Il 29 Novembre 1966 l’RPD riceve una lettera di confessione del delitto di Cheri Josephine Bates avvenuto il 30 ottobre 1966.

Questa la lettera:

Questa la busta:

La traduzione da un post di Francesco Amicone sul forum https://jbinvestigation.forumfree.it/:

LA CONFESSIONE
DI __________

ERA GIOVANE E BELLA, MA ORA È MALCONCIA E MORTA. NON È LA PRIMA E NON SARÀ L’ULTIMA. RESTO SVEGLIO DI NOTTE PENSANDO ALLA PROSSIMA VITTIMA. FORSE SARÀ LA BELLA BIONDA CHE FA LA BABYSITTER VICINO AL NEGOZIETTO E CAMMINA TUTTE LE SERE NEL CUPO VIOTTOLO VERSO LE SETTE. O MAGARI SARÀ LA GRAZIOSA BRUNETTA CON GLI OCCHI BLU CHE DISSE “NO” QUANDO LE CHIESI UN APPUNTAMENTO ALLE SCUOLE SUPERIORI. FORSE, NESSUNA DELLE DUE.
MA PER CAPIRE TAGLIERÒ LE SUE PARTI FEMMINILI E LE LASCERÒ PER TUTTA LA CITTÀ. QUINDI NON RENDETEMI LE COSE TROPPO FACILI.
TENETE LONTANE LE VOSTRE SORELLE, FIGLIE, E MOGLI DALLE STRADE E DAI VICOLI. BATES ERA UNA STUPIDA. È ANDATA AL MASSACRO COME UN AGNELLO. NON HA ACCENNATO A LOTTARE. IO SÌ. È STATO FIGO. PRIMA HO STACCATO IL CAVO DELL’IGNEZIONE. POI L’HO ASPETTATA IN BIBLIOTECA E L’HO SEGUITA FUORI DOPO DUE MINUTI. LA BATTERIA DELL’AUTOMOBILE DOVEVA ESSERE GIÀ ANDATA IN QUEL MOMENTO. LE HO OFFERTO UN AIUTO. È STATA DISPONIBILE A PARLARE CON ME. LE HO DETTO CHE LA MIA AUTO ERA GIÙ LUNGO LA STRADA E CHE LE AVREI OFFERTO UN PASSAGGIO A CASA. QUANDO ERAVAMO LONTANI DALLA BIBLIOTECA LE HO DETTO CHE ERA GIUNTO IL TEMPO. MI HA CHIESTO “IL TEMPO PER COSA?”. LE HO DETTO CHE ERA TEMPO PER LEI DI MORIRE. L’HO AFFERRATA PER IL COLLO TENENDOLE UNA MANO SULLA BOCCA, NELL’ALTRA IL COLTELLINO PUNTATO ALLA GOLA. È DIVENTATA MOLTO DISPONIBILE. IL SUO SENO ERA TURGIDO E CALDO SOTTO LE MIE MANI. MA SOLO UNA COSA AVEVO IN MENTE. FARLE PAGARE IL RIFIUTO CHE MI AVEVA DATO NEGLI ANNI PRECEDENTI. È MORTA DURAMENTE. SI AGITAVA E SI CONTORCEVA MENTRE LA STRANGOLAVO. SI MORDEVA LE LABBRA. HA LANCIATO UN URLO E LE HO DATO UN COLPO IN TESTA PER FARLA TACERE. L’HO PUGNALATA E HA SMESSO. QUINDI HO CONCLUSO IL LAVORO TAGLIANDOLE LA GOLA. NON SONO MALATO. SONO INSANO. MA NON PER QUESTO IL GIOCO SI FERMERÀ. QUESTA LETTERA DOVREBBE ESSERE PUBBLICATA AFFINCHÉ VENGA LETTA DA TUTTI. POTREBBE SALVARE QUELLA RAGAZZA NEL VICOLO. MA QUESTO SPETTA A VOI. NON A ME. SARÀ SULLA VOSTRA COSCIENZA. NON SULLA MIA. SÌ, VI HO FATTO ANCHE QUELLA TELEFONATA. ERA UN AVVERTIMENTO. OCCHIO… ORA STO STALKANDO LE VOSTRE RAGAZZE.

CC
CAPO DELLA POLIZIA

Il 30 aprile 1967, cica 6 mesi dopo l’omicidio di Bates, tre lettere scritte a mano arrivarono alla sede dell’RPD, alla redazione della Riverside Press-Enterprise e al padre di Cheri Josephine Bates.

29 Novembre 1966 La lettera di confessione del delitto di Cheri Josephine Bates

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