Nasce a Villacidro in provincia di Cagliari in Sardegna, primo di Sette fratelli e sorelle Vinci, Salvatore, Francesco, Lucia, Maria, Carmela, Giuseppina. I genitori si chiamano Antonio Vinci e Teresa Mascia.

Vive a Villacidro fino al 1952 quando uno scandalo di incesto familiare lo coinvolge rispetto alla sorella Lucia. Decide quindi di trasferirsi. Il 15 ottobre 1952 arriva a Lastra a Signa in Toscana. Prende la residenza in via Tracoleria n. 19.

Si trasferisse successivamente in via Traccoleria 82, via Calcinaia 39, via Calcinaia 72, via Calcinaia 66 e in via Traccoleria 48.

Dal Rapporto Torrisi (Cap.14) si evince che aveva disponibilità di un appartamento ubicato in Via Braga nr.15 a Vaiano fin dal 1960.

A Lastra a Signa, circa a gennaio del 1960, conosce Barbara Locci di cui diventa l’amante. Da sempre coinvolto in attività non legali subisce condanne per furto, violenza privata, ingiurie e atti osceni.

Parziali informazioni fornite da Dario Quaglia.

Giovanni Vinci

4 pensieri su “Giovanni Vinci”

  • 2 Novembre 2025 alle 09:59
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    Sarebbe davvero interessante poter ottenere piú dettagli sulla sua biografia. Dagli eventi a Villacidro ai suoi resoconti criminali toscan, per non parlare della sua paternità biologica di Natallino

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  • Pingback:Mostro di Firenze – Monster of Florence - Salvatore Vinci

  • 20 Settembre 2026 alle 13:26
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    Un contributo sugli ultimi anni di Giovanni Vinci.

    Dalla seconda metà degli anni 80, si trasferisce con la seconda moglie nelle case popolari di Via Togliatti (Lastra a Signa). Padre di due figli (un maschio ed una femmina), trascorre più o meno tranquillamente gli anni della sua esistenza fino ad un evento particolare. Nella seconda metà del primo decennio degli anni 2000, durante un litigio con la moglie le tira un coltello dietro che si và a conficcare nella porta d’ingresso.
    Ne scaturisce un processo in cui viene giudicato colpevole.
    Per rappresaglia verso gli altri abitanti del palazzo che avevano testimoniato (fra cui mio nonno materno) da fuoco all’appartamento e con la sua auto si dirige a tutta velocità contro un muro, pensando di suicidarsi.
    In realtà sopravvive e viene posto agli arresti domiciliari nell’ appartamento a cui aveva provato a dare fuoco (dal balcone) e il cui incendio per fortuna era stato domato data la prontezza degli abitanti del palazzo.

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    • 21 Settembre 2026 alle 11:01
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      Salve. Aggiungiamo volentieri se ha documentazione in merito.

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