13 Giugno 1994, 20° udienza, processo, Pietro Pacciani,

Presidente, Avv. Bevacqua, Antonio Andriaccio, Maria Mugnaini, Ruggero Perugini, Pietro Pacciani

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Presidente: Bene buongiorno, l’udienza è aperta, volevo informarvi che sono stati montati i condizionatori d’aria, oggi non ce n’è bisogno… sono stati montati quindi potremmo lavorare in prosieguo con più tranquillità, ringraziamo di questo, ve lo dico subito, il Comune, in particolare il dottor Giani, l’assessore ai lavori pubblici il quale è stato, come sempre, molto fattivo. I problemi non finiscono qui ma comunque, insomma…
A.B.: Presidente, preliminarmente il difensore in proprio ma anche quale rappresentante della camera penale di Firenze desidera esternare alla Corte eccellentissima la sua volontà di astenersi dall’udienza, quindi di partecipare all’agitazione che le camere penali d’Italia hanno indetto nei confronti di quel problema che è stato purtroppo avanzato da un’incauta, noi diciamo, attività indagativa della Procura della Repubblica di Napoli ma poiché si tratta di un procedimento con detenuti è chiaro che non può astenersi totalmente dall’attività difensiva, si riserva comunque, a seguito delle decisioni dell’unione delle camere penali, di evidentemente… in futuro… richiedere alla Corte eccellentissima anche l’astensione nel caso in cui questa… questa… le camere penali d’Italia diranno, sosterranno che non si potrà neppure partecipare alle udienze con detenuti. Quindi allo stato voglio dichiarare la mia partecipazione alla agitazione riservandomi di astenermi dalla attività difensiva qualora l’unione delle camere penali italiane dovrà decidere… deciderà in proposito, anche l’astensione per i processi con detenuti.
Presidente: Ne prendiamo atto.
A.P.: L’avvocato Pellegrini a nome anche dei colleghi… degli altri colleghi di parte civile fa proprie le osservazioni del collega Bevacqua e anche al nome del sindacato avvocati che aderisce unanimemente alla manifestazione, all’agitazione degli avvocati d’Italia, non solo penalisti ma anche civilisti, quindi tutti gli avvocati, si riserva all’esito delle decisioni che saranno prese dai nostri organi direttivi di partecipare o non partecipare alle prossime udienze.
Presidente: Signori avete altro da dire? Bene, va be’ prendiamo atto di queste vostre dichiarazioni, noi naturalmente nulla diciamo e quindi possiamo iniziare l’udienza… io non so perché siano in funziona ei condizionatori ora…
A.B.: Perché ora fa freddo Presidente!
Presidente: Credo che siano semplicemente… no… facendo una prova… per far vedere…
A.B.: Già siamo con i cervelli, almeno io, intorpiditi…
Presidente: No ma credo che siccome ci sono i tecnici del Comune penso stiano facendo una prova. Bene, prego.
A.B.: Signor Presidente io vorrei… mi permetto di chiedere preliminarmente una indagine da parte della eccellentissima Corte di Assise di Firenze. Stamani su un giornale, su un quotidiano nazionale, è apparsa una notizia in relazione alle dichiarazioni rese dal teste Nesi, esattamente all’udienza dell’8/6/94. Il teste Nesi a pagina 35 di questo verbale dice esattamente così: “Si noi per tornare a San Casciano si fa la superstrada, nel momento c’era la superstrada chiusa dalla Certosa all’uscita di San Casciano…”
Presidente: Si lo ricordo.
A.B.: Ecco, siccome questa è una circostanza, direi anche sul piano mnemonico, molto rilevante e siccome devo ringraziare un giornalista… il giornalista Luna de Il Giorno, il quale ha fatto un’indagine sul punto, pare che questa indagine invece abbia sortito un esito totalmente diverso da quello che invece ha cercato di proporre il teste Nesi perché da una ordinanza, la n.35 del 1985, si ricava… ordinanza del compartimento ANAS, che la famosa superstrada che era, secondo il teste Nesi, interrotta il giorno 8/9 invece sarebbe stata interrotta dal giorno 17 di quello stesso mese. Questa ordinanza, la numero 35 del 1985, è una ordinanza ANAS del 16/9/85. Il giornalista si è dato carico anche di verificare, attraverso un brogliaccio credo o qualcosa del genere, dell’ANSA se in quel giorno, quella sera vi fossero degli ingorghi particolari sulla superstrada dovuti a qualche cosa come incidenti, eccetera… e nulla di tutto questo risulta. Quindi sembrerebbe che questa circostanza cui il signor Pubblico Ministero, chiaramente, mette grande importanza sia una circostanza che può essere destituita di fondamento sul piano cronologico perché abbiamo un documento, che è quello cui faccio riferimento, questa ordinanza 35 del 1985 da cui risultano invece che la chiusura della superstrada deve datare dal 17 settembre 1985, quindi in tal senso io chiedo alla Corte di verificare questa particolare circostanza che mi pare abbia… che mi pare sia piuttosto importante ai fini anche della attendibilità della dichiarazione del testimoniale del signor Nesi.
Presidente: Avvocati di parte civile cosa dicono?
A.P.: Gli avvocati di parte civile sono remissivi all’accertamento della verità.
Presidente: Signor Pubblico Ministero?
P.M.: Si Presidente, ovviamente remissivo all’accertamento della verità, direi che preliminare a questo dovrebbe essere l’altra circostanza, cioè quella relativa al sentire le persone indicate dal signor Nesi come suoi compagni di viaggio quella sera, due dei quali per l’appunto sarebbero usciti dal casello autostradale Firenze-Certosa e che sono stati identificati come richiesto dalla Corte nell’udienza in cui depose il Nesi, ho qui le esatte generalità di tutte e quattro, ritengo opportuno che prima siano sentite queste persone sul punto relativo a ciò che disse il Nesi e sul punto specifico relativo al motivo per cui uscirono a quel casello o perché non fecero quel tratto di autostrada se a conoscenza di qualcuno e eventualmente successivamente verificare quell’accertamento ove queste persone confermassero il dato così come raccontato dal Nesi oppure, nel caso in cui si trattasse di essere usciti al casello per un motivo diverso; direi quindi prima di quell’accertamento appare opportuno verificare attraverso la deposizione delle persone indicate dal Nesi se qualcuno ha da dire qualcosa di preciso da dire sul punto, remissivo comunque sull’accertamento. L’identificazione, come richiesta dalla Corte, è in questa nota.
Presidente: Va bene, ora ci riserviamo allora su queste… su tutte queste richieste.
A.B.: Mi scusi, non è che voglia interloquire Presidente 
Presidente: Però lo fa.
A.B.: Non è una replica, no, chiedo scusa, credo che questo sia un accertamento abbastanza agevole, quello che io richiedo ed è documentale, quindi credo che i documenti provano più di ogni altro ricordo a 9 anni 10 o 11 di distanza, solo questo.
P.M.: Io dicevo potrebbe esserci un motivo diverso per cui non presero quella superstrada che il Nesi lo ricorda in quel modo
A.B.: Il Nesi ha detto così: era interrotta.
P.M.: Erano in quattro… erano in quattro, sentiamo!
Presidente: Comunque avvocato lei da quell’articolo di giornale, io cerco di non leggere i giornali… dice che… fa menzione di una ordinanza dell’ANAS?
A.B.: No l’ordinanza poi mi son dato carico io di vedere, stamattina di corsa a fare qualche cosa di indagine e la ordinanza dell’ANAS è questa…
Presidente: Quindi lei la può indicare? Ce l’ha già?
A.B.: Ordinanza… no, ordinanza n. 35 del 1985 in data 16/9/85, ordinanza 35 del 16/9/85 che disponeva la chiusura della superstrada dal 17 in poi. Ecco, 17 di settembre. Compartimento ANAS. Io telefonicamente l’ho saputo…
Presidente: Va bene, risolveremo poi la questione.
Presidente: Signor Pubblico Ministero per iniziare l’udienza?
P.M.: Presidente, innanzitutto come programma per le parti, la lista dei testi indicati dal PM, dico testi non periti, si va fortunatamente assottigliando, ne sono rimasti pochissimi, alcuni non sono tutt’ora disponibili a presentarsi per motivi di certificati medici quindi mi riservo di sentirli più in qua, alcuni, per l’esattezza due, sono presenti stamani li vorrei sentire dopodiché passerei alla fase relativa alla ricostruzione delle indagini chiedendo di sentire alcuni degli ufficiali di Polizia giudiziaria che hanno operato le perquisizioni nel tempo a carico di Pacciani. Quindi sentirei per primi due dei testi indicati nella lista e che sono oggi presenti, il primo: Andriaccio Antonio.
Presidente: Andriaccio Antonio. Si accomodi prego. Non vuol essere ripreso, non consente la ripresa televisiva quindi non dovete riprenderlo. Si accomodi prego… attento ai fili… La solita formula prepariamo. Senta, vuol dare le sue generalità per favore?
A.A.: Andriaccio Antonio.
Presidente: Nato a?
A.A.: San Fela, provincia di Potenza.
Presidente: Quando?
A.A.: x xxxxxx 19xx.
Presidente: x xxxxxx 19xx.. Dove risiede?
A.A.: A Castellina Scala, nel comune di Monteriggioni.
Presidente: Benissimo, vuol leggere per cortesia quella formula?
A.A.: Eh ma ci vedo poco
Presidente: Non ci vede
A.A.: So fa appena la firma mia… mi dicite quell che c’è di’…
Presidente: Ha un paio di occhiali da dargli?
A.A.: …dico la verità…
Presidente: Non sa proprio leggere… Gliela vogliamo leggere Antonio? Gliela legge, lei la ripete.
A.A.: Consapevole della responsabilità morale… giuridica… assumo… con la mia… deposizione… mi impegno a dire tutta la verità e non nascondere nulla di… quanto… mia conoscenza.
Presidente: Benissimo, vuole rispondere per cortesia alle domande del Pubblico Ministero e poi a quelle dei difensori?
A.A.: Sss..
Presidente: Prego.
P.M.: Signor Andriaccio lei conosce Pietro Pacciani?
A.A.: No.
P.M.: Mai visto né conosciuto?
A.A.: L’ho visto due tre volte, alla sera per televisione.
P.M.: Prego? Due o tre volte?
A.A.: Due, tre volte ora per televisione.
P.M.: Mai visto prima, ora vediamo un attimo eh signor Andriaccio?! Lei deve dire la verità, vediamo un secondo.
Presidente: Se lo ricorda bene? Si?
A.A.: Oh poerino.
P.M.: Senta una cosa invece lei è parente o conosce Sperduto Maria? Una signora che abbiamo sentito qua.
A.A.: E’ mia cognata ci ho la su’ sorella!
P.M.: Sua sorella… la moglie di Sperduto Maria è sua moglie…
A.A.: Si.
P.M.: La sorella, scusi.
A.A.: Si.
P.M.: Senta una cosa, lei la casa della Sperduto Maria la frequentava?
A.A.: Hai visto, s’era cognati…
P.M.: Abitava vicino?
A.A.: No, no, no, no abitiamo a Castellina Scala.
P.M.: Non ha mai abitato vicino…
A.A.: No, no, no mai.
P.M.: Mai. Senta una cosa, però da alcuni atti sembrerebbe che lei sia a conoscenza, perché arrivò per primo, della morte del marito.
A.A.: L’ho trovato io.
P.M.: Come mai lo trovò lei?
A.A.: Andai a piglia’ l’olio alla fattoria in to lavorava mi’ cognato…
P.M.: Anche se abita da un’altra parte un giorno andò a prendere…
A.A.: S’è messo da lavorà alla fattoria… ndo che lavorai no, e andai a piglia’ l’olio alla fattoria ndo lavorava i’ mi’ poro cognato… Allora passai di lì, proprio lì, accosto lì e passai di lì… andatti lì e trovai la porta aperta…
P.M.: La porta di casa?
A.A.: Di casa.
P.M.: Non c’era sua cognata?
A.A.: La luce accesa…
P.M.: Sua cognata c’era?
A.A.: No, no e io nu sapei nulla sennò nu ci andai perché lei era bell’ e scappata co’ Trancucci qua… passato San Casciano… quando s’è andata via… insomma così… come si chiama…
P.M.: Lei entrò in casa…
A.A.: Eh?
P.M.: Lei entrò in casa?
A.A.: Rientrai in casa insomma e vedetti che il gatto, poverino… miau, miau… miagulava e c’era un uomo a secca i granturchi nell’aia, no? E domandatti visto mi’ cognati, mi’ nipoti, mi cognata? Da stamatina so a seccà granturco ma non ho visto nessuno. Allora mentre che io insomma andai via no, ho visto la stalla e c’era la luce accesa…
P.M.: Anche nella stalla?
A.A.: Si.
P.M.: Quindi era buio?
A.A.: Eh quasi stava… buio, buio non era ma c’era la luce accesa ma un era buio ce se vedeva discretamente e c’era la luce accesa, m’affacciai accussì no, e vedetti questa… a ciondoloni… ma io pensai che aviano fatto qualche scherzo… aviano fatto qualche pupazzo di paglia i ragazzi… mi rigirai davanti videtti che era lui, mio cognato impiccato, scappai a corsa fuori e chiamai a quell’uomo che seccava i’ granturco e gli dissi: -Madonna s’è impiccato i’ mi’ cognato, Renato s’è impiccato- Dissi: -E come si fa ora? E lui mi consigliò, disse: -Vai da i’ fattore- Cia dissi a i’ fattore, alla fatturia e ditti: -I’ mi’ cognato l’ho trovato impiccato- e il fattore chiamase i Carabinieri, arrivassero i Carabinieri, un prete, pigliassero la cosa… come si dice? Co’ a bara… mi voglea fa taglià la corda a me… io… co’ la puara che avei preso non ho avuto coraggio nemmeno di taglià la fune allora non so se l’ha tagliata il prete, se l’ha tagliata un Carabiniere la fune, non mi ricordo.
P.M.: Sua cognata c’era?
A.A.: No, no bell’è scappata.
P.M.: Scappata cosa vuol dire?
A.A.: Era andata via, era andata via con Trancucci.
P.M.: Qualche tempo prima o…
A.A.: Ma io penso settimana prima perché… non lo so… So che insomma non c’erano più… ma io se sapevo queste cose che ci andavo a fare a casa? Io pensavo che c’erano gli bambini… che c’erano tutti…
P.M.: Lei stava andando lì a prendere l’olio…
A.A.: Si.
P.M.: Perché lei si riforniva d’olio da suo cognato?
A.A.: Da a fatturia, no, no, la fatturia.
P.M.: Quindi passò di lì per caso?
A.A.: Si, si.
P.M.: Per salutare.
A.A.: Si, pe’ dare qualche milli lire… non so se era la vigilia de Natale, se era la serata prima della vigilia di Natale, ora non ricordo.
P.M.: Senta una cosa, io le rifaccio la domanda, lei Pacciani lo conosce?
A.A.: Mai, mai, l’ho visto tre, quattro volte quando l’hanno fatto vedere per televisione.
P.M.: E Vanni Mario lo conosce?
A.A.: No, no.
P.M.: Non sa nemmeno chi è? Il postino di San Casciano..
A.A.: Me n’ha presentato un uomo quand’è che me so stato chiamato… un’altra volta… chiamato là… Mai, mai conosciuto.
P.M.: La Malatesta Laura, la figlia della Sperduto che è…
A.A.: E’ mi’ nepote.
P.M.: Senta però questa ragazza, la Malatesta Laura in quest’aula non solo ha dichiarato che lei conosce bene Pacciani Pietro ma ha detto che il Pacciani è stato percosso e minacciato da lei… Malatesta… mentre Pacciani lo reggeva… l’ha raccontato in quest’aula.
A.A.: Queste sa che… che ha combinato? Queste so cose bugie…
P.M.: Saranno bugie ma la ragazza è stata molto specifica su questo punto.
A.A.: So bugie, quella è stata avvisata da su mamma, perché la su’ mamma…
P.M.: Proprio dalla sua mamma volevo arrivare…
A.A.: Me scusi…
P.M.: La sua mamma dice la stessa cosa, che lei conosce Pacciani Pietro…
A.A.: Si, si questi so… questi so purcherie che lei è una gran bugiarda!
P.M.: A tale proposito dice la Sperduto Maria: “Posso riferire che l’Andriaccio era amico di Pacciani Pietro, spesso li ho visti litigare loro due insieme contro mio marito Renato, posso dire che essi lo odiavano proprio, a volte ho udito l’Andriaccio litigare con il Pacciani Pietro fuori della mia abitazione colonica di Sambuca”.
A.A.: Giuro, giuro…
P.M.: Lei giuri pure però queste due persone…
A.A.: Questa è una menzogna e una gran bugia.
P.M.: E come mai queste due donne, madre e figlia non solo dicono che lei lo conosce ma danno questi particolari?
A.A.: No perché me l’hanno fatta, mo racconto io perché l’hanno fatta, perché quand’è morto i’ mi’ socero, i’ mi’ socero non ha voluto nemmeno a dietro insomma… o trascolta… e io non l’ho chiamata… è venuto a casa mia noi l’abbiamo fatta rientrare dentro e m’hanno messo questa menzogna.
P.M.: Si ma come mai sono menzogne… che bisogno hanno di dire che lei conosce Pacciani?
A.A.: Per l’amore di Dio, giuri, giuri, giuro che non la conosce per niente, per l’amore di Dio.
P.M.: Lei ha mai avuto discussioni con suo cognato? A questo punto…
A.A.: Una volta si perché lo trovai co i’ cortello… che vurria ammazzà a mi’ cognata.
P.M.: Ci spieghi un po’ meglio, non ho capito.
A.A.: Una volta si.
P.M.: Ha avuto una discussione con il Malatesta Renato.
A.A.: Si, avea pigliato i’ cortello che vulia ammazzà la mi’ cognata, io ero andato a pesca’, e i lago di… dove c’era il borro lì… io anda’ a pesca’ no e poi mi fermai lì e questo pigliase il cortello, il poro Renato e lei s’è messa a…
P.M.: Nei confronti della moglie?
A.A.: Si contro la moglie.
P.M.: E lei come mai era in casa?
A.A.: Era andato a pesca’ io…
P.M.: E cosa c’entra… questa discussione dove avviene?
A.A.: A casa de Renato.
P.M.: Ma lei era a pescare…
A.A.: Ero torno da pescare la sera…
P.M.: E come mai passa di lì?
A.A.: Era vicino i’ borro lì, era vicino, vicino, passai… andai di lì pe anda’ a pesca’.
P.M.: Mhm e si fermò in casa.
A.A.: Mi fermai insomma lì… mi fermai lì e questo qui insomma presi i’ curtello, c’avea i’ curtello ma se io l’avessi fatto dare una curtellata e l’avi fatta ammazza’ era meglio!
P.M.: Questa donna?
A.A.: A questa donna perchè è una cosa tremenda, voi non immaginate che donnaccia è questa qui.
P.M.: Eh beh, dice cose che lei non conferma quindi possiamo capire che per lei è una donnaccia però è anche una nipotaccia, mi sembra di capire…
A.A.: Peggio, peggio della mamma.
P.M.: Ohoo perbacco!
A.A.: Una cosa, una cosa spaventosa.
P.M.: Senta parliamo di questo litigio col coltello in cui lei va a difendere la sua cognata…
A.A.: Vedrai… a questa maniera a facia ammazza’ glia facia da una curtellata…
P.M.: Come mai gli tirava una coltellata?
A.A.: E che ne so io? Litigavano sempre.
P.M.: Ma il coltello nei confronti di chi lo stava usando?
A.A.: Lui contro alla moglie.
P.M.: Mah lei invece ha dichiarato alla Polizia, è nel verbale, “…una volta ho litigato con lui e l’ho percosso perché mi minacciava con un coltello”
A.A.: Noo, no…
P.M.: Scusi mi lasci finire, aspetti un attimo.
A.A.: Non hanno capito.
P.M.: Non avranno capito ma non dicono assolutamente che lui stava minacciando la moglie, lei aggiunge: “Non conosco il motivo del suo atteggiamento ma penso che fosse ubriaco” non dice che stava minacciando la moglie…
A.A.: Allora…
P.M.: Questo lo dice lei, avviene il 28 settembre ’92, qui è la sua deposizione, sarà poi versata al tribunale.
A.A.: Può darsi ci siamo male capiti o mi ci hanno capito male a me.
P.M.: Beh… capito… può darsi però c’è troppe cose che… O non hanno capito lei o non hanno capito la Malatesta Laura, o non hanno capito la Malatesta Maria Antonia…
A.A.: Più della verità non posso dire.
P.M.: Ho qualche dubbio che lei dica la verità… mhmm? Addirittura lei stesso ha dichiarato: “Una volta sola ho litigato e l’ho percosso perché mi minacciava con un coltello. Non conosco il motivo del suo atteggiamento penso che fosse ubriaco. Tale episodio si verificò qualche anno prima della sua morte, non ricordo con precisione.”
A.A.: No, no ci siamo… allora… allora non l’hanno capito.
P.M.: L’hanno male capito.
A.A.: Eh si, si.
P.M.: Allora mi fa capire meglio lei perché questa Malatesta Laura e questa sua cognata siano venute a dire alla Corte che lei conosceva Pietro Pacciani e non solo lo conosceva ma aveva tenuto questo atteggiamento, direi un po’ strano…
A.A.: Perché lei è… Perché lei è una donnaccia e l’ho detto… loro m’hanno insultato in quella maniera perché non ho chiamte i’ cimitero quanno è morto i’ su’ povero babbo, che i’ su povero babbo ha detto: -Quanno muoio io..- ha lasciato detto -non dovete…-
P.M.: Quando è morto questo signore?
A.A.: I mi’ povero socero?
P.M.: Mhm.
A.A.: Eh mi son dimenticato, saranno 4/5 anni ora…
P.M.: Eh allora vede, questi sono fatti di anni prima, cosa c’entra?
A.A.: Si, si e quella lì Zza! Ora agg a fa questa cosa!
P.M.: Ma vede “agg a fa queste cose” sono talmente precise nel dire come e perché conosceva Pacciani Pietro che sembra difficile che se lo siano inventato.
A.A.: Pe’ carità se lo sono inventato. Nu conuscie e nu lo conoscio, lo conoscio soltanto perché l’ho viduto in televisione.
P.M.: Ha sentito cosa dicono queste persone? Gliel’ho letto…
A.A.: Ho sentito, so’ bugie, io a quella la denunzio, la denunzio per calunnia.
P.M.: E’ un suo diritto.
A.A.: La denunzio pe’ calunnia io, perché io so’ sincero e non ci ho pun…
P.M.: Senta una cosa lei ha mai avuto un rapporto o una relazione con sua cognata? Con la Malatesta?
A.A.: Dopo sposato mai.
P.M.: Quindi lei l’ha avuto prima?
A.A.: So’ stato in Svizzera, mi so’ allontanato, ni ’60 so’ stato in Svizzera, poi so’ stato ni’ podere a Montaione…
P.M.: Scusi quando lei dice “dopo il matrimonio mai” cosa vuol dire? Vuol dire prima si?
A.A.: Da ragazzi si staci assieme… vedrai… in dagli stinchi se non ci andai…
P.M.: Scusi forse io ho capito poco, non so la Corte, se ce lo vuole spiegare meglio, io le ho chiesto: Ha mai avuto una relazione…
A.A.: Se staci assieme de casa, con me…
P.M.: Non di casa, non lo so io…
A.A.: Quando eravamo già a bass’Italia… i’ prim’anno sposato… i’ prim’anno sposato che ero…
P.M.: Il prim’anno chi era sposato? Lei o la Malatesta?
A.A.: Sposato io co’ a mi moglie.
P.M.: Lei aveva anche una relazione..
A.A.: E ero in casa con loro, ero in casa con loro…
P.M.: Quindi lei aveva una relazione con lei?
A.A.: S’è avuta una relazione, l’ho detto no? Ma io poi per levalla dai piedi mi so’ andato in Svizzera e mi portai anche la mi’ moglie, poi unni vo sape’ più nulla.
P.M.: Dopo non ha voluto sapere più nulla.
A.A.: Mai
P.M.: La Sperduto dice il contrario, anche i Malatesta dicono il contrario, i fratelli… no? Dice di no?
A.A.: No, no.
P.M.: Mah, mi sembra proprio che i ragazzi dicono che lei ha avuto rapporti anche dopo.
A.A.: Mai, mai, mai, mai più e ce l’ho anche in tasca i cos’ che andai a pesca’… ancora i’ tesserino quando andai a pesca’…
P.M.: Quando andò a pescare cosa c’entra con i suoi rapporti con…
A.A.: Appunto! Mai, ho detto io ci andai i’ sabato e la domenica quando ci avei tempo perché ero operaio fisso.
P.M.: Si, dico, cosa c’entra con la circostanza che viene indicato come uno degli amanti della Sperduto? In questo processo è venuto fuori che gli amanti erano anche il Vanni e il Pacciani, viene indicato anche lei, lei dice è vero ma si riferisce ad un episodio lontano non…
A.A.: Di quarant’anni fa.
P.M.: Quindi chi dice oggi che lei ha avuto rapporti anche dopo dice anche su questo il falso?
A.A.: Bugie.
P.M.: Mah ce n’è un po’ parecchie di bugie!
A.A.: Eh oh! Vedrai!
P.M.: E come mai dicono anche su questo? Che motivi hanno di dire anche su questo il falso queste persone?
A.A.: Calunie.
P.M.: Calunnie.
A.A.: Calunie, queste so’ calunie!
P.M.: Ah be’ vedremo se son calunnie. Io non ho alter domande grazie.
Presidente: Signori avvocati di parte civile avete domande? Avvocato Colao prego.
A.C.: Scusi lei ha detto che quando trovò il corpo di Malatesta Renato, no? Si meravigliò perché tutte le luci erano accese, vuol precisare che ora era?
A.A.: Era di sera che mi so smesso di lavora’ da la ditta… alle cinque s’è smesso di lavora’ dalla ditta… poteano esser le cinque e mezzo, le sei meno un quarto, ora chi si ricorda? So’ 12/13 anni…
A.C.: E perché si meravigliò che le luci erano accese?
A.A.: Io non mi meravigliai.
A.C.: Si.
A.A.: No ho visto le luci accese…
A.C.: Lei ha detto: “Ho visto tutte le luci accese”
A.A.: Ho visto le luci accese sopra, in casa, so’ andato sopra no perché quando ho domandato a quest’uomo… ho domandato a quest’uomo che seccava i granturchi… ho visto le luci accese e il gatto miagolava… miao, miao, miao… so’ sceso in giù aggia detto: Ma i’ mi’ cognato, la mi’ cognata, i mi nipoti l’ha visti mai nessuno? No, dice, è da stamattina che secco i granturchi e non ho visto nessuno. Poi mentre che andai via ho fatto accussi e ho visto la luce accesa nella stalla, loro lì ca tiene dei polli… cose, insomma… non so se tiene… ci hanno i polli dentro… e ci ho guardato e ho visto questo coso attaccato…
A.C.: Attaccato come? Ce lo può descrivere meglio?
A.A.: S’è impiccato.
A.C.: Ce lo vuole descrivere come era attaccato?
A.A.: C’era un pezzo di tavola questa maniera… c’era… lui è montato sopra questa panca, un pezzo de fune corta a questa maniera s’ha fatto a cappia e s’è buttato sotto.
A.C.: E i piedi del corpo com’erano?
A.A.: Mah erano un pochino sollevati da terra
A.B.: credo che non faccia parte dell’imputazione questo signor Presidente.
Presidente: Andiamo avanti, andiamo avanti.
A.B.: Io mi oppongo a questa domanda.
Presidente: Andiamo avanti.
A.C.: Senta lei ha detto che la Malatesta non c’era, che la Malatesta…
A.A.: No, no, no.
A.C.: La Sperduto…
A.A.: No
A.C.: Perché era andata con un certo Francucci?
A.A.: Trancucci Vincenzo, erano scappata con quello lì, tutta la famiglia, tutta la famiglia, i tre figlioli che avia e lei se n’erano gnuti con Trancucci.
A.C.: E lo conosceva lei questo Francucci?
A.A.: No l’ho conosciuto quando andai a porta’ i foglio quello che mi dissero i Carabinieri di San Casciano pe’ consegna’ insomma a lei… pe’ i cos’ là… come si chiama insomma… ospedale… la sala mortuaria…
A.C.: Senta scusi dove abitava lei?
A.A.: Io a Castellina Scala, comune di Monteriggioni.
A.C.: E andava spesso a trovare la Sperduto e il Malatesta?
A.A.: D’estate e ci andavo qualche volta di più perché andai a pesca’, da allora era tre/quattro mesi che non ci andai, poi andai a piglia’ l’olio e… e so stato insomma… e so’ andato, ma io se sapevo che erano scappati io non ci andavo.
A.C.: E lei Pacciani non l’aveva mai visto? Sicuro?
A.A.: Mai, mai vi giuro come questa luce, mai e so’ sincero. Se io l’avessi conosciuto mi buttai: l’ho conosciuto! Se non l’ho mai visto Paschiani come fo a di’ che l’ho conosciuto?
A.C.: Bene grazie non ho altre domande.
Presidente: Altre domande signori avvocati di parte civile? Nessuna? Signori avvocati difensori?
A.B.: Senta, quante volte è stato sentito dalla Polizia o dai Carabinieri?
A.A.: Una volta sola.
A.B.: Questa volta qua eh?
A.A.: No questa, un’altra volta… come si chiama… venni chiamato…
A.B.: Quando fu chiamato dai Carabinieri, dalla Polizia, quando fu?
A.A.: Non so se la Polizia o che… venni chiamato… questi… anche vostri…
A.B.: Una volta lei fu chiamato e lei rese dichiarazioni con quello che ha detto.
A.A.: Ssss…
A.B.: Nient’altro grazie.
Presidente: Possiamo licenziare il teste?
P.M.: Senz’altro nessuna domanda il P.M.
Presidente: Può andare, vada.
Maria Mugnaini fu ascoltata il 13 giugno 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.
P.M.: Sentiamo Presidente Mugnaini Maria.
Presidente: Mugnaini Maria. Mugnaini Maria. Signora buongiorno, si accomodi, prego, consente la ripresa televisiva?
M.M.: No.
Presidente: No, quindi non inquadrate la signora e allora signora vuol dare le sue generalità per cortesia?
M.M.: Si, Mugnaini Maria, nata il xx.xx.xx.
Presidente: Dove?
M.M.: A Radda in Chianti provincia di Siena.
Presidente: Radda in Chianti. E risiede signora?
M.M.: Xxxxxxxxx Xxx xx Xxxx, Xxx Xxxx.
Presidente: Xxxxxxxxx, vuol leggere quella formula signora?
M.M.: Si, consapevole della responsabilità morale e civile… no… morale e giuritica e sono con la mia deposizione mi oppongo a dire tutta la verità
P.M.: Forse un po’ meno…
M.M.: …mi impegno…
Presidente: “Mi impegno” signora…
M.M.: Scusate, mi impegno a dire tutta la verità e non…
P.M.: S’è già opposto il teste di prima…
M.M.: …di quanto è mai conosciuto…
Presidente: Va bene, via signori, per l’amor di Dio! Allora signora per cortesia vuole rispondere alle domande del Pubblico Ministero e poi a quelle dei difensori?
M.M.: Si.
Presidente: Prego.
