uno degli ultimi autentici umanisti del Novecento. Se il penalista Dante Ricci appartiene alla storia della giustizia italiana, l’umanista Dante Ricci appartiene alla memoria culturale del Casentino e della Toscana. Nella sua figura diritto e cultura, competenza professionale e passione intellettuale, non si contrappongono, ma trovano una sintesi armoniosa e feconda.
È forse proprio in questo equilibrio tra sapere giuridico e sensibilità umanistica che si coglie il significato più profondo della sua eredità: un insegnamento che continua a richiamare il valore di una cultura capace di dialogare con la società e di porsi al servizio del bene comune.

Si precisa che quanto segue, bibliografia e sitografia, non costituisce solamente un insieme di riferimenti al presente lavoro, ma rappresenta anche uno spunto per ulteriori ricerche e approfondimenti. Si tratta, inoltre, di una selezione che non ha la pretesa di essere esaustiva, considerata l’ampiezza dell’argomento.

BIBLIOGRAFIA

  • AA. VV., Studi in ricordo di Pier Giusto Jaeger, Giuffrè Editore, 2011
  • Alessandri Giuseppe, La leggenda del Vampa. La storia del mostro di Firenze, Enigma Edizioni, Firenze, 2016
  • Bianchini Jesurum Daniela, Dante giurista? Sondaggi nella Divina Commedia, G. Giappichelli Editore, Torino, 2014 (pp.74-75)
  • Canfora Luciano, La sentenza, Sellerio Editore, Palermo, 2012
  • Cardinali Cinzia, a cura di, Archivio particolare dei sindaci del dopoguerra. Inventario (1944-1990), Strumenti di corredo dell’Archivio Storico Comune di Arezzo, Arezzo, 1997 39
  • Chiari Alberto, Studi letterari dall’indovinello veronese a Domenico Giuliotti, Nardini Editore, Firenze, 1981
  • Collegio Alla Querce, Enciclopedia Querciolina. I primi cent’anni del Collegio “Alla Querce” dei PP. Barnabiti in Firenze, 1967
  • Conti Fulvio, Da simbolo di italianità a icona universale: Dante nel settimo centenario della nascita (1965), Università degli Studi di Firenze, in “Bibliotheca Dantesca, 6 (2023)”, pp. 264-288 40
  • Contorni Gabriella, a cura di, Il Casentino nel nome di Dante: il restauro dei castelli danteschi, Grafica Casentinese, Bibbiena, 1989
  • Corradini Giorgio, La nuova pista sarda nel caso del Mostro di Firenze, Tesi di Laurea, pag.70 (Dante Ricci è citato erroneamente come Stefano Ricci)
  • Filastò Nino, Storia delle merende infami, M&M Maschietto Editore, Firenze, 2005
  • Paoletti Paolo, Il delitto Gentile: esecutori e mandanti. Novità, mistificazioni e luoghi comuni, Le Lettere, Firenze, 2005
  • Pinzauti B., Il bosco dei tragici amanti (articolo tratto dalla Rivista Crimen del 3 Febbraio 1952)
  • Romano Sergio, Giovanni Gentile. Un filosofo al potere negli anni del regime, Rizzoli, Milano, 2004
  • Santelli Arnolfo, Fiorentini. In tutti primi, Bonechi Editore, 1967 (pp.83-84)
  • Vannucci Marcello, Antonini Francesco Mario, Storia di Firenze dal 1966 al 1987, dall’alluvione a capitale della cultura, Newton Compton, 1988
  • Vieri Adriani avv., 30. Tre documenti ritrovati sul delitto del 1968, Firenze, 26 Dicembre 2022
  • Vieri Adriani avv., 32. Il Collegamento con il delitto del 1968 – parte seconda, Firenze, 27 Gennaio – 25 Giugno 2023
  • Biblioteca Identità Toscana, Il Casentino e i suoi comuni nei libri della BIT, Febbraio 2012
  • Biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo, Alla scoperta del Casentino.
  • Bibliografia, Firenze, Giugno 2020
  • Dante Ricci: avvocato e umanista. Note e appunti per una biografia a cura di Nicolò Ongarini
  • Biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo, Dante nella Biblioteca della Toscana. Bibliografia, Firenze, Dicembre 202141
  • Quotidiano “Corriere della Sera”
    • Martedì 25 Novembre 1958 Milano – p. 9 – “Il presunto uccisore dello zio ritratta in aula le sue confessioni”
    • Giovedì 28 Novembre 1963 – p. 2 – “Sangue sull’impermeabile dell’accusato del Cuomo”
    • Martedì 11 Novembre 1975 – p. 11 – “Il rapimento del medico di San Marino: processo d’appello al «clan dei sardi”
  • Quotidiano “La Nazione”
    • Edizioni dei giorni 13-14-15-16 Dicembre 1951 – articoli di Mario Cartoni
    • Edizione del 6 Gennaio 1952 – articolo di Mario Cartoni
    • Edizioni dei giorni 17-19-21-24-25-26 Marzo 1970 – articoli di Fulvio Apollonio
  • Quotidiano “La Stampa”
    • Giovedì 19 Settembre 1946 – p.2 – Un maresciallo dei carabinieri ed il figlio uccisi a Pontassieve
    • Sabato 12 e Domenica 13Giugno 1954 – p.7 – Annullata la condanna del “Lo Verso” di Prato
    • Venerdì 13 Febbraio 1970 – p.16 – Il generale De Lorenzo interrogato in segreto
    • Mercoledì 18 Febbraio 1970 – p.9 – De Lorenzo smentito dal ministro
    • Martedì 1 Dicembre 1970 – p.16 – In appello a Firenze: De Lorenzo assolto dal reato di diffamazione
  • Rivista Lares – Volumi 30-31 (pp. 218-219)42
  • Rivista La Civiltà Cattolica – Anno 97° – 1946 – Vol. III – p. 430
  • Rivista La giustizia penale – Volume 73, anni 196843 ( Rivista mensile di dottrina, giurisprudenza e legislazione dal 1895, Editore: Città di Castello, a cura di Gennaro Escobedo)
  • Richiesta d’appello della difesa per Stefano Mele dell’11 Giugno 1970 (Avvocati D. Ricci e S. Castelfranco)
  • Sentenza Rotella del 13 Dicembre 1989 (pag. 67 – 72 – 83 – 108 – 110 – 122)

