Il 6 Novembre 1991 il Procuratore Pier Luigi Vigna e il Commissario Ruggero Perugini chiamano a testimoniare Miranda Bugli presso gli uffici della Procura. Le domande rivolte alla Bugli sono in primis atte ad identificare i luoghi dove la donna ha abitato dopo la scarcerazione dell’11 settembre del 1957.

La Bugli riferì tutti gli spostamenti cosi riassumibili:

Appena uscita dal carcere si sposò con Giuseppe G. nel settembre del 1953 e si trasferì nel comune di Vicchio dove abitò con i suoceri per circa un anno e mezzo. Dal matrimonio nacquero tre figli. Si trasferirono poi a Ponte a Vicchio dove rimasero un paio d’anni per poi trasferirsi nuovamente nel 1961 a San Marino alla Palma. Nel 1962 si trasferirono a Lastra a Signa dove abitarono fino al 1969. Prima in via Matteotti 12 e poi sempre a Lastra a Signa in via del Prato 7. Nel 1969 la Bugli con tutta la famiglia si trasferì a Londa nel Mugello (o a Ricine?). Nel 1970 traslocarono nuovamente per trasferirsi a Scandicci dove fu assunta dal fratello per lavorare al Bar della casa del popolo. Nel 1984 acquistarono una casa a Montelupo Fiorentino in località Turbone e vi si trasferirono definitivamente nel 1986.

Ammise di aver rivisto una sola volta Pietro Pacciani quando abitava a Ricine, si presentò all’improvviso con l’intenzione di chiedergli perdono.

6 Novembre 1991 Testimonianza di Miranda Bugli

2 pensieri su “6 Novembre 1991 Testimonianza di Miranda Bugli

  • 26 Novembre 2023 alle 22:12
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    Si sarebbe forse potuto chiederle se avesse mai conosciuto Barbara Locci, Stefano Mele e i fratelli Vinci, perché si tene a pensare che “pista sarda” e “Compagni di merende” non abbiano nulla in comune… però non è un caso che la Bugli, ex fidanzata di Pacciani alla quale lui era stato molto legato, vivesse proprio a Signa nel 1968,,, Non so se questa sia solo una coincidenza fortuita

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  • 1 Dicembre 2025 alle 23:00
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    Rectius articolo “Esce di carcere nel 1956 Si sposò nel ’57”
    Acuta, l’osservazione dell’ utente Simone
    Premettendo che la donna è del tutto estranea alla vicenda MdF, fu chiesto in Aula alla sig.ra Miranda se conoscesse le due vittime (concittadine) disse di no, lei peraltro era in vacanza a Quercianella nel periodo del noto agguato
    In effetti è sì una bizzarra forse triplice coincidenza che oltre al doppio delitto primigenio anche i primi due della serie maniacale (a Rabatta e Mosciano) avvengano in luoghi così prossimi al suo domicilio o importanti nel suo vissuto (Borgo S.L.) Sempre a Borgo, dieci anni dopo, il mostro replica uccidendo Pia e Claudio con ferocia ancora maggiore (se possibile)
    Dobbiamo considerare che “vampa” scrisse più volte anche al (presto)marito di lei,nel 1957 sembra per provare a “dissuaderlo”…una mossa decisamente di cattivo gusto che palesa quanto Pacciani fosse -anche- imprevedibile

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