Giampiero Vigilanti

Giampiero Vigilanti è nato a Vicchio il 22 novembre 1930.

Nel 1946, all’età di 16 anni, passa la frontiera francese per cercare lavoro, ma viene rimpatriato a Ventimiglia perchè minorenne; qui gli venne fatto un foglio di via obbligatorio per farlo rientrare a Vicchio.

Nel 1948 ha uno scontro con Pietro Pacciani, suo vicino e coetaneo di età, a cui assesta una bastonata sulla testa perchè lo stesso Pacciani si è sostituito a suo padre rubando un turno di lavoro. Pacciani non sporse denuncia.

Il 5 settembre 1950 viene fermato dalla Polizia di Firenze e accusato di omosessualità e di spiare nei bagni degli uomini.

Il 7 novembre 1950 una nota avverte che non si è presentato presso la Stazione CC di Vicchio contravvenendo al fo­glio di via obbligatorio. Il 16 novembre viene arrestato a Genova per aver contravvenuto al foglio di via obbligatorio.

Dal 1953 al 1957 ha fatto parte della Legione Straniera, combattendo in Indocina e in Africa nella guerra franco-algerina.

Dal 1957, dopo il congedo dalla Legione Straniera, fino al luglio del 1958 si stabilisce a Marsiglia dove apre un nightclub. Il locale fallì anche a causa a scontri con la delinquenza locale; sembra si trattasse di arabi che furono uccisi.

Nell’estate del 1958 rientra in Italia.
Il 30 gennaio 1961 tenta il suicidio mentre si trovava ricoverato presso l’Ospedale Assistenza Scarcerati Italiani di Firenze.
Immagine di proprietà di OKmugello

Il 21 gennaio 1962 si sposa con F. Elena da cui ha due figli. Torna di casa in Canto dei Nelli a Firenze.

Nel 1963 viene curato perchè in preda a crisi depressiva.

Nel 1963 si trasferisce a Vaiano in Via Braga 218.
Nel 1964 viene assunto a Vaiano come operaio tessile presso una delle tante aziende di filatura presenti in zona, risulta alle dipendenze di una società di cui uno dei titolari è Rolf Reinecke.

Dal 19 al 22 giugno 1964 viene pubblicata sul quotidiano La Nazione, nella Cronaca di Prato, la storia del legionario Giampiero Vigilanti. Si tratta di tre puntate.

Il 30 giugno 1966 si trasferisce nella zona Il Cantiere a Prato, in via Antonio Anile.

Nel 1971 acquista una Lancia Flavia rossa il cui cofano e bagagliaio sono verniciati in nero. 

Dal 1972 al 1979 lavora presso la società Ofisa – Onoranze funebri.

Nel 1980 si congeda dalla Ofisa in quanto inizia a percepire una pensione di invalidità per malattia dall’Inps.

Nel 1980 vende la Lancia Flavia rossa acquistata nel 1971.

Il 25 novembre 1983 gli viene rilasciata una licenza di porto d’armi di fucile n.637758G emessa dalla Questura di Firenze. (Ndr. Considerando i precedenti depressivi c’è da chiedersi come possa essere stata concessa la licenza).

Il  16 settembre 1985 subisce una perquisizione della sua abitazione a Prato.

Il 22 novembre 1994 Giampiero Vigilanti subisce una nuova perquisizione presso la sua abitazione. Vengono rinvenute e sequestrate 176 cartucce Winchester, H, calibro 22. Il Vigilanti sostenne di averle acquistate al poligono di tiro.

Il 12 settembre 1998 alcuni quotidiani pubblicano la notizia che Vigilanti, in seguito alla vicenda Mdf sarebbe stato contattato da un parente emigrato in America che deceduto gli ha lasciato 18 milioni di dollari.

Il 9 maggio 2007 partecipa alla trasmissione “Il Binvio” dove racconta le sue esperienze come legionario in Indocina e come sopravvisse nel 1954 ad Hai Phong dove fu sepolto vivo dai nemici e liberato dopo 5 giorni da alcuni compagni d’arme. Racconta anche della fortunata eredità lasciata dal parente americano.

Il 28 novembre 2013 Giampiero Vigilanti denuncia che sono avvenuti due furti presso la propria abitazione. I ladri avrebbero trafugato alcune pistole, una è la High Standard calibro 22, già individuata durante la perquisizione del 16 settembre 1985, un’altra una calibro 7.65 turca, che gli fu regalata da un amico finanziere deceduto e la terza è una rivoltella Smith & Wesson calibro 357 magnum (o calibro 38 special?), che aveva acquistato in un’armeria di Prato pochi giorni prima del furto. Il furto include anche alcune cartucce, calibro 22 long rifle e 7,65.

Il 26 Luglio 2017 un’Ansa rivela che il PM Paolo Canessa nel periodo in cui si occupava del MdF, ora procuratore capo a Pistoia, aveva aperto un procedimento di indagine su Giampiero Vigilanti. Il Vigilanti è iscritto nel registro degli indagati e il procuratore aggiunto di Firenze Luca Turco sta valutando la sua posizione.

28 aprile 2018 il giornalista Stefano Brogioni  realizza una intervista a Giampiero Vigilanti. L’intervista viene registrata. Ascoltando la registrazione si sente dire al Vigilanti sia che aveva posseduto una beretta calibro 22 (mai citata o rinvenuta prima ed inoltre si apprende della sua conoscenza di Francesco Narducci.
Nel gennaio 2019 in seguito ad una denuncia per maltrattamenti fatta dalla moglie, il GIP dispone il divieto di avvicinamento.
 
Il 4 settembre 2019 il Procuratore della Repubblica Luca Turco chiede l’archiviazione del procedimento verso Giampiero Vigilanti. la richiesta è cosi motivata: “Nonostante le approfondite indagini svolte, il quadro indiziario allo stato acquisito risulta fragile ed incerto, non certo suscettibile ad assurgere a dignità di prova, né tale da essere in alcun modo ulteriormente corroborato con ulteriore attività investigativa, tenuto anche conto del lungo tempo trascorso dai fatti;”

Nel settembre 2019 l’Avv. Vieri Adriani deposita una opposizione all’archiviazione richiesto dal Procuratore Luca Turco come rappresentante di alcuni dei parenti delle vittime.

Il 9 novembre 2020 il Giudice Anna Fantechi approva l’ordinanza di archiviazione nei confronti di Giampiero Vigilanti e Caccamo Francesco.

Giampiero Vigilanti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Traduttore