SITOGRAFIA

Mostro di Firenze

* https://www.mostrodifirenze.com/
* http://insufficienzadiprove.blogspot.com/
*https://insufficienzadiprove.blogspot.com/2011/11/ruggero-perugini-deposizione-del-13.html
* http://quattrocosesulmostro.blogspot.com/
* https://quattrocosesulmostro.blogspot.com/search?q=Dante+Ricci
*https://mostrodifirenzevolumei.blogspot.com/2016/04/riconsiderare-signa.html
* https://www.facebook.com/permalink.php/?story_fbid=2057958884511032&id=2033928970247357
* https://metalskunk.com/2024/01/26/pietro-pacciani-mostro-firenze-processo-vita-indagini/
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*https://www.facebook.com/profile/100042219083689/search/?q=Ricci
* https://mostrologia.blogspot.com/search?q=Tassinaia

Accademia Casentinese

* https://www.fontearetusa.it/index.php/premi-d-onore/2017/65-francesco-d-episcopo-2
* https://www.luoghiparlanti.it/accademia-casentinese/

Biblioteche, librerie e case editrici

* https://arezzo.biblioteche.it/opac/search/?id-auth%5Bvalue%5D=113495&id-
* https://www.arnaudeditore.it/2021/04/26/il-processo-di-dante/
*https://biblio.toscana.it/catalogo/record/a_guida_del_casentino_beni_carlo_1958_ediz_arnaud-sdiaf_SBL0488930
* https://www.librinlinea.it/search/public/appl/dettaglio.php?bid=RAV0158911#
* auth%5Bdisplayed%5D=Ricci,%20Dante&id-auth%5Btype%5D=name&sort=datedesc
* https://www.leonardolibri.com/autore-71357-dante-ricci.html
Libri
*https://shopdata.giuffre.it/media/estratti/ESTRATTO_024214447.pdf

Varie

* https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/il-processo-di-dante-torna-a-vivere-5156765e
* https://www.oraizen.com/products/view/libro-il-processo-di-dante-celebrato-il-16-aprile-1966-nella-basilica-di-san
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* https://www.mimesisedizioni.it/libro/9788857505657
* https://www.gazzettinodelchianti.it/firenze-siena-toscana/morte-avvocato-pietro-pacciani-rosario-bevacqua/
(1954 + 4 anni)
* https://www.mostrodifirenze.com/1993/10/06/rosario-bevacqua/ – (1962)
*https://lavocedinewyork.com/arts/spettacolo/2013/08/18/quando-con-laccusa-di-essere-un-terrorista-fascista-fui
sbattuto-in-galera/45
* https://www.lanazione.it/necro/necrologia/929322/?utm_source=chatgpt.com
Bagnolo Mella (BS), lì 08 Giugno 2026