P.M.: Signora Mugniani innanzitutto lei conosce il signor Pacciani?
M.M.: Mai visto.
P.M.: Mai visto in vita sua.
M.M.: Io l’ho visto qui il 23 quando venni.
P.M.: Ecco signora una cosa, lei conosce la Malatesta Maria Antonia? Sperduto…
M.M.: Per mia disgrazia si.
P.M.: Per sua disgrazia come mai la conosce?
M.M.: E’, ha sposato i’ mi’ cognato, fratello di mi’ marito.
P.M.: Ecco, il fratello di suo marito… quello morto…
M.M.: Si.
P.M.: Lei signora ha reso una serie di dichiarazioni alla Polizia su quel fatto della morte del Renato Malatesta, lei sa qualcosa in proposito? Quello che ha riferito alla Polizia?
M.M.: No.
P.M.: O delle…
M.M.: Io non so niente perché quando sono arrivata non c’era più niente.
P.M.: Non c’era più questo signore, il Malatesta era già stato portato via?
M.M.: Si.
P.M.: Però lei ha fatto delle affermazioni su questo fatto alla Polizia circa dei dubbi che le erano venuti, ce li vuole spiegare? Perché le son venuti dei dubbi?
M.M.: Mhm… così, passando del tempo…
A.B.: Io mi oppongo perché sono…
P.M.: E’ l’unico capitolo…
A.B.: Noo, no.
P.M.: E’ l’unico capitolo…
A.B.: I dubbi della signora non possono essere esternati qui Presidente, sono considerazioni… La signora deve raccontare dei fatti…
P.M.: Fatti.
A.B.: A cui è stata presente.
M.M.: Io fatti non ce l’ho, ho detto sempre che ho solo dubbi.
P.M.: Da cosa le nascono? Forse qualcuno le ha raccontato qualcosa o ha visto qualcosa lei?
M.M.: No, ni comportamento della donna.
P.M.: Della… di sua…
M.M.: Sperduto.
P.M.: E qual è questo comportamento?
M.M.: Nooon… E’ aggressiva…
P.M.: Eh beh… E’ un po’ poco, no signora? Sia pure grave…
M.M.: Poi non ci ha fatto più rivedere i bambini.
P.M.: Non vi ha fatto rivedere i bambini?
M.M.: No, è morto tre persone nel quale lei s’è sempre… non…
P.M.: In quella famiglia son morte tre persone?
M.M.: Si.
P.M.: Il babbo, una figlia e un nipote, dico bene?
M.M.: 
P.M.: Il Renato, la Milva e il bambino.
M.M.: No, non mi riferisco a codesti.
P.M.: No e chi sono le tre persone morte?
M.M.: Sono: i’ mi’ marito per primo che ha cercato questi figlioli e non c’erano. La nonna che aveva bisogno tanto dei nipoti ma non si sono visti neppure…
P.M.: Non glieli ha fatti vedere?
M.M.: No, poi è stato anche la volta della zia, la sorella del marito, che anche lei non l’ha più visti.
P.M.: Ma tornando alla morte del Renato signora, lei andò al funerale? Andò alla camera mortuaria?
M.M.: Si certo ci ho pensato io.
P.M.: Pensò lei a che cosa?
M.M.: A comprargli il forno…
P.M.: Perché la moglie non se n’era occupata?
M.M.: A portargli il vestito perché era nudo.
P.M.: E ci pensò lei?
M.M.: Si
P.M.: E come mai la moglie non ci pensò?
M.M.: E che ne so io? A me mi fu telefonato che gli portassi i panni.
P.M.: Parlò con qualcuno della camera mortuaria a proposito di questo morto?
M.M.: C’era un signore ma se era della camera mortuaria o se era uno così che c’era e ci aveva qualche morto…
P.M.: Alla vestizione si e cosa le disse?
M.M.: Io diedi i panni a un signore e li portò via e questo non mi disse niente, invece quest’altro signore che io non so chi è e né come, mi disse: Come mai quel morto- che io non lo vidi perché non avevo coraggio di guardarlo –è così pestato?- mi disse. –Come?– gli dissi, –Si, è tutto pestato- però io non l’ho visto.
P.M.: Questo signore lei ci sa dire chi poteva essere?
M.M.: No, per niente perché non lo conoscevo e non sapevo chi era, mi fece solo questa domanda.
P.M.: Era uno che era lì nella camera mortuaria?
M.M.: Era lì ma c’era tanti morti poteva essere anche uno…
P.M.: Lei stava portando i panni e questo suo cognato non aveva vestiti?
M.M.: No
P.M.: Glielo disse questo signore che era in queste condizioni?
M.M.: Si
P.M.: Ma questa sua cognata poi venne quella mattina? Se ne occupò o ha fatto tutto lei fino alla fine?
M.M.: No quando s’arrivò che si andava alle pompe funebri per ordinare la cassa e tutto venne la cognata…
P.M.: ma prima d’vera questa donna? Come mai non era venuta?
M.M.: Io non lo so.
P.M.: Lei non la cercò? Come mai telefonarono a lei?
M.M.: Perché non la trovavano.
P.M.: Lei sapeva dove abitava? La cercò lei o lasciò perdere anche quello?
M.M.: Io non sapevo dove era per niente.
P.M.: E quindi ci stava raccontando cosa successe?
M.M.: 
P.M.: Poi a un certo punto la trovò o venne di suo?
M.M.: Si, venne coi suoi familia… c’era i’ babbo…
P.M.: Il babbo di lei?
M.M.: Di lei. Un’altra persona ma non so dire ora da lungo tempo chi fosse stata e la figliola.
P.M.: La figliola quale? Se lo ricorda?
M.M.: Milva, la maggiore.
P.M.: Quella che poi è morta… quest’estate.
M.M.: Si, vensero e dissero che pensavano loro alla cassa, però io gli dissi allora: –Prendete una cassa zingata perché s’è comprato il forno-
P.M.: Ho capito. E rispetto a questa morte non dissero nulla?
M.M.: No.
P.M.: Senta una cosa, Vanni Mario lei lo conosce?
M.M.: No.
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
Presidente: Sulle percosse Pubblico Ministero, mi pare sia capitolato.
P.M.: Si, si era la domanda…
Presidente: La circostanza precisa…
P.M.: Ho fatto la domanda, era una domanda indiretta, la signora ci ha risposto che era… che ha visto… cioè che ha sentito da una terza persona che aveva segni… E’ tutto pestato… Come ha detto lei?
M.M.: Io poi non lo so, perché non l’ho visto.
P.M.: Lei non l’ha visto e non ci sa dire chi era questa persona?
M.M.: Eh no.
P.M.: Ha questo ricordo.
M.M.: Ho questo ricordo e con questo ricordo m’è nato il mio dubbio.
Presidente: va be’ ma ci sarà un verbale autoptico?
P.M.: Si, si, si c’è ma è un fatto diverso quindi… Siccome la signora…
Presidente: Possiamo…
A.B.: Tutto serve per…
P.M.: Si, si, il P.M. non ha nessun’altra…
Presidente: Avvocati di parte civile? Avvocato Bevacqua prego?
A.B.: Si, tutto serve per creare clima Presidente, prima… oggi è più fresco…
P.M.: vedremo.
A.B.: Senta signora…
P.M.: Non c’è fretta.
M.M.: ma io non voglio creare clima di nulla io facevo anche alla meno a venicci.
A.B.: No signora, certo.
P.M.: Bravissima signora.
A.B.: Certo signora ma… Senta lei quindi non ha visto nulla, non ha visto il povero corpo di questo morto…
M.M.: No.
A.B.: Però dice che la moglie di questo signore era una donna un po’ particolare?
M.M.: E’ una donna che non ci si parla.
A.B.: Non ci si parla, però che parla tanto…
M.M.: Io non gli parlo perché ogni volta che gli ho parlato sono stata trattata male e passata da ladra.
A.B.: Ho capito. Senta signora quindi lei rapporti con questa signora non ne ha mai avuti, con la signora Sperduto?
M.M.: Quei pochini che ho avuto sono stati tutti sbandati.
A.B.: Senta, quando è morto questo signore i bambini erano molto piccoli?
M.M.: Una credo che avesse avuto su 7/8 anni, la più piccola, uno sui 11/12 anni e non mi ricordo con precisione, e la grande aveva 18 anni…
A.B.: Quella che poi è morta?
M.M.: Si.
A.B.: Ho capito. Quindi la più piccola aveva circa 6/7 anni.
M.M.: Si siamo giù di lì, non era passata a Comunione sicchè…
A.B.: Ecco, lei sa se poi in quell’occasione, cioè nel periodo in cui è morto questo… il marito della signora… si è impiccato… pare che si sia impiccato, no? Questo mi pare che risulti che si sia impiccato. Senta signora sa se la signora se n’era andata con un’altra persona?
M.M.: Io se era andata con altre persone non lo so, ho saputo solo che l’aveva lasciato il marito solo.
A.B.: Quindi aveva lasciato il marito solo e era andata via da casa?
M.M.: Eh si.
A.B.: Ecco, ho capito, nient’altro, nessun’altra domanda.
Presidente: Nessun’altra domanda vero?
P.M.: Nessuna grazie.
Presidente: Può andare grazie, signora buongiorno.
M.M.: Prego.
Presidente: Bene, proseguiamo.
P.M.: Si Presidente, come dicevo i testi ancora da sentire della lista del PM non sono presenti perché fra certificati che hanno mandato fra impossibilità non sono stati reperiti per stamani mancano veramente pochissimi testi, si contano sulle punta delle dita, mi riservo appena li reperisco di volta in volta portarli alla Corte. Passerei quindi all’esame degli ufficiali di Polizia giudiziaria che hanno provveduto alle perquisizioni che sono state eseguite nella casa, o meglio nelle case del Pacciani nel tempo, anticipando alla Corte che alcune di queste perquisizioni sono state filmate per cui chiedo già da ora che il teste possa servirsi di quei filmati per illustrare come erano i luoghi e come si sono svolte le operazioni di perquisizione. Chiedo di sentire quindi il dr Perugini che fin dalla prima perquisizione si è occupato, come già loro sanno perché ha già deposto, di questo tipo di indagine.
Presidente: O, volevo dire Pubblico Ministero, a parte vedo questi apparecchi, ma come supporti tecnici per i filmati eccetera siamo…
P.M.: Dovremmo avere tutto, direi che per quanto riguarda il filmato non ci sono problemi tecnici, per quanto riguarda invece la fase successiva che io anticipo cioè relativo all’ascolto di alcune delle intercettazioni ambientali che sono state individuate nel corso delle indagini dal PM come interessanti, o meglio più interessanti, che sono state trascritte dal GIP, direi che appare opportuno, spiegherò perché più avanti, per il PM risentirle direttamente oltre che vedere le trascrizioni perché in alcuni punti, lo dico subito, i periti ritengono di non essere stati in grado di individuare esattamente le parole dette, io invece penso che si possa sentire, per questo sono stati installati questi due altoparlanti un po’ potenziati che ci potranno aiutare.
Presidente: Sono poi ovviamente a disposizione di tutti, difensori, eccetera…
P.M.: Si, si, certo, sono a disposizione di tutti.
Presidente: Per quello che vorranno in un secondo momento.
P.M.: Ecco, parlerei per ora, stamani delle perquisizioni e dei sequestri effettuati e successivamente, andando avanti con l’udienza o con le udienze, delle intercettazioni ambientali. Per quello che riguarda le perquisizioni ce n’è una prima che è del giugno ’90 e per questa, ci spiegherà poi il dr Perugini, fu realizzato un filmato che chiedo di utilizzare. Sentirei il dr Perugini che ci può illustrare meglio di quanto posso fare io, perché lui era presente, come sono andate le cose.
Presidente: Bene, dr Perugini si accomodi, buongiorno, può sedere lì, sempre sotto il vincolo dell’impegno preso, allora a questo punto signor Pubblico Ministero a lei la bacchetta magica.
P.M.: Dr Perugini lei si è occupato di quest’indagine fin dall’inizio, noi lo sappiamo, abbiamo sentito in questi giorni le testimonianze di numerose persone che voi avete sentito nel corso dell’indagine, vorrei parlare con lei stamani di un altro dei mezzi di ricerca della prova che sono stati utilizzati per quanto riguarda la posizione dell’imputato e cioè le perquisizioni effettuate nella sua o nelle sue abitazioni e la documentazione o gli oggetti che sono stati sequestrati. Vorrei che lei innanzitutto spiegasse alla Corte quante, in che periodo, sono state le perquisizioni effettuate e cosa è che cercavate, come si sono svolte, partendo dal perché, dal come della prima perquisizione.
A.B.: Signor Presidente io chiedo a questo punto di interloquire, il nostro sistema processuale, a proposito delle prove, ha diviso i mezzi di prova, cioè la testimonianza, l’esame delle parti, i confronti, le ricognizioni, gli esperimenti giudiziari, perizia e documenti dai mezzi di ricerca della prova; i mezzi di ricerca della prova che sono le ispezioni, le perquisizioni, i sequestri, le intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ora io credo che il dr Perugini possa soltanto, io credo, riferire di essere stato presente oppur no a queste perquisizioni, a questi cioè mezzi di ricerca della prova, non possa riferire su altro perché i mezzi di ricerca della prova servono per trovare la prova poi se è stata trovata o non è stata trovata si vedrà perché c’è agli atti. Quindi io non vorrei e mi opporrò ogni qualvolta il signor Pubblico Ministero farà fare al dr Perugini delle dichiarazioni che esulano dalla soltanto sua presenza, se c’è stato, ai momenti in cui sono stati effettuati questi mezzi di ricerca della prova, per queste attività, per la ricerca della prova. Io quindi mi opporrò a discorsi, a elucubrazioni di qualsivoglia tipo che siano al di fuori da questa attività meramente… così… concettuale di ricerca della prova. Punto e basta.
Presidente: Va be’.
P.M.: Prendo atto, noi parliamo delle perquisizioni e di quello che è stato sequestrato poi se si tratti…
A.B.: Ci sono i verbali…
P.M.: Io vorrei spiegare come dove son stati trovati e com’è andata questa attività se il dr Perugini o chi per lui era presente, se poi sono mezzi o meno non ha nessuna importanza proprio perché ci sono i verbali lo discuteremo nella sede opportuna. Io volevo solo dimostrare come, dove e quando sono stati trovati determinati oggetti o documenti che poi il PM pensa di poter utilizzare quando saranno da fare delle conclusioni, solo questo e niente di più. La domanda che quindi io faccio e che ho già fatto al dr Perugini è quella relativa alle perquisizioni che sono state fatte, quante e quando, se lei vi ha partecipato.
R.P.: A tutte le perquisizioni che sono state fatte ho partecipato.
Presidente: Dr Perugini, lei può servirsi liberamente di appunti, di altro materiale che ha per ricordare…
R.P.: La ringrazio Presidente. Io ho partecipato a tutte le perquisizioni che sono state fatte, la prima delle quali fu praticata l’11 giugno del 1990. La seconda nel dicembre del ’91, mi pare il 3, adesso non sono certo della data, la terza perquisizione fu la più lunga e fu attuata dal 27 aprile 1992 fino, credo all’8 maggio 1992. Una successiva perquisizione fu fatta il 2 giugno del 1992 e l’ultima perquisizione è del 13 giugno 1992. Tutte queste perquisizioni sono naturalmente unite fra di loro perché sulla base di quanto fu acquisito, sulla base di quanto veniva acquisito nel corso delle prime procedevamo a verifiche, verifiche che poi producevano altre esigenze.
A.B.: Mi oppongo Presidente, deve dire soltanto “verifiche” e basta, scusi.
R.P.: Va bene.
Presidente: Va bene.
R.P.: D’accordo.
P.M.: Mah… Non ho capito il nesso comunque vediamo…
Presidente: Proseguiamo.
P.M.: Proseguiamo grazie.
R.P.: Ecco, ho omesso una perquisizione che fu fatta immediatamente dopo quella del 3 dicembre del ’91 e che fu attuata nel carcere di Sollicciano il 6 dicembre ’91, il giorno della scarcerazione dell’imputato. In quella circostanza sequestrammo un certo numero di carte…
P.M.: Partiamo dottore quindi dalla prima, quella dell’11 giugno ’90, precisando un attimo il metodo che fu seguito, chi operò e dove fu fatta.
R.P.: Si, dunque un’altra precisazione in relazione a quanto lei ha detto, per quanto riguarda l’operazione di filmatura delle perquisizioni, l’attività di ricerca fu registrata quotidianamente, minuziosamente nella perquisizione che durò fra il 24 e il 27 aprile e l’8 maggio. Nel 1990 fu fatta una filmatura dei luoghi, sempre a cura del gabinetto regionale di Polizia scientifica…
P.M.: Richiesto da lei?
R.P.: Richiesto da me naturalmente, allo scopo di conservare memoria dello stato dei luoghi anche per quelli che erano gli accertamenti futuri.
P.M.: Questo filmato lo abbiamo, è possibile vederlo?
R.P.: Questo filmato è stato conservato e ce lo abbiamo. Per quanto riguarda i partecipanti a queste operazioni di perquisizione nel 1990..
R.P.: Partiamo… focalizziamoci… parliamo intanto solo di quella dell’11 giugno ’90.
R.P.: Benissimo, l’11 giugno ’90 parteciparono alla perquisizione ufficiali e sottufficiali e Carabinieri del ROS, la sezione anticrimine, personale della SAM, ispettori e sovrintendenti ed agenti, io e parteciparono anche dei cercamine del genio militare e personale del Gabinetto regionale di Polizia scientifica.
P.M.: Come mai dei cercamine, mi scusi?
R.P.: Dei cercamine perché cercavamo armi, parti di esse o altri oggetti il cui contenuto metallico poteva essere rilevato.
P.M.: Fu utilizzato questo strumento…
R.P.: Fu utilizzato questo strumento che si rivelò piuttosto inadeguato alla bisogna perché intanto era difficile tararne la sensibilità su una massa minima come noi chiedevamo… una massa di una pistola, di un pezzo di pistola…
P.M.: Quindi lo strumento era tarato per oggetti più grossi?
R.P.: Lo strumento era tarato per le esigenze militari e quindi non era particolarmente efficace inoltre aveva un altro… presentava un altro problema ed era che rilevava esclusivamente metalli ferrosi o composti ferrosi. Ora, noi nella circostanza ci ponevamo anche il discorso della presenza di munizioni, munizionamento che è ottone, piombo, rame e quindi erano materiali che non facevano… non venivano captati dal cercamine.
P.M.: Quindi in quell’occasione fu fatta una ricerca dal personale di Polizia più che col cercamine?
R.P.: La perquisizione fu naturalmente più secondo i criteri convenzionali dell’osservazione e dell’individuazione di oggetti che potevano ricondurre al possesso di armi a conoscenze…
P.M.: Senta una cosa e questa perquisizione ebbe ad oggetto quali luoghi innanzitutto?
R.P.: Dunque la perquisizione ebbe ad oggetto Piazza del popolo, 7, l’abitazione del Pacciani, dove all’epoca viveva la moglie, Angiolina Manni, e soltanto nei giorni di sabato e di domenica le due figlie del Pacciani che negli altri giorni, siccome andavano a servizio vivevano in casa delle datrici di lavoro…
P.M.: Quindi in piazza del popolo, 7.
R.P.: Esatto.
P.M.: Si ricorda che giorno della settimana era? Nel senso c’era la moglie o c’erano anche le figlie?
R.P.: C’erano anche le figlie, c’erano anche le figlie…
P.M.: Che furono chiamate dalla mamma o da voi? O era un giorno in cui erano presenti?
R.P.: Era… Fu scelto un giorno in cui fossero presenti le figlie.
P.M.: Ecco, fu fatta alla presenza di queste tre persone?
R.P.: Si, ovviamente.
P.M.: Questo per quello che riguarda l’abitazione di Piazza del popolo, 7.
R.P.: Esatto.
P.M.: Fu fatta anche in altre abitazioni?
R.P.: Fu fatta nelle altre abitazioni del Pacciani.
P.M.: Vuole descrivere? Perché la Corte non le ha ben presente quali sono le altre abitazioni…
R.P.: Si, le altre abitazioni del Pacciani si trovano in un… si trovano a breve distanza da quella di Piazza del Popolo, nel centro, nell’abitato, sono comprese fra altri edifici però sono… sono piuttosto isolati in questo. Ma io penso che se fosse possibile vedere il filmato…
P.M.: Ora vediamo il filmato e sono quindi in quale via? Lo ricorda?
R.P.: E si trovano in via Sonnino…
P.M.: Sono due numeri civici.
R.P.: I civici sono il 28 e il 30 di Via Sonnino.
P.M.: Perché sono due appartamenti? Sono due luoghi…
R.P.: Si sono due… esatto… due casucce, due appartamenti…
P.M.: L’una vicina all’altra e poi lei nel filmato lo mostrerà. Ebbero a oggetto anche dei veicoli?
R.P.: Ebbero ad oggetto anche i veicoli…
P.M.: Ricorda quali erano? I veicoli che furtono perquisiti?
R.P.: Si furono perquisiti la Fiat 500 del Pacciani che si trovava parcheggiata di fronte alla scuola elementare… è una piazzetta che si trova alle spalle della piazza principale del paese; fu perquisita la Ford Fiesta dell’imputato che era parcheggiata all’interno del garage dell’abitazione di piazza del Popolo…
P.M.: Ecco, scusi, perché l’abitazione di piazza del popolo ha anche un garage?
R.P.: L’abitazione di piazza del popolo è situata su due livelli, su due livelli ha un garage e anche un magazzino, un deposito alle spalle del garage…
P.M.: Due livelli ci vuole spiegare come?
R.P.: Beh praticamente c’è un piano terra dove è ubicato il garage e questo magazzino/deposito…
P.M.: Il garage ha quindi ha anche un’entrata sulla strada?
R.P.: Ecco, esattamente, mentre il garage si affaccia sulla strada, sulla piazza, su piazza del popolo, l’abitazione è defilata, è dietro l’angolo… l’ingresso all’abitazione…
P.M.: Però è sopra il garage?
R.P.: E’ sopra il garage e si accede alle camere salendo una rampa di scale dritta.
P.M.: Anche dal garage o…
R.P.: Si può accedere dal garage a questa rampa di scale, c’è una porta… appena entrati nel garage sulla destra ci sono due/tre scalini.
P.M.: C’erano altri veicoli? Perché nel corso delle indagini attraverso i testi abbiamo saputo che il Pacciani faceva uso e di questa 500 e aveva una Fiesta ma altri veicoli, voi li avete trovati?
R.P.: Aveva anche una Lambretta.
P.M.: L’avete trovata?
R.P.: Si, si era parcheggiata appoggiata a un muro accanto alla porta… al portone del garage.
P.M.: Aveva altri veicoli che avete trovato in quell’occasione? Parliamo del ’90.
R.P.: Mah, in quell’occasione notammo un ciclomotore, biciclette, ma non… se non ricordo male trovammo la targa di una Fiat 600 che lui aveva posseduto in passato.
P.M.: Questi oggetti… a parte queste bici e questo moto… ciclomotore dove si trovavano? Lo ricorda? In quel momento lì, 1990.
R.P.: Dunque si trovavano in una delle pertinenze delle abitazioni di via Sonnino e per l’esattezza la pertinenza… era un magazzino… dunque a via Sonnino ci sono tre pertinenze: un magazzino attrezzi su due livelli soppalcato; un altro maazzino dove si trovavano appunto le bici e il ciclomotore e in più una legnaia.
P.M.: Ecco, quindi la 500 era fuori, la Fiesta era nel garage, la Lambretta era fuori, bici e motorino… fuori del garage di piazza del popolo, bici e motorino erano in via Sonnino?
R.P.: In via Sonnino.
P.M.: Nelle pertinenze di via Sonnino.
R.P.: Esatto.
P.M.: Se non ho capito male lei ha fatto effettuare una ripresa filmata prima di iniziare questa perquisizione del ’90…
R.P.: Ho fatto… si ho fatto fare una ripresa filmata dei luoghi…
P.M.: Non delle operazioni di perquisizione ma dei luoghi.
R.P.: Non delle operazioni di perquisizione, alcune riprese furono fatte con la perquisizione già avanzata, già iniziata…
P.M.: E alcune prima?
R.P.: Si. Il fine era quello di poter avere una rappresentazione chiara per futura memoria dello stato dei luoghi, dell’ubicazione dei luoghi e eventuali oggetti che potessero apparire di interesse.
P.M.: Ecco, c’è un lungo verbale di sequestro poi delle cose che avete sequestrato, io prima di passare all’esame del dove e come avete trovato questi oggetti chiedo alla Corte che il teste possa mostrare questo filmato preventivo così abbiamo poi la possibilità non solo di capire come stavano questi luoghi, dove sono stati trovati gli oggetti e poi serviranno, a parere del PM, molto queste riprese perché saranno utilizzata per fare dei confronti con quella successiva del 1992. Chiedo quindi che il teste possa essere autorizzato a mostrare questo filmato e a dare le spiegazioni che ritiene opportune relative a questa operazione di perquisizione… è un breve filmato che è già pronto.
Presidente: Vi sono obiezioni signori?
A.B.: Mah, filmato su quale… su quale?
P.M.: Su questa, la prima, sempre la prima.
A.B.: Dell’11/6?
P.M.: Questa qui, ci ha spiegato perché fu fatto, io ritengo che sia molto utile per l’accertamento dei luoghi vedere innanzitutto come e quali oggetti vi si trovavano allora perché alcuni oggetti successivamente non c’erano più e sono oggetti ai quali il PM ha ritenuto di dare una certa importanza.
A.B.: Senta io mi oppongo per questa semplice ragione, c’è già un atto scritto che è la perquisizione… il verbale di perquisizione dove sono indicate esattamente tutte le modalità di esecuzione di questa attività di indagine e quindi io non credo che possa ulteriormente…
P.M.: Io lo credo.
A.B.: Certamente, io, mi permetta scusi, perché, signor Presidente, c’è questo problema: nella trascrizione dell’attività di indagine fatta nel verbale di perquisizione si dicono esattamente le cose che sono state rinvenute e dove si è proceduto, può darsi, per carità, che l’attività di visione, di cinepresa sia soltanto parziale, non lo so, io non lo so…
P.M.: Ci ha spiegato com’è, è antecedente, mostra i luoghi dove poi sono state trovate le cose…
A.B.: Ah, non nel momento in cui si fa?
P.M.: Si è spiegato nel verbale avvocato eh…
A.B.: Io comunque mi oppongo Presidente, io mi oppongo a questo, c’è già un verbale, è già agli atti…
P.M.: E’ nel verbale che si spiega il filmato.
Presidente: Signori avvocati di parte civile?
Avvocato Santoni Franchetti: Noi siamo d’accordo con il Pubblico Ministero. Ho parlato per tutti, scusate…
Avvocato Colao: Si certo.
Presidente: Va bene.
R.P.: Vorrei fare una precisazione…
P.M.: Si ritirano? Non ho capito…
Presidente: Si, ci ritiriamo certamente.
P.M.: Può spiegare allora alla Corte, non facendo ovviamente uso del filmato dove concretamente, in quali luoghi fu effettuata la perquisizione e magari, mi sembra sia stato già autorizzato, servendosi del verbale di perquisizione…
Presidente: Certamente
P.M.: …e sequestro…
Presidente: Di tutti gli atti e appunti in suo possesso.
R.P.: Si.
P.M.: …dire che cosa e dove fu repertato, dove furono cercate le cose, c’è un lungo verbale… prego.
R.P.: Prima volevo fare una precisazione…
Presidente: Prego.
R.P.: L’11 giugno del ’90 due ufficiali di PG della squadra andarono in carcere a Sollicciano per notificare all’imputato, allora indagato, avviso di garanzia che lo informava che si procedeva a suo carico per la detenzione di armi. Nella circostanza gli agenti di custodia presero e fotocopiarono del materiale documentale che il Pacciani deteneva nella cella…
P.M.: Che è allegato al verbale di sequestro.
R.P.: Che è allegato al verbale di sequestro, ecco, questo per dare un attimino i tempi.
P.M.: Quindi fu effettuata, in parole povere, una doppia perquisizione perché così prevedeva il provvedimento…
R.P.: Esattamente.
P.M.: …a casa e al carcere. Vediamo prima quella a casa.
R.P.: Esattamente, allora, dunque la perquisizione nelle abitazioni del Pacciani dato… anche se non è stata ammessa la proiezione del filmato però penso di poter descrivere abbastanza fedelmente che si tratta di abitazioni e pertinenze piuttosto piene di oggetti di materiale messo alla rinfusa, perquisizione che quindi già dalla prima impressione si delinea piuttosto lunga e per essere meticolosa dovesse seguire un determinato metodo. Ci dividemmo in due squadre miste, Carabinieri e Polizia, una squadra si occupò essenzialmente dell’abitazione di Piazza del Popolo, 7, abitazione le cui finestre si affaccino sulla piazza e sulla stradina laterale dove c’è l’accesso principale e controllarono anche garage e autovetture; un’altra strada che faceva capo a me si occupò della altre due abitazioni e delle pertinenze di Via Sonnino 28 e 30. A queste abitazioni si accede da via Sonnino, strada che conduce poi alla piazza del paese, attraverso uno scivolo, uno scivolo che poi gira a destra, a sinistra, passa sotto un edificio, arriva in una corte su cui affaccia l’abitazione del civico 28; a lato della porta d’ingresso di questa abitazione c’è un corridoio coperto che conduce poi nell’orto del Pacciani e di fronte a questo corridoio, attraversato un breve tratto scoperto c’è l’abitazione del civico 28. Questo corridoio… all’uscita di questo corridoio, sulla sinistra c’è un magazzino, chiamiamolo così, un magazzino soppalcato in cui erano ammassate… di tutto, attrezzi da lavoro, chiodi, sacchi pieni di giornali, riviste, barattoli di vernice, barattoli di alimenti conservati, c’era di tutto… E sopra c’erano altresì altri pezzi di mobilio, reti, ombrelli…
P.M.: Era un’abitazione che in quel momento non era occupata da nessuno?
R.P.: Ecco, un momento, ci stavo arrivando.
P.M.: Prego, prego, vada pure avanti lei…
R.P.: Stavo parlando delle pertinenze, poi descrivo le abitazioni…
P.M.: Prego.
R.P.: L’altro magazzino che invece si trova… ecco, noi siamo nell’orto, abbiamo di fronte l’ingresso dell’abitazione del civico 30, sulla destra, nostra destra, che guardiamo l’abitazione, attaccato, c’è questo magazzino dove c’erano le biciclette, altri attrezzi… che so… un secchio contenente trincetti da calzolaio… perché l’imputato faceva molti mestieri… c’era di tutto… pezzi di meccanica… a fianco a questo magazzino c’era una legnaia in cui era accatastata legna e altri oggetti sempre alla rinfusa…
P.M.: Una legnaia scoperta?
R.P.: No, no coperta, una legnaia coperta che si estende fin quasi al termine di questo giardino alimentare, chiamiamolo così… E fuori c’era una pila di legna. Addossato… ecco, adesso… addossato alla finestra del civico 28 che affaccia sull’orto c’erano delle pile di tegole che arrivavano fino all’altezza della finestra… insomma un sacco di roba da controllare. Per quanto riguarda l’abitazione, nell’abitazione di via Sonnino 28 e 30 all’epoca non vi viveva nessuno perché, come ho detto prima la madre e le figlie… le figlie soltanto il sabato e la domenica… vivevano nell’abitazione di piazza del popolo n.7, però ecco, la moglie del Pacciani faceva su e giù dall’abitazione di piazza del popolo fino all’abitazione di via Sonnino, spostando, portando roba… Nell’abitazione di via Sonnino, 30, che è la più grossa… diciamo… mentre l’abitazione di via Sonnino, 28 ha un ingresso, su a destra un camino, una larga stanza e un bagnetto, l’abitazione di via Sonnino, 30 ha più camere, una camera da letto sulla destra, una cucina che è frontale alla porta d’ingresso, un’altra camera piuttosto larga sulla sinistra e un bagno in fondo, anche qui era accatastata molta roba, più a dir la verità nella camera non da letto, nell’altra camera adibita a salotto. Questo per dare una descrizione verbale di quello che c’era. Stesso discorso, perché anche se non fui io materialmente a coordinare la perquisizione di piazza del popolo 7 ma fu l’ispettore Sirico, che era alla SAM, mi resi conto che le difficoltà della ricerca erano numerose anche lì perché soltanto nel retro del garage c’era un magazzino che era sovraffollato di oggetti di tutti i tipi. Cosa trovammo. La ricerca naturalmente fu focalizzata… si focalizzava sul discorso armi, armi, parti di esse e munizioni… anche perché ci serviva per verificare l’attendibilità del Pacciani che dichiarava di non aver mai praticato la caccia, di…
A.B.: Mi oppongo a queste… Deve dire soltanto e riferire esclusivamente quello che vide, mi scusi Presidente.
P.M.: Quello che stavano cercando però…
A.B.: No, queste sono considerazioni che lui fa intorno…
Presidente: Va bene, va bene…
P.M.: Quello che stava cercando…
Presidente: Non è che sta riferendo dichiarazioni del Pacciani!
R.P.: Devo spiegare un procedimento logico…
Presidente: Spiega semplicemente.
P.M.: C’era un provvedimento da eseguire… C’era un provvedimento motivato da eseguire in cui si diceva… si cercava qualcosa…
A.B.: Certamente e quindi ci descrive che cosa ha fatto.
R.P.: Un atto di Polizia giudiziaria normalmente ha alle spalle un ragionamento, ha alle spalle un desiderio di fare delle verifiche su dei punti, viene eseguito da… in modo razionale da persone che ragionano seguendo un filo di pensiero, quindi l’esposizione che io faccio è illustrativa di questo pensiero, in ogni caso il discorso ridotto ai termini più sintetici…
Presidente: Stavate cercando la pistola soprattutto…
R.P.: Noi cercavamo fucili, pistola, cercavamo tutto ciò che potesse far risalire al fucile o alla pistola o indicarci un luogo o una persona che attualmente potesse detenere queste armi, quindi tutto quello che connota un’attività investigativa volta ad appurare la verità su un determinato fatto, quindi non parliamo soltanto di oggetti metallici, parliamo anche di oggetti cartacei, documenti dai quali si possa risalire a persone, a conoscenze, a quello che è una normale e banale, consueta e tradizionale attività di Polizia. Nella circostanza noi trovammo in effetti, trovammo molti oggetti usati nella caccia, dagli strozzini per uccelli a cartucciera da cacciatore… molti oggetti…
P.M.: Trovaste dei bossoli?
R.P.: Trovammo anche dei bossoli, i bossoli in verità erano bossoli da guerra, bossoli… che so, trovammo una cartuccia da 762 Nato viva… nessuno di noi ha mai pensato che il Pacciani andasse a caccia con un cannone, trovammo però questo… questi bossoli, questi oggetti che lasciavano pensare che ci fosse una certa affezione verso ciò che era “arma” da parte dell’indagato. Trovammo anche degli animali imbalsamati, uno piuttosto rozzamente, gli altri in modo un po’ più sofisticato…
P.M.: Li ricorda? Quali e come erano imbalsamati?
R.P.: Si ricordo una faina, credo, imbalsamata con della carta, fogli di giornale appallottolati e che era appesa sotto la cappa della cucina della casa di via Sonnino, 30. Poi ricordo uno scoiattolo, lo scoiattolo era imbalsamato con segatura e stava su di una credenza e poi mi ricordo un altro, sempre una faina, anche quella imbalsamata, mi sembra con segatura, naturalmente noi verificammo cosa ci fosse all’interno. Trovammo quindi una serie di oggetti, fra le altre cose trovammo anche un innesco per fucile da caccia, questo lo trovammo proprio di fronte alla porta dell’abitazione… un innesco percosso di quelli che si usano per mettere nel fondello delle cartucce da caccia…
Presidente: La capsula, volgarmente detto la capsula.
R.P.: La capsula, esatto, la capsula. Quindi, diciamo, il quadro sotto il profilo armi ci dava l’idea di una persona che se non aveva praticato la caccia quantomeno non aveva nulla in contrario…
P.M.: C’era una cartucciera… mi sembra…
R.P.: C’era una cartucciera…
P.M.: Lei ha descritto…
Presidente: Sequestrata.
P.M.: Per 25 cartucce.
R.P.: Debbo dire che alla perquisizione erano presenti le figlie di Pacciani e una di queste, prima che noi iniziassimo, ci consegnò una lettera scritta dal Pacciani, che era in carcere all’epoca, alla moglie, una lettera piuttosto insultante, rievocava…
P.M.: E’ sequestrata?
R.P.: E’ sequestrata, rievocava molto la relazione che questa avrebbe avuto con i guardiacaccia tra cui Bruni, Pampaloni e così via…
P.M.: Il Bruni, cioè in questa lettera…
R.P.: In questa lettera era citato questo fatto del Bruni che l’imputato rinfacciava alla donna ma…
P.M.: Rinfacciava questa relazione avuta col Bruni?
R.P.: Esatto…
P.M.: C’era il nome Bruni?
R.P.: C’era il nome Bruni.
P.M.: Bene.
R.P.: Bruni di Dicomano.
P.M.: Bene.
R.P.: Però la lettera rilevava in particolare perché lui diceva alla moglie…
A.B.: C’è questa lettera agli atti Presidente?
P.M.: Si…
A.B.: Se c’è la sentiamo… non c’è… i commenti
P.M.: C’è, c’è, c’è…
A.B.: …sulla lettera, mi perdoni Presidente.
P.M.: No, ho chiesto se c’era un nome, non ho chiesto un commento.
A.B.: Ecco…
P.M.: Ho chiesto se c’era il nome Bruni…
Presidente: Vogliamo andare avanti signori? Avvocato, il teste potrà pure illustrare! La lettera c’è agli atti, dice il Pubblico Ministero, sto a lei naturalmente…
P.M.: C’è.
A.B.: Allora la leggiamo Presidente.
Presidente: Perché non si può dire che il Pacciani non avesse il vezzo di scrivere…
P.M.: E’ nel verbale di sequestro…
A.B.: Questo è il suo guaio, se non l’avesse scritto non era qui…
Presidente: Dobbiamo lasciare illustrare al testimone ciò che ha visto, anche perché sono andati a cercare queste cose…
P.M.: La ringrazio Presidente.
Presidente: Sennò cosa ce ne facciamo? Lo facciamo qui, dice – confermo il verbale – arrivederci?
P.M.: Se loro permettono le… a cosa serve, almeno in questa fase, lo chiede il PM… eh? Cosa ce ne facciamo… Grazie Presidente. Era per ricordare a tutti noi oggi presenti…
Presidente: Si va bene, andiamo avanti.
P.M.: Ecco, grazie, grazie.
Presidente: Prego.
P.M.: Prego dr Perugini, le chiediamo scusa…
R.P.: Io in realtà non stavo commentando stavo raccontando…
P.M.: Ho fatto una domanda: cosa c’era scritto nella lettera…
Presidente: Va bene, va bene…
P.M.: Non è un commento.
Presidente: Per favore, per favore.
R.P.: Stavo precisando anche che la lettera ci parve interessante per un dato sostanziale, perché Pacciani disse: -anche quelle cartucce – c’era scritto: – anche quelle cartucce da caccia che stanno nella cartucciera – dice – io le raccoglievo nei boschi, così, le perdevano i cacciatori, le raccoglievo, così, le trovavo – ora, quella lettera ci parve importante ma noi quelle cartucce non le abbiamo mai trovate, quelle cartucce non le trovammo…
P.M.: Difatti date atto che c’è solo una cartucciera con alloggiamento per 25 cartucce.
R.P.: Esatto.
P.M.: Dice il verbale.
R.P.: Esatto, però le cartucce non le trovammo quindi probabilmente… no, non voglio far commenti ma immagino che…
P.M.: No, no non facciamo commenti…
R.P.: …la moglie le avrà buttate… non ho idea… insomma, ecco…
P.M.: Non facciamo commenti, non interessa.
R.P.: Quella perquisizione fu interessante… insomma quando si va a indagare un soggetto, per qualsiasi motivo, credo che un investigatore, credo, è prassi che l’investigatore cerchi di farsi un’idea del soggetto da investigare perché bisogna che ragioni un attimino con il suo cervello, perché se cerca qualcosa deve seguire le sue linee di pensiero non quelle di chi investiga. Nella circostanza trovammo quindi… la cosa ci… di questo prendemmo atto, non rilevava ai fini delle indagini sulla caccia però notammo altri oggetti…
P.M.: In fondo lo diceva il provvedimento “e altri oggetti pertinenti”…
R.P.: Esatto, e devo dire oltretutto nella circostanza sequestrammo un certo numero di documenti…
P.M.: Li vuole descrivere quelli che ritiene importanti per capire questo aspetto dell’indagine?
R.P.: Si, come ho detto, noi un’idea logica… se non troviamo queste armi che stiamo cercando nulla vieta di pensare che il Pacciani le abbia date in custodia a qualcun altro, che lui abbia degli amici che abbiano potuto prendere le armi… fra i vari documenti, i documenti che noi consultammo, poi più accuratamente dopo, c’erano i nomi di… annotati indirizzi, nomi… e fu in quella circostanza per l’appunto che noi trovammo una lettera piuttosto affettuosa scritta, mi sembra nel ’79, da…
P.M.: Può consultare il verbale se crede… Vedo che ha una buona memoria…
R.P.: Credo di non dimenticare molto di questa… Scritta nel ’79 da tale Faggi, che era un rappresentante di maioliche di Calenzano…
Presidente: Quello che abbiamo sentito…
P.M.: Esatto, esatto.
R.P.: Ecco, l’affettuosità del tono ci faceva… mi fece, ecco, pensare che ci fosse un rapporto di amicizia, non soltanto un rapporto di mera conoscenza e quindi quello fu un nome che noi tenemmo presente per lo sviluppo degli accertamenti successivi.
P.M.: Dr Perugini chiedo scusa, nel verbale voi parlate di una lettera recante timbro postale e una cartolina…
R.P.: Si, c’era…
P.M.: Sempre a firma… lo ricorda?
R.P.: Si, si me lo ricordo.
P.M.: Erano due le missive a firma Faggi.
R.P.: C’era questa cartolina in cui ricordo, diceva: Spero che ti sia piaciuta quella tuta che ti ho regalato…
P.M.: Questo lo diceva la cartolina…
R.P.: Che adesso, credo, se si prende e si legge il contenuto…
P.M.: Comunque lei dice le sequestrò perché era un contenuto di… che dimostrava amicizia fra i due, quantomeno conoscenza.
R.P.: Questa fu la sensazione che avemmo, ora c’è da dire che almeno quella che era stata l’attività di ricerca di possibili testimoni, persone che conoscevano il Pacciani, emergeva un quadro in cui tutti lo conoscevano e nessuno lo conosceva, ecco…
P.M.: Nessuno lo ammetteva?
R.P.: Ma dicia… no, diciamo questo, che di amici in realtà intorno al Pacciani ce n’erano veramente pochi quindi la ricerca era focalizzata su due persone, questo Faggi fu la terza, su due persone in particolare, una era il postino, expostino di San Casciano, il Vanni e l’altro era un Maresciallo deceduto con cui sembra che lui avesse un rapporto di amicizia. Quindi due persone sostanzialmente e Faggi fu il terzo dal quale, almeno dagli scritti, ci parve di individuare un possibile terzo amico, ecco, una persona che quindi potesse essere colui al quale aveva consegnato, affidato, regalato armi precedentemente detenute. Va detto a questo punto che noi sapevamo, perché l’attività investigativa, quindi la ricerca di testimoni ci aveva fatto capire che il Pacciani deteneva almeno un altro fucile oltre a quello ad avancarica che era stato ceduto nel ’79, mi sembra, al cognato, Caminati Donato, e ancora permanevano dei dubbi sulla presenza, sull’esistenza di una pistola di cui un altro teste, tale Petroni Nello, ci aveva parlato, pistola che Petroni avrebbe notato sul banco da lavoro di un meccanico di Vicchio, un certo Paoli, che mi pare sia deceduto nell’81, e che gli è sta… secondo quanto diceva il Petroni…
A.B.: Io mi oppongo a queste…
P.M.: Petroni abbiamo versato…
A.B.: Ci sono… c’è tutti gli atti su Petro…
P.M.: Spiega come mai…
Presidente: Sabbiamo già tutte queste circostanze…
A.B.: Certo ed è inutile che ce le ripeta.
Presidente: No è inutile che lei interrompa.
P.M.: No, ci sta spiegando come mai avendo notizie di quella pistola la sta cercando.
Presidente: Signori ma aldilà dei divieti espressi ma il testimone ci deve pur spiegare questa linea di indagine perché tutto questo non è mica caduto dal cielo! Suvvia…
P.M.: Grazie Presidente.
Presidente: Domande sui fatti, non dall’imputato ma al di fuori naturalmente… c’è il 62 che è… che è un limite ovviamente ma al di fuori di quello… altrimenti che viene a fare il dr Perugini? Una passeggiata?
P.M.: Io volevo insistere sul fatto che viene a fare almeno per ora lo sto decidendo io non il difensore, glielo vorrei far dire.
Presidente: Bene, bene. Per favore andiamo avanti.
P.M.: Grazie, prego dottore per la seconda volta le chiediamo scusa.
R.P.: Io sto raccontando molto sinteticamente quello che era il ragionamento…
P.M.: Vada pure avanti su questa pistola di cui le aveva parlato il Petroni.
R.P.: Vorrei anche dire per precisare, in questo momento perché sia chiaro…
P.M.: Che pistola, scusi, ecco… Dopo questo ci spieghi che pistola… di quale pistola aveva parlato Petroni sennò…
R.P.: Aveva parlato di un revolver, mi pare, un revolver, ora nel famoso… famoso, famigerato processo del ’51 dell’esistenza di questa pistola si parlò, pistola che, almeno leggendo gli atti, che l’imputato disse di aver lasciato in un cespuglio e poi di non averla più trovata. Ora, noi avevamo tutti i motivi di ritenere che quella pistola del ’51 fosse la stessa pistola che il Paoli si era trovato, se se l’era trovata perché noi non abbiamo accertato… Petroni Nello ce lo aveva raccontato, non abbiamo avuto modo di verificare oltre… sul banchetto e di cui parlò al Petroni.
P.M.: Ci vuole ricordare cosa doveva fare il Paoli con questa pistola?
R.P.: Mha, si, la cosa è abbastanza ridicola sotto un profilo meccanico, il Paoli disse che il Pacciani gliel’aveva data… il Paoli disse al Petroni, che il Pacciani gliel’aveva data perché voleva che le camere del tamburo fossero dilatate per sparare colpi più potenti.
P.M.: Voi quindi avevate notizia di questa pistola, volevate vedere se nella perquisizione c’era qualche elemento utile per la verifica dell’esistenza, è questo il concetto?
R.P.: Esatto, questo è il concetto.
P.M.: Prego, prego.
R.P.: Soprattutto vorrei sottolineare, perché mi sembra che sia il caso di farlo, che nel 1990 e non solo nel 1990 ma per diverso tempo dopo, il Pacciani era uno dei tanti, delle tante persone che vennero nella nostra considerazione, vorrei chiarire che non era che noi fossimo col microscopio puntato sul Pacciani…
P.M.: In quel momento.
R.P.: Non in quel momento, ecco, quindi questi accertamenti seguivano una certa logica che era fra le altre cose di ordine preventivo perché il Pacciani si trovava già nel ’90… è stato arrestato nell’87, nel ’90 stava a tre anni… insomma, se ne poteva prevedere la scarcerazione, non sembrava che fosse il caso di lasciare nella disponibilità di una persona piuttosto impulsiva, quale ci era stata descritta, un fucile o una pistola…
P.M.: Questo anche come attività di futura prevenzione, dice lei?
R.P.: Questa era sostanzialmente…
P.M.: Repressione se c’era…
R.P.: Diciamo che il pensiero dominante era questo in realtà, il pensiero dominante era un dato di prevenzione perché avevamo due ragazzine, due ragazze, una moglie, delle datrici di lavoro, insomma un certo numero di persone le cui testimonianze avevano contribuito a far arrestare Pacciani e assicurarne la condanna e insomma non volevamo che… cioè avendo motivo di pensare che non nutrisse sentimenti angelici nei loro confronti non volevamo… volevamo fare il possibile per togliergli quantomeno di mezzo…
P.M.: Eventuali armi.
R.P.: Eventuali armi; e questo fu un dato che connotò la ricerca di quella prima perquisizione. Certo…
P.M.: Furono trovati dei documenti diceva, quelli del Faggi…
R.P.: Furono trovati dei documenti, io devo aver fatto una piccola sintesi di quanto… che sa, di attività ne abbiamo fatta un bel po’…
P.M.: E’ nel verbale di perquisizione a pagina 7…
A.B.: Io Presidente… magari legga i documenti che sono agli atti…
P.M.: Sono tutti agli atti quelli indicati a pagina 6 del verbale di perquisizione
A.B.: Va bene, li legga i documenti…
P.M.: Almeno quelli che interessano…
A.B.: Ha diritto di leggere, credo, i documenti da lui…
P.M.: Se li vuole leggere…
A.B.: Ma non le sintesi.
R.P.: Si, ecco…
P.M.: Per carità! Se vuol fare una sintesi la faccia pure…
R.P.: Io non ho problemi, ho qua una lista…
Presidente: lei ha fatto una sintesi dei documenti?
R.P.: Ho fatto una brevissima sintesi…
P.M.: Ci vuole spiegare quelli che per lei hanno rilevanza in questo processo?
R.P.: Si.
P.M.: E ci spiega perché? Perché li sequestrò innanzitutto.
R.P.: Beh, prima li sequestrai in quanto ci servivano a documentare questo aspetto, Pacciani cacciatore, che sospettavamo, avevamo molti motivi per ritenerlo…
P.M.: E aveste questa riprova indiretta…
R.P.: Questa riprova indiretta, poi forse vale anche la pena di dire che ci fu anche del materiale fotografico che attirò la nostra attenzione, materiale fotografico… una foto del Pacciani giovane con una machine pistol in mano e noi sapevamo già che lui aveva seguito un corso per artigliere a Cesano di Roma, quindi ecco, questo ci diceva che aveva una certa pratica di armi, il dato noi lo trovammo interessante, insomma…
P.M.: E sequestraste quella foto…
R.P.: Sequestrammo quella foto poi sequestrammo diverse altre cose, diverse altre cose e altre le acquisimmo ecco… altre le acquisimmo perché?
P.M.: Scusi eh dottore, dovrebbe però finire di parlare, prima, di quelle sequestrate in quella data, sono a pagina 6 del verbale di sequestro…
R.P.: Dovrei averne una copia.
P.M.: Si, prego.
R.P.: Vedo sequestrammo un blocco notes, una rubrica telefonica, il motivo del sequestro di questi oggetti è evidente: la ricerca di persone che potessero dirci qualcosa di più e su Pacciani ed eventualmente sulle sue armi. Ci fu quella lettera con posta di Faggi Giovanni, altri documenti, un’agenda della Banca Toscana con numeri telefonici… ah… ecco… vede, nella… trovammo alcune copie del settimanale Gente che presentavano dei fori…
P.M.: Ecco ci… “che presentavano dei fori” cosa… riusciste a capire qualcosa?
R.P.: No.
P.M.: Su questi fori… Lei ricorda com’erano questi fori? Cosa vuol dire che c’erano dei fori? Perché mi sembra descrivete anche sul “settimanale Quattroruote con dei fori”…
R.P.: Esatto… Bah…
P.M.: Insomma sequestrare Quattroruote… ecco…
R.P.: Dice: – Non ha nessuna rilevanza…
P.M.: Fori, fori, perché vi… vi lasciarono… o com’erano questi fori? Insomma…
R.P.: Beh ci… noi non siamo periti balistici, cerchiamo di far fare questo mestiere agli altri però appunto non essendolo non potevamo escludere che si fosse…. fossero stati utilizzati dei giornali, delle riviste pressate insieme per fare delle prove di tiro, ecco…
P.M.: Ecco, i fori erano come di uno sparo o erano dei tagli?
R.P.: A mio avviso no, a mio avviso no, erano piuttosto equivoci come fori in verità, però… ripeto, io so fare, credo di saper fare il mio mestiere ma non conosco…
P.M.: Quindi sono ai corpi di reato lei non ha…
R.P.: Non ho memoria però lo prendemmo per ogni evenienza perché…
P.M.: Successivamente ci sono state delle evenienze o sono rimasti lì così?
R.P.: No sono rimasti lì così. Non rammento se li facemmo vedere ma credo di si a qualcuno della nostra Polizia scientifica ma insomma non…
P.M.: Per capire il motivo di questi fori…
R.P.: Per capire cosa fossero.
P.M.: Non erano ritagli? Non erano ritagliate queste…
R.P.: No, no, no non erano ritagliate.
P.M.: Bene.
R.P.: Erano soltanto deformi.
P.M.: Era questo che volevo sapere perché dal verbale di sequestro non si capiva.
R.P.: No, l’avremmo precisato.
R.P.: Poi, dicevo, sempre per tornare al discorso che quando si deve indagare una persona ci si deve fare una idea della personalità insomma, del suo modo di pensare e notammo nella circostanza altre cose, che pur non essendo in strettissima relazione con la ricerca di armi e di munizioni ci sembravano interessanti. Alcune le acquisimmo soltanto, le acquisimmo per sottrarle alla recente mania distruttiva della moglie del Pacciani…
P.M.: Comunque furono poi sequestrate di iniziativa del P.M. successivamente, c’è un provvedimento successivo quindi sono agli atti del processo se ne può parlare liberamente
R.P.: Benissimo. Allora diciamo… son diverse cose che noi notiamo in quella circostanza, cose che ci lasciano perplessi, per esempio, i molti testimoni che avevamo sentito ci avevano parlato del fatto che il Pacciani si portava anche sul luogo di lavoro delle riviste pornografiche, in realtà la fruizione di riviste pornografiche non è un elemento di interesse in assoluto, quello che mi parve interessante in quella circostanza fu che in quel pacco di riviste pornografiche che io trovai… che noi trovammo avvolto dentro una busta di plastica in un com… in un cassetto della stanza adibita a salotto dell’abitazione di via Sonnino, 30, c’era un inserto, c’era un opuscolo del Partito Comunista con una fotografia… posso farla vedere se questo è il caso…
P.M.: Se è negli atti si.
R.P.: E’ negli atti.
P.M.: A questo punto è bene essere sicuri che ci sia negli atti del dibattimento… mi sembra ci sia, sono sicuro è anche fra l’altro rifotografato in uno dei fascicoli…
Presidente: Tutte fuori posto però…
P.M.: Bene, se intanto lo vuole descrivere poi vediamo, se lei ce l’ha a portata di mano meglio ancora.
R.P.: Io ce l’ho a portata di mano.
P.M.: Comunque è negli atti.
R.P.: Se loro credono…
P.M.: Se lo crede lei a questo punto, noi…
R.P.: Si io ritengo…
P.M.: Se ce lo vuole spiegare…
R.P.: Io ritengo che sia importante questo perché… ecco… entriamo in un certo ordine di idee. L’ho detto prima quando si investiga si corre sempre il rischio di ragionare, o di far ragionare gli altri con il nostro cervello, questo…
P.M.: Ecco, può spiegare meglio questo concetto?
R.P.: Si, cioè noi vediamo il mondo esterno con i nostri occhi, con la nostra esperienza, i nostri sentimenti, le nostre… e qualche volta ci è difficile, a volte impossibile entrare nell’ottica di un’altra persona…
A.B.: Va be’ ma questo che cos’è? Scusi Presidente…
P.M.: Ci deve spiegare perché ha fatto…
A.B.: No, no, dico… non è né perito… lei qui ci deve dire cosa…
P.M.: Ci sta spiegando perché ha sequestrato un oggetto che è…
A.B.: L’ha sequestrato punto e basta! La sua idea era di sequestrarlo, mica ci deve risalire ai suoi problemi genetici, intellettuali, concettuali…
P.M.: Non so se sono problemi…
R.P.: Io non ho problemi avvocato, la prego di credermi.
Presidente: Sta spiegando perché l’ha sequestrato avvocato…
P.M.: E è negli atti, già…
R.P.: Sto cercando di spiegare il perché io ho sequestrato un oggetto che…
A.B.: Ha sequestrato anche il quadro lei…
R.P.: Esatto.
A.B.: Appunto!
P.M.: Ha fatto proprio bene, ci è agli atti.
R.P.: Ci arriverò, ci arriverò al quadro ed è esattamente quello che voglio dire…
Presidente: Il quadro lasciamolo da parte per ora signori eh?
P.M.: E’ stato sequestrato ne possiamo parlare Presidente.
Presidente: Si, anzi vorrei sapere esattamente quando è stato sequestrato?
P.M.: Provvedimento del P.M. 19 luglio ’91, con allegato l’elenco di tutto ciò che è sequestrato… E’ un decreto di sequestro…
Presidente: Ma in che… In quale perquisizione è stato trovato? Perché qui c’è…
A.B.: No è autonomo il quadro.
P.M.: Si… E’ un… No, no Presidente si tratta…
Presidente: Ne riparliamo dopo perché qui c’è una nota della SAM che lo riferisce…
P.M.: No, no è un decreto di sequestro…
Presidente: …alla perquisizione dell’11 giugno ’90 dove invece mi pare…
P.M.: Esatto, no, no Presidente fu individuato in quell’occasione e fu poi sequestrato con provvedimento del P.M. dell’11 giugno… dell’11… del 19 luglio ’91.
Presidente: Ecco.
P.M.: Insieme ad una serie di altri oggetti.
Presidente: Lì fu solo notato, diciamo…
P.M.: Fu solo notato, esatto.
Presidente: Bene, scusate, questo era un inciso che poi facevo io per mia cognizione. Allora dottor Perugini proseguiamo.
R.P.: Senza entrare in termini polemici ma vorrei…
Presidente: No, no, no… per favore la polemica nella maniera più assoluta.
R.P.: No, no volevo soltanto spiegare…
Presidente: Tanto poi l’avvocato al momento…
R.P.: No, no volevo soltanto spiegare che è una normale attività… è una normale attività investigativa…
Presidente: Lei ritenne pertinente…
R.P.: …quella di mettersi nei panni di chi si va ricercando, ecco, di chi ci troviamo di fronte, comunque diciamo… ecco, volevo dire, la cosa che mi colpì fu che fra queste riviste pornografiche trovammo questo fascicolo, fascicoletto del Partito Comunista e sulla copertina c’era una coppia di bambini… vede, il discorso sostanziale è questo, una coppia di bambini, un maschietto e una femminuccia nudi, a me personalmente ispira tenerezza, certamente non mi suggerisce l’idea…
P.M.: Ecco, spieghi come era invece sennò magari…
A.B.: Presidente quello che ispira… interessa?
Presidente: Avvocato…
R.P.: A me alla maggior parte delle persone…
Presidente. Dottor Perugini… Avvocato per favore, guardi che quello che sta dicendo, io non so cosa dirà, ma evidentemente ha una connotazione precisa per cui lo porta a sequestrare questo oggetto quindi aspe… facciamogli dire perché, poi sarà…
A.B.: Certamente.
Presidente: Sarà stata un’idea sua sballata, non lo so…
P.M.: E’ negli atti e poi la Corte dirà “non serve a nulla”…
Presidente: Se lei interrompe ogni minuto…
P.M.: Se il P.M. gli darà un valore, se non glielo da non serve a niente…
Presidente: Qui ci stiamo fino a sera… Avanti…
R.P.: Mi colpì il fatto…
Presidente: Sennò sembra che lei abbia paura anche delle cose che magari…
P.M.: E’ questo!
A.B.: Ho paura di tutto Presidente!
Presidente: Anch’io ho paura di tutto, tutti abbiamo paura di sbagliare ma fin quando noi non facciamo dire alla gente quello che sa…
P.M.: Non sappiamo poi come valutare…
A.B.: Io devo aver paura di tutto Presidente, arrivano…
Presidente: Noi abbiamo paura di tutto, abbiamo dubbi su tutto, ci pagano per avere dubbi, si figuri… Avanti.
R.P.: Come dicevo, c’era questa coppia di bambini in copertina, nudi, e mi colpì il fatto, lo notai… non lo notai subito… ma mi colpì il fatto che qualcuno… probabilmente chi aveva messo quel fascicolo dentro quel mazzo di riviste pornografiche, aveva evidenziato il pube della bambina con dei segni a matita. Sulle prime mi parve che gli avesse fatto le mutandine, quindi dissi: ma guarda che razza di moralismo- si fa le mutandine a una bambina, avrà 4 anni, 5 anni… nuda… E poi però capii che non era quello perchè sennò non le avrebbe messe in mezzo alle riviste pornografiche… ma io credo che le immagini parlino meglio di quanto io non possa descrivere.
Presidente: Facciamo vedere le immagini, lei poi…
P.M.: Si astiene dal commento.
Presidente: Ognuno poi interpreta come vuole naturalmente.
A.B.: Vede che ho ragione che ho paura di tutto Presidente?
Presidente: Avvocato ognuno lo interpreta poi come vuole.
P.M.: Ma non è da aver paura se era in quel cassetto dell’imputato e che… che colpa ne ha il dottor Perugini?
Presidente: Loro sequestrano un oggetto, questo oggetto, per questo motivo, magari l’avranno sequestrato a torto chissà, non lo so… Però vediamo… Ognuno poi giudicherà…
A.B.: Io vorrei vedere, scusi eh… No, no grazie, grazie…
Presidente. Aspettate eh… ora…
R.P.: Guarda un po’ se con questa in bianco e nero…
Presidente: Un momento…
R.P.: Guarda se per caso la si vede meglio…
Presidente: Ecco, facciamo vedere la foto tutta intera e poi il particolare di cui parlava il dottor Perugini. Lei diceva che sembrava fossero delle mutandine…
R.P.: Si avevo avuto quella sensazione poi capii che era un modo di interpretare che non stava né in cielo né in terra perché se fossero state mutandine… ecco, avesse voluto…
A.B.: Perché non… perché non potevano essere mutandine? C’è proprio… c’è proprio il disegno!
R.P.: Perché non le si tiene in un fascicolo pornografi… di pornografia avvocato.
A.B.: Va be’ ma dico, mi scusi Presidente…
R.P.: Io sto spiegando il mio modo di pensare…
Presidente: Avvocato, lui dice così.
R.P.: Lei poi può dargli tutte le interpretazioni che vuole…
A.B.: Però prego la Corte di esaminare, di vedere…
P.M.: La sta esaminando.
A.B.: Queste cose arrivano fino a qua dietro, sembrano mutandine!
R.P.: E’ esattamente quello che ho detto, l’impressione che io ne ebbi…
A.B.: Però lei pensava ad altre cose…
R.P.: No, no avvocato, io non pensavo ad altre cose, io mi chiesi soltanto perché una coppia di bambini nudi di pochi anni stessero in quel fascicolo pornografico. Non mi erano ignoti i precedenti di Pacciani per quanto riguardava la violenza sulle figlie, violenza iniziata fino a quando erano bambine, quindi a un certo punto trovavo anche… trovai anche giustificabile questo fatto e a questo punto… a questo punto io vorrei chiarire un fatto se è possibile, se l’avvocato non ha nulla in contrario…
Presidente: Insomma quindi lei in un primo momento pensò… e poi ripensandoci dopo…
P.M.: Va be’, li sequestrò e via… insomma… capito? Non è che direi abbia…
Presidente: Certamente.
P.M.: …un altro…
Presidente: Va bene.
P.M.: Il dato… L’indagine c’era e il dottor Perugini lo sequestrò.
A.B.: Voleva coprire… Lui voleva coprire quelle…
Presidente: Vedete che qui ogni interpretazione…
P.M.: E’ libera, è libera, è liberissima Presidente per fortuna.
Presidente: Ecco perché non c’era nessun motivo di non andare avanti.
P.M.: Mi sembra no? Mi sembra.
Presidente: Bene.
P.M.: Il dato che il dottor Perugini voleva mettere in evidenza era fra le riviste pornografiche, niente di più, è così scritto nel verbale di sequestro…
Presidente: Signor Pubblico Ministero allora continui…
P.M.: Ecco dottore in quella occasione furono evidenziate altri documenti che poi furono sequestrati successivamente dal P.M. il 19 luglio ’91, vuole ri… ricorda lei quali altri oggetti e documenti furono evidenziati?
R.P.: Vorrei…
P.M.: Sono in quella nota comunque che io le ho…
R.P.: Si, ci sono…
P.M.: Quello che ricorda lei, poi le faccio le domande io dottore, lasci…
R.P.: Si va bene, si…
P.M.: Nel provvedimento successivo…
R.P.: Si, dunque, in quella circostanza, ecco forse vale la pena di riferire anche questo, fra… torno al carcere un attimo…
P.M.: Prego.
R.P.: Torno un attimo in carcere…
P.M.: Cioè…
R.P.: Quando…
P.M.: In carcere… siamo nella stessa data…
R.P.: Esatto, siamo nella stessa data, siamo nella mattina e la perquisizione si svolse in due tempi in questo… una squadra andò al carcere per notificare l’avviso di gara… d’informazione di garanzia e ad acquisire eventuale documentazione… ecco, ci colpì, ci colpì il fatto… noi non sequestrammo… sequestrammo… acquisimmo in fotocopia delle carte che aveva il Pacciani ma trovammo e non c’erano altri articoli di giornale… trovammo una sola pagina di un giornale: La Repubblica, che lui conservava in mezzo a queste altre carte, il giornale aveva… era una serie di articoli sui delitti dell’assassino…
P.M.: Mi scusi, glielo domando ora, in quel momento lui non era indagato come mostro…
R.P.: No, no.
P.M.: Ecco.
R.P.: Assolutamente.
P.M.: Non aveva ricevuto alcun avviso in tal senso?
R.P.: Si, ricordo che c’erano questa serie di articoli ricompresi sotto il titolo in grassetto “Nostra signora della follia” e che trattava appunto i vari delitti, le perizie, cosa avevano detto i periti, la medicina legale di Modena… insomma Abraham… e adesso non ricordo quali argomenti ma era…
P.M.: Era roba sul giornale…
R.P.: Esclusivamente su questo argomento ed era una sola pagina che fu in quella circostanza acquisita in fotocopia, in una successiva perquisizione che poi gli faremo al momento della scarcerazione non la trovammo più…
P.M.: In quel momento fu sequestrata poi successivamente la fotocopia.
R.P.: La fotocopia.
P.M.: Senta una cosa, si ricorda se al carcere c’erano altri oggetti o documenti… voi date atto che sono 35 documenti… quello che a lei evidenziò è questo qua…
R.P.: Si diciamo che questo ci colpì.
P.M.: Invece tutti i successivi documenti che sono oggetto del sequestro del PM, sono esattamente 30, che voi evidenziate quella volta lì ma che vengono sequestrati con provvedimento 19 luglio ’91, è un provvedimento di sequestro e il corpo di reato è ai… in tribunale… ci sono numerosi oggetti, o meglio in questo caso riviste, giornali, non so se lei li ricorda, vorrei che vedesse un attimo il provvedimento per ricordarsi… mi sembra ce n’è uno in particolare… è il documento 29 che riguarda dei fogli manoscritti che riguardano un avvocato… se lei lo ricorda… questo sarebbe opportuno, ritengo Presidente, ora quando il dottor Perugini, se gli viene in mente… lo farà presente… vedere l’originale di questo documento di cui io ho per praticità qua copia e lo vorrei mostrare anche alla Corte.
R.P.: Se posso…
P.M.: Prego.
R.P.: In maniera che… Si, si adesso ricordo.
Presidente: Di che si tratta?
R.P.: Si tratta di un verbale di conciliazione in Pretura a Firenze per una causa che Pacciani aveva avuto contro il suo ex-datore di lavoro: Rosselli del Turco, causa patrocinata dall’avvocato Cavallucci Eugenio di Firenze. Si, io ricordo… perché…
P.M.: Si ricorda questa causa in che epoca era stata grosso modo? Se lo ricorda sennò la prendiamo eh…
R.P.: Io direi di prenderla ma credo che siamo…
A.B.: Che… che… a proposito di che cosa scusi Pubblico Ministero? Qual è la circostanza?
R.P.: Una controversia di fronte al giudice… al pretore del lavoro.
A.B.: Dico, ma ai fini della causa… per sapere… per capire.
P.M.: Nell’ultimo foglio di questi tre manoscritti c’è un appunto che è relativo a una distanza fra Vicchio e Mercatale…
A.B.: Ahh…
P.M.: Vorrei mostrare questo appunto, vorrei vedere… è per l’appunto inserito negli atti di quella causa… è un appunto che secondo me una volta in cui si riesca a chiarire in che periodo è… a cui è riferibile quest’appunto… vedere questa distanza… vorrei mostrarlo…
R.P.: Ce l’abbiamo con certezza agli atti.
P.M.: Si lì c’è la copia, la vogliamo mostrare? Lo so che c’è.
R.P.: Comunque dice l’avvocato Cavallucci… CGIL viene a San Casciano… Camera del lavoro… secondo martedì del mese ore 5:00 di sera e l’ultimo sabato del mese del mattino ore 10:00…
P.M.: Questo è l’appunto…
R.P.: C’è scritto sul retro… ecco…
P.M.: Vogliamo mostrarlo per cortesia?
R.P.: Si… il retro… C’è un chilometraggio…
P.M.: Ecco.
Presidente: Ricordiamoci che lavorava a Montefiridolfi come dipendente del Rosselli del Turco…
P.M.: Si, si, si ma io… intanto vorrei mostrare questo appunto, vedere se noi possiamo col dottor Perugini solo fare delle ipotesi… l’appunto è lì, noi ipotesi non ne facciamo vogliamo leggere l’appunto e dire quali sono le risultanze in proposito della Polizia giudiziaria… abitava a Montefiridolfi, la causa è del 1982 sembra da quei fogli che sono… o ’83 non so… è agli atti comunque l’originale, questa è una fotocopia…
R.P.: Questo è il davanti dell’appunto… (giralo…)
P.M.: E’ una delle ultime pagine dei fogli della causa, leggiamolo per cortesia, prego dottore, se vuol leggerlo lei…
R.P.: Si, “l’avvocato Cavallucci della c.g.l. viene a San Casciano camera del lavoro il secondo martedì del mese di sera e l’ultimo sabato del mese il mattino ore 10 ——- 3 pasticche al dì 3 fiale a bere al dì Rosanna”
A.B.: Rosanna.
Presidente: Rosanna.
P.M.: Giriamo l’appunto, è sullo stesso foglio, lei ricorda?
R.P.: Mercatale a km 8548 Vicchio a km 8682 8682-8548 = Km 134
P.M.: Dottore io le faccio una domanda aveva… specifica eh gliela faccio… avete controllato se aveva un’autovettura che poteva aver fatto quel chilometraggio? Se l’avete controllata eh… in quell’epoca…
R.P.: Si, la…
P.M.: Perché voi fate la perquisizione nel novan… quell’appunto viene preso nel ‘90/’91…
R.P.: No, quel chilometraggio, al momento in cui noi facciamo la perquisizione, sicuramente non c’è sul…
P.M.: Che auto ha?
R.P.: Però diciamo che considerato che la 500 era vecchissima, la 600 era vecchissima un chilometraggio del genere poteva essere più probabilmente attribuibile alla Ford Fiesta.
P.M.: Lei ricorda la Fiesta in che epoca fu acquistata?
R.P.: Se non vado errato la Fiesta dovrebbe essere stata acquistata o a novembre dell’82 o ai primi dell’83… adesso non ricordo…
P.M.: Quindi solo considerazioni di P.G. poteva essere un chilometraggio… ecco quella differenza 8682 che sarebbe Vicchio, perché corrisponde a Vicchio e 8548 che corrisponde a Mercatale ha qualche possibilità, anche non si sa che giri può aver fatto uno, di rilevanza con chilometraggi sul territorio che voi avete tentato di fare?
R.P.: Io direi che è quasi combaciante…
P.M.: Combaciante con un’andata e un ritorno?
R.P.: Con andata e ritorno certo, questo è un accertamento specifico che noi facemmo…
P.M.: Che avete fatto.
R.P.: Per l’esattezza ricordo…
P.M.: Il percorso che da…
R.P.: Ci sono due possibilità di percorso.
P.M.: Ecco…
R.P.: Uno è la via bolognese, l’altro la via forlivese, l’altro è l’autostrada. Via bolognese e via forlivese insomma tanto per dire… passando… facendo Fontebuona, Vaglia, San Piero a Sieve, Borgo San Lorenzo… e l’altra passando invece per Pontassieve danno grosso modo più o meno lo stesso chilometraggio naturalmente le strade, i percorsi son cambiati nel corso degli anni.
P.M.: Ho capito.
R.P.: Questo mi ricordo come dato, l’accertamento che poi fu fatto per quanto riguarda il percorso autostradale uscendo, cioè andando da Mercatale val di Pesa uscendo…
P.M.: Presidente chiedo scusa io ho negli orecchi le parole del signor Pacciani…
Presidente: Pacciani per favore abbassi la voce, la sua voce si sente benissimo tra l’altro e non sempre ciò le potrebbe giovare, andiamo…
R.P.: Quindi entrando a Certosa uscendo a Barberino…
A.B.: Cosa gli gioverà mai a Pacciani, Presidente, in questo processo?
Presidente: Avvocato…
A.B.: Non gli giova più nulla a Pacciani.
Presidente: Questo lo dice lei avvocato, qui è tutto da vedere…
A.B.: Io me lo auguro.
Presidente: E la strada è lunghissima, figuriamoci…
A.B.: Signor Presidente il Pacciani vuole dire questa cosa, lo può… lo può…
P.M.: Presidente io chiedo scusa…
A.B.: No, no.
P.M.: Siccome…
Presidente: La facciamo dire…
P.M.: Chiedo scusa sullo stesso tipo di appunto ce n’è un secondo sequestrato nel ’91…
Presidente: Gliela facciamo dire dopo.
P.M.: Li vorrei far vedere tutti e due… quando li abbiamo visti tutti e due facciamo, se loro consentono, le deduzioni o meglio gli accertamenti, nessuna deduzione, fatte dalla P.G. che stiamo cercando di fare sul primo… dico subito nel ’91…
Presidente: Poi faremo dire a Pacciani ciò che crede.
P.M.: Se lei crede sennò se le vuol dire ora al P.M. non fa che piacere perchè mi serve, no?
A.B.: Aspettiamo, aspettiamo.
Presidente: No diciamo che concludiamo questo ragionamento poi faremo dire a Pacciani ciò che crede, ora nel frattempo per favore se ne stia zitto.
P.M.: Grazie.
Presidente: Non dico neanche abbassi la voce, la sua voce si sente benissimo, ripeto.
R.P.: Dicevo che facemmo anche il controllo della tratta autostradale uscendo a Barberino e poi ripercorrendo San Piero A Sieve, Borgo San Lorenzo e Vicchio, non rammento a onor del vero se il chilometraggio era di molto difforme per via autostradale, non lo ricordo, però voglio dire è mal di poco si può fare nuovamente la verifica però credo che fu fatta un’annotazione specifica…
P.M.: E voi grosso modo verificaste che è quel chilometraggio…
R.P.: Si e grosso modo per la via provinciale la bolognese e la forlivese, grosso modo, i chilometri dovrebbero essere più o meno gli stessi per quanto ricordo io di questo appunto ma si può rintracciare in atti oppure si può nuovamente fare il percorso.
P.M.: L’annotazione dice lei?
R.P.: Si esatto.
P.M.: Beh lo faremo dire, lei ricorda chi ha fatto… quali ufficiali di Polizia giudiziaria hanno fatto questo accertamento sentiremo loro.
R.P.: Si me lo ricordo perché l’accertamento su le due… l’accertamento sul percorso autostradale lo fecero l’assistente Venturini e l’agente Lidia Scirocchi…
P.M.: Lo faremo spiegare…
R.P.: Mentre l’altro accertamento sulla bolognese e sulla forlivese fu fatta dal Maresciallo Frillici del ROS e dall’ispettore Sirico.
P.M.: beh lo chiederemo a loro.
P.M.: Senta dottor Perugini dopo questa prima perquisizione e questo sequestro successivo del P.M. voi avete effettuato una seconda perquisizione in data 3 dicembre ’91, ce l’ha già un po’ accennato, ci vuole allora spiegare il motivo di questa seconda perquisizione, cosa ebbe ad oggetto, chi la eseguì e cosa reperiste?
R.P.: La seconda perquisizione fu fatta soltanto da noi della SAM perché i Carabinieri del ROS all’ultimo momento non furono in grado di partecipare essendo impegnati in altre perquisizioni mi pare dalle parti di Arezzo, quindi la facemmo soltanto noi. Quella volta la si fece… dunque il Pacciani fu scarcerato il 6 di dicembre, io feci una richiesta al PM perché non ero soddisfatto sostanzialmente di quanto avevamo… di come avevamo fatto la perquisizione del giugno 1990…
P.M.: E anche, se permette, nel frattempo, lo ricordo io alla Corte, c’era stata l’informazione di garanzia per i delitti…
R.P.: Nel frattempo c’era stata l’informazione di garanzia per i delitti… era l’ottobre…
P.M.: Quindi l’oggetto era più ampio in quel… della perquisizione.
R.P.: Esatto.
P.M.: Non era più “armi e documenti pertinenti” ma era proprio sui delitti.
R.P.: E comunque non volevamo correre il rischio che l’imputato una volta tornato in libertà e quindi nella disponibilità dei luoghi, delle abitazioni, potesse disfarsi di oggetti o documenti che potevano essere importanti per queste indagini. Indagini di questo genere ha bisogno di tutti i possibili supporti cognitivi. Quindi il 3 dicembre del 1991 facemmo questa perquisizione, questa volta eravamo solo noi, pochi e curammo la perquisizione in tutte e tre le abitazioni e pertinenze. Non ci portammo particolari apparecchiature, particolari strumenti per il sondaggio di terreni, cercammo sostanzialmente documenti e oggetti… e altri oggetti che potessero essere sfuggiti durante la prima perquisizione.
P.M.: Cosa perquisiste gli stessi luoghi?
R.P.: Perquisimmo gli stessi luoghi. Io ricordo…
P.M.: E anche le vetture?
R.P.: E anche le vetture.
P.M.: Bene.
R.P.: Ecco quella volta fui io a occuparmi della casa di piazza del popolo…
P.M.: Parliamo prima delle vetture, chiedo scusa, perché nel verbale di sequestro che voi avete stilato comincia proprio su ciò che avete trovato a bordo della Ford Fiesta, cui voi date un particolare rilevanza, non so se ricorda…
R.P.: Eh si, eh si ricordo.
P.M.: Ecco, vuol dire che cosa trovò innanzitutto?
R.P.: Innanzitutto trovammo nel portabagagli della Fiesta una cosa che evidentemente era sfuggita durante le prime perquisizioni
P.M.: Sfuggita, non gli avevate dato…
R.P.: Non era stata notata evidentemente.
P.M.: Anche perché cercavate… l’oggetto della perquisizione come reati abbiamo già visto era molto diversa…
R.P.: Erano diverso, però quella circostanza… però credo proprio che non sia stato notato altrimenti l’avremmo comunque…
P.M.: Evidenziato.
R.P.: Evidenziato. In questo portabagagli trovammo una copia di un settimanale o mensile cos’è? OGGI…
P.M.: Settimanale OGGI.
R.P.: Settimanale OGGI…
P.M.: Era nella Ford Fiesta che è acquistata nell’82…
R.P.: Esatto ed era aperto a un articolo che era intitolato “Le inquietudini dei fidanzati” mancavano alcune pagine, poi le acquisimmo però non trovammo nulla di particolarmente importante, però questa rivista era aperta a quella pagina e parlava… c’era un prete, ricordo, che parlava dei rapporti di coppia, di queste cose qui e la cosa che mi colpì in particolare è che l’unica rivista che trovammo in quella macchina che era stata acquisita nell’82 o nell’83, non ricordo esattamente, era datata agosto ’68…
P.M.: Cioè era una rivista pubblicata nel ’68.
R.P.: ’68, adesso non ricordo se il primo agosto…
P.M.: Nel verbale date atto che si tratta del primo agosto ’68.
R.P.: Primo agosto ’68…
P.M.: E’ agli atti del processo.
R.P.: L’agosto del ‘68 ha sempre fatto squillare un campanello nella testa, non voglio dire…
P.M.: Non dica nulla, a lei sembrò strano che in una macchina nuova…
R.P.: Mi sembrò strano questo fatto.
P.M.: …acquistata nell’82 c’era una rivista OGGI, aldilà di quello che era il contenuto dell’articolo, lo vedrà la Corte, era datata primo agosto ’68.
R.P.: Esatto.
P.M.: Cioè lei dice: Sequestro questo perché è strano ci sia questa rivista, poi il contenuto…
R.P.: Mi sembra abbastanza strana, mi sembrò abbastanza strana.
P.M.: E la sequestrò.
R.P.: Inoltre dentro…
P.M.: Era intitolata “Le inquietudini dei fidanzati”.
R.P.: “Le inquietudini dei fidanzati”, non lo ricordo benissimo…
P.M.: Il titolo…
R.P.: No, si, probabilmente l’ho letto tutto ma ora non ricordo perfettamente…
P.M.: Non ha importanza, credo, in questo momento almeno.
R.P.: Per quanto riguarda invece l’abitacolo trovammo, dentro l’abitacolo, una agendina, chiamiamola così, ecco, su cui era segnato il chilometraggio…
P.M.: Cioè un’agendina, mi scusi…
R.P.: Si.
P.M.: Un’agendina personale del… un’agendina…
R.P.: Un’agendina per annotazioni, insomma di…
P.M.: Un’agendina con le date di quelle annuale o un blocchetto?
R.P.: Mah mi pare un blocchetto.
P.M.: Qui viene indicata “Agendina gialla tipo taquino con scritto sopra note Pacciani” dice lei…
R.P.: Esatto.
P.M.: E cosa c’era su questa agendina?
R.P.: Eh beh quello che mi colpì c’era per l’appunto indicato il chilometraggio Mercatale – Vicchio.
P.M.: Lei dice: “Sull’ultima pagina è indicato il chilometraggio andata e ritorno da Vicchio a Mercatale”
R.P.: Esatto.
P.M.: “Per km 132”.
R.P.: Esatto.
P.M.: Dice questa volta, l’altra volta era 134, qui 132.
R.P.: Il discorso è sostanziale nel senso che una persona che dice di essere stanziale, di aver radici, di non saper guidare la macchina, insomma bene o male 132 chilometri sono un percorso piuttosto lungo, oltretutto…
P.M.: A lei la colpì ovviamente il fatto che era Vicchio con Mercatale?
R.P.: Mi colpì il fatto che era Vicchio ovviamente.
P.M.: Ecco.
R.P.: Però… oddio mi colpì…
P.M.: E fu sequestrato anche questo secondo biglietto.
R.P.: E poi…
P.M.: Prego.
R.P.: Aspetti un attimo perché…
Presidente: Per caso sequestraste una torcia cromata marca Superpila?
R.P.: Si una torcia… c’era una torcia elettrica, non era la sola ne avevamo trovata un’altra anche in casa… poi sequestrammo anche una sottoveste… una sottoveste usata per avvolgere la pistola… la pistola…
P.M.: Come la pistola? Si spieghi.
R.P.: La pistola… usata per avvolgere la pistola giocattolo, sul fatto che quella pistola fosse un giocattolo non avevamo nessun dubbio però nulla vietava al limite di pensare che dentro quello straccio ci potesse essere stata avvolta un’altra pistola e che la successiva…
P.M.: Va beh, voi sequestraste questo straccio…
R.P.: Si tanto che fu disposta successivamente anche una perizia per vedere se comparivano degli elementi chimici…
P.M.: E non ci sono risultati utili per le indagini.
R.P.: Mah diciamo che gli elementi residui dello sparo non sono così caratteristici da essere distinguibili facilmente da quelli di una pistola…
P.M.: da quelli di una pistola a salve… quindi ci sono gli elementi ma poi…
R.P.: L’unico elemento nuovo, almeno per quanto ricordo io, che compariva in quel tipo di cartuccia che noi andavamo… perché erano state utilizzate nei duplici omicidi… era il vetro ma è quindi… assolutamente non aveva nessun’importanza.
P.M.: Prego, cosa altro trovaste? Io leggo, per ricordarglielo, al punto 9, nel magazzino vicino alla legnaia di Via Sonnino trovaste “un binocolo nero di marca e modello Optimatic” lo ricorda?
R.P.: Si trovammo…
P.M.: Questo era nel magazzino.
R.P.: Trovammo un binocolo.
P.M.: Era efficiente questo binocolo o era…
R.P.: Si, si come no!
P.M.: Poi lei dice, punto 10, se ce l’ha presente, nel cassettone della camera da letto di Piazza del popolo…
R.P.: Si, dunque nel primo cassetto del cassettone nella camera da letto di piazza del popolo c’era il portafoglio o un portafoglio di Pacciani con dentro delle carte, è in quel portafoglio che noi trovammo l’assegnino pubblicitario Euronova sul cui retro era scritto quel numero di targa e un’annotazione: “coppia”…
P.M.: Quindi questo biglietto che noi abbiamo già visto qua e sul quale due testi ci hanno già riferito lei lo trovò nel portafoglio che il Pacciani aveva quando era, evidentemente in carcere, lasciato in casa? E Era in questo cassettone?
R.P.: Esatto.
P.M.: C’erano altri fogli in questo portafoglio o era vuoto e c’era solo questo biglietto?
R.P.: Mi pare che ci fosse, non vorrei sbagliarmi ma lei ha modo di controllare se è una mia impressione, mi pare che ci fosse anche l’indirizzo e il telefono di Faggi.
P.M.: Esatto, sempre nel cassetto in camera da letto lei descrive di nuovo al punto 13 dice: “Foglietto bloc-notes con il seguente indirizzo scritto a biro blu rappresentante ceramiche Roma 11° via del lago telefono Faggi Giovanni Calenzano” quindi se non capisco male a quel momento lì sono tre i riferimenti che voi avete trovato relativi a Faggi, le due… lettera, una cartolina e questo biglietto che è nel cassettone invece…
R.P.: Si, io credo che fossero di più perché noi perquisimmo anche il Faggi.
P.M.: No, no, no ora qui stiamo parlando della casa di Pacciani.
R.P.: Si, si, si.
P.M.: A quel momento i riferimenti a Faggi, che lui conserva, sono questi tre.
R.P.: Esatto, almeno quelli che io ricordo.
P.M.: Senta una cosa, lei quindi ha effettuato queste perquisizioni, fu effettuata una perquisizione anche al carcere? Prima della scarcerazione, il giorno 6…
R.P.: Il giorno stesso, il giorno stesso…
P.M.: Della scarcerazione, quindi il 6 dicembre.
R.P.: No, si, non perquisimmo la cella ma lui uscì con un sacco di plastica in cui aveva messo tutti i suoi averi, la cella era pulita questo ci accertammo che così fu, ecco…
P.M.: E voi controllaste, perquisendolo, perché c’è un verbale…
R.P.: Noi perquisimmo…
P.M.: …questo…
R.P.: Eravamo il tenente, credo, Sangiuliano, Maresciallo Daitone del ROS e poi c’ero io e controllammo queste carte…
P.M.: Avete fatto un verbale di sequestro in quella data in cui sequestrate ben 24…30 documenti, lei li ricorda? Vuole rivedere il verbale se c’è qualcosa…
R.P.: Mah, le posso dire sostanzialmente quelle che erano, che sono le cose che io ricordo…
P.M.: Sono tutte in atti sequestrate…
R.P.: Che ricordo bene perché mi colpirono. Uno era il… un articolo, un ritaglio, un articolo di giornale, de La Nazione, erano flash dal Mondo cose del genere, in cui lui aveva evidenziato un episodio accaduto in Lituania di uno che aveva… era stato arrestato perché aveva cucinato e mangiato il seno della moglie…
P.M.: Figuriamoci…
R.P.: Nello steso articolo c’era anche una traccia della vicenda di Jeffrey Dhamer, cannibale a Milwakee…
P.M.: Conservava queste cose… Senta una cosa, vedo che in questo elenco si leggono comunque la maggior parte sono ritagli di giornale relativi all’indagine sul conto…
R.P.: Voglio dire… questo era abbastanza spiegabile, oltretutto nel frattempo si era messo a scrivergli un giornalista… non so se è qui presente in aula…
P.M.: Va be’ nonnn…
R.P.: Che gli aveva spedito un po’ di ritagli…
P.M.: E lui…
R.P.: Fotocopie.
P.M.: Senta una cosa, c’era invece un libretto relativo ai disegni, ricorda questo?
R.P.: Si, si, si.
P.M.: Anche questo è…
R.P.: Si i suoi disegni…
P.M.: Che tipo di disegni erano?
R.P.: Fra le altre cose c’erano appunto i disegni delle armi, della pistola… c’erano anche disegni, poesie perché Pacciani è persona estremamente versatile, è molto bravo sia nel comporre che nel disegnare, aveva fatto questi disegni spesso commentati con una poesia o con un accenno.
P.M.: Ecco.
R.P.: E questi li acquisimmo. Poi un’altra cosa, mi ricordo che c’era una foto, foto ritagliata da una rivista immagino, di una donna che anche in quel caso ne era stata evidenziato il seno e la vagina con una penna… Ah, a proposito, di questa sua abitudine di evidenziare il seno e la vagina delle donne noi l’avevamo verifica… l’avevamo notato anche un’altra volta… l’avevamo notata sfogliando quelle riviste pornografiche che avevamo trovato e c’era un particolare punto, una particolare tranche di quella rivista che trattava dell’eros catastrofico, quello, una volta che l’avevamo guardata con cura e attenzione ci aveva colpito perché illustrava… io non so che tipo di erotismo volesse indicare però illustrava donne, ragazze nude, seminude in posizioni che ne riproducevano la morte. Ho delle fotografie con me di queste che forse non è irrilevante che io mostri…
P.M.: Sono agli atti queste riviste?
R.P.: Sono agli atti, sono state sequestrate.
A.B.: Le vedremo agli atti.
P.M.: Se riteniamo…
Presidente: Sono quelle… si, vediamole pure, credo di capire quali siano.
P.M.: Le possiamo mostrare dottore grazie, magari ne prende una o due a modo di esempio.
A.B.: Di quelle più forti.
R.P.: No per dare l’idea.
R.P.: Quell’articolo non è stato intitolato da me eh… Lo hanno dato…
A.B.: Allora, vediamo le catastrofi… Quella è una scarpa?
Presidente: Esatto.
A.B.: Vicino al pube della donna… E’ una scarpa.
Presidente: Simula praticamente… Sembra il cadavere di una donna con il tacco di una scarpa infilato nella vagina.
R.P.: No ma quello che mi colpì non fu tanto… fu intanto… fu la foto in se ma non fu quella che mi colpì di più quanto che al cadavere lì… al finto cadavere è stata evidenziata la vagina con dei tratti di penna.
P.M.: Dei tratti di penna?
R.P.: Si.
P.M.: Come alla bambina praticamente?
R.P.: In modo più delimitato.
Presidente: In modo più delimitato.
P.M.: Con dei tratti di penna, l’ha verificato lei, era penna?
R.P.: Si, si sembrava penna, credo che sull’originale si possa fare… per quello che ricordo io…
P.M.: Si, si è così dottore.
Presidente: E’ una penna biro, sembra.
R.P.: Ora…
P.M.: Va be’…
R.P.: Ora, ecco io non vorrei creare…
P.M.: No, no, no il dato di fatto, lei rimanga solo ed esclusivamente al dato di fatto.
R.P.: Non voglio creare suggestioni… Questo è un dato di fatto che è quanto io noto e quanto io rilevo.
P.M.: E lei sequestra.
R.P.: E le sequestro, se è per questo, stavo dicendo, che la foto che mi colpì di più non fu certamente questa…
P.M.: La vogliamo vedere quella che la colpì?
R.P.: Si però… devo fare una piccola premessa…
A.B.: Il seno sinistro…
R.P.: No, non fu neanche il seno sinistro che mi colpì…
P.M.: Ci sono c’è lo stesso dei segni a penna sul seno sinistro…
Presidente: Allora diciamo di che cosa si tratta, cosa rappresenta…
R.P.: Il seno sinistro è lì, si vede non è evidenziato…
P.M.: Bene, bene.
Presidente: La Flora del Botticelli.
R.P.: La cosa che mi colpì fu questo, fu quel fiore che esce dalla bocca di quella… Questo particolare della Primavera del Botticelli era in mezzo alle foto pornografiche appese al muro, se è per questo c’era anche un immagine di Cristo infilata in mezzo alle foto pornografiche… però l’incongruenza di questa compresenza mi colpì, ma mi colpì per un particolare, mi colpì perché…. Vedete…
A.B.: Presidente io mi oppongo a queste dichiarazioni del teste perché il teste sta facendo una ricostruzione mnemonica/mentale di quello…
P.M.: Di quello che ha sequestrato!
A.B.: No, quello che ha sequestrato ha sequestrato, perché l’ha colpito ci interessa poco.
P.M.: Ora ci sta dicendo cosa ha anche sequestrato.
R.P.: Io credo che non possa deporre su queste… E! Mi scusi, c’è un 194, ultimo comma del codice di procedura penale punto e basta, lo rispettiamo o non lo rispettiamo.
R.P.: Sto cercando di mettere a fuoco il procedimento logico che m’ha portato a sequestrare quelle cose ed è un procedimento che ha una sua logica che può essere condivisa o non ma è…
P.M.: Comunque il quadro era in ca… del Botticelli era in casa di Pacciani.
R.P.: Era in casa di Pacciani.
P.M.: La rivista sulla sinistra era fra quelle di Pacciani?
R.P.: La rivista sulla sinistra era tra quelle di Pacciani.
P.M.: Quindi lei queste due le ha sequestrate…
Presidente: La rivista sulla sinistra… allora diciamo, perché poi non viene fuori nulla, che è la donna sdraiata per terra che ha il seno sinistro scoperto e un fiore in bocca, se non vedo male, vero? Che abbiamo agli atti in effetti.
R.P.: E’ lo stesso…
Presidente: Lei fece un collegamento logico tra queste due immagini?
R.P.: Io feci un collegamento logico fra queste immagini e una terza immagine che adesso ho fatto coprire perché riguarda il volto di una delle vittime dell’autore dei duplici omicidi.
Presidente: E quindi lo sequestrò.
R.P.: Il motivo è questo e ho detto prima che l’autore di omicidi di questo genere ha in mente una sua fantasia, ha un suo modo di vedere le cose…
A.B.: Mi oppongo!
A.F.: Non è…
A.B.: E mi oppongo!
A.F.: E’ un giudizio personale.
Presidente. Avvocato, dottor Perugini ora però lei ci sta facendo una requisitoria…
R.P.: Ok, non voglio fare una requisitoria.
Presidente: Sia pure implicita, capito? Ha capito qual è il limite?
R.P.: Si.
Presidente: E’ un po’ delicato, io mi rendo conto, lei ricostruisce il procedimento logico…
R.P.: Si.
Presidente: Però dobbiamo stare attenti a non travalicare altrimenti lei diventa, senza volerlo minimamente, un Pubblico Ministero.
R.P.: No, io non voglio esserlo.
Presidente: E anticipa i tempi.
R.P.: No, non voglio esserlo
Presidente: Però allora, lei ha fatto questo collegamento tra queste due foto e una terza.
R.P.: E una terza.
Presidente: Che lei ci vuole mostrare, basta poi, capito?
R.P.: Si
P.M.: Ce la mostra.
Presidente: Ce la mostri, non riprendiamo questa foto perché… sappiamo già qual è naturalmente, in atti c’è.
P.M.: Senza nessun commento, lei dice…
Presidente: Questa foto non va ripresa, non va ripresa in nessuna maniera perché rappresenta ovviamente la foto di un cadavere di una ragazza.
P.M.: E’ uno dei cadaveri c’è scritto…
Presidente: C’è in atti questa foto, purtroppo. Lei ha fatto questo collegamento…
P.M.: Va be’ l’ha fatto lei…
Presidente: Quindi ha sequestrato, basta, va bene?
P.M.: Vogliamo dare atto, magari, della didascalia della foto?
Presidente: Si tratta… ah, vogliamo leggere la didascalia per piacere? “Metà superiore del cadavere visto di fronte… si nota la ferita…”
P.M.: Ricorda il cadavere di chi è dottore?
Presidente: E’ della Pettini Stefania?
R.P.: No, di De Nuccio.
P.M.: No.
Presidente: Di Nuccio?
P.M.: De Nuccio.
Presidente: Di Nuccio, va bene. E’ in atti tutto questo.
P.M.: Bene.
Presidente: E’ già stato accostato, è in atti, non è che lo si fa ora per la prima volta.
P.M.: Io avrei due ultime domande su queste perquisizioni….
Presidente: Possiamo togliere questi…
P.M.: Senz’altro, …che terminano con quella del 6 dicembre ’91, prima della scarcerazione dell’imputato per i fatti per i quali scontò condanna, relativi alle figlie. La prima domanda è questa, mi rendo conto che farle questa domanda senza il filmato che lei aveva preparato è un po’ più difficile ma gliela faccio uguale per vedere se lei riesce a spiegare, voi avete detto, lei ha detto che avete fatto una perquisizione agli appartamenti e per quanto riguarda Via Sonnino che c’era anche un orto, un orto alimentare se non ho capito male, lei l’ha chiamato…
R.P.: Si.
P.M.: Lei ricorda se questo orto che lei vide nel ’90 fu oggetto di perquisizione?
R.P.: Nel ’90?
P.M.: Si.
R.P.: Fu oggetto di ricerca con i cercamine.
P.M.: Nel modo che lei ci ha detto.
R.P.: Con i cercamine, ricordo piuttosto distintamente che il Maresciallo Frillici ed io prendemmo anche una pala per togliere gli strati superficiali del terreno…
P.M.: Dell’orto.
R.P.: Dove il cercamine aveva segnalato qualcosa ma fu un’attività che si limitò a pochissimi minuti e mi ricordo che il cercamine suonò in corrispondenza del fondo dell’orto, quello adiacente, quasi adiacente con la rete… con un viottolo e una palazzina il cui ingresso è su via… Falciani… adesso non ricordo, comunque insomma era il fondo…
P.M.: Perché probabilmente là c’era un sacco di metalli…
R.P.: Era in fondo all’orto, si poi quando facemmo la perquisizione…
P.M.: C’era pieno di chiodi quindi…
R.P.: …abbiamo trovato quintali di metallo.
P.M.: Ricorda se in quell’occasione, cioè 1990, vi erano quei pali portavite…
R.P.: Si, si, si.
P.M.: Ecco, che poi furono oggetto di esame più accurato nel ’92… si ricorda se erano nella stessa posizione in cui li avete trovati nel ‘92? Se erano stati spostati o comunque se sono stati oggetto di attenzione da parte vostra, se delimitavano qualcosa, com’erano messi… Se erano nella stessa identica posizione di come li avete trovati dopo?
R.P.: Adesso lei mi chiede una cosa… io posso dire…
P.M.: Cosa ricorda lei.
R.P.: Io ricordo che quei pali, che erano pali di cemento armato di sostegno… usati per sostenere le viti e i fili di ferro dei filari, erano… a parte quelli che sostenevano le viti che erano nell’orto, erano usati come delimitazione del particolare di un sentierino interno all’orto.
P.M.: Un viottolo.
R.P.: Un viottolo, un viottolo interno all’orto.
P.M.: Il viottolo comunque… questo interno… era un interno terra?
R.P.: Si.
P.M.: Ecco.
R.P.: Si, ho provato a ricordare anche perché, alla luce di quanto poi ritrovammo successivamente, mi son rivisto le immagini e mi sembra di poter dire che questi paletti che erano seminterrati nell’orto e usati come delimitazione nel ’90 erano nella stessa posizione di quando noi…
P.M.: identica.
R.P.: Mi pare di si.
P.M.: Si vedevano insomma?
R.P.: Si vedevano, si vedono, basta fare un confronto fra le cassette e noi abbiamo ripreso ogni particolare, lo voglio dire, non è…
P.M.: Nel ’90 erano nella stessa identica posizione di come poi li avete trovati… Usavano allo stesso… Erano usati allo stesso scopo?
R.P.: Dottor Canessa un paletto è forato, un paletto è forato, quei paletti erano riempiti di terra…
P.M.: Appoggiati a mo di vialetto e poi c’era…
R.P.: Io non posso giurare se erano nella stessa posizione, se erano rigirati, perché…
P.M.: Comunque…
R.P.: Da una parte all’altra appaiono uguali.
P.M.: Volevo solo dire, c’erano già nel ’90 con quella funzione?
R.P.: C’erano sicuramente già nel ’90, di questo c’è il dato anche…
P.M.: Un’ultima domanda per vedere se lei ricorda qualcosa in proposito. Nel 1992 nella famosa perquisizione… famosa dico io perché è stata molto più lunga, furono trovati oggetti diversi e anzi c’è un verbale lunghissimo di quello che fu trovato, mi riferisco in particolare ora al blocco Skizzen Brunnen, a quegli oggetti relativi a foto di città tedesche o comunque… a dizionari… ecco, lei ricorda se oggetti simili furono da qualcuno, o in questo caso da lei, visti nel ’90? O nel ’91? O non ha ricordi in proposito?
R.P.: Allora…
P.M.: Lei come persona…
R.P.: Io vorrei essere più preciso ma temo di non poterlo essere…
P.M.: Provi.
R.P.: Nel senso che basterebbe far vedere delle fotografie dei luoghi e dello stato dei luoghi che noi abbiamo perquisito per rendersi conto delle difficoltà che ci possono essere adesso a ritenere un ricordo di una precisa ubicazione di un oggetto…
P.M.: Riferiamoci al ’90, ’92… le due perquisizioni…
R.P.: Per quanto riguarda il ’90 no, io… no, non credo di aver notato…
P.M.: Non lo ricorda.
R.P.: Non lo ricordo o meglio l’avrò avuto per le mani però non ricordo di aver materialmente… non è un particolare che ho focalizzato in quel momento…
P.M.: Questi oggetti…
R.P.: Nel ’91, a dicembre del 1991 invece mi sembra di si…
P.M.: E dove allora se le sembra e come era..
R.P.: Era… perché erano dentro… mi pare di ricordare e credo di ricordare bene che parte erano…
P.M.: Parte… ci dica…
R.P.: Abitazione di via Sonnino, 30, quella aldilà dell’orto tanto per capirci, la più grande…
P.M.: Quella a pian terreno.
R.P.: Ingresso, cucina, a sinistra c’è questa camera/salotto, chiamiamola così, che serviva all’epoca… c’erano dei mobili, dei letti, reti accatastate, sul… nel cassettone, c’era un cassettone, mi ricordo bene il cassettone con piano di vetro, dentro a quel cassettone c’erano dei dizionarietti… i dizionarietti…
P.M.: Questo nel ’90 o nel ’91?
R.P.: ’91, sto parlando… ’91 perché ho un ricordo più preciso. Dentro quella stanza, attaccato a questo cassettone c’è una macchina per cucire, una vecchia SINGER, NECCHI, adesso non ricordo, una macchina per cucire che ha un coperchio di legno che si fissa al piano della macchina per cucire…
P.M.: E’ un mobile unico?
R.P.: E’ un mobile unico si e ho la netta sensazione, la netta percezione, giurare non posso però… ho la sensazione che sotto quel coperchio c’era una busta di plastica bianca, bianca trasparente… sono immagini che richiamo alla memoria…
P.M.: Cosa c’è in questa busta?
R.P.: Con dentro dei documenti, dei fogli, fra cui c’era anche il blocco e quasi certamente c’era una trousse da bagno grigia mi pare, con dei disegnini, all’interno della quale c’era un sacco di roba, penne, qualche matita e un portasapone contenente dei monili, della bigiotteria insomma, niente di valore.
P.M.: Lei questi oggetti li ha memorizzati così ora ma non sequestrò nulla, nei verbali non c’è scritto niente…
R.P.: No non sequestrai nulla e…
P.M.: Non gli dette alcuna rilevanza dal punto di vista dell’indagine?
R.P.: No, devo dire che mi ritornarono in mente questi oggetti soltanto a giugno del ’92…
P.M.: Addirittura dopo la…
R.P.: Perché al termine di quella lunga perquisizione nella quale c’eravamo concentrati, in modo quasi maniacale direi…
A.B.: Lo può dire, lo può dire.
R.P.: …sulla ricerca di armi… insomma la pistola, noi cercavamo la pistola, questo era un dato…
P.M.: Lo dice il provvedimento, quindi…
R.P.: Non avevamo preso però in sufficiente considerazione l’ipotesi che l’assassino potesse aver… probabilmente aveva sottratto dai luoghi del delitto altri oggetti…
P.M.: Quindi cercaste oggetti diversi dalla pistola?
R.P.: Cercammo oggetti che apparissero incongrui con il genere di cose che teneva Pacciani, Pacciani aveva sempre detto che non s’era mai mosso di lì e quindi indubbiamente trovare degli oggetti che lasciavano pensare a dei viaggi all’estero o comunque richiamavano…
P.M.: Quindi solo nel giugno del ’92 pensaste di cercare oggetti simili e a lei venne in mente questa sensazione di questo blocco del ’91? Se non ho capito male.
R.P.: Diciamo che in quella circostanza quel ricordo, quell’immagine che io avevo in mente, non solo del blocco in realtà perché avevo in mente delle cartoline, delle micro cartoline, tipo quelle cartoline turistiche… i dizionarietti, insomma mi tornarono in mente perché…
P.M.: Senta un’ultima cosa…
R.P.: …la loro conguità…
P.M.: Rimanendo a ‘90/’91, dato che è negli atti, non c’è nulla e questo cassettone che lei esaminò, dove le sembrò di aver visto, o lei ora ha questo ricordo del blocco, fu esaminato solo da lei o anche da qualche altro degli operatori di Polizia giudiziaria?
R.P.: No, certamente…
P.M.: Anche dagli altri…
R.P.: Diciamo che tutto ciò che abbiamo sequestrato, che abbiamo controllato in quella circostanza è passato per le mani di più persone…
P.M.: Però le decisioni su cosa sequestrare le prese lei o con un…
R.P.: Le presi io.
P.M.: Ecco, in via Sonnino, dove c’era questo cassettone e che ha ingenerato ora in lei questo ricordo, c’erano anche altri operatori oppure vi divideste i compiti? In tutte le abitazioni andaste tutti a rotazione… se lo ricorda…
R.P.: No, noi facevamo… noi seguivamo il criterio di perquisire un luogo per volta, un po’ per una questione di opportunità perché…
P.M.: Comunque lei è stato in tutti e tre i luoghi? I due appartamenti di via Sonnino e quello di piazza del popolo?
R.P.: Si, esatto.
P.M.: Quindi così può essere avvenuto anche per gli altri?
R.P.: Esatto
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
R.P.: Volevo soltanto fare una precisazione.
P.M.: Prego.
R.P.: Vede il discorso carta, carta in senso generico, il discorso del blocco, delle cartoline, dei dizionarietti mi venne in mente collegato a un aspetto: s’era sempre detto… si è detto e poi l’esperienza insegna che c’è, da parte di un certo tipo di autore di certi delitti, la tendenza a conservare…
A.B.: Mi oppongo.
A.F.: E’ una sua impressione Presidente!
A.B.: Mi oppongo.
R.P.: Sto spiegando…
A.F.: E’ una sua impressione questa, non può essere portata qui.
Presidente: Lasciamo fare le considerazioni. Altre domande?
P.M.: Nessun’altra domanda Presidente
Presidente: Signori avvocati di parte civile, avvocato Colao.
A.C.: Dottore scusi, può precisarci di che colore era la Ford Fiesta del Pacciani?
R.P.: Un bianco… un bianco sporco, un bianco, bianco con, mi pare, delle… non conosco il termine tecnico, delle strisce di diverso colore…
P.M.: Modanature
R.P.: Modanature ecco…
A.C.: E le modanature di colore erano?
R.P.: Non me lo ricordo.
P.M.: Va beh è in sequestro la possiamo vedere…
R.P.: Comunque c’è la foto.
A.C.: Appunto, non bianche, forse di colore diverso…
R.P.: Mi sembra di ricordare che fossero di colore diverso ma se dovessi impegnarmici qualcosa no, credo che fossero di colore diverso, mi sembra un beige o un marroncino, insomma un colore diverso.
A.C.: E si notavano? Erano appariscenti?
R.P.: Lei mi chiede qualcosa a distanza di anni…
A.C.: Scusi dottore, faccio un’altra domanda.
R.P.: Probabilmente si notano perché…
A.C.: Lei ha detto che acquisì successivamente al primo sequestro anche altri capi di sequestro, fra questi il quadro se non sbaglio, no?
R.P.: Si.
A.C.: Lei naturalmente esaminò il quadro?
R.P.: Si.
A.C.: Sennò non l’avrebbe fatto sottoporre a sequestro chiedendo al P.M. di sequestrarlo, no? Quindi lo riteneva utile ai fatti oggetto dell’imputazione?
R.P.: Si ritenevo che fosse importante, ritengo che sia…
A.C.: In basso fra i due fiori ci sono delle croci, queste crocette sono evidenti o no? E quante sono?
R.P.: Sono…
A.F.: Fiori, croci…
P.M.: Va be’ è in sequestro il quadro…
A.F.: Che dice questo? Che dice?
Presidente: Scusate, avvocato Colao abbiamo il quadro di cui parleremo direi al momento opportuno, lo portiamo in aula, lo mettiamo su quel cavalletto e ce lo guardiamo.
A.C.: La domanda mi sembrava… poiché è oggetto dell’imputazione e poiché questo quadro diciamo porta una data, no?
R.P.: Si
A.C.: Ecco, che data porta?
R.P.: 10 aprile 1985.
A.C.: 10 aprile 1985 il che vuol dire che è antecedente all’omicidio dei francesi?
R.P.: Si
A.C.: Di pochi mesi no? Se è avvenuto poi nel settembre dell’85…
R.P.: Si.
A.C.: Bene, allora lei si ricorda quante crocette c’erano o no?
R.P.: Sei.
A.C.: Sei crocette. E che supposizione… cioè…
A.F.: Ma stiamo scherzando?
A.C.: Erano sei croci, belle chiare, nitidi? Nitide?
R.P.: Una se non ricordo male era nascosta in mezzo alle foglie o i rametti di quelle due piantine… una o due erano nascoste, si riconoscono facilmente si, fatte a penna.
A.C.: Va bene grazie.
R.P.: Con penna.
A.C.: Mi scusi ancora, lei ha detto che sequestrò anche una fotografia del Pacciani che aveva una pistole machine…
R.P.: Si era una foto semibruciata
A.C.: Semibruciata e naturalmente… cioè a che cosa fu ricollegata questa foto? Perché è chiaro, non poteva girare andando a caccia con una pistole machine…
R.P.: Mah a me… cioè io… mi serviva per capire che il Pacciani aveva in passato maneggiato armi quando era giovane, d’altronde Pacciani è stato partigiano, ha avuto anche, per quel che mi risulta, salvò anche la vita del suo primo avvocato quindi…
A.C.: E accertò anche in che zona il Pacciani aveva svolto questa sua attività di partigiano?
R.P.: Montegiovi, quelle zone lì, Montegiovi, Mugello insomma per quanto rammento ma lui potrebbe essere molto più preciso di me, credo che abbia fatto anche dei…
A.C.: Senta scusi, un’ultima domanda, lei si ricorda se fra gli atti trovò un foglio scritto di mano… si ricorda se c’era un foglio scritto di pungo del Pacciani con la parola Repubblica con una “B”?
R.P.: Ah, più d’uno, più d’uno, si, più d’uno, quasi sempre era scritta con una “B”.
A.C.: Grazie non ho altre domande.
R.P.: Prego.
Presidente: Avvocato Santoni Franchetti.
A.S.F.: Presidente chiedo scusa io dovrei fare una domanda alla Corte, dire… All’udienza del 23 maggio il Pubblico Ministero interruppe, l’interpagina 88, l’interrogatorio del dottor Perugini dicendo: “Certe domande di sintesi le faremo successivamente dopo aver sentito le testimonianze, vorrei distinguere i due momenti”, ecco questa difesa di parte civile si riserverebbe quindi di fare certe domande, non lo dissi l’altra volta… ho saputo ora dal Pubblico Ministero che mercoledì vi sarà un altro interrogatorio di questo teste alla fine dell’ultimo interrogatorio, ecco questa era una premessa che volevamo fare…
A.B.: Ma qual è il teste?
A.S.F.: Perugini!
A.B.: Eh?
A.S.F.: Il dottor Perugini le faremo certe domande, di sintesi, alla fine ripigliando proprio quello che il P.M. aveva detto il 23 maggio, soltanto alcune precisazioni oggi. Lei ha rinvenuto una rivista che si chiama Eros Catastrofico, qualche cosa del genere, non so se era una rivista o il titolo di un articolo…
R.P.: No… no… E’ il titolo… era il titolo di un gruppo di articoli di foto.
A.S.F.: Di quand’è questo materiale? Era datato?
R.P.: Era del ’78, si la domanda è… si era del ’78.
A.S.F.: Del ’78 si ricorda che fosse… ha trovato anche materiale vario di carattere omosessuale o comunque non particolarmente ed esclusivamente eterosessuale?
R.P.: No, no, no, no tutto materiale pornografico rigorosamente eterosessuale.
A.S.F.: Rigorosamente eterosessuale, nemmeno a carattere misto?
R.P.: No.
A.S.F.: Benissimo, nessun’altra domanda Presidente.
Presidente: Altre domande avvocati di parte civile? Prego signori.
A.B.: Signor Presidente chiedevo cortesemente di sapere l’orientamento della Corte in ordine ai lavori, cioè se si va avanti…
Presidente: Si, si.
A.B.: Stasera?
Presidente: Certo, certo, oggi pomeriggio…
A.B.: Ecco perché io avrei da parlare per tre ore col dottor Perugini quindi…
Presidente: Me lo immagino. Il Pacciani magari vogliamo fargli… sono l’una e quaranta… il Pacciani voleva dire qualche cosa, in maniera naturalmente giusta, vero?
P.P.: Mi scusi signor Presidente, volevo precisare qui biglietto si riferisce al chilometraggio San Casc… Mercatale/Vicchio, era un’annotazione che mi fece fare l’ex maresciallo dei Carabinieri Francesco Simonetti per vedere il chilometraggio che erano… perché me lo domandò… disse: – Quanti chilometri sono a andà là? Ho paura non mi basti la benzina – Mah – dissi, – E un lo so mica quanti chilometri sono, si fa presto a vedere, annota il contachilometri – e annotai il contachilometri della su’ macchina, questa Cinquecento, mi ci portò. S’andò a una festa a trovare la mi’ sorella, l’è là sposata, non mi ricordo se era il compleanno dei mi’ nipoti, insomma un affare di’ genere, e mi ricordo, ora se non sbaglio, insomma se la mi’ mente mi tradisce, 148 chilometri andata e ritorno, poi in fondo si trovò anche il distributore, tutto qui. Ora si fa un romanzo, non so perché… il fatto dei giornali, come dice il signor dottor Perugini e son giornali che gli avevo in cella ma dei ragazzi, compagni mia di sventura, che erano in cella mia, s’era sei/sette persone… andai via io, loro andaron via prima di me, questi giornali venivan messi in uno stipetto per levarne un foglio il giorno… riviste pornografiche, giornali li comprava questi ragazzi, eran giovani, giusto… E si mettean ni secchio della spazzatura che non s’attaccasse la mondizza, diciamo così, con rispetto parlando, e io venni via presi la mi’ roba, il signor dottor Perugini e venne lassù a trovarmi, buongiorno, buonasera, insomma si stette un po’ a parlare insieme e mi portò questi giornali, dice: – Lei… questi li abbiamo trovati in cella sua, la gli aveva lasciati – No guardi – dissi io – non sono miei questi, la mi’ roba l’ho presa –  –  E gli potrebban servire pe’ accende’ i’ foco – Questo si dico – e lo ringraziai pure. Senza nessuna malizia, funno buttati in cantina e ripresi alla perquisizione dopo due/tre giorni seguenti, tutto questo. Questa è la verità, io ho detto tutte le parole sacrosante, è la verità, se c’è una parola che non corrisponde a quello che ho detto io pago 100.000 lire ogni parola. Questa è la verità giurata davanti alla giustizia, davanti a Dio!
P.M.: Son soldi eh Pacciani!
Presidente: Senta, ma lei non voleva il gratuito patrocinio? E allora come fa a pagare 100.000 lire ogni parola?
P.P.: Come?
Presidente: Quindi aldilà di questo…
P.P.: No, no… qua… no, noi si parla di quello che ho detto, corrisponde a tutta la verità.
R.P.: Posso dire una cosa?
P.P.: Mi scusi, mi scusi signor Presidente.
R.P.: Scusi signor Pacciani, i suoi ricordi sono evidentemente sbagliati ma in ogni caso del fatto che le cose non siano andate così abbiamo anche altri elementi di prova…
Presidente: Va bene, comunque questo lo diremo poi noi.
A.F.: Poi li vediamo insieme agli avvocati questi elementi!
Presidente: Senta Pacciani, semmai lei rifletta sul fatto che sembra che questo appunto “Vicchio/Mercatale” sia stato fatto un paio di volte, non una volta sola, in due luoghi diversi.
P.P.: Quello e l’avrò appuntato dopo che mi ricordavo ma quello… i’ primo, noi si tratta d’i’ primo, mi sembra 148 chilometri, poi, ha capito, la mente sfugge a volte, l’avrò segnato così ma quello… il primo è che conta.
R.P.: Signor Presidente mi consente un’osservazione? Perché a questo punto debbo dirlo. I nostri incontri, Pacciani, sono intercettati, ciò che io ho detto a lei e ciò che lei ha detto a me è conservato su una cassetta…
Presidente: Che noi abbiamo.
A.F.: Anche quelli degli avvocati sono intercettate
A.B.: Chi le ordina le intercettazioni scusi?
A.F.: Anche quelli degli avvocati sono intercettate
A.B.: Le ordina lei le intercettazioni.
R.P.: Quindi chiedo che queste… No, il P.M. Quindi chiedo che queste cassette siano sentite per verificare la falsità delle affermazioni di Pacciani.
Presidente: Va bene
R.P.: E poi mi consenta avvocato, io questo voglio dirlo, come investigatore accetto qualsiasi tipo di osservazione, commento e critica alla mia capacità professionale ma per quanto riguarda la mia integrità professionale e l’integrità degli accertamenti condotti da me e dai miei uomini non accetto questo tipo di osservazioni quindi mi consenta, mi consenta… la prego di credermi è estremamente… io ho 20 anni di professione, anzi fra un po’ siamo per i 23, di professione alle spalle, non ho mai avuto da… non ho mai avuto una lagnanza, per quanto riguarda i testimoni che si sono avvicendati qui se c’è qualche dubbio sulla correttezza con la quale sono stati condotti gli interrogatori basta chiederli sul punto, però sulla mia correttezza professionale non accetto osservazioni, illazioni e dubbi.
Presidente: Va bene…
R.P.: Mia e dei miei uomini.
A.B.: Allora dato che lei mi ha chiamato in causa io le ricordo quello che le contestai a suo tempo quando lei disse al Pubblico Ministero il quale in quella occasione e soltanto allora mandò l’informazione di garanzia che addirittura quella lettera anonima, quella del 1985, indicava Pacciani come assassino! L’ha scritto lei esattamente a pagina 11, quindi questa è una correttezza che lei se la deve ricordare!
Presidente: Signori basta, basta, basta. Non ammetto litigi in aula. L’udienza è sospesa e rinviata in prosecuzione alle ore… facciamo le 15 e 30. Va bene signori? A quel punto la difesa farà le domande che crede al teste.
Presidente: Bene, introduciamo di nuovo il teste: dottor Perugini. Bene allora la parola era all’avvocato Bevacqua, vero? Avvocato Fioravanti prego.
A.F.: 
Presidente: Abbiamo problemi di microfono… abbiate fede.. Ah c’è qualche piccolo problema di microfono… Io ce l’ho… Guardi lei Filippo, guardate l’altro, guardate se funziona l’altro. Ecco quindi vanno bene sia il microfono dell’avvocato Fioravanti che quello dell’avvocato Bevacqua, va bene superato questo inconveniente tecnico… va bene, speriamo meglio, allora avvocato Fioravanti prego.
A.F.: Dottor Perugini io vorrei sapere se nella perquisizione del 1990, di cui non c’è traccia negli atti, furono rinvenuti quegli oggetti di cui ai verbali delle perquisizioni…
P.M.: Allora c’è traccia?! Se c’è i verbali c’è traccia di questa perquisizione.
A.F.: Ho detto…
P.M.: Dice della perquisizione di cui non c’è traccia…
Presidente: Avvocato…
A.F.: Io sono sfortunato…
Presidente: Lei ponga la domanda in maniera precisa.
A.F.: Sono sfortunato.
P.M.: Nella perquisizione di cui…
Presidente: Fu fatta una perquisizione di cui non fu fatto verbale?
P.M.: Altrimenti non si capisce.
A.F.: Il dottor Perugini questa mattina, io voglio precisarlo, ha parlato di una perquisizione nel 1990, su quella sua dichiarazione fatta io chiedo se i verbali del 1992, maggio/giugno, rispondono e riportano quegli oggetti sequestrati poi nel 1992 e visti anche nel 1990. Visti…Da voi.
R.P.: Mi può ripetere qual è l’oggetto della domanda? Se quegli oggetti… Quali oggetti?
A.F.: Di cui ai verbali del maggio e giugno ’92… blocco Skizzen…
R.P.: Ah ecco!
A.F.: Portasapone, poi altri oggetti di bigiotteria sono stati individuati prima che venisse fatto quel verbale, cioè in un altro anno, nel ’90. Questa è la domanda
R.P.: Allora nel 1990 la nostra attenzione si focalizzò su tutti gli oggetti presenti in casa di Pacciani. Io non ho memoria di aver prestato a questi oggetti poi successivamente notammo, io notai, nel dicembre ’91, nell’ambito di una perquisizione con più ampio obbiettivo, però debbo onestamente dire che non ho memoria certa di averli… cioè non richiamarono la mia attenzione. Per essere onesto e corretto debbo dire che non… può darsi anche che mi siano passati per le mani ma non ci feci attenzione. Non particolarmente. Ma in realtà su quegli oggetti, che io invece notai nel dicembre ’91, che notai nell’aprile/maggio ’92, che sequestrai il 2 giugno e il 13 giugno ’92, nel ’90 non richiamarono la mia attenzione.
A.F.: Vorrei sapere un’altra cosa…
R.P.: Quindi non ne rammento l’ubicazione… non… ecco… Certamente avvocato la quantità di oggetti, la quantità di carte, la quantità di cose che erano presenti nelle tre abitazioni e tre pertinenze di Pacciani erano di tale mole per cui, per quanto io abbia una discreta memoria, mi è difficile oggi ricordare tutto. Se non c’è traccia negli atti della perquisizione del 1990 vuol dire che in quella circostanza non furono presi in considerazione.
A.F.: Dunque la perquisizione… tutte le perquisizioni e tutti gli interventi della Polizia e dei Carabinieri furono fatti da determinate persone: tutta la squadra della SAM…
R.P.: Si.
A.F.: C’è qualcuno della squadra SAM che era stato designato a perquisire, ad intervenire che ad un certo punto non è intervenuto?
R.P.: In che senso?
A.F.: Cioè voi eravate dottor Perugini, Riccardo Lamperi, ispettore, Assistente Alessandro Venturini, Mario Spina, Callisto Di Genova, Paolo De Simone, Nunziatina Mantini, Paola Baghino, Lidia Scirocchi, Gianpiero Mella, Giuseppe Pizzo, Capitano Scriccia, Arturo Minoliti, Maresciallo, Pietro Frillici.
R.P.: Allora, faccio delle precisazioni. Innanzitutto l’elenco di persone che lei ha finora detto non sono soltanto coloro che eseguirono la perquisizione, quelli che eseguirono le perquisizioni sono ben individuati: Pizzo e Colagiacomo nonché l’agente di Polizia Scirocchi, l’agente di Polizia Nunzia Mantini, l’agente di Polizia Paola Baghino avevano diverse funzioni che erano quelle di osservazione e di intercettazione, quindi non comparvero nelle perquisizioni; l’agente di Polizia Scirocchi comparve, partecipò alla perquisizione del 1990 essendo membro effettivo della SAM, in organico alla SAM, tutti gli altri che ho detto prima no. Per quanto riguarda i Carabinieri anche loro, quelli che lei ha citato, parteciparono alla perquisizione di cui lei fa riferimento e che certamente è quella dal 27 aprile all’8 maggio, se non sbaglio…
A.F.: Si è questa.
R.P.: Perfetto, allora alla perquisizione dell’11 giugno 1990 partecipano oltre me l’ispettore Sirico, partecipano gli altri allora in forza alla SAM, non partecipa per esempio l’ispettore Lamperi che ancora non era in forza alla SAM, partecipa il capitano Scriccia del ROS e partecipa il maresciallo Frillici del ROS, questi sono i nomi che lei troverà. Nel dicembre 1991 alla perquisizione partecipano soltanto gli esponenti della SAM quindi oltre me ci sta l’Ispettore Lamperi che nel frattempo è stato assunto in forza e ci stanno gli altri che lei ha indicato. In tutte le altre perquisizioni ad esclusione di quelli che le ho detto prima, tutti quanti hanno partecipato. Premetto che tanto nel ’90, quanto nel ’91, quanto nel ’92 le perquisizioni vengono condotte secondo un determinato criterio, io non ho capito la sua domanda, cosa mi era ad evidenziare, ma le anticipo subito che noi cercammo tutti insieme per luoghi, ognuno, ci fu una divisione di incarichi che io feci prima della perquisizione attribuendo ad ognuno il compito di cercare determinate cose, chi doveva ricercare documenti, chi doveva cercare elementi o oggetti d’altra natura, metalli e così via.
A.F.: C’è qualcuno che doveva cercare metalli e che non è stato poi chiamato alla perquisizione perché si è rifiutato?
R.P.: Qualcuno che doveva cercare?
A.F.: Metalli.
R.P.: E che non è stato chiamato? Nessuno si è mai rifiutato.
A.F.: Rifiutato, prendo atto della risposta. Un’altra cosa, nel 1991, 6 dicembre…
R.P.: Si.
A.F.: Mentre eravamo in attesa dell’uscita di Pacciani dal carcere…
R.P.: Ricordiamo entrambi.
A.F.: Beffando anche l’avvocato Fioravanti perché altra strada… E’ stato bloccato Pacciani all’uscita, tornato in cella insieme a voi è stato perquisito, Pacciani nella persona e la cella, sono stati portati via svariati materiali di cui al verbale, c’è un verbale di perquisizione…
R.P.: Esatto.
A.F.: Parte di questi materiali circa 8 o 10 giorni dopo… poi le posso dire anche… furono restituiti a Pacciani?
R.P.: Allora mi permetta di fare alcuni aggiustamenti alla sua versione.
A.B.: Lei deve fare solo le risposte.
R.P.: Si…
Presidente: Signori per favore non sottilizziamo!
R.P.: Io rispondo facendo gli aggiustamenti nel senso che non tornammo in cella con il Pacciani, il Pacciani lo aspettammo all’uscita, il Pacciani aveva con se un sacco, un sacco grande e uno piccolo di effetti personali e di carte, ci fidammo del fatto che gli agenti di custodia ci avevano detto che la cella era totalmente vuota e pulita, la perquisizione quindi avvenne prima dell’uscita nella stanzina che è prima dell’uscita, in quella circostanza e questo anche per memoria dell’imputato, non sequestrammo riviste, che non c’erano, a parte una pagina di rivista che era quella riproducente una donna con il seno e la vagina sottolineati, ma sequestrammo soltanto documentazione, c’erano memoriali, c’erano disegni, c’era carta scritta da lui, articoli di giornale fra cui quello di cui ho parlato prima. Per quanto riguarda la seconda parte della sua domanda e cioè se successivamente fu restituito di quella roba parte al Pacciani dico no. Al Pacciani, nei giorni successivi, io, perché lo andai a trovare nella sua casa di Via Sonnino, 30, su sua richiesta portai una foto della scientifica, una riproduzione del quadro “Sogno di fatascienza” e alcune fotocopie di disegni e poesie che gli avevamo nella circostanza sequestrato. Fotocopie di disegni e poesie.
A.F.: Ecco per caso dopo che lei da solo tornò da Pacciani…
R.P.: Si.
A.F.: …e Pacciani dice perché mezz’ora dopo c’era anche il sottoscritto, di avergli riportato un pacco di giornali legati con uno spago, avendogli detto ci può accendere il fuoco… ecco vorrei sapere se questo risponde a verità.
R.P.: E’ falso e le dico anche una cosa, le riviste pornografiche che noi abbiamo discusso questa mattina le trovammo in casa di Pacciani esattamente nel mese di giugno… l’11 giugno 1990, in quel cassetto di cui parlavo, epoca in cui Pacciani era ancora in carcere, quelle riviste furono sequestrate. Per quanto riguarda i giornali, ecco adesso che lei mi ci ha fatto pensare, nel 1990 fra i sacchi di cose che lui deteneva ed esattamente nello sgabuzzino alla sinistra del corridoio, c’erano numerosissimi giornali, la ricerca fu fatta, lei rammenterà che la lettera alla dottoressa Silvia Della Monica fu scritto l’indirizzo con pagine… con lettere ritagliate da riviste e giornali, fu controllato il materiale, i quotidiani e le riviste furono controllate in quella circostanza e notammo che da alcuni… credo che sia citato negli atti, che da alcuni giornali, alcune edizioni degli anni passati mancavano degli articoli di giornale, cercammo che cosa riguardassero questi articoli di giornale e scoprimmo che l’argomento era sempre il… diciamo l’assassino delle coppiette, noi non abbiamo mai portato al Pacciani dei giornali per accendere il fuoco né per altri motivi, mi risulta invece che lui li abbia ancora trovati in casa e qualche tempo dopo la scarcerazione, quando già si era insediato in Via Sonnino, prese contatti con Don Cuba, Don Cubattoli, perché glieli venisse a portare via insieme ad altre cose: fiaschi, pezzi di una motoretta… Questa è la mia memoria.
A.F.: Erano soltanto damigiane oppure erano anche altri materiali quelli che…
R.P.: Credo che fossero anche altri… fossero… adesso non ricordo comunque voglio dire la cosa è… ha la rilevanza che ha, comunque lui parlando con Don Cuba gli chiese che gli portasse via un po’ di roba.
A.F.: Ecco, un po’ di roba è un po’ generico, comunque…
R.P.: Lo chieda al suo assistito…
P.M.: O a Don Cuba.
R.P.: O a Don Cuba, non c’è problemi è contattabile, è vivo.
A.F.: Ecco, lei ha mai usato il metodo, me ne guardi bene dal fare offese assolutamente…
R.P.: Per carità.
A.F.: Ha mai usato il metodo di cercare il mostro o la direzione del mostro tramite qualche mago? O maga?
R.P.: Dio me ne scampi. Questa è un’indagine in cui non c’è spazio per maghi e stregoni avvocato…
A.F.: Mai col pendolino?
R.P.: Grazie a Dio… E’ un… Non ne faccio un mio vanto ma vede essendo alla SAM, avendo quindi la triste esperienza di essere funestato pressoché quotidianamente da segnalazioni di arcana provenienza, comprese quelle che ci annunciavano prossime uccisioni del mostro… sono molto lieto di dire che non ci hanno mai azzeccato ma anche, a prescindere da questo, questa è un’investigazione che è stata condotta con i metodi convenzionali e i metodi convenzionali non lasciano spazio a interventi di altra natura.
A.F.: Senta una cosa…
R.P.: E poi…
A.F.: Ah, scusi…
R.P.: Scusi, che poi il suo assistito possa credere in determinate entità beh quello è un altro discorso.
A.F.: No, no, no sono io non è il mio assistito.
R.P.: Ho capito.
A.F.: Sono io che sono un tutt’uno col mio assistito in quanto parte processuale.
R.P.: Va bene, no niente maghi in questa inchiesta.
A.F.: No, sono io, non le riporto le voci controllate abbastanza bene di virgolettati di giornali abbastanza seri comunque…
R.P.: Di giornali?
A.F.: Queste sono considerazioni.
R.P.: Di giornali?
A.F.: Sono considerazioni, si.
R.P.: Se avessi dovuto formarmi un’opinione su quanto scrivono i giornali…
A.F.: Sono cose che servono.
A.F.: Comunque ecco i pali di cemento, quei paletti di cemento che dovevano essere adibiti a vigna ed erano per terra per delimitare uno stradello… io vorrei sapere se voi quel paletto di cemento in cui rinveniste il proiettile, la cartuccia o proiettile era rotto o è stato rotto da voi.
P.M.: Chiedo scusa Presidente mi sembra che il controesame verta su argomenti per il quale il P.M. ancora non ha fatto domande e aveva spiegato stamattina, e così è avvenuto, ci siamo fermati alla perquisizione…
Presidente: Avvocato forse lei non c’era…
P.M.: Del 6 dicembre ’91, su questo… l’esame del teste su questo non è ancora avvenuto.
Presidente: Avevamo suddiviso per comodità di tutti naturalmente…
A.F.: Si ma ero presente quando… vi erano paletti portavite? Domanda del Pubblico Ministero…
P.M.: Si parlava…
A.F.: Domanda del Pubblico Ministero, domanda del Pubblico Ministero, questa era la domanda e c’ero.
P.M.: Relativa al ’90 era la mia domanda, dottore si ricorda vero?
A.F.: Erano dei pali… la risposta: Pali di cemento armato che erano usati come delimitazioni di un viottolo, i paletti che erano seminterrati nel ’90 erano nella stessa posizione, questa è la risposta. Io c’ero benissimo a questo argomento.
Presidente: Va bene andiamo avanti.
R.P.: Qual è la domanda?
A.F.: La domanda è questa: il paletto di cemento in cui è stato trovato il proiettile o la cartuccia era intero o spezzato?
R.P.: Io ricordo che quando i vigili del fuoco rimossero i paletti reggivite per cominciare a scavare il giardino, l’orto, chiamiamolo così, uno dei paletti si spezzò o era già spezzato e comunque tirato fuori comparve in due pezzi e lo ricordo anche perché il perquisendo reagii molto male a questa… come se gli avessimo rotto un vaso cinese. Quei due paletti come vennero fuori… se fu spezzato dai vigili del fuoco nel tirarlo fuori o se era già spezzato nel terreno e non se ne vedeva la frattura questo non glielo posso dire comunque credo che la cosa sia facilmente accertabile vedendo la cassetta perché quelle operazioni furono filmate dall’inizio alla fine.
A.F.: Ecco un’altra domanda, questa è la famosa trousse da bagno e vicino alla trousse da bagno lei ha detto questa mattina di aver trovato un portasapone…
R.P.: No ho detto che l’ho trovato dentro.
A.F.: Dentro.
R.P.: Si.
A.B.: Pensava… Forse…
A.F.: Ecco siccome si è disquisito molto sul colore e sulla marca di questo portasapone lei come l’ha trovato? Che colore era e che marca aveva inciso?
R.P.: Era un portasapone chiaro dal coperchio…
A.F.: Chiaro in che senso?
R.P.: Chiaro, bianco… era sporco… bianco sporco. Dal coperchio piuttosto elaborato e su un lato… non su un lato sul bordo del coperchio c’era una bruciatura di sigaretta. Me ne ricordo bene del portasapone perché abbiamo fatto molti accertamenti su quel portasapone, li abbiamo fatti in Italia, li abbiamo fatti in Germania e la marca… marca… c’era inscritta in un circolo, sotto, la parola DEIS, DEIS. Facemmo accertamenti anche alla camera di commercio di Colonia per vedere se potesse essere… se quel marchio fosse stato… non trovammo, non siamo riusciti a trovare quel simbolo, quel marchio.
A.F.: Ecco quindi in Germania non c’è nessuna marca di portasapone DEIS?
R.P.: Neanche in Italia.
A.F.: Neanche in Italia. Ci può essere in un carcere italiano? Bad’e Carros per esempio? Sardegna…
R.P.: Quando il suo assistito fu interrogato disse che quel portasapone lui lo aveva comprato allo spaccio del carcere, in effetti non era vero nel senso che lui effettivamente ha acquistato un portasapone allo spaccio del carcere ma è un portasapone che ha in comune con quello che noi trovammo dentro la trousse da bagno soltanto il fatto di essere bianco, è anche diverso come fattura ed è un portasapone di quelli che effettivamente vengono venduti presso gli spacci del carcere.
A.F.: Ecco però Pacciani, mi scusi se la interrompo un attimo…
R.P.: Portasapone che lui aveva in uso, l’altro no, non ce l’aveva in uso, non come portasapone perché l’altro serviva come portagioie, diciamo così, per quegli oggetti, catenine, perline, ciondoli, spille che trovammo nel suo interno. Il portasapone era… quindi con questi oggetti che ho sopradescritto e che sono tutti elencati nel verbale di sequestro del 2 giugno, mentre la trousse la sequestrammo in un momento successivo, il 13 giugno, dentro quella trousse c’era il portasapone con questi oggetti dentro e c’erano anche delle penne e matite, se non vado errato, di marca tedesca.
A.F.: Si momentaneamente era adibito a quell’uso. Non sappiamo la storia precedente comunque nelle verbalizzazioni dell’interrogatorio di Pacciani su questo punto si dice non che lui l’avesse comperato dallo spaccio del carcere ma che l’avesse acquistato o avuto stando dentro il carcere; lei sa che il portasapone è un oggetto, non è un dentifricio, può essere come uno spazzolino che si può portare dal di fuori quindi qualsiasi detenuto poteva aver dato a Pacciani, quando è andato via… si lasciano gli oggetti a volte…
P.M.: Ma leggiamo cosa ha detto.
R.P.: Forse la memoria mi tradisce ma io credo di ricordare che lui abbia detto di averlo comprato allo spaccio del carcere, poi se l’ha comprato da un’altra parte questo non lo so, era in carcere… credo che si possa leggere il verbale di interrogatorio.
A.F.: Come mai la sua attenzione nel ’90, quando aveva già visto… o diciamo nel ’91… 6 dicembre perché prima che arrivasse Pacciani lì… voi il 3 dicembre anzi, non il 6, avevate fatto un’altra perquisizione a casa Pacciani in via Sonnino…
R.P.: Esatto quella del 6 è in carcere.
A.F.: Si in carcere, quella del 3 invece è lì in casa Pacciani. Come mai lei questa mattina ha detto di aver visto in una busta, in quella macchina da cucire… in quella bustona… che c’era un album…
R.P.: Nel ’91.
A.F.: Nel ’91.
R.P.: Non nel ’90.
A.F.: No, no ’91, 3 dicembre, ’91, 3 dicembre… come mai la sua attenzione…
R.P.: E’ un dato che io ho fornito con un minimo di riserve nel senso che a dicembre ’91 feci caso già… cioè la mia attenzione non era più tanto concentrata esclusivamente su armi o tutto ciò che a armi conducesse, diciamo che mi ricordo il particolare anche perché onestamente è un luogo piuttosto strano per custodire degli oggetti il coperchio di questa macchina per cucire, quindi ci sono degli appigli di memorie che mi aiutano a ricordare. Lei dice perché mi ricordo? Perché mi colpiscono, vede avvocato Fioravanti un’indagine non è mai fatta, tranne rari casi ma a me non son mai capitati, geniali intuizioni, è fatta di fatica e di attenzione. Attenzione ai particolari, i particolari che sembrano fuor di posto colpiscono la fantasia indubbiamente e si prestano ad essere ricordati meglio di altri che invece sono perfettamente consonanti con il contesto.
A.F.: Dottor Perugini lei sapeva che uno degli avvocati, e allora ero io, andava a trovare costantemente Pacciani? Circa una/due volte a settimana in quella casa di Via Sonnino 30?
R.P.: Certamente lo sapevo, io ero informato su tutti coloro che andavano a trovare il Pacciani.
A.F.: Ecco e dopo le prime notizie avute di queste mie visite, delle visite del suo legale e difensore, a Pacciani avete riferito alla magistratura che avevate captato la voce e le frasi dell’avvocato?
R.P.: Era praticamente impossibile non captarle, come era impossibile non captare tutti i commenti che poi il Pacciani faceva su le visite di color che erano…
A.F.: Quelle di Pacciani non mi interessano, alla difesa non interessano, quelle della difesa interessano molto.
R.P.: Certo la magistratura è stata informata…
P.M.: Ha disposto lo stralcio perché non sono assolutamente utilizzabili…
Presidente: Sono inutilizzabili.
P.M.: C’è un provvedimento del Presidente sezione G…
Presidente: Di Valerio Lombardo esatto.
A.F.: Ecco ne come mai io sono stato fermato, io difesa di Pacciani, qualche giorno dopo una mia frase…
Presidente: Avvocato senta…
P.M.: La domanda!
A.F.: Volevo chiedere!
Presidente: Cosa c’entra tutto questo con quest’indagine? Non c’entra nulla, non c’entra assolutamente nulla, si tratterà di un’attività di P.G. che era fuori luogo eccetera ma non ha nulla a che fare… Parliamo dell’indagine di quello che la…
A.F.: Finalmente Presidente io prendo atto che dobbiamo parlare dell’indagine degli otto duplici omicidi.
Presidente: D’altra parte quando si fa un’intercettazione ambientale è molto difficile non intercettare chiunque vada lì.
P.M.: Anzi direi che l’unica sanzione che dà giustamente il nostro codice è quella della non utilizzabilità, questa è la strada che abbiamo preso…
A.F.: E della distruzione ex articolo 271 nuovo codice procedura penale.
Presidente: Nessuno guardi… io non so neanche cosa lei ha detto, anzi ignoro addirittura…
P.M.: Nemmen’io lo so guardi se può essere…
Presidente. E mi sono ben guardato… Non so neanche dove sia quella…
P.M.: Nemmen’io, non ne ho la più pallida idea. In questo processo ci sono solo una trentina di telefonate, sono in quel provvedimento fatto dal GIP che è in atti.
Presidente: Benissimo.
P.M.: Su cinque mesi o sei mesi…
R.P.: Certo se l’accusa nega 1300 pagine di telefonate depositate…
P.M.: Ma non le nega Presidente…
A.F.: Io posso anche chiudere i fascicoli e fare…
P.M.: Ma cosa c’entra cercarle…
Presidente: Avvocato cosa c’entra a questo punto…
A.F.: No, no… Gliel’ha fatta il Pubblico Ministero questa osservazione.
P.M.: No non sono utilizzabili nel processo e non sono utilizzate.
Presidente: Non sono utilizzabili, non esistono.
P.M.: Non esistono.
Presidente. E di cui non ce ne importa nulla.
P.M.: E infatti…
A.B.: Noi signor Presidente siamo d’accordo però se la Polizia ferma l’avvocato mi pare che sia un fatto piuttosto grave…
Presidente: Avvocato io non so in quale contesto ma non è questa la sede per dolervi che semmai era allora…
R.P.: Questo non è un particolare di mia conoscenza e sarei curioso di conoscerlo.
Presidente: Poi il dottor Perugini non lo sa nemmeno… Lei è stato fermato?
A.F.: Lo sa perché quando io ho detto “questa è la sesta cappellata di Vigna”, queste testuali parole virgolettate riportate agli atti, mi sembra che sia sconveniente per una difesa fare questo ma è fuori processo questo…
Presidente: Eh allora…
A.F.: Continuerò dopo.
Presidente: Va bene avvocato, comunque stia tranquillo che di ciò che è intercorso fra lei e il Pacciani…
R.P.: E’ stato fermato?
Presidente: …nessuno sa e saprà niente, noi perlomeno…
R.P.: Non da noi credo.
Presidente: La Corte è del tutto all’oscuro e lo sarà sempre.
R.P.: Anche la SAM ne è all’oscuro.
Presidente: Avvocato Bevacqua prego.
A.B.: Grazie signor Presidente, io credo sempre nella Costituzione, se non credessi non farei questo lavoro e se non credessi alla inalterabile serenità della Corte mi alzerei e me ne andrei ma proprio per questo mi permetto di chiedere alcune cose al dottor Perugini. Senta dottor Perugini noi abbiamo avuto già uno scontro pur essendo anche amici ma io devo fare il mio e lei deve fare il suo…
R.P.: Ovviamente.
A.B.: E io pocanzi, qualche ora fa le contestai un suo modo di interpretare certe cose di questa indagine, le contestai piuttosto energicamente già l’altra volta ora forse ancora di più che lei nel suo rapporto del 9 luglio ’91 ebbe a scrivere alcune cose che erano sicuramente frutto di un suo convincimento, di un suo teorema, tant’è che questo convincimento poi dette luogo alla informazione di garanzia nei confronti, nei riguardi del signor Pacciani, io faccio riferimento a quella pagina del processo nel quale lei dice, direi certamente sbagliando, non c’è qua un falso ideologico assolutamente, lungi da me dire questo però chiaramente il contenuto di questo rapporto non è vero…
R.P.: Vediamo…
A.B.: Perché in Mercatale Val di Pesa “in seguito ad una lettera anonima che lo indica quale responsabile del duplice omicidio dei due cittadini francesi è decisamente smentito dalle dichiarazioni del meccanico” eccetera… eccetera… lei fa riferimento ad una lettera raccomandata, ad una lettera anonima, lettera anonima che non parla assolutamente di omicidi ma parla genericamente di uomo rude, di uomo che maltrattava le figlie eccetera. Lei poi continua, insiste… mi scusi perché le devo parlare come nasce il suo teorema…
R.P.: Prego, prego.
A.B.: …accusatorio e parla di sadismo, di feticismo, d’identikit d’autore, parla poi all’ultimo di questo famoso quadro e attribuisce all’imputato, quale autore di questo quadro, le più gravi nefandezze di questo mondo, addirittura lei lo identifica come il possibile tipo di autore di questi misfatti, di questi reati. Parte questa sua indagine con questa sua idea, io le faccio una domanda che mi pare sia d’obbligo, ecco lei che sa essendo laureato in legge, essendo uno dei più famosi investigatori d’Italia, ora addirittura anche d’oltremare, lei essendo laureato in legge sa che le sentenze, così dette istruttorie, cioè quelle non definitive nel caso le sentenze… i così detti provvedimenti di archiviazione oggi, possono sempre essere rivisitati nel senso che si può anche riguardare, si può vedere, si può anche andare a capire, a cercare, a trovare elementi che possono in qualche modo orientarci nelle indagini…
P.M.: Ci sarà una domanda prima o poi o…
A.B.: Questa è una domanda.
P.M.: Ah…
Presidente: Va bene…
P.M.: No, è per curiosità.
Presidente: Vada avanti avvocato Bevacqua.
A.B.: Questa è una domanda
Presidente: Andiamo avanti.
A.B.: Perché stiamo parlando della attività di indagine, voglio sapere, voglio capire…
P.M.: Anch’io volevo sapere la domanda.
A.B.: … dove si è proiettata questa indagine… arrivo alla domanda, lei si è dato carico di riguardare, fra virgolette, le posizioni di quei signori che erano stati indagati per questi delitti e poi prosciolti con la sentenza del dottor Rotella oppure no? Lei ha avuto modo di interessarsi innanzitutto… la prima domanda è questa, di quei procedimenti oppure no? Prima domanda. Seconda domanda: dopo che vi fu la sentenza del dottor Rotella, nei riguardi di quella serie di indagati, ebbe modo di interessarsi ancora di questi personaggi oppure no? Prima domanda e seconda domanda.
R.P.: Io risponderò prima a queste domande poi vorrei un attimino rispondere… perché lei non ha fatto una domanda ma ha fatto delle affermazioni che…
A.B.: Una premessa.
R.P.: Una premessa che contiene delle affermazioni che sono agevolmente contestabili se si legge quello che ho scritto in integro perché una cosa va vista nel contesto però voglio rispondere prima alla sua domanda. Per quanto riguarda le persone investigate dal giudice istruttore dottor Rotella con il prevalente contributo e assistenza dell’arma dei Carabinieri quelle persone furono alla nostra attenzione finchè non capitò che il mostro colpisse ancora quando loro erano in carcere o quando loro erano sotto sorveglianza. Tutti i personaggi che gravitavano intorno al 1968, visto che era l’appiglio più logico e convenzionale, appiglio capitato nell’82 attraverso la comparazione balistica dei proiettili dell’omicidio del ’68 con quelli degli altri duplici omicidi, fu una boccata d’aria pura perché quell’indagine già era una specie di allucinazione, invece questo aggancio…
A.B.: Quella indagine…
R.P.: Questa indagine, quella dei duplici omicidi, invece quell’aggancio pratico a un mondo esplorato, un mondo piuttosto truce, ecco, soprattutto in un periodo in cui la Toscana era funestata dai sequestri di persona consumati con una particolare crudeltà diede spazio a molte speranze, speranze che furono stroncate dal fatto che uno dopo l’altro tutti coloro che erano stati investigati furono poi per forza riconosciuti innocenti, o comunque non colpevoli di quegli omicidi perché il vero autore uccise di nuovo. Certamente tutte quelle posizioni sono state da noi valutate, pesate accuratamente, per esempio ci siamo chiesti se nell’ipotesi dell’ultimo sospettato mostro il quale non era in carcere ma era sotto osservazione dell’arma dei Carabinieri se potesse essere sfuggito a quell’osservazione, certamente, noi abbiamo fatto una serie di accertamenti… il criterio adottato in questa indagine, almeno per quanto posso testimoniare io e io testimonio solo dal momento in cui l’indagine mi è stata affidata, è stato quello del massimo scrupolo, a prescindere dal fatto che contemporaneamente al signor Pacciani noi abbiamo sempre investigato un numero piuttosto rilevante di persone, non con minori cure e non con minore attenzione e cautela, sul conto degli altri non è emerso quello che è emerso dall’indagine sul signor Pacciani. Per quanto concerne il discorso della mia affermazione io credo l’altra volta di averle detto che probabilmente forse era impropria ma penso: perché demonizzare una lettera anonima? Ne abbiamo il testo, io ne ho una fotocopia qui, io vorrei farne leggere il contenuto…
A.B.: Certo.
R.P.: Se le consente…
A.B.: Poi mi dice dov’è scritto duplice omicidio.
R.P.: Si, si, no vorrei farne leggere il contenuto, posso leggerlo io?
A.B.: Qual è quella scritta in verde?
R.P.: Bah, questa è una fotocopia.
A.B.: Si in carattere verde, si.
R.P.: Vede… “Alla caserma dei Carabinieri di San Casciano e per conoscenza alla Questura di Firenze vogliate al più presto interrogare il nostro concittadino Pacciani Pietro nato a Vicchio e residente nel nostro paese in piazza del popolo a Mercatale Val di Pesa. Questo individuo a detta di molta gente è stato in carcere per 15 anni per aver ammazzato la propria fidanzata” quindi già l’anonimo commette un errore “conosce mille mestieri” che è vero “un uomo scaltro, furbo, un contadino con le scarpe grosse e il cervello fino, tiene sotto sequestro tutta la famiglia, la moglie è grulla, le figliole non le fa mai uscire di casa, non hanno amicizie, vogliate intervenire e interrogare l’individuo…” eccetera, eccetera, poi su un lato c’è scritto “E’ un tiratore scelto”, ora avvocato fuori da un contesto ecco… questa lettera è stata datata Mercatale 11 settembre ’85, i cadaveri dei due francesi uccisi dall’autore degli omicidi erano stati scoperti poco prima, questa lettera arriva in questo contesto a un investigatore che magari si esprime impropriamente come forse avrò fatto io ma che certamente non cerca di convincere un magistrato del fatto che il signor Pacciani è un mostro appare evidente che questa lettera è da porre in correlazione con i duplici omicidi, ergo e dico quando dico che l’autore anonimo vuole indicare il Pacciani come un possibile autore di quei duplici omicidi credo di fare la scoperta dell’acqua calda, se però lei mi…
A.B.: No, no io non voglio contestarle nulla io le voglio dire che questa lettera è del 1985, che lei…
R.P.: No è dell’11 settembre 1985.
A.B.: ’85, ho detto del 1985, questo suo scritto è del 1990…
R.P.: certo.
A.B.: Esattamente 9 luglio ’91 anzi, 6 anni dopo, e in questo scritto si indica, lo indica dice lei “quale responsabile del duplice omicidio dei due cittadini francesi” io credo che questo non c’era scritto da nessuna parte, né l’autore… forse se lo poteva immaginare, lei lo ha immaginato… va be’ io mi chiudo..
R.P.: Voglio dire…
A.B.: Dottor Perugini ci siamo capiti.
R.P.: Mi perdoni avvocato…
A.B.: Ogni tanto tutti sbagliamo.
R.P.: Mi perdoni avvocato…
A.B.: Va beh…
R.P.: Siamo perfettamente d’accordo.
A.B.: Si sbaglia tutti.
R.P.: Ma visto che siamo in argomento voglio anche dire che questa lettera che nell’85 arrivo insieme a credo qualche altra centinaia di altre lettere anonime dello stesso tenore, alcune ancora più ermetiche ma tutte indubitabilmente riferite all’autore dei duplici omicidi, oltretutto non trovò particolare seguito perché quando i Carabinieri di San Casciano, giorni dopo andarono a perquisire, con poca convinzione a quanto sembra, fecero un’attività…
A.B.: Ohooo, io per questo le ho fatto la domanda.
R.P.: Fecero un’attività connessa con quel duplice omicidio, il che significa che anche i Carabinieri di San Casciano la interpretarono in quel senso.
A.B.: Si sbaglia in due, si può sbagliare in quattro…
Presidente: Era indirizzata a loro…
P.M.: A tutti e due.
R.P.: Era indirizzata alla caserma dei Carabinieri di San Casciano e per conoscenza alla Questura di Firenze però quella volta fecero solo i Carabinieri.
A.B.: Va beh ma aldilà di questa scivolata che si può fare, io le faccio tutti i giorni…
P.M.: Io continuo a non veder nessuna scivolata perché poi…
A.B.: Allora, allora, scusi signor Pubblico Ministero se ci nascondiamo dietro a un dito e allora si…
Presidente: Lasciamo parlare il difensore.
A.B.: Mi scusi Presidente…
Presidente: Avvocato Bevacqua questa è un’opinione sua che sia una scivolata, è una cosa da vedere, lei asserisce che è una scivolata, il teste dice di no e la Corte vedrà.
P.M.: E continua dire che può sbagliare, lo vedremo, perché gli continua a dire che ha sbagliato? Le ha dimostrato che non ha sbagliato, sarà argomento di discussione…
Presidente: Va bene, Pubblico Ministero basta.
P.M.: No Presidente perché devo smettere io quando si continua sullo stesso argomento per due udienze? Se ha sbagliato lo vedremo.
Presidente: Sono affermazioni della difesa che è liberissima di fare.
P.M.: Bravo, ora basta.
Presidente: Valuterà poi la Corte.
P.M.: Bene ma per due udienze di seguito… insomma…
Presidente: Ognuno sostiene la propria tesi.
A.B.: Io per 50 udienze dirò che quando una lettera anonima che lo indica quale responsabile del duplice omicidio dei due cittadini francesi non esiste questa lettera anonima evidentemente è un errore…
Presidente: Lei fa il suo mestiere e quindi può sostenere questa tesi.
P.M.: Perfetto.
Presidente: Perché no?
P.M.: Lo abbiamo capito, va bene.
A.B.: Non è che io sostengo una tesi, io dico che c’è un errore, basta, chiuso.
P.M.: Questo lo vedremo.
A.B.: Allora è un falso ideologico 479…
P.M.: Proceda, proceda.
Presidente: Basta, basta sennò non finiamo più…
A.B.: No io non procedo nulla, dovete procedere voi.
Presidente: Avanti.
P.M.: Infatti abbiamo fatto un’informazione di garanzia in base a quella…
Presidente: Basta, basta.
P.M.: Proceda anche contro di noi avvocato, abbiamo già proceduto noi.
Presidente: Signori ma… siete anche un pochino noiosi.
R.P.: Però!
P.M.: Eh tantissimo Presidente!
Presidente: Avanti.
P.M.: Tant’è sull’argomento avevamo smesso.
Presidente: Andiamo avanti, l’avvocato Bevacqua può andare avanti.
P.M.: Per fortuna avevamo smesso, ci si ritorna…
A.B.: Non è colpa mia.
Presidente: Bene.
R.P.: Però vorrei dirla avvocato Bevacqua…
Presidente: Dottor Perugini basta.
A.B.: Non mi interessa questo problema.
Presidente: Basta, basta, lei ha già espresso il suo parere, l’avvocato il suo, andiamo avanti prego.
R.P.: Le volevo domandare questo, andiamo al succo delle cose, scusi dottor Perugini, lei ricorderà… io vorrei sapere se lei ricorda le posizioni di due personaggi: Giovanni Mele e Vinci Salvatore che erano inquietanti allora e furono inquietanti per Pubblico Ministero, per il giudice istruttore, va bene? Perché su Mele Giovanni, c’è la sentenza che è agli atti perché è ancora una sentenza… ordinanza sentenza… anzi sentenza di proscioglimento, che parlava a proposito di Giovanni Mele, pag. 104, dell’uso di bisturi da parte di questo signore… se la ricorda questa particolarità? O non l’ha fatto? Se non l’ha fatto non vado più avanti.
R.P.: Tagliabalza… tagliabalza.
A.B.: Tagliabalza, però fu trovata…
R.P.: I sardi, come lei sa, hanno la passione di incidere il sughero…
A.B.: Il sughero.
R.P.: Sono molto abili…
A.B.: Però ne aveva anche una dentro, addirittura, dentro il portafoglio questo.
R.P.: Si e l’ho avuta anch’io per molto tempo.
A.B.: E addirittura c’è anche una certa signora Libbra che diceva che questo signore andava al cimitero di Montefiridolfi ed è anche una persona… se lei conferma queste circostanze che io, se fossi indagatore…
P.M.: Sono nella sentenza.
A.B.: Io continuerei ad indagare su questi personaggi, mi scusi eh…
R.P.: Si, io…
A.B.: Perché la pistola è del 1968, sicuramente attribuito l’omicidio, perché c’è una sentenza di rinvio a giudizio al fratello di questo signore che è sardo… io non voglio accusare nessuno però leggendo questa sentenza son rimasto…
P.M.: Ma c’è anche spiegato perché li prosciolse…
A.B.: Li proscioglie perché qualcuno spara e li butta fuori, va bene?
P.M.: E allora perchè si deve ancora indagare su loro due se il giudice l’ha spiegato?
A.B.: Io non voglio indagare su loro due…
Presidente: Facciamo le domande.
A.B.: Io sto dicendo soltanto alcune cose che mi hanno atterrito, le spiego perché, perché sono tutti elementi di grandissimo peso, direi indiziante, non voglio dire probatorio, che sono vanificati, molto più di quelli che dovrebbero residuare oggi a carico del Pacciani che però svaniscono perché un tizio uccide, va bene? Ecco io le volevo dire che in quella occasione fu innanzitutto per quanto riguarda questo signore, che sicuramente è innocente, non lo so però certamente è innocente, fu anche detto che questo signore si aggirava spessissimo in queste zone, vedi anche il cimitero di Montefiridolfi, va bene? Nella zona di Roveta e la zona della Calenzanese, quindi, guardi, tutte zone toccate fra virgolette dal mostro. Questo per quanto riguarda la posizione di questo signore il quale ha lasciato anche un foglietto estremamente interessante sul piano interpretativo di certi legami… eccolo quale è il foglietto…
P.M.: Scusi Presidente non si è parlato dei fatti del ’51, pur riguardando l’imputato, ora qui si viene a parlare di fatti relativi…
A.B.: No sono fatti della imputazione.
P.M.: No, no, no sono fatti relativi a persone diverse dall’imputato
Presidente: Facciamo la domanda avvocato Bevacqua.
P.M.: Allora io chiedo siccome c’è già una sentenza anche qui…
Presidente: Facciamo la domanda.
P.M.: …per fatti diversi relativi a persone diverse allora usiamo lo stesso metro.
Presidente: Facciamo la domanda.
A.B.: Mi scusi Presidente io sono accusato di avere ucciso nel 1968…
Presidente: Va bene avvocato lei è accusato però lei ora ha fatto questa premessa adesso faccia la domanda che mi pare avesse già fatto prima ma ora…
A.B.: Certamente, allora su questi personaggi che secondo me… ma io sono un pessimo invest… anzi non sono nulla, non avete più indagato, non avete più le domande, se avete fatto dei riferimenti, dei collegamenti fra questo signor Mele Giovanni, il signor Vinci Salvatore, quello che aveva la moglie che gli era morta, si dice, quando aveva 19 anni, questo signore che era mezzo psicopatico, che aveva tante macchine, che addirittura avrebbe lasciato dei fori di una calibro 22 in una officina dove lui lavorava, ecco, avete fatto voi queste indagini per trovare dei collegamenti? Faccio riferimento in particolare alla pagina 104.105.106.114 e seguenti della sentenza del giudice istruttore, 146…
P.M.: La domanda Presidente, sennò io faccio le domande sul ’51 e la Corte me le fa fare.
A.B.: 154… no, no, lo straccio, lo straccio, l’avete visto questo straccio che era pieno di sangue con della polvere da sparo? L’avete riguardato?
Presidente: Allora avvocato cominciamo a rispondere sennò…
P.M.: Fu oggetto di perizia, fu oggetto di perizia, è stato tutto oggetto di perizie, queste son domande che veramente…
Presidente: Va bene, va bene…
A.B.: Ha riguardato queste posizioni?
R.P.: Ascolti… La nostra posizione in questa indagine complessivamente considerata qui, e non soltanto dal momento in cui il Pacciani entra nella nostra considerazione, è stata quella di una totale umiltà perché l’unica cosa certa che noi sapevamo con certezza era di non saperne niente, ovviamente è stata nostra premura rileggerci tutto ciò che era stato fatto prima per questo motivo posso dirle che conosco ciò di cui lei parla, conosco anche bene però il fatto che questi personaggi furono scagionati non da noi ma dall’assassino il quale provvide ad uccidere quando loro non erano in condizioni o di libertà o comunque non potevano muoversi senza essere notati. Per quanto riguarda il numero di persone che si aggirano nottetempo o durante il giorno, il pomeriggio, nella zona di Roveta o vicino al cimitero di Montefiridolfi o vicino ad altri cimiteri o luoghi oscuri, con la premessa che vicino al cimitero di Montefiridolfi nessun delitto è mai stato commesso, il dato è considerevole nel senso che di curiosi, guardoni ce n’è tanti, c’è anche gente che va a raccogliere i funghi di notte prima che gli altri di giorno glieli portino via, abbiamo un quadro di situazioni di questi usi e costumi della zona piuttosto ricco di episodi. Il dato sostanziale è che questi personaggi anche se noi li riconsiderammo, nel senso che ne ristudiammo e ne rivalutammo le posizioni, vedemmo se era stato fatto tutto ma naturalmente con la dovuta umiltà perché quella gente era stata veramente sondata a fondo dagli investigatori dell’epoca che avevano veramente sondato a fondo e se ci fosse stato un minimo appiglio stia ben certo che non se lo sarebbero fatto scappare e comunque non l’avrebbero lasciato a noi, però nulla emerse, il dato sostanziale è questo, questo tipo di delitto anche se può piacere tanto ai media, può piacere tanto agli stregoni di cui mi parlava l’avvocato Fioravanti, non èun delitto caratteristico di una cooperativa di mostri, non è un delitto commesso…
A.B.: Chiedo scusa… la sua opinione non può farla…
R.P.: No mi perdoni, non è la mia opinione, io sto citando molto umilmente, sto citando affermazioni molto più qualificate delle mie, soprattutto di esperti che hanno il problema in casa e avendo il problema in casa lo hanno sviscerato e studiato a fondo, cosa che non è accaduta in Italia perché in Italia di esperti di omicidi seriali non ce n’è, non esiste, quindi se qualcuno dovesse un domani venire qui a dire – io sono un esperto di assassini seriali – è un mentitore perché non ce ne sono, gli esperti sono lì dove questi omicidi vengono commessi e quindi dove c’è il problema, il problema è frequente e lo hanno studiato. Sono le loro opinioni che io cito, è gente che parla inglese o il tedesco perché quelli sono i paesi prevalentemente in cui questi omicidi sono presenti. Il dato assolutamente suggestivo del gruppo della setta satanica è stato ripetuto fino all’estenuazione ma è un fatto sostanziale che questi sono delitti consumati da una persona che ha in mente una particolare cosa, una certa fantasia e difficilmente condivisibile da più persone…
A.B.: Io non posso continuare… mi scusi per carità io non posso farla continuare, almeno io…
Presidente: Quindi praticamente…
A.B.: Ecco, non hanno fatto delle indagini su quelle persone.
Presidente: Quindi praticamente voi…
R.P.: Noi abbiamo fatto…
Presidente: …dell’omicidio commesso mentre quelli erano in carcere e avete detto – quelli sono – 
R.P.: Certamente, certamente.
Presidente: Non avete proseguito poi le indagini neanche alla…
R.P.: Questo è un dato rilevante, voglio dire un’altra cosa però, le persone che abbiamo investigato avvocato Bevacqua, parlo di investigare in modo meticoloso, sono state numerosissime perché citare soltanto quelli? C’erano tanti altri personaggi suggestivi, c’erano tanti altri personaggi molto più interessanti di qualcuno che si teneva in saccoccia il taglia balza o lo teneva in macchina o aveva qualche problema di carattere sessuale o che, ce n’erano tanti…
A.B.: Però c’erano anche altri elementi…
R.P.: Questi li abbiamo investigati, il dato di fatto è che dalla massa di quelli investigati la persona che è uscita fuori è il signor Pacciani non per mia colpa, non per colpa della SAM, non per colpa dei Carabinieri ma per il semplice motivo che lui aveva questo tipo di… Il signor Pacciani ancora all’anno cui è datato quel verbale, quel signor Pacciani non è da me reputato… io l’ho detto all’inizio e io lo ripeto, noi non abbiamo cucito addosso l’etichetta di mostro a nessuno e se lei avvocato vuole cortesemente dare lettura di tutto il documento si renderà conto che quello di cui parlo io e non solo io perché quel dato non è firmato solo da me…
A.B.: Siete in due.
R.P.: Ma anche da anche dal Comandante della sezione anticrimine, il Capitano Paolo Scriccia, io elenco dati oggettivi, oggettivamente rilevati, le do atto che forse…
A.B.: Non ne parliamo più, non ne parliamo più…
R.P.: Ma è pienamente accettabile il fatto che l’anonimo vuole dire –questo è il mostro .
A.B.: Nella foga anche difensiva ciascuno di noi…
R.P.: Ovviamente.
A.B.: In buona fede può fare anche degli errori, solo che certi errori possono…
R.P.: Ovviamente avvocato.
A.B.: Si rischia di…
R.P.: Però nel contesto i particolari si capiscono.
A.B.: Allora non ne parliamo più, dottor Perugini io la stimo, lei spero che perlomeno l’antica amicizia che ci univa anche dopo questa battaglia continuerà ancora…
R.P.: Non impugneremo certo l’ascia.
A.B.: Nonostante la foga e la volontà di fare il mio dovere. Senta dottor Perugini lei ha detto che ha fatto queste indagini, ecco le volevo domandare siccome non l’ho trovato questo rapporto negli atti del dibattimento, a proposito di quel motorino cui voi assegnavate grandissima importanza, assegna almeno l’accusa grande importanza…
R.P.: Si.
A.B.: Nel processo nel 1985, cioè dei poveri ragazzi che sono stati uccisi, se non erro, fu fatta una… stavolta dai Carabinieri, fu fatta una ricerca di tutti i motorini di un certo tipo, di un certo colore che erano stati rubati, sottratti eccetera, io vorrei produrla perché non so se lei se la ricorda questa pagina, queste pagine, forse neanche il Pubblico Ministero…
P.M.: Direi che non sono utilizzabili quindi facciamo la domanda…
A.B.: E allora la domanda è questa: se è vero che in quell’occasione furono repertati ben 41 motorini che erano stati sottratti di cui uno in particolare marca Beta, di colore azzurro, asportato in Scandicci il 9.9.83, marca Beta, ecco io credo… lei se la ricorda quella circostanza?
R.P.: Io mi ricordo che fu fatto come normalmente veniva fatto sempre dopo un duplice omicidio, fu fatto un’approfondita ricerca sui mezzi o motomezzi che potevano… notati o intravisti o cimunque rilevati nelle prossimità del luogo del delitto nei giorni prima, potevano essere di interesse, nel senso potevano essere i mezzi utilizzati dall’autore dei duplici omicidi, questo è un dato che veniva fatto per tutti…
A.B.: Ecco, siccome non è allegato agli atti…
P.M.: Non può essere allegato è un’attività di P.G.
A.B.: ma non se ne fa neanche cenno, siccome è un dato a cui l’accusa dette grande importanza…
P.M.: No noi annettiamo il caso al motorino di Pacciani e c’è il colore.
A.B.: Va bene, ma certamente ma io voglio dire che siccome il motorino di Pacciani non aveva una targa e siccome sarebbe stato visto un motorino Beta, siccome un motorino Beta quel giorno è stato sottratto, il 9.9.1983 guarda caso a Scandicci, io dico che non soltanto questo ma tanti altri ne sono 41 di motorini anche Beta io dico e chiedo alla Corte eccellentissima di utilizzare questo dato informativo perché è un dato…
P.M.: Utilizzato attraverso una testimonianza della domanda, fogli non si possono acquisire.
A.B.: La testimonianza… se è vero allora, io gliele faccio e gliele mostro…
P.M.: Se l’ha fatte il dottor Perugini gliela può mostrare, se non l’ha fatta il dottor Perugini è inutile mostrarla, si tratta di atti…
Presidente: Vediamo se il dottor Perugini ne è a conoscenza.
A.B.: Presidente io veramente, il nuovo codice di procedura penale obbliga il Pubblico Ministero anche alla ricerca degli elementi a favore dell’imputato, io non so perché in questo processo questa norma viene dimenticata.
Presidente: Avvocato questo lo dice lei.
P.M.: Lo sta dicendo lei e mi dispiace che lo dica così perché conosce tutti gli atti e sa…
Presidente: Questo è un codice estremamente formalista.
A.B.: Certamente.
P.M.: Ecco, sa quali atti sono…
Presidente: Voleva essere garantista e invece poi a volte non lo è.
P.M.: E’ tutto a sua disposizione tant’è…
R.P.: Io ricordo di aver visto questi accertamenti, voglio aggiungere una cosa…
A.B.: No, no, prego, prego…
R.P.: Io non posso ricordare dati… questa indagine ha richiesto milioni di informazioni, di notizie, qualcuno erroneamente aveva capito 30.000 documenti erano 30.000 nominati, no ogni documento comprende decine di migliaia di nominativi. Quello che volevo dirle è che non rico… certamente non è una ricerca che ho fatto io, nel 1985 quando fu fatta quella io non ero neanche alla Squadra mobile, non l’ho fatta io quindi… naturalmente mi è capitato di riguardare tutta la documentazione, tutti questi accertamenti e anche quelli ovviamente, quel dato che lei mi cita non me lo ricordo con ciò non voglio dire che possa non essere importante, il dato sostanziale che per noi emerge in questa indagine è che il signor Pacciani era proprietario di un motorino e che un motorino fu trovato, fu visto, fu notato su luogo del duplice omicidio dei francesi.
P.M.: Con i colori…
R.P.: Tutto qui. Un altro elemento che peraltro noi abbiamo trovato di un qualche interesse è il fatto che il motorino del signor Pacciani…
A.B.: Era pittato…
R.P.: No, fu ridipinto.
A.B.: Di blu.
R.P.: E di verde e di giallo.
P.M.: Giallo.
A.F.: Giallo.
R.P.: Di blu e di giallo, lo stesso colore delle sue imposte.
A.B.: Ci mancava soltanto di andare a “Volare”… nel blu dipinto di blu…
R.P.: Comunque non… non… il dato io il dato che interessa noi, come indagine in questo caso in cui è imputato il signor Pacciani è che un motorino come il suo fu visto da quelle parti.
A.B.: Presidente io faccio sommessa istanza, poi la Corte deciderà sul punto, in riferimento a quello che dice il testimone cioè di aver comunque letto questi atti e siccome in questi atti si fa riferimento a ben 41 motorini di vario tipo e foggia che sarebbero stati sottratti in quel periodo, siccome ce n’è uno particolarmente significativo sul piano così indiziario, quello al numero 26, marca Beta di colore azzurro asportato in Scandicci il 9.9.83 io faccio questa istanza perché venga eventualmente utilizzato o comunque signor Presidente non tanto utilizzato questo documento, mi rendo conto dell’ostacolo formale, che venga sentito sul punto colui che ha redatto questa…
Presidente: Chi sarebbe?
R.P.: Eh io… aspetti… sicuramente il Maresciallo nucleo operativo dei Carabinieri… glielo dico subito… Nunziato Torrisi… Maggiore Comandante del nucleo Nunziato Torrisi.
P.M.: Presidente se mi consente due parole
A.B.: Questa è la istanza che io faccio.
P.M.: Due parole sull’istanza.
Presidente: Ha firmato il rapporto sicuramente…
A.B.: E allora deve essere…
P.M.: Presidente se mi consente due parole sull’istanza…
A.B.: Appena finisco scusi, senta Nunziato Torrisi.
P.M.: Posso?
Presidente: Prego.
P.M.: Direi che attraverso questo mezzo si inserisce nel processo tutti gli atti del P.M. mi sta benissimo, allora come questo chiedo che siano ammessi tutti quelli di cui ho già chiesto l’ammissione e tutti quelli che chiederò perché se questo è il metodo… Se invece vogliamo rimanere al codice, aldilà della testimonianza del dottor Perugini non possiamo fornire alla Corte alcun atto, se c’era da fare delle domande al Maggiore Torrisi c’era un termine perentorio che è stato invocato nei confronti del P.M. tante di quelle volte che non sto a ripeterle e che la Corte ha ritenuto di dover tenere come barriera, allora è una barriera al quale il P.M. si è sottomesso e vorrei che la barriera servisse per tutti, grazie.
A.B.: Presidente io non voglio barriere di nessun tipo…
Presidente: Scusi avvocato, gli avvocati di parte civile su questo punto?
A.B.: Signor Presidente non è che voglia fare una replica, non è consentito…
Presidente: Lei non la vuole fare ma la fa.
A.B.: No, no le spiego, mi perdoni, io credo che dobbiamo per una volta… per una volta per tutte decidere che cosa si intende per articolo 187 del codice penale, che cosa si intende… i fatti della imputazione sono quelli oggetto delle mie richieste, i fatti invece cui fa riferimento il signor Pubblico Ministero, cioè quelli relativi al 1951, non hanno mia fatto parte, né fanno parte della imputazione.
Presidente: Va bene avvocato, questa è un’altra polemica, la Corte si riserva su questa richiesta.
P.M.: Bene grazie.
A.B.: Allora…
Presidente: Proseguiamo prego.
A.B.: Grazie. Allora dottor Perugini entriamo nel vivo della… non di culatta dato che si parla… nel vivo di questo processo… senta lei è stato anche su a trovare i tedeschi? Questi ragazzi… le persone mi pare che è stato anche con la SAM…
R.P.: I familiari? Si.
A.B.: Nella città di Osnabruck.
R.P.: Osnabruck.
A.B.: E’ vero che è una città che ha circa 200.000 abitanti? Piuttosto grande?
R.P.: E’ una città il cui abitato non conosco, io sono andato a casa dei parenti di Meyer a Osnabruck e a Cuxhaven dai parenti…
A.B.: Ma era grande però?
R.P.: Avvocato debbo dirle che il dato non ha richiamato il mio interesse.
A.B.: Invece richiama il mio, va be’ dico è una città piccola o una città grande?
R.P.: Non lo so.
A.B.: Non lo sa.
R.P.: E’ una città…
A.B.: poi glielo porto io il documento.
P.M.: Lo posso portare anch’io ci son stato anch’io…
A.B.: 165.000 abitanti.
P.M.: Si, si, così per curiosità sua.
A.B.: Va bene.
P.M.: E’ una provincia quella, comunque.
A.B.: 165.000 abitanti.
P.M.: Non è il paese eh, avvocato.
A.B.: Non è un paese.
P.M.: Non è il paese che ha 165.000…
A.B.: Va be’ ora vediamo, allora…
P.M.: Se dobbiamo dire le cose che…
A.B.: Io ci ho un dato…
P.M.: Diciamole per bene.
A.B.: De Agostini, 165.000 abitanti quindi lo dice… qualcosa…
P.M.: Si ma è come Firenze se ne ha 500.000 o 2.000.000….
Presidente: Va be’ non era un paesino via…
A.B.: Non era un paesino, allora senta lei ha fatto delle annotazioni… un’annotazione riassuntiva del 3 luglio ’91, prima di fare questa cui si faceva riferimento prima del 9 luglio ’91, ha fatto una relazione riassuntiva e in particolare ha indagato sul Bani imbalsamatore, se lo ricorda?
R.P.: Indagato?
P.M.: Attenzione a fare nomi di persone che non sanno…
A.B.: Ha fatto indagini, indagato, ha fatto… ha fatto… ha indagato… ha fatto indagini…
P.M.: Attenzione nel processo a non fare nomi…
A.B.: No, no ha fatto indagini su un certo…
P.M.: Su persone che non hanno ricevuto…
A.B.: Nooo… ha fatto…
R.P.: Ho cercato…
A.B.: Ha fatto indagini correlate a questo procedimento.
R.P.: Si, si.
A.B.: Ohooo, si ricorda di che natura erano queste indagini? Se era vero cioè che il Pacciani si fosse recato più volte da questo Bani a fargli fare delle imbalsamazioni di animali oppure no?
R.P.: Vede…
A.B.: No, la domanda è molto semplice.
R.P.: No, mi scusi.
A.B.: Si o no?
R.P.: Mi pare di ricordare che anche se il Pacciani aveva detto al Marchese Rosselli Del Turco che sapeva imbalsamare gli animali, anche se avevamo trovato almeno un animale imbalsamato da lui mi sembra che il Bani ricordasse qualcosa circa un animale che aveva portato per farlo imbalsamare però non credo che glielo abbia imbalsamato.
A.B.: Ecco glielo posso ricordare quello che lei ha scritto?
R.P.: Che non credo… sa la memoria…
A.B.: “E’ vero che seguendo la traccia degli animali imbalsamati si era giunti ad accertare che il Pacciani aveva portato alcuni animali uccisi ad un imbalsamatore di Vicchio tale Bani Piergiorgio”
R.P.: Di Vicchio, si e cosa dice? Si però guardi un attimo…
A.B.: “Peraltro… però non si era ancora raccolta alcuna testimonianza certa al di fuori dell’ambiente familiare relativo a pratiche venatorie e dalla detenzione di armi a retrocarica da parte del Pacciani”
R.P.: Dunque, ecco ci dovrebbe essere…
A.B.: Comunque lei, scusi, io la domanda è precisa.
R.P.: Si però mi scusi, meglio di me può rispondere il Bani se è stato sentito, perché ci dovrebbe essere un verbale.
A.B.: Bani non è stato né citato né sentito…
R.P.: No, no.
A.B.: Però è stato sentito da lei…
R.P.: No mi scusi credo che siano ripo… se è stato sentito e se è oggetto di annotazione non è improbabile che le sue dichiarazioni siano consacrate in un atto preciso e per questo le dico avvocato quell’annotazione che io faccio pone in forma riassuntiva dei dati acquisiti ma naturalmente ci sono anche verbali di sommarie informazioni testimoniali…
A.B.: Si però questi… Lei quando scrive ricorda quello che scrive no? Se scrive una certa cosa…
R.P.: Avvocato io credo di aver scritto… credo di aver scritto una mezza biblioteca su questa cosa…
A.B.: Eh lo so…
R.P.: Quindi lei deve anche…
A.B.: Ma lei deve capire che io la devo leggere tutta questa biblioteca e devo cercare di togliere quello…
R.P.: Ecco ma è quello che io chiedo a lei è di leggerla tutta perché…
A.B.: Tenga guardi…
R.P.: No, no, no mi scusi…
P.M.: Basta prendere la deposizione del Bani.
R.P.: Preferisco prendere la…
A.B.: Io voglio sapere…
R.P.: Perché potrei aver citato male come magari…
P.M.: Il teste chiede di consultare dei suoi atti mi sembra ne ha diritto.
A.B.: Certamente, io non li modifico, non son capace di modificare…
R.P.: Bani Piergiorgio vero?
A.B.: Guardi non lo so come si chiama, qua lei ha detto… io voglio sapere innanzitutto se quello che lei ha scritto lo conferma…
R.P.: Mah io certamente confermo ciò che ho scritto.
A.B.: E cioè è questo che le domando poi lei me lo specifica
P.M.: Non si può confermare gli atti.
Presidente: Sapete che con il nuovo codice questo non è più ammesso, purtroppo perché era molto più comodo.
R.P.: Che lui abbia portato degli animali… se ho detto quello vuol dire che ho avuto il riscontro che lui aveva portato degli animali però, mi perdoni, sarebbe bene leggere comunque il verbale, se c’è…
A.B.: Lo prenda guardi io…
R.P.: Per vedere se…
A.B.: Faccia come crede io non voglio..
R.P.: Per vedere se quello glieli ha imbalsamati sul serio
A.B.: Io non mi nascondo dietro niente guardi, voglio vedere la verità.
R.P.: Posso?
P.M.: Mah, ci da cinque minuti di tempo Presidente? Oppure lo facciamo… Tanto il dottor Perugini deve essere sentito dal sottoscritto mercoledì su altre cose, lo facciamo per mercoledì. Se loro credono opportuno interrompere interrompiamo e cerchiamo l’atto.
Presidente: Signori fate voi.
P.M.: A lei avvocato.
A.B.: No allora andiamo avanti.
R.P.: Va bene.
A.B.: Insomma questo l’ha scritto lei o non l’ha scritto lei?
R.P.: Se è firmato da me certamente l’ho scritto io.
A.B.: Ohooo…
P.M.: Non è utilizzabile Presidente.
R.P.: Guardi, non rinnego nulla.
P.M.: Che sia firmato o no.
A.B.: Allora non è utilizzabile.
R.P.: Non rinnego nulla di ciò che ho scritto, ecco, e firmato naturalmente.
A.B.: Lei avrebbe scritto questo, io glielo domando se lei se lo ricorda oppure se non se lo ricorda: “E’ vero” ho messo un cerchietto verde io… “che seguendo la traccia degli animali imbalsamati si era giutni ad accertare che il Pacciani aveva portato alcuni animali uccisi ad un imbalsamatore di Vicchio tale Bani Piergiorgio, che peraltro però non si era ancora raccolta alcuna testimonianza certa” quindi voi andate da questo signor Bani, gli domandate, penso: signor Bani conosce Pacciani? – Si lo conosco – Che cosa ha fatto con Pacciani? – E’ vero o non è vero che gli ha portato delle… E questo signor Bani vi ha detto – Si me l’ha portati –
P.M.: Vediamo cos’ha de… leggiamo cos’ha detto.
R.P.: Credo che sia meglio leggere quello che ha detto lui.
A.B.: Ho capito, va bene, andiamo avanti allora. Senta lei ha detto che ha fatto questa perquisizione col metal- detector l’11.6.1990…
R.P.: Eh…
A.B.: La prima 11.6.90.
R.P.: Si.
A.B.: Alla presenza di tutti e diceva…
R.P.: Il metal-detector veniva usato da uno sminatore dell’esercito
A.B.: Della settima direzione del genio militare.
R.P.: Si.
A.B.: Io, guardi, ormai sono vecchissimo, mi ricordo che una volta questa specie di metal-detector addirittura… e lo dice lei, l’ha detto stamattina lei che si sentiva… perché stava… laggiù c’erano dei ferri… questo piglia anche gli spilli…
R.P.: No…
A.B.: In genere.
R.P.: No il problema era proprio quello, il problema di questo tipo di apparecchio, tanto è vero che nella perquisizione di aprile/maggio utilizzammo apparecchi diversi, sofisticati, cercametalli promiscui… il problema era questo che non lo si poteva tarare… cioè non dava una risposta attendibile per una massa, esclusivamente ferrosa, di dimensioni inferiori alla mina ecco… era estremamente difficile tararlo, o segnalava… perché se si andava su un eccesso di sensibilità finiva per segnalare anche i chiodi delle scarpe della persona che stava a due metri o altrimenti bisognava tenerlo su una taratura che per noi non era produttiva.
A.B.: E allora scusi…
R.P.: Però, però, però meglio di niente…
A.B.: Ecco, ora c’è questo niente, un po’ più del niente perché a un certo punto, l’ha detto lei stamattina…
R.P.: Si, si.
A.B.: …sarebbe stato trovato un innesco percosso…
R.P.: No, no.
A.B.: …verosimilmente per cartuccia da caccia.
R.P.: Si ma l’innesco non lo troviamo…
A.B.: Col metaldetector?
R.P.: No…
A.B.: Non si sa, va bene…
R.P.: L’innesco lo vediamo…
P.M.: No come non si sa?!? L’ha detto!
R.P.: L’innesco lo vediamo e lo fotografiamo lì dov’è.
A.B.: Eh? Cos’è l’innesco? No ma io…
P.M.: E’ anche fotografato. No, no facciamo vedere dov’è stato trovato.
A.B.: Non gliel’ho fatta la domanda.
R.P.: Le do subito soddisfazione, scusi.
A.B.: Si grazie.
P.M.: Ohooo, vogliamo accendere la telecamera? Così vediamo dov’è stato trovato, grazie.
A.B.: Io sto facendo delle domande così innocenti…
Presidente: Non era tanto innocente.
P.M.: Per niente.
A.B.: L’innesco… l’innesco… voglio sapere…
P.M.: Vediamo dove…
A.B.: Voglio sapere innanzi tutto cos’è l’innesco.
Presidente: Nell’ottica difensiva…
A.B.: Voglio capire chi, come mai quest’innesco… quando il mio amico Pacciani se ne stava in galera nel 1990.
P.M.: Certo, anche tante altre cose non solo l’innesco.
A.B.: Certo, certo.
P.M.: C’è un elenco di oggetti…
R.P.: La cosa è meno misteriosa di quanto possa apparire avvocato perché il Pacciani quando scrive alla moglie Angiolina parla di cartucce da caccia…
A.B.: Ah, quello là è l’innesco?
R.P.: Si.
Presidente: Quello è l’innesco.
R.P.: …di cartucce da caccia che noi avremmo dovuto trovare che non trovammo.
Presidente: Vogliamo ingrandirlo?
A.B.: Ecco, se ci fa vedere dove fu trovato.
R.P.: Fu trovato… dovrei… dovrei mostrarvi una…
Presidente: Ecco, prego volete guardare?
