Il 03 ottobre 1985 vengono ritrovati un paio di guanti da chirurgo in lattice, misura 7, un fazzolettino con tracce ematiche di sangue (probabilmente umano) e dei capelli umani di colore castano chiaro. Il reperto è ritrovato occasionalmente da Valter Dubex in un cespuglio.

Questo la sua deposizione. “ Valter Dubex e la sorella Catia Dubex raccontavano di essersi recati sul posto ove, pochi giorni prima, si era consumato il duplice delitto, assieme al marito della donna, tale Benedetto Saputo (all’epoca fidanzato) ed al loro cagnolino. Gli stessi avevano notato che c’erano ancora i segni dell’intervento della Polizia, e cioè il nastro rosso e bianco che ancora delimitava l’area di interesse e che ancora era ben disteso e fissato tra un albero e l’altro. Sul posto avevano trovato un uomo sui 50 anni in tenuta ginnica in compagnia di una donna bionda e giovane ed un’altra persona intenta a fare riprese con una videocamera (un riscontro alla persona con la videocamera lo si rileva dal verbale di interrogatorio reso al P.M. in data 4 ottobre 1985 da Spezi Mario, vedi). I tre si erano messi a parlare con l’uomo in tuta commentando il delitto avvenuto in quel luogo e in quel frangente il cane si era infilato dentro un cespuglio che si trovava accanto al punto in cui si erano fermati e che divideva la piazzola dal bosco.

La Dubex Catia si era avvicinata al cespuglio e si era piegata sulle gambe per cercare di tirare fuori il cane. Durante questa operazione si era accorta che in mezzo al cespuglio c’era un involucro di carta che sembrava appallottolato; al quel punto aveva richiamato l’attenzione degli altri, compreso l’uomo in tuta, che avvicinatosi aveva prelevato l’involucro. Lo aveva poi allargato e tutti quanti avevano visto che all’interno c’erano un paio di guanti del tipo chirurgico che sembravano usati. Subito dopo, spinti dalla curiosità, tutti si erano piegati per guardare meglio dentro a quel cespuglio. Durante questa operazione avevano rinvenuto un fazzolettino di carta che presentava macchie di colore rosso che a loro giudizio sembravano macchie di sangue, relativamente fresche, ed anche uno o due capelli. Il fazzolettino era stato materialmente prelevato dal Saputo Benedetto con molta cautela, probabilmente con due dita o con un bastoncino. A quel punto tutti avevano discusso fra di loro su cosa fare e sulla necessità di andare dai Carabinieri. L’uomo in tuta non dava la propria disponibilità dicendo che non voleva avere niente a che fare con quei fatti. I tre testimoni si recavano invece alla Stazione dei Carabinieri di S. Casciano, dove avevano parlato con un carabiniere di mezza età, al quale avevano raccontato tutto, consegnando quanto era stato rinvenuto e lasciato solo le loro generalità ed i loro recapiti senza firmare alcun atto. Dopo quella volta i carabinieri non si erano fatti più sentire.”

Il Fazzolettino e il capello saranno consegnati all’Istituto di Medicina legale di Firenze il 5 ottobre 1985.

3 Ottobre 1985 Ritrovamento dei guanti e fazzolettino a Scopeti
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