1) Dal 1º gennaio 2014 il comune di Stia è stato oggetto di una fusione amministrativa con il comune di Pratovecchio, con la conseguente nascita del comune di Pratovecchio Stia.
2) La Civiltà Cattolica Anno 97° – 1946 – Vol. III – p. 430
3) Ricci Dante, a cura di, Il processo di Dante: celebrato il 16 Aprile 1966 nella Basilica di S. Francesco in Arezzo, Arnaud, Firenze, 1967, p.112
4) Ricci Dante, L’ultimo figlio di Vergilio: discorso letto nel Teatro Comunale di Stia in occasione delle Onoranze Nazionali a Giovanni Pascoli, Stia, Arti Grafiche G. Cianferoni, 1924
5) Collegio “Alla Querce”, Enciclopedia Querciolina. I primi cent’anni del Collegio “Alla Querce” dei PP. Barnabiti in Firenze, Stabilimento grafico commerciale, Firenze, 1968
6) Alessandri Giuseppe, La leggenda del Vampa. La storia del Mostro di Firenze, Enigma Edizioni, Firenze, 2016
7) Alessandri G., 2016, pp. 14-15
8) Alessandri G., 2016, p. 29
9) https://www.facebook.com/photo/?fbid=7301230003336382&set=gm.1084209139340589&idorvanity=742552053506301
10) Ruggero Perugini (1946-2021) romano, laureato in giurisprudenza e specializzato in criminologia clinica, ha frequentato l’Accademia del FBI di Quantico. Dopo essere entrato in Polizia ha lavorato in diverse città come investigatore. A Firenze ha
condotto le indagini sui duplici omicidi del Mostro di Firenze che hanno portato all’arresto di Pietro Pacciani.
11)Https://insufficienzadiprove.blogspot.com/2011/11/ruggero-perugini-deposizione-del-13.html
12) Ricci Dante, a cura di, Il processo di Dante: celebrato il 16 Aprile 1966 nella Basilica di S. Francesco in Arezzo, Arnaud, Firenze, 1967
13) Ricci Dante, Colloqui d’anime: Ricordi di un avvocato, Ed. La Vela, Tip. Giuntina, Firenze, 1946
14) Ricci Dante, Lacrime e sangue. Difese penali, Ed. La Vela, Tip. Giuntina, Firenze (Il catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale non riporta il libro in oggetto in nessuna biblioteca italiana)
15) La Civiltà Cattolica Anno 97° – 1946 – Vol. III – p. 430
16) Ricci Dante, Casentino di Passione e di Preghiera: Discorso pronunciato in Bibbiena in occasione del conferimento del I premio letterario Casentino il 3 settembre 1949, Tip. Il Cenacolo di B. Ortolani, Firenze, 1950 Dante Ricci, Casentino di passione e di preghiera, a cura dell’Associazione amici del Casentino, 1950. Si veda: Biblioteca Identità Toscana, Il Casentino e i suoi comuni nei libri della BIT, Febbraio 2012 e Biblioteca della Toscana Pietro Leopoldo, Alla scoperta del Casentino. Bibliografia, Firenze, Giugno 2020
17) Beni Carlo, Guida del Casentino, Edizioni Arnaud, Firenze, 1958
18) Carlo Beni (Stia, 7 Febbraio 1849 – Firenze, 20 Novembre 1932) avvocato, naturalista, storico, “illustratore del Casentino” e politico.
19) Beni Carlo, Guida del Casentino, Edizioni Arnaud, Firenze, 1958, p. XII
20) Si veda la prefazione a cura di Dante Ricci e Giulio Vettori in Beni Carlo, Guida del Casentino, Edizioni Arnaud, Firenze, 1958, pp. IX – XIV
21) Ricci Dante, Vette spirituali dantesche in Casentino, Tipografia Zelli & C. Arezzo, 1966 in Accademia Petrarca e della Società Dantesca Casentinese, a cura di, Conferenze Aretine 1965
22) Ricci Dante, a cura di, Il processo di Dante: celebrato il 16 Aprile 1966 nella Basilica di S. Francesco in Arezzo, Arnaud, Firenze, 1967 (Stampati 100 esemplari, con fotografie di Ruggero Tavanti)
23)Liberamente tratto da https://www.luoghiparlanti.it/accademia-casentinese/
24)https://www.luoghiparlanti.it/accademia-casentinese/
25)Liberamente tratto da https://www.luoghiparlanti.it/accademia-casentinese/
26) L’avvocato Sergio Castelfranco difenderà, con Dante Ricci, Stefano Mele nel 1970.
27) Nino Filastò, Antonino, (1938-2021), avvocato e scrittore italiano, difensore di Mario Vanni nel cosiddetto processo ai compagni di merende per la vicenda del Mostro di Firenze, oltre che per essere stato il difensore di esponenti dell’estrema sinistra negli anni ’80 ed essersi occupato di processi di grande rilievo mediatico. Figlio dell’avvocato e giurista sinopolese di lontane origini greche Pasquale Filastò (1917-2000), il quale difese Pietro Pacciani nel processo del 1987 per violenza sulle figlie.
28) Filastò Nino, Storia delle merende infami, M&M, Firenze, 2005
29) Claudio Conticelli – vicino di casa di Francesco Vinci – agli atti del processo Locci – Lo Bianco esiste una richiesta dell’Avvocato Dante Ricci per ammettere il Conticelli come testimone. Era cliente di vecchia data dell’Avv. Sergio Castelfranco.
30)https://insufficienzadiprove.blogspot.com/2009/03/claudio-conticelli.html e Cecioni Alessandro, Gianluca Monastra Gianluca, Il mostro di Firenze: dal 1968 alla pista satanica. Il thriller infinito, Nutrimenti, 2002, p.62)
31) Rosario Bevacqua (Messina, 20 Luglio 1933 – Firenze, 17 Gennaio 2016)
32) Alcune fonti riportano “quattro anni più tardi” quindi 1958, altre 1962. Comunque all’inizio degli anni ’60.
33) Pietro Fioravanti (Appignano del Tronto (AP) 22 luglio 1937 – Firenze, 17 Marzo 2022) insegnante di filosofia prima e avvocato poi.
34) Per un approfondimento sulla figura professionale e sull’attività forense di Dante Ricci si veda la bibliografia riportata in calce al presente lavoro.
35) La Stampa – Martedì 1 Dicembre 1970 – p.16 – In appello a Firenze: De Lorenzo assolto dal reato di diffamazione
36) Avv. Vieri Adriani, Tre documenti ritrovati sul delitto del 1968, Firenze, 26 dicembre 2022
37) Ermanno Ugolini, avvocato e decano dei penalisti fiorentini, con studio in Firenze, Via Tornabuoni 1/A. Nato il 26/10/1928 a Firenze e deceduto a Firenze il 14/01/2014.
38) 8 Settembre 1982 – Acquisito agli atti il fascicolo Stefano Mele dell’Avv. Dante Ricci https://www.mostrodifirenze.com/1982/09/08/8-settembre-1982-acquisito-agli-atti-il-fascicolo-stefano-mele-dellavv-dante
ricci/

