Il 4 Dicembre 2002 rilascia testimonianza Alberto Buini, vicino di casa dei Narducci a San Feliciano.

Testimonianza rilasciata dinanzi al Pubblico Ministero Dr. Giuliano Mignini sost, assistito dal M.llo A. s UPS Angelo De Pascalis, addetto al
Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Perugia.

Questa la testimonianza: Buini Alberto 04.12.2002

Dichiara di avere appreso dalla sua domestica Emma Magara, che è anche la moglie del defunto Luigi Stefanelli, che è il custode della villa Narducci (mentre la donna vi svolge spesso lavori domestici), che quest’ultimo, recatosi nella villa verso le 14 dell’8 ottobre 1985, per depositare del legname, aveva preso una lettera lasciata dal gastroenterologo, che lo Stefanelli aveva consegnato al Prof. Ugo Narducci il giorno dopo.

Vedi l’informativa: 29 giugno 2004 Informativa stato indagini Perugia Pag.2

e ancora:

Confermo quanto ho già dichiarato (vedi 14 maggio 2002), in particolare che il corpo del Narducci fu ritrovato con pesi al collo e comunque con pesi addosso. Questo era quello che tutta la gente del paese di S. Feliciano diceva. Dicevano anche che, nella barca trovata la sera fra l’8 ed il 9 ottobre 1985, c’erano parecchie scatole di barbiturici vuote e qualche indumento. Ciò mi venne riferito da Emma Magara nel corso di una cena nella sua casa di S. Feliciano, il giorno del ritrovamento del cadavere o poco dopo, alla presenza dell’allora Capitano dei CC Di Carlo, del marito di Emma e dei suoi figli. Ricordo che il particolare dei pesi al corpo (collo e fianchi) e addirittura di una catena, era dato per pacifico da tutti i presenti, anche dal Capitano Di Carlo che non smentì mai il particolare. Dato che io avevo sentito in paese che il Narducci poteva essere coinvolto nella vicenda del cosiddetto “Mostro di Firenze”, perché così dicevano tutti in paese, ne parlai anch’io a cena. Alle mie parole che ripeto oggi con sicurezza, il Capitano Di Carlo non disse nulla, mentre Emma e gli altri sembravano increduli di fronte alle chiacchiere che circolavano… Aggiungo che, recentemente, il Colonnello Di Carlo, che è mio amico, mi telefonò poco dopo la mia audizione chiedendomi che cosa avessi riferito al magistrato ed io gli risposi che avevo detto solo la verità. Il Colonnello Di Carlo mi è sembrato un po’ contrariato. Ricordo che, durante un’altra cena a casa mia, che si tenne o il lunedì o il martedì successivi al ritrovamento, avvenne un fatto molto strano e cioè che, mentre prima tutti dicevamo le cose che ho riferito e tutti parlavano del ritrovamento del cadavere del Narducci come l’ho descritto, avvenne qualcosa, non so se una telefonata o una comunicazione improvvisa, che impose il silenzio sulla vicenda e a quella cena non parlò più nessuno del caso Narducci. Alla cena parteciparono quasi tutti coloro che avevano organizzato le operazioni di recupero del cadavere.”

Vedi Nota Finale Gides 4 aprile 2007 Pag. 49/50

4 Dicembre 2002 Testimonianza di Alberto Buini

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