Il 7 Aprile 1987 arriva una seconda missiva anonima a Silvia della Monica ed è indirizzata presso la Questura di Firenze. Anche in questo caso sembra che l’indirizzo riporti un errore, come era avvenuto per la prima missiva a Della Monica, spedita il 10 settembre 1985, il cui indirizzo riportava la parola Repubblica scritta con una B sola.

Il pacchetto conteneva un messaggio di 30 righe scritto a macchina su un foglio, ed una videocassetta VHS con all’interno dei servizi giornalistici, riguardanti il MdF, montati in sequenza e con la canzone “Anna” di Battisti in sottofondo.

Il messaggio conteneva una serie di puntualizzazioni in cui vengono specificati gli errori contenuti nei servizi giornalistici della videocassetta allegata, vi erano inoltre esplicite accuse al giudice Pier Luigi Vigna. In nessuna occasione la Questura ha mai fatto pubblicare la lettera, ne fatto vedere la videocassetta VHS, che rimangono quindi informazione altamente confidenziale.

Da dire che sulla lettera l’anonimo deve aver scritto una frase, puntualizzato una correzione, che fa sobbalzare gli inquirenti in quanto corregge un errore che solo il Mostro poteva conoscere. Questo determina che si convochi una riunione al vertice che si svolge a Palazzo Medici Riccardi. Si incontrano il prefetto, il questore, il comandante del gruppo carabinieri, il comandante del nucleo di polizia tributaria, il comandante del gruppo della Guardia di finanza, il procuratore della Repubblica Raffaello Cantagalli, il procuratore aggiunto Piero Luigi Vigna e il sostituto procuratore Paolo Canessa. Da questo incontro scaturiscono una serie di decisioni: viene riattivata la SAM, la videocassetta viene spedita alla scientifica di Roma per essere analizzata, viene riattivata la campagna “Occhio ragazzi”, viene realizzato uno spot televisivo che viene trasmesso in televisione a livello nazionale e locale, viene fatta una comunicazione a tutti i sindaci della provincia fiorentina per spronarli a mantenere alta l’attenzione sul territorio.

Questa missiva del 1987, arriva prima ancora degli scritti firmati “Anonimo Fiorentino” e può considerarsi il primo atto di accusa al Procuratore Vigna oggetto, successivamente, di accuse sempre più esplicite sia in relazione alla vicenda del Mostro di Firenze, sia ad altre vicende, quali quelle relative ai sequestri di persona a scopo di estorsione, e ad altri episodi delittuosi di rilevanza nazionale, dei quali il dott. Vigna si sarebbe interessato.

Interessante anche che nel 1987, ma anche prima se si considera il ritiro della taglia, gli inquirenti consideravano il caso praticamente chiuso almeno per quanto riguardava il rischio MdF, ne è la prova che la stessa SAM viene riattivata.

7 Aprile 1987 Seconda lettera anonima a Silvia Della Monica
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