39)https://www.comune.arezzo.it/sites/default/files/6._archivio_particolare_dei_sindaci_del_dopoguerra._inventario_-1944-1990.pdf
40) Si faccia riferimento ai seguenti link:
https://penn.manifoldapp.org/read/conti-da-simbolo-d-italianita/section/5c844732-df39-4730-8524-01fa615951e1#footnote-ref-34
https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://penn.manifoldapp.org/system/resource/2/e/e/2ee968a7
cd12-4dd3-b65d-c098d67fcccb/attachment/21a52303b9295508745018dda46306d5.pdf&ved=2ahUKEwixtsvwuoGLAxWK
gIHHVuvEx4QFnoECBoQAQ&usg=AOvVaw2nV4t-2rvIbH_IZjGcA534
20
41) http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/BIBLIOTECA/documenti/bibliografia_Dante.pdf
42) Rivista di studi demo-etno-antropologici fondata nel 1912 da Lamberto Loria (1855-1913), etnografo, naturalista ed esploratore italiano.
43) Rivista mensile di dottrina, giurisprudenza e legislazione dal 1895, con editore Città di Castello ed a cura di Gennaro Escobedo.
44) Angela Marino, a cura di, “Mostro di Firenze, archiviata la nuova inchiesta: i colpevoli restano due”, 12 Luglio 2019, fanpage.it
45) Toni De Santoli, “Quando con l’accusa di essere un terrorista fascista, fui sbattuto in galera”, articolo del 18 Agosto 2013 La Voce di New York – Toni De Santoli (1946-2021, giornalista de La Nazione) nell’articolo cita Dante Ricci «
… Ma “anche” mia mamma s’era data subito un gran daffare. Aveva telefonato all’avvocato Ricci, Dante Ricci, amico di vecchia data, celebre penalista… Il quale a sua volta telefonò al giudice Vigna e al giudice Vigna disse, esponendosi con spirito “ghibellino”: “Garantisco io per Toni De Santoli”! … Me la cavai per via, appunto, delle amicizie “preziose”… Me la cavai grazie all’avvocato Ricci. Penso che, altrimenti, alle “Murate” ci avrei schiacciato parecchio tempo davvero. E chissà che cos’altro mi sarebbe successo. Il mio caso venne archiviato … ».

12 Giugno 2026 Dante Ricci: Avvocato e Umanista di Nicolò Ongarini
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