Giampiero Vigilanti è nato a Vicchio il 22 novembre 1930 da Emilio Vigilanti e Assunta Assirelli.

Questo l’atto di nascita:

Nel 1946, all’età di 16 anni, passa la frontiera francese per cercare lavoro, ma viene rimpatriato a Ventimiglia perché minorenne; qui gli venne fatto un foglio di via obbligatorio per farlo rientrare a Vicchio.

Nel 1948 ha uno scontro con Pietro Pacciani, suo vicino e coetaneo di età, a cui assesta una bastonata sulla testa perché lo stesso Pacciani si è sostituito a suo padre rubando un turno di lavoro. Pacciani non sporse denuncia.

Unico riscontro è la sua intervista a “Il Gazzettino del Chianti” rilasciata il 30 luglio 2017: “Era di Vicchio come me, ebbi una discussione con lui perché aveva preso il lavoro al mio babbo. All’epoca il Comune faceva fare dei lavori ai residenti per guadagnare qualcosa, rimettevano le strade, spaccavano le pietre. Pacciani dopo aver fatto il suo turno, volle fare anche quello che spettava al mio babbo mandandolo via, tanto che il babbo si arrabbiò molto. Io gli dissi lascia stare, ci penso io. Andai da Pacciani e gli tirai una bastonata in testa. Lui non mi denunciò. Dopo pochi giorni Pacciani uccise il rivale in amore, Severino Bonini, che si era appartato a Tassinaia con Miranda Bugli. Se non sbaglio era il 1951″.

Il 5 settembre 1950 viene fermato dalla Polizia di Firenze e accusato di omosessualità e di spiare nei bagni degli uomini.

Il 7 novembre 1950 una nota avverte che non si è presentato presso la Stazione CC di Vicchio contravvenendo al fo­glio di via obbligatorio. Il 16 novembre viene arrestato a Genova per aver contravvenuto al foglio di via obbligatorio.

Dal 1951 fino alla battaglia di Algeri del 1957 ha fatto parte della Legione Straniera, combattendo in Indocina e in Africa nella guerra franco-algerina.

Dal 1957, dopo il congedo dalla Legione Straniera, fino al luglio del 1958 si stabilisce a Marsiglia dove apre un nightclub in Piazza della Borsa a Marsiglia. Vigilanti abitava non distante in in via del Paradiso. Il locale, gestito da tre soci compreso Vigilanti, fu teatro della morte di due arabi che avevano cercato di estorcere dei soldi sequestrando due ballerine. Furono uccisi entrambi all’interno del locale. Il locale rimase in gestione del Vigilanti anche dopo che questo era rientrato in Italia, poi fallì anche a causa a scontri con la delinquenza locale.

Nell’estate del 1958 rientra in Italia.

Il 12 Ottobre 1958 viene tratto in arresto per tentata estorsione.

Il 30 gennaio 1961 tenta il suicidio. In quel periodo si trovava ricoverato presso l’Istituto “OASI” (Ospedale Assistenza Scarcerati Italiani) di Firenze.

Il 21 gennaio 1962 si sposa con Febbrari Elena da cui ha due figli Andrea Vigilanti e Gianluca Vigilanti.

Fino al 5 marzo 1962, ha risieduto a Vicchio-località Padule Caselle n. 37, nell’abitazione genitoriale, ove è stato raggiunto, il 2 febbraio 1962, dalla moglie FEBBRARI Elena.

Dal 5 marzo 1962 a il 5 maggio torna di casa in Canto dei Nelli n. 6 a Firenze.

Dal 3 maggio 1962 all’8 dicembre 1963 si trasferisce a Vaiano in Via Braga al n.169, all’epoca lavorava in fabbrica a Vaiano (PO) nella filatura a pettine del CANOVAI. Poi si trasferisce sempre in Via Braga ma al n.218 dove rimane sino al 30 giugno 1966.

Nel 1963 viene curato perché in preda a crisi depressiva.

Poi è passato a lavorare alla filatura di un certo Emilio SANTARELLI.

In seguito ha lavorato presso la VISON di NINCHERI Aldo, all’epoca presso dei capannoni in loc. Cartala via Cartaia 3, lungo il fiume Bisenzio, dove è stato assunto il 1 febbraio 1964 e ha terminato il lavoro il 30 novembre 1969. Secondo quanto detto da vigilanti era alle dipendenze, per qualche mese, di una società di cui uno dei titolari è Rolf Reinecke. (NDR: questo dato non è stato accertato, lo riferisce Vigilanti. Vigilanti afferma anche di aver visto Reinecke spesse volte quando lavorava presso la Vision)

Dal 19 al 22 giugno 1964 viene pubblicata sul quotidiano La Nazione, nella Cronaca di Prato, la storia del legionario Giampiero Vigilanti. Si tratta di tre puntate.

A metà degli anni ’60 

Dal 30 giugno 1966 al 1 dicembre 1966  risiede in via del Cantiere n. 65. Poi si trasferisce nella zona Il Cantiere a Prato, in via Antonio Anile 18 dove risiede fino al 10 novembre 1983, in quella data si trasferisce sempre in via Antonio Anile al n. 10.

Il 13 Marzo 1971 acquista una Lancia Flavia rossa targata FI321618 il cui cofano e bagagliaio vengono dallo stesso Vigilanti verniciati in nero.

