Il 25 Gennaio 2006 rilascia testimonianza Giovanni Battista Mancini.
Questa la testimonianza: Dr. MANCINI Giovanni Battista testimonianza 25.01.2006 con 63 cpp
Questa la trascrizione della testimonianza:
N. 8970/02 R.G.N.R. Mod. 21
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia
(Perugia, Via Fiorenzo di Lorenzo n. 22/24, tel. n. 075/54491)
VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI
(art. 362 c.p.p.)
Il giorno 24, il mese di gennaio, dell’anno 2006 alle ore 12.45, in Perugia, c/o Procura, in Via Fiorenzo di Lorenzo n. 22/24, dinanzi al Pubblico Ministero Dr. Giuliano Mignini sost. (ufficio sito al terzo piano del palazzo), coadiuvato dall’App. CC. Danilo Paciotti della Sezione di P.G. Carabinieri Sede, alla presenza del Dr. Paolo ABBRITTI uditore giudiziario in tirocinio, è comparso il dr. MANCINI Giovanni Battista il quale, richiesto delle generalità, risponde: ” Sono e mi chiamo Giovanni Battista MANCINI, nato a Foligno (PG) il 24.06.1956 residente in Perugia V.le Roma nr. 21, medico.“
Il Pubblico Ministero, visti gli artt. 197, 197 bis, 198, 199, 200, 201, 202 e 203 c.p.p., richiamati dall’art. 362 c.p.p. e ritenuto che non sussistono le ipotesi di cui agli artt. 197, 197 bis, 199, 200, 201, 202 e 203 c.p.p., ricorda alla persona informata sui fatti che ha l’obbligo di rispondere secondo verità alle domande che le saranno rivolte e di non tacere circostanze conosciute e la informa che le false informazioni al Pubblico Ministero sono punite a norma dell’art. 371 bis c.p.
Il Pubblico Ministero procede, quindi, a esaminare la persona informata sui fatti in ordine alle circostanze per cui è procedimento, già collegato, ex art. 371 c.p.p., con quello n. 1277/03 R.G.N.R Mod. 21 della. Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze.
Domanda: Lei ha prestato servizio come guardia medica nell’ A.S.L. del Lago Trasimeno?
Risposta: Si, sono stato all’A.S.L. del Lago Trasimeno tra gli anni 1985/1986. Mi sono premurato di fare accertamenti e ho acquisito la documentazione da cui risulta che nei mesi di settembre, ottobre e novembre 1985 ho svolto l’attività di guardia medica all’A.S.L. del Lago Trasimeno. Ero in servizio sabato 12 ottobre dalle ore 14.00 alle 20.00 e domenica 13 ottobre 1985 dalle 08.00 alle 20.00.
Domanda: Lei è il genero della dr.ssa Maria Olivi?
Risposta: Si, ho sposato sua figlia Elisabetta Barbiera il 28.09.1985 e sono ritornato il 5 o 6 ottobre ma il primo turno di guardia medica, l’ho fatto il giorno 12.10.1985.
Domanda: Chi erano i suoi colleghi all’A.S.L del Lago Trasimeno?
Risposta: Non ricordo, l’unico che ricordo sono il dr. Mezzetti, che lavorava a Magione e ora che ricordo la dott.ssa Boldrini che lavorava all’A.S.L. del Trasimeno, sede di Passignano.
Domanda: Ricorda altri colleghi?
Risposta: No. (Si da atto che il dr. Mancini, appare esitante e in evidente imbarazzo.)
Domanda: Lei conosceva il dr. Francesco Narducci?
Risposta: Lo conoscevo solo di nome.
Domanda: Conosceva la dott.ssa Seppoloni e dott.ssa Mencuccini?
Risposta: No, non le conoscevo
Domanda: Avevate competenza per annegati sul Lago Trasimeno? (Si da atto che il dr. Mancini è particolarmente in imbarazzo.)
Risposta: A me personalmente non è stato mai detto cosa avrei dovuto fare.
Domanda: Non siete mai intervenuti per accertamenti di morte su cadaveri ripescati nel Lago?
Risposta: Si, ma non mi è mai capitato personalmente. (Si da atto che il dr. Mancini appare turbato fin quasi a piangere e continua a ripetere: “ la persona che hanno chiamato non me la ricordo”
Domanda: Lei quella domenica ha parlato con sua suocera?
Risposta: Forse, ma non me lo ricordo, non so chi me l’abbia detto, non so cosa ho detto.
Domanda: Come e da chi ha saputo della scomparsa del cadavere identificato per quello di Francesco Narducci?
Risposta: Non me lo ricordo.
Domanda: Le contesto che dalle indagini risulta che lei avvertì sua suocera, dott.ssa Maria Olivi del rinvenimento del cadavere del Narducci e che lo stesso era legato con dei pesi alle mani. Cosa mi dice in proposito?
Risposta: Non mi ricordo da chi mi venne detto qualcosa, non ricordo cosa mi fu detto e che cosa dissi a mia suocera né se le ho chiesto cosa avesse detto. (Si dà atto che il dr. Mancini, di tanto in tanto diventa rosso in viso e come lui stesso ammette e porta le mani congiunte al volto in più occasioni.
Lo stesso dichiara: “Questa situazione mi ha agitato. Poiché me lo chiede, le dico che ho saputo da mia cognata Caterina Barbieri che mia suocera aveva riferito a lei nell’interrogatorio che ero stato io ad informarla del rinvenimento del cadavere, mentre a me ha negato di aver fatto il mio nome al magistrato.
A questo punto visto l’art. 63 c.p.p. essendo emerso indizi di reità a carico del dr. Mancini poiché lo stesso ha negato circostanze riferite chiaramente da altre persone informate sui fatti, ha invocato la mancanza di ricordi anche sui propri colleghi all’A.S.L. e all’evidenza è apparso imbarazzato ed in crisi, fin quasi a piