Il 13 marzo del 1997 rilascia testimonianza Giovanni Calamosca e dichiara alcuni fatti riguardanti Francesco Vinci:

alcuni giorni prima che il Vinci fosse arrestato a casa mia (15 agosto 1982) Vinci venne a casa mia a chiedermi d’interessarmi perché, tramite mie conoscenze in Milano, gli procurassi un passaporto per andare all’estero. In quell’occasione, con tono molto preoccupato, mi disse che doveva andare all’estero perché non voleva mettere una famiglia nella merda. Nel dirmi ciò, anche se non me lo spiegò chiaramente, mi fece capire che la sua preoccupazione riguardava quei delitti del Mostro. Preoccupazione, sempre da come ebbi modo di capire, che era determinata dal fatto che Vinci evidentemente ricattava la persona a cui aveva dato la pistola utilizzata in quei delitti e da questo ricatto aveva avuto dei problemi. Proprio per evitare che continuasse ad avere problemi aveva pensato di recarsi all’estero e mi disse il più distante possibile; ricordo che avevamo concordato che andasse in Australia. Poi, in pratica non si fece nulla perché, come ho detto, venne arrestato proprio a casa mia“.

“Nel 1990, esattamente due giorni prima di Pasqua, venne a trovarmi a casa per farmi la proposta di mettere su assieme a lui un gregge di pecore. In questa occasione, notai che era depresso e poi seppi da amici che in quel periodo si ubriacava spesso…Capii che al Vinci le cose non andavano bene sempre per via del ricatto della pistola e penso che poi, a distanza di qualche anno, venne ucciso proprio perché lui continuava a ricattare per soldi quelli a cui aveva dato la pistola. Probabilmente egli era diventato pericoloso perché ubriacandosi avrebbe potuto parlare e sputare il rospo…L’unica spiegazione che riesco a darmi, soprattutto per avere visto le serie preoccupazioni del Vinci per le vicende del Mostro e per avere saputo del fatto del ricatto, è che il Vinci sia stato ucciso proprio per evitare sia che continuasse a ricattare chiedendo soldi sia che, essendo diventato un ubriacone, potesse raccontare i suoi segreti“.

Giovanni Calamosca, parlando delle frequentazioni di Vinci Francesco, tra le altre, ha fatto riferimento ad una prostituta, incontrata in una circostanza insieme al Vinci in un ristorante di Barberino. Ha descritto detta donna, poi riconosciuta, a seguito d’individuazione fotografica, proprio per la Milva Malatesta.

(Nota informativa della Squadra Mobile del 3 dicembre 2001)

13 Marzo 1997 Testimonianza di Giovanni Calamosca

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