Dal Luglio 1974 al Giugno 1979: risulta posizione contributiva “OFISA S.P.A.” (C.F. 00423340488; matricola INPS anagrafica aziendale 3002141955), con sede a Firenze, viale G. Milton, 89

Dal Novembre al Dicembre 1979: risulta posizione contributiva “CASA 21 S.P.A.” (C.F. 01203360480 matricola INPS anagrafica aziendale 3007887489) con sede a Firenze via Zara, 7.

Dal Giugno 1980 al Marzo 1981 risulta posizione contributiva “FILATURA A PETTINE MARY S.R.L.” (C.F. 00523090488; matricola INPS anagrafica aziendale 3007986489), con sede a Prato, via Zarini, 285.

Il 25 novembre 1983 gli viene rilasciata una licenza di porto d’armi di fucile n.637758G emessa dalla Questura di Firenze. (Ndr. Considerando i precedenti depressivi c’è da chiedersi come possa essere stata concessa la licenza).

Il  16 settembre 1985 subisce una perquisizione della sua abitazione a Prato.

Nel 1986 vende la Lancia Flavia rossa acquistata nel 1971. (NdR: forse 26 luglio 1986)

Il 22 novembre 1994 Giampiero Vigilanti subisce una nuova perquisizione presso la sua abitazione. Vengono rinvenute e sequestrate 176 cartucce Winchester, H, calibro 22. Il Vigilanti sostenne di averle acquistate al poligono di tiro.

Copyright Fotocronache Germogli

Il 12 settembre 1998 alcuni quotidiani pubblicano la notizia che Vigilanti, in seguito alla vicenda MdF sarebbe stato contattato da un parente emigrato in America che deceduto gli ha lasciato 18 milioni di dollari.

Il 9 maggio 2007 partecipa alla trasmissione “Il Binvio” dove racconta le sue esperienze come legionario in Indocina e come sopravvisse nel 1954 ad Hai Phong dove fu sepolto vivo dai nemici e liberato dopo 5 giorni da alcuni compagni d’arme. Racconta anche della fortunata eredità lasciata dal parente americano.

Il 28 maggio 2008 ottiene la licenza di porto di fucile.

Nel 2013 risulta residente in Prato, Via Anile, 10.

Il 28 novembre 2013 alle ore 10.50 Giampiero Vigilanti denuncia un furto presso la propria abitazione. I ladri avrebbero trafugato alcune pistole, una è la High Standard calibro 22, già individuata durante la perquisizione del 16 settembre 1985, un’altra una calibro 7.65 turca, che gli fu regalata da un amico finanziere deceduto e la terza è una rivoltella Smith & Wesson calibro 357 magnum (o calibro 38 special?), che aveva acquistato in un’armeria di Prato pochi giorni prima del furto ed altre pistole per un totale di 7 (sette). Il furto include anche alcune cartucce, calibro 22 long rifle e 7,65. Nella stessa giornata alle 12.52 si reca a restituire spontaneamente la licenza di porto di fucile uso sportivo che aveva aquisito nel 2008. A seguito di questi eventi nella stessa giornata la Questura alle 15.00 esegue una perquisizione nei suoi confronti.

Il 12 giugno 2014 subisce una perquisizione, assieme al figlio Andrea, e un interrogatorio.

Copyright Fotocronache Germogli

Il 26 Luglio 2017 un’Ansa rivela che il PM Paolo Canessa nel periodo in cui si occupava del MdF, ora procuratore capo a Pistoia, aveva aperto un procedimento di indagine su Giampiero Vigilanti. Il Vigilanti è iscritto nel registro degli indagati e il procuratore aggiunto di Firenze Luca Turco sta valutando la sua posizione.

28 aprile 2018 il giornalista Stefano Brogioni realizza una intervista a Giampiero Vigilanti. L’intervista viene registrata. Ascoltando la registrazione si sente dire al Vigilanti sia che aveva posseduto una beretta calibro 22 (mai citata o rinvenuta prima ed inoltre si apprende della sua conoscenza di Francesco Narducci.)

Nel gennaio 2019 in seguito ad una denuncia per maltrattamenti fatta dalla moglie, il GIP dispone il divieto di avvicinamento.
 
Il 3 luglio 2019 il Procuratore della Repubblica Luca Turco chiede l’archiviazione del procedimento verso Giampiero Vigilanti. la richiesta è cosi motivata: “Nonostante le approfondite indagini svolte, il quadro indiziario allo stato acquisito risulta fragile ed incerto, non certo suscettibile ad assurgere a dignità di prova, né tale da essere in alcun modo ulteriormente corroborato con ulteriore attività investigativa, tenuto anche conto del lungo tempo trascorso dai fatti;”

Nel settembre 2019 l’Avv. Vieri Adriani deposita una opposizione all’archiviazione richiesto dal Procuratore Luca Turco come rappresentante di alcuni dei parenti delle vittime.

Il 9 novembre 2020 il Giudice Anna Fantechi approva l’ordinanza di archiviazione nei confronti di Giampiero Vigilanti e Caccamo Francesco.

Il 9 gennaio 2024 è deceduto Giampiero Vigilanti.

Giampiero Vigilanti

11 pensieri su “Giampiero Vigilanti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *