Il 25 Febbraio 2006 viene eseguita una perquisizione di villa Bibbiani.

La perquisizione dava esito negativo non solo circa il materiale che si sarebbe dovuto trovare (arma e oggetti riconducibili ai delitti fiorentini) ma anche in ordine alla disponibilità di una casa a tale Fenu ed altri personaggi in qualche modo riconducibili all’ambiente dei Vinci e dei sardi in generale.

L’unico riscontro positivo risultava la precisa localizzazione dell’abitazione segnalata nello scritto e dove ci sarebbero dovuti essere gli oggetti di cui sopra. La casa in effetti si trovava sul retro della villa in una discesa sulla sinistra ed effettivamente di fronte al locale interessato c’era un vecchio forno proprio sotto l’arco d’ingresso.

Lo stesso Ferdinando Zaccaria, raggiunto il posto dopo la perquisizione a suo carico, indicava al personale proprio quel locale, al cui interno però non c’erano gli oggetti segnalati. Ferdinando Zaccaria, nella suddetta circostanza, confermava l’attività posta in essere dallo Spezi, da Ruocco e da lui stesso a seguito della quale avevano individuato la casa del “Mostro di Firenze”, indicato dallo Spezi per Antonio Vinci, spiegando che tale risultato avrebbe avuto uno “scoop mondiale” al seguito del quale si sarebbero fatti “un sacco di soldi”.

Spiegava poi che Spezi confidenzialmente gli aveva riferito che: “qualora la pista dei sardi sarebbe stata sviluppata e trovato riscontro per lui sarebbe stata una grossa soddisfazione, sarebbe stato smerdato Giuttari ed io, avendo collaborato alle indagini ed essendo prossima una mia candidatura in politica sarei stato eletto Ministro degli Interni”.

Vedi Nota Finale Gides 4 aprile 2007 Pag. 132

25 Febbraio 2006 Perquisizione di Villa Bibbiani e sopralluogo con Ferdinando Zaccaria

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