R.P.: Sarebbe molto più agevole per me se…
P.M.: Usassimo il filmato si…
R.P.: Se usassimo il filmato.
A.B.: Non c’erano problemi.
R.P.: Se usassimo il filmato ma posso descriverlo ugualmente.
Presidente: Dottor Perugini guardi… ecco questo è visto dall’alto…
R.P.: Perfetto.
Presidente: Poi guardiamo l’altra foto.
R.P.: Perfetto, ecco.
Presidente: Sembra un innesco doppia forza.
R.P.: Ecco diciamo questo, ho detto questa mattina che passando attraverso un corridoio coperto si arriva sull’orto di Pacciani, di fronte a noi c’è la casa di Pacciani, quella situata al civico 30, l’innesco era sul vialetto che porta dal corridoio alla porta d’ingresso della casa, era proprio in piena evidenza. Quello che le dicevo che c’è poco di misterioso in questo… o almeno la spiegazione che posso darmene io è questa: il Pacciani quando scrive quella lettera alla moglie, siamo nel 3 giugno 1990, il Pacciani dice: Cosa vai a raccontare tu alla Polzia… ciac colona e così via… Quelle cartucce… anche quelle cartucce da caccia che io ho nella cartucciera le ho raccattate in giro per i boschi, le lasciavano cadere i cacciatori e io li prendevo per conservarli, per darle a mio cognato che è cacciatore e così via… Quelle cartucce noi non le abbiamo trovate. Aggiungo che l’agente Scirocchi che era in saltuario contatto con le figlie dell’imputato nella conversazione con una di queste queste dice che la moglie dell’imputato, dopo un colloquio con il marito, si è messa a buttare roba, a nasconderla e così via… Questo ai miei occhi, è un’interpretazione ovviamente opinabile, è un ipotesi, mi fa capire che quelle cartucce non le abbiamo trovate perché? Probabilmente la moglie le avrà buttate, la presenza quindi di questo innesco percosso per me ha poco di misterioso, ecco… Premetto che dentro quel territorio lì, chiamiamolo così, l’accesso è del Pacciani quando c’è, in quel momento non c’era perché era in carcere, e della moglie Angiolina Manni la quale va e viene ma non entra nessun’altro perché è chiuso a chiave, c’è un cancelletto che chiude a chiave e sbarra l’accesso a chiunque altro voglia accedere all’orto o alla casa, quindi è una zona assolutamente protetta sotto questo aspetto.
A.B.: Ho capito. Quindi era protetta…
R.P.: Comunque noi diamo atto che questo lo troviamo lì dove lo troviamo, sul vialetto fuori dalla casa. Non è che diciamo che è suo o non è suo, diciamo che l’abbiamo trovato là poi…
A.B.: Senta…
Presidente: Vogliamo anche dire una cosa? L’innesco da che metalli è composto?
A.B.: Ecco grazie Presidente la volevo fare… grazie.
R.P.: Dunque quello è un metallo dolce… io immagino che con un cercametalli promiscuo avrebbe fatto suonare il metal-detector, non credo però che avrebbe stimolato il cercamine del genio militare onestamente. Comunque noi lo vedemmo, era là.
Presidente: Sono composti da rame e ottone.
R.P.: Si è una lega dolce, non è ferro, non è…
A.F: Non per sovrappormi, avvocato Fioravanti vorrebbe chiedere una cosa sulla questione del protetto, cancelletto chiuso, lei ritiene che sia protetta completamente, non possa entrare nessuno?
R.P.: Io ritengo che quel cancello chiude il corridoio dalla parte esterna non interna, ecco… per carità se qualcuno volesse quello che vuole dire lei, se qualcuno volesse fare uno scherzo, buttare qualcosa dentro, si certamente potrebbe farlo.
A.F: No ma anche qualche altro scherzo.
R.P.: Ci si chiede… ci si chie… no.
A.F: Qualche altro scherzo, la Polizia è mai entrata… si è trovata dentro col cancelletto chiuso?
R.P.: 
A.F: La Polizia… cioè i suoi uomini sono mai entrati dentro e il cancelletto era chiuso?
P.M.: Cioè hanno scavalcato? Non ho capito…
A.F: No, no, no io non sto scherzando perché questo… me lo deve dire. Se sono entrati dentro con il cancelletto ancora chiuso.
P.M.: Per carità, qual è la domanda non ho capito?
A.F: E’ questa.
Presidente: Volando? Come?
A.F: Sono mai entrati dentro…
R.P.: Ah si, se vuol dire se è scavalcabile quella… quella…
A.F: No, no se è scavalcabile.
R.P.: Se noi siamo entrati dentro
A.F: Se si sono trovati dentro col cancelletto chiuso ancora.
P.M.: Qualcuno l’ha chiuso dal di fuori?
A.F: Nooo e io non sto scherzando
R.P.: Una volta che l’imputato si rifiutava di aprire noi siamo passati dall’abitazione, da un’abitazione vicino vuota di cui avevamo preso le chiavi con il consenso della proprietaria naturalmente, e siamo passati nell’orto.
A.F: Al mattino alle 5 e mezza Pacciani si alza e trova la Polizia dentro, non s’era rifiutato di niente.
R.P.: No, no, no, no.
A.F: Eh no.
R.P.: No Pacciani si alza è trova la Polizia dentro, Pacciani non risponde, Pacciani non apre, ha capito? Non è che trova la Polizia… A parte il fatto che non ci sarebbe stato nulla di male però voglio dire… il fatto che noi si sia dovuti passare di lì è perché lui non veniva ad aprire, tutto qua.
A.F: La mia era una precisazione solo sulla sicurezza a cancello chiuso, era questo.
A.B.: Bene, bene.
R.P.: Per carità avvocato…
A.F: Poteva entrare qualsiasi altra persona…
R.P.: Immagino che non posso contrabbandare l’abitazione di Pacciani per Fort Knox con le riserve auree, questo è fuor di dubbio però comprende… Non vedo come questo… cioè non vedo l’estrema rilevanza di questo…
Presidente: Va be’, va be’ questo è un altro discorso…
A.F: Invece io volevo continuare, Presidente volevo continuare un’altra domanda molto semplice…
Presidente: Mettetevi d’accordo.
A.F: No, no ma ho finito…
A.B.: Vai, vai, vai.
A.F: Il 28 ottobre 1990 già Pacciani era indiziato, il 6 dicembre…
R.P.: 28 ottobre 1991
A.F: Si va bene ma…
P.M.: No c’è un anno di differenza
A.F: Erano uscite… erano uscite delle cose… cioè prima di uscire…
P.M.: Cos’era uscito?
A.F: Prima di uscire dal carcere già si sapeva che Pacciani era indiziato…
P.M.: No, no un attimo.
A.F: Ecco, allora il 6 dicembre Pacciani esce, nel periodo di assenza del Pacciani era sicura quella casa? Poteva essere… poteva esserci entrato qualcuno? Prima che tornasse Pacciani?
R.P.: Prima che Pacciani fosse scarcerato ho i miei dubbi, ho i miei dubbi, cioè chiunque, chiunque, un ladro, qualcuno che avesse interesse a introdursi…
A.F: Interesse a introdursi.
R.P.: Ne avremmo…
A.F: Grazie, grazie, interesse a introdursi.
R.P.: Ne avremmo…
P.M.: Lascia finire…
R.P.: Avvocato Fioravanti ne avremmo certamente avuto un riscontro, l’avremmo certamente saputo avvocato.
A.F: Il riscontro ci sarebbe.
R.P.: Avvocato lo avremmo saputo.
A.B.: Va be’.
R.P.: Ma a parte questo avvocato, voglio dire, io non voglio esibire una perfezione nella sorveglianza, nei controlli però voglio dire che un dato del genere non ci sarebbe probabilmente… ecco voglio mettere il probabilmente, non ci sarebbe probabilmente sfuggito.
A.F: Il riscontro è un proiettile.
A.B.: No…
R.P.: No, no…
P.M.: Per carità via!
A.B.: No ma nessuno vuole… non si sospetta nessuno solo che c’è un proiettile, si vedrà da quanto tempo c’era…
P.M.: Ce n’è più d’uno di proiettile abbiamo visto per fortuna.
R.P.: Io lo so che i giornali non sempre dicono la verità…
A.B.: Vede, i giornali hanno detto…
R.P.: Abbiamo letto di ipotesi temerarie…
A.B.: Hanno detto i giornali addirittura che lei avrebbe detto a una giornalista che Pacciani si mangiava i reperti, io non so se è vero o non è vero… Ha capito?
R.P.: Senta io se avessi dovuto rilasciare tutte le interviste che risulto aver rilasciato…
Presidente: Signori guardate che state avventurandovi su strade che non c’entrano nulla.
A.B.: Siamo d’accordo, allora senta, torniamo nella strada, nel binario…
Presidente: Torniamo a noi.
A.B.: Senta lei comincia la sua attività d’indagine sul Pacciani facendo un colloquio con il signor Pacciani mi pare nel marzo del 1990, cioè va dal Pacciani, la sua annotazione di servizio parla di sette ore di colloquio…
R.P.: Si.
A.B.: Sette ore di colloquio con Pacciani in carcere, la conferma questa?
R.P.: Certo.
A.B.: L’11 aprile 1990, nella quale lei si atteggia…
R.P.: Ah no, scusi, come mi atteggio?
A.B.: Mi faccia finire…
R.P.: Eh va be’… E già… mi scusi eh… Mi permetta di prevenirla…
A.B.: Si atteggia come ottimo indagatore… bene?
P.M.: (Ride)
A.B.: Facendo rilevare come lei sia ben orientato…
P.M.: Nello spazio e nel tempo.
A.B.: …in materia psico… fisica, in materia di cultura criminalistica…
P.M.: Ci sarà una domanda?
A.B.: Gliela faccio, gliela faccio…
Presidente: Avanti, avanti signori.
A.B.: Voglio vedere quello che dice, tant’è che a un certo punto lei dice questo, parlando con il signor… “A quel punto il dottor Perugini gli faceva notare che si trattava di un accertamento doveroso che era stato esteso a numerosissime persone ma che nel caso suo avrebbe potuto essere evitato infatti secondo i periti il così detto mostro era un’impotente e comunque molto più alto, più grosso e robusto di lui” se la ricorda questa…
R.P.: Perfettamente.
A.B.: Ohooo e io questo volevo sapere. Allora, poi…
R.P.: Perfettamente, però cito altri, cito altri.
A.B.: Siii.
P.M.: Indagini alla luce del sole con tali annotazioni, mi fa piacere che lo metta in evidenza.
Presidente: Andiamo avanti.
P.M.: Tutta l’attività d’indagine è stata documentata.
Presidente: Non commentiamo.
A.B.: Io non so perché il Pubblico Ministero ha paura quando io faccio le domande…
P.M.: Nooo… Io? (Ride)
A.B.: Ha paura? Noi dobbiamo aver paura non lei.
P.M.: Nessuna paura, avvocato stia tranquillo, tutto ma non la paura, la rassicuro guardi, dorma tranquillo perché paura proprio non me la fa.
Presidente: Andiamo avanti.
A.B.: No io non faccio paura a nessuno.
Presidente: Andiamo avanti.
A.B.: Fanno le querele anche se faccio il mio dovere.
P.M.: Faccia pure le domande che crede perché a me non fa nessuna paura…
A.B.: Nooo…
P.M.: Anche se è il doppio di me.
A.B.: Sono il doppio ma non per intelligenza… sono un terzo…
Presidente: Non perdiamo tempo signori forza.
A.B.: Allora, dunque, quindi lei fa questo interrogatorio di sette ore, quest’esame di sette ore…
R.P.: Questo colloquio.
A.B.: Colloquio di sette ore…
R.P.: Io non faccio lo conduce lui, comunque prego.
A.B.: Come lo conduce lui?
R.P.: E non m’ha fatto parlare mai.
A.B.: Quindi lei.. Però lei gli ha detto che il mostro era un impotente che lui invece era molto potente…
R.P.: Le rare volte che sono riuscito a inserire una qualche osservazione ne ho approfittato per capire un attimino il punto di vista, vede, forse lei l’avrà notato, il signor Pacciani è molto difficile da fermarsi una volta che è partito, io, in quella circostanza, aldilà del fatto di vedere se la persona era remissiva sul discorso armi, quali fossero le sue intenzioni in previsione di una prossima scarcerazione, quello che mi interessava sapere era conoscerlo perché vede una cosa che noi ci siamo sempre posti come principio è che una persona…
A.B.: Perchè lei si atteggiava… scusi si sbaglio…
R.P.: No non mi… conoscerlo…
A.B.: Come criminologo…
R.P.: Io… scusi…
A.B.: Lei è anche criminologo.
R.P.: Nella premessa che io sono criminologo ma questo non significa niente… No, no, no mi consenta…
A.B.: Volevo capire…
R.P.: Voglio precisare che essere specializzati in criminologia non ci porta un chilometro avanti nella conoscenza di questi casi, si sta fermi al punto di partenza un centimetro avanti, il resto si fa con l’esperienza investigativa. Quello che volevo dirle per… per… Il conoscere una persona attraverso le carte, esclusivamente attraverso le carte qualche volta può essere deformante, se uno avesse dovuto basare il giudizio sul Pietro Pacciani sulla base delle carte che noi avevamo recuperato a quel punto Pietro Pacciani ci sarebbe apparso come una specie di… di… veramente di mostro…
A.B.: Perché di mostro scusi?
R.P.: Perché un uomo che nel ‘51 ha… è lei che me lo chiede eh… un uomo che nel ’51 si comporta in un determinato modo, che nell’ottanta… cioè viene arrestato nell’87… insomma che ha un certo tipo di excursus criminale certamente ci colpisce in modo negativo… l’impo… no mi scusi… l’importanza… vede noi non siamo abituati… cioè noi da investigatori per serietà non possiamo basarci soltanto sulle carte perché le carte possono anche descrivere una persona in modo totalmente sbagliato, totalmente sbagliato, deformante, deviante e io non le nascondo che il signor Pacciani in quella circostanza io lo trovai estremamente affabile e simpatico…
A.B.: Difatti lo vedo…
R.P.: Continuo… continuo a ritenerlo una persona che ha una verve piacevole, una persona interessante, questo lo dico, non è che voglio ingraziarmi, penso che nessuno sospetti che voglia ingraziarmi il signor Pacciani, lo dico perché è un dato di fatto, è un dato di fatto che in quella circostanza ebbi del Pacciani certamente un’immagine totalmente difforme da quella del rozzo, bruto che aveva violentato le figlie, dell’agricoltore ignorante, mi sembrò una persona che…
A.B.: Queste sono le sue considerazioni…
R.P.: Questa era una mia… è quello che le sto dicendo, lei mi ha fatto una domanda. Senza atteggiarmi a psicologo, perché psicologo non sono, io faccio il poliziotto, in quella circostanza volli conoscere il Pacciani com’era, come appariva, come parlava, come si esprimeva, come, nei limiti del possibile, pensava. Perché vede e le aggiungo un’ultima cosa, un’annotazione, molti possono aver pensato che il fatto che lui abbia per anni violentato le figlie nel modo in cui lo ha fatto, che le abbia trattate come le ha trattate, ai nostri occhi potesse apparire come un indizio di colpevolezza invece no era una cosa che al limite ci poteva sembrare una discriminante…
A.B.: Difatti ho visto che…
R.P.: Ci poteva sembrare una circostanza escludente per un dato oggettivo: perché avendo a disposizione due più la moglie tre vittime quotidiane no? Perché la Polizia pensa anche in questo modo no? Per quale motivo avrebbe dovuto cercarsi altre vittime avendo quelle? Su cui ha imperversato? E infatti non è tanto sul fatto della violenza carnale che attirò la nostra attenzione ma sulle modalità, ma di questo non voglio…
A.B.: Ho capito.
R.P.: Non voglio parlare ma se crede io le rispondo anche di questo.
Presidente: Allora dottor Perugini per riassumere quindi quando lei faceva domande o discorsi di un certo tipo al Pacciani era per tirare fuori la personalità di costui?
R.P.: Conoscerlo, si era per capire…
A.B.: Ars maieutica, sa come facevano?
R.P.: Molto semplicemente per capire che pesce fosse, detto così in parole povere.
A.B.: Lei è un ittiologo.
P.M.: Romano fra l’altro.
R.P.: Se fosse stato persona sincera, se fosse stato un mentitore, queste cose qui.
A.B.: Quindi ha fatto una… cioè lei è stato animato dalla sua cultura…
R.P.: No, no, no da poliziotto! Avvocato…
A.B.: Da poliziotto va bene, solo da poliziotto.
R.P.: Che cultura! Chiunque quando parla con una persona se ne fa un’idea giusta o sbagliata che sia, io mi son fatto un’idea.
A.B.: Un’idea sua personale.
R.P.: Si.
A.B.: Senta io le faccio solo altre due domande perché mi pare non mi interessino altre cose allo stato e cioè questo: se è vero, perché l’ha detto lei, l’hanno detto i suoi della SAM, i suoi dipendenti della SAM, che il signor Pacciani era uso, direi quotidianamente, andare a cercare roba nelle discariche, tant’è che lei parla di una mobilità di questo signore perché si muoveva per andare a cercare nelle discariche, è vera questa circostanza?
R.P.: Allora su questo…
A.B.: La domanda è molto semplice.
R.P.: Si, si, si, su questo dato… le rispondo in modo che sia più chiara per lei la risposta perché io non ho la capacità oratoria che ha lei.
A.B.: No io…
R.P.: Il Pacciani è un… cioè lo sapevo perché il Pacciani ce l’aveva detto, lo aveva… era facile intuirlo dalla quantità di roba che potevamo trovare in casa sua e qualcun altro ci aveva detto che lui quella roba la recuperava… che molta roba la recuperava dalle discariche, andava a frugare, era uno che cercava, ecco questo è il dato che io cito in quella famosa annotazione.
A.B.: Senta ricorda anche quando o lei o un suo dipendente si recarono a parlare con la signora… presso l’abitazione della signora Sperduto su rapporti del Pacciani… Se il primo impatto con la signora Sperduto fu piuttosto allarmante nel senso che questa signora faceva risalire prima al ’76 poi al ’73 il rapporto con il signor Pacciani, se lo ricorda questo?
R.P.: Dunque io non andai a trovare la signora Sperduto mi pare di ricordare… ci parlai però, ero presente una volta in ufficio, una volta che venne in ufficio e un’altra volta dal P.M. però mi pare di ricordare che i rapporti con il Pacciani lei li facesse risalire agli anni ‘70/’71, quelle date lì ma è una mia… posso sbagliare…
A.B.: No, no mi fa piacere che…
R.P.: E’ un mio ricordo.
A.B.: Quindi per voi era assolutamente incompatibile con la residenza effettiva del Pacciani in quella zona?
R.P.: No, dunque lei diceva che il Pacciani l’andava a prendere alla corriera a Sambuca, lei lavorava in un ristorante da quelle parti se ben ricordo e diceva che l’andava ad aspettare alla corriera spesso…
A.B.: Comunque con molta onestà voi diceste allora che…
R.P.: Come?
A.B.: O scriveste allora che in quell’occasione la signora Sperduto vi sembrò un po’ sperduta insomma… come se non dicesse la verità…
R.P.: Devo dire che noi abbiamo sempre annotato e dato atto delle cose che ci apparivano…
A.B.: Con estrema onestà le sto dicendo…
R.P.: Che tornassero comode o che tornassero scomode all’investigazione…
A.B.: Ma se la ricorda questa circostanza?
R.P.: Devo dire che la signora Sperduto non è che dia l’immagine di una persona molto disinvolta, ecco non lo è, molto orientata… però ecco non è neanche una persona che da l’idea di non essere nel pieno possesso delle sue facoltà mentali, è piuttosto ben orientata nelle sue dichiarazioni, dava questa impressione di estrema fatica, difficoltà nell’articolare la parola soprattutto su alcuni argomenti e conoscendo gli argomenti non mi stupisco più di tanto.
A.B.: Senta un’ultima domanda ed è questa: lei fece anche degli accertamenti sul teorema che si era così impostato che era quello di un legame del mostro, nell’ipotesi doveva essere Pacciani, avrebbe dovuto essere il Pacciani, Pacciani legato ad una certa donna quella per la quale aveva ucciso, va bene? Tant’è che voi cominciaste a fare delle indagini su questa signora…
R.P.: Si.
A.B.: Ecco, se ricorda che una delle prime indagini fu quella di verificare se la signora Bugli Miranda aveva visto, quando stava a Lastra a Signa, il Pacciani, voi avete fatto…
R.P.: Non per questo motivo è un percorso del tutto opposto, cioè a me…
A.B.: Insomma o è andata o è ritorno.
R.P.: No ma glielo spiego, il Pacciani ha sempre negato e la cosa mi appariva, ci appariva strana, ha sempre negato con estrema determinazione, qualche volta con rabbia proprio, di aver mai sentito, visto, cercato, scritto alla Bugli Miranda, questo lo ha sempre negato tanto che noi gli si disse: ma se così è stato non c’è nulla di male ad ammetterlo – premetto che noi la Bugli Miranda era un nome che avevamo letto su gli atti del processo del ’51 quindi non ci diceva più di tanto però ricordo che ci colpì e ci colpì tutti questa estrema… la reazione violenta proprio -E che devo andare a cercare…– no ecco…
A.B.: da gentiluomo quale è nonostante…
R.P.: Un fatto che a noi sarebbe parso assolutamente naturale e consueto, voglio dire, io mi faccio 14 anni di carcere ci tiro dentro, o comunque con me è coinvolta con me una persona alla quale sono legato evidentemente o sono stato legato da affetto tanto che uccido… questo era il discorso che si faceva, lei viene scarcerata, io vengo scarcerato, possibile che non cercherò mai più di rivederla, di sapere che ne è, cosa ne è? A me sembrava inattendibile e infatti era inattendibile ed è stato dimostrato, quando andammo a trovare la Bugli, premetto che la Bugli ha sempre detto di aver rivisto…
A.B.: Una sola volta.
R.P.: …il Pacciani una sola volta, solo quella volta a Londa
A.B.: Io la domanda, scusi… lei sta facendo, mi perdoni, io la domanda le ho fatto…
R.P.: Eh ma io…
A.B.: Io faccio la domanda…
R.P.: Lei merita una risposta ben più articolata.
A.B.: Perché?
R.P.: Perché in quella circostanza la Bugli ci disse… perché ci disse che aveva… l’era stata a trovare a Rincine, Londa…
A.B.: A Rincine.
R.P.: Noi chiedemmo: Quando ci è andata a vivere a Rincine, Londa? E lei ci disse: Intorno al 70. Mi pare, ecco, ’69, ’70, allora la domanda normale è: In quali altri posti è vissuta lei? E lei ci disse Via del Prato poi Scandicci, San Martino alla Palma, capito? Ecco il discorso sostanziale è questo, noi non avevamo preso in considerazione nessun teorema, quando siamo andati a trovare la Bugli questo teorema non ce lo avevamo in testa sicuramente, certamente ci apparve…
A.B.: Io non voglio
R.P.: …abbastanza significativa questa coincidenza.
A.B.: La domanda era questa, non voglio parlare né di Pitagora né di Pasolini, non mi interessano nessun dei due, capisce? Mi interessa soltanto che lei mi confermi questa circostanza: se è vero che la signora Bugli disse che a Lastra a Signa, quando lei stava a Lastra a Signa non aveva mai ricevuto visite da Pacciani…
R.P.: Si, si.
A.B.: … e addirittura una sola visita ella ebbe a ricevere fu quella a Rincine, solo questo.
R.P.: Lo confermo.
P.M.: L’ha detto la signora.
A.B.: Ma io volevo che lo confermasse anche lui.
P.M.: E lo conferma.
R.P.: Lo confermo…
A.B.: Siamo d’accordo, ho chiuso…
R.P.: Ma neanche da altre parti soltanto a Londa, a Rincine.
A.B.: Non ho… io per ora ho chiuso, grazie signor Presidente.
Presidente: Altre domande al…
P.M.: Nessuna Presidente.
Presidente: Può andare allora dottore.
A.S.F.: Avrei delle domande…
Presidente: Avvocato lei ce l’ha fuori tempo massimo.
A.S.F.: No Presidente potrei anche spostarle ma è stata la difesa a introdurre un tema nuovo nell’analisi del dottor Perugini e cioè quello delle piste alternative che fino ad oggi non era un tema assolutamente stato affrontato e che questa parte civile non sapendo se sarebbe stato affrontato in questa udienza, se era un tema ammissibile non aveva fatto domande al dottor Perugini, il tema nuovo è stato affrontato dalla difesa noi possiamo, credo, chiedere delle delucidazioni al teste.
Presidente: Allora avanti sentiamo che domande volete fare…
A.S.F.: Se volete Presidente riferendomi a quanto ho detto stamattina, ho precisato stamattina io preferirei personalmente farle tutte insieme alla fine dell’udienza di mercoledì al teste perché avremo più elementi in mano, se la Corte consente io mi riservo di farla in quella…
Presidente: Va bene avvocato, va bene, possiamo congedare per oggi il dottor Perugini?
P.M.: Si senz’altro.
Presidente: Può andare dottore.
A.B.: Presidente io produco poi la Corte…
Presidente: Lei esibisce…
A.B.: Esibisco questi documenti relativi a quel rapporto…
Presidente: Dottore buonasera. Chi abbiamo ancora Pubblico Ministero?
P.M.: Presidente nessun’altro in buona sostanza noi dovevamo occuparci delle ambientali però avrei una richiesta a questo punto che nasce sulla scorta delle dichiarazioni dell’imputato stamani il quale avrebbe detto che all’uscita del carcere il giorno 6 dicembre del ’91 il dottor Perugini lo chiamò e gli disse: guarda ci hai queste riviste pornografiche che sono qui – Ah grazie le prendo, sono state lasciate…- Questa grosso modo la dichiarazione dell’imputato, il verbale di sequestro di quel giorno non fa minimamente cenno a questi oggetti, a questi giornali pornografici, Perugini ha spiegato che non solo non sono nel verbale ma lui non è mai andato nella cella io chiedo che sul punto vengano sentiti ulteriormente gli ufficiali di Polizia giudiziaria che hanno operato insieme al dottor Perugini quella perquisizione che non ho indicato al momento perché non ritenevo opportuni ma oggi sono necessari sulla base delle dichiarazioni dell’imputato e che sono il Maresciallo Daidone e il Tenente dei Carabinieri… si chiama esattamente… è indicato nel verbale Tenente Sangiuliano i quali insieme al dottor Perugini operarono quella perquisizione, chiedo che siano ammessi, prima non li abbiamo citati perché non era necessaria nessuna dichiarazione sul punto era fatta… dal momento che sul verbale di perquisizione di queste riviste pornografiche non si parla chiedo che vengano sentite altri testi tante volte il dottor Perugini ricorda male sentiremo loro…
Presidente: Signori avvocati di parte civile?
A.P.: Ci associamo alla richiesta del Pubblico Ministero.
Presidente: Signori avvocati della difesa?
A.B.: Signor Presidente io mi dice in questo momento l’imputato che nell’occasione successe questo: mentre lui usciva il… mi dice… il dottor Perugini disse ai suoi dipendenti di andare a perquisire la cella dopo di che questi scesero, portarono questo pacco… non so che cos’era… mazzo di fogli…
P.M.: Sentiamoli.
A.B.: Glieli dettero a lui.
P.M.: Sentiamoli.
A.B.: Punto e basta, questa…
P.M.: Sentiamoli, dottor Perugini l’ha escluso…
A.B.: Semmai sapere se un accertamento del genere… se in cella con il Pacciani vi erano altre tre. Quattro, cinque, sei o sette persone…
P.M.: Il dottor Perugini ha detto era vuota se non sbaglio…
A.B.: Dopo che era andato via lui per forza!
Presidente: Era vuota da oggetti suoi, allora quindi la circostanza è viepiù che contestata dal Pacciani quindi evidentemente anche voi dovreste avere interesse a sentire questi altri testi o no?
P.M.: Sennò rimane il dubbio no?
Presidente: Quindi se non c’è opposizione da parte di nessuno possiamo ammettere questi testi, chi sono?
P.M.: Sono quelli indicati nel verbale di perquisizione nel quale non si da atto di aver sequestrato questi oggetti…
Presidente: E allora la Corte, visto che tutti son d’accordo…
P.M.: Daidone e Tenente dei Carabinieri Sangiuliano…
Presidente: Li ammette su queste circostanze…
P.M.: Mercoledì saranno i primi che sono sentiti.
A.B.: Presidente vuole fare una dichiarazione l’imputato, credo che abbia diritto e poi si va via.
Presidente: Allora…
Pietro Pacciani: Permette? Senta questa è la verità, io ero alla cella o il 10 o il 12, non mi ricordo, sono celle da sei persone, 5/6 persone, ora tutti i miei compagni erano andati via prima di me quando uscii io fui perquisito alla porta, alla rotonda giù e mi perquisirono e c’era Don Cuba a prendimi con la macchina, mi doveva portare il signor avvocato Fioravanti poi mi portò Don Cuba, allora quande fui perquisito mi fu sequestrato delle poesie, roba di scritto, insomma tutta roba pulita insomma… poesie, disegni non mi ricordo… poi disse il signor dottor Perugini dice: Andate a perquisire la cella dove era il detenuto, lei puole andare – mi disse, e io mi portò su Don Cuba con la su’ macchina. Dopo dei giorni torna’ su con queste riviste ma lui non l’avrà nemmeno aperte, non l’avrà nemmeno viste i che c’era i che… disse – Pacciani lei ha lasciato questi giornali ho tenuto portuno di portagnene – e gli dissi io: ma l’è roba la unn’è mia – era di questi ragazzi, erano in cella con me, si tienevan lì per mettere un foglio ogni giorno nel secchio della spazzatura che non s’attaccasse insomma… la spazzatura a i’ secchio e io non gli compravo, non avevo nemmeno occhiali, poi che compro quella roba lì, quella porcheria? I ragazzi giovani, s’emo stati tutti giovani, insomma… Allora questi giornali megli riporta mi disse: Mah, gli abbiamo trovati laggiù, abbiamo tenuto portuno di portagnene, gli potrebban servire, la gli tenga pe’ accende’ i foco – Ah quello si – dico – perché io la carta la raccattavo per accendere i’ foco ma io non pensai a nessuna… a nessun… dopo tre giorni o quattro, insomma nei giorni, ora non mi ricordo quanti fu fatto la perquisizione e funno ripresi questi giornali… ecco tutto qui poi quello che c’era se era ponografico, riviste i che? Io non lo so perché un gli aprii nemmeno. Tutto qui, quei giornali lì funno portati da questa cella e mi ricordo che questi ragazzi gli avevano queste riviste… tutto qui, grazie mi scusi.
P.M.: Presidente dopo il ritorno di Pacciani, dopo tre o quattro giorni non fu fatta nessuna perquisizione, non è agli atti. Chiedo e insisto che vengono questi signori che sono gli unici, insieme al dottor Perugini, che hanno operato la perquisizione, ci facciamo spiegare da loro.
Presidente: Li abbiamo già ammessi.
P.M.: Bene grazie non ho altro da chiedere.
Presidente: Bene allora ci ritiriamo per deliberare in merito alla vicenda dei ciclomotori, chiamiamola così.
13 Giugno 1994 20° udienza processo Pietro Pacciani

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