Il 31 Maggio 2002 rilascia testimonianza Michele Baratta, si tratta dell’ex fidanzato di Elisabetta Narducci,

Questo uno stralcio della testimonianza: Alcuni mesi dopo la morte di Francesco, portai Elisabetta da un mio amico, tale Capitanucci Stefano che abitava all’Elce. Nel corso del nostro incontro Elisabetta volle farsi leggere le carte da Stefano e questi gli disse che bisognava liberare l’anima irrequieta di Francesco, implicato nei delitti del mostro di Firenze e che per far questo bisognava affidarsi a dei rituali magici, nel corso dei quali, il venerdì mi pare, di tre settimane consecutive, bisognava bruciare, mi pare, dei chiodi di garofano o incenso o comunque spezie nella villa dei Narducci a San Feliciano. Accompagnai Elisabetta nella villa dove lei compì i rituali prescritti, sempre la sera dopo cena, all’insaputa dei genitori. Ricordo che quando il Capitanucci fece quelle allusioni al coinvolgimento di Francesco nelle vicende del cosiddetto mostro di Firenze, Elisabetta non ebbe strane reazioni e comunque non ebbe le reazioni che mi sarei aspettato e cioè quella di chi insorge nei confronti di una affermazione calunniosa nei confronti di una persona cara. Io avrei reagito molto diversamente. Tanto più che a quei tempi già si parlava di questo coinvolgimento di Francesco nelle vicende fiorentine.

In parte riportato sul Gides 2 Marzo 2005 Nota riassuntiva Nr.133/05/GIDES Pag.122/123

31 Maggio 2002 Testimonianza di Michele Baratta

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