Stefano Mele

Alle 20.00 Stefano Mele viene interrogato ancora una volta. Nella sua versione il piccolo Natalino sarebbe stato accompagnato da Francesco Vinci ma alla luce della ricostruzione fatta da Natalino nel pomeriggio il Mele cambia ancora una volta la sua versione ed afferma quindi: “lasciato il ragazzo passai attraverso i campi fino a casa. Non è vero cioè che io abbia incontrato il Francesco”.

Stefano Mele scagiona anche il Vinci Francesco dalle accuse di correità nel duplice omicidio e chiama in causa tale CUTRONA Carmelo, noto a lui come “Virgilio”.

Il Vinci Francesco viene rimesso in libertà. Viene quindi rintracciato Carmelo Cutrona.

Dato però che il Mele parlando di Vinci Salvatore come complice parla anche della somma di lire trecentomila data a quest’ultimo il magistrato procede al sequestro della fotocopia del conto bancario del Vinci presso la Cassa di Risparmio di Prato Agenzia di La Briglia, ma ai relativi controlli non emerge niente di particolare.

Gli inquirenti prendono atto che il Mele Stefano in data 21 giugno 1968 ha riscosso la somma di lire 480.000 (quattrocenttottantamila) dalla Società Assicuratrice Tirrenia sede di Firenze, quale rimborso spese per sinistro stradale. Però l’unica somma rinvenuta è quella di lire 24.625 (ventiquattromilaseicentoventicinque) nel borsellino della moglie di Mele, borsellino ritrovato a bordo dell’autovettura di lo Bianco. la somma viene consegnata al Mele Stefano, allo stesso viene domandato come questo denaro sia stato speso ma lo stesso si limita a dire che i soldi venivano spesi dalla moglie. Viene accertato che le uniche spese da lui sostenute consistono in lire cinquantamila pagate a tale Lionello Lisi per un debito dato da acquisti di generi alimentari.

24 Agosto 1968 Interrogatorio Stefano Mele (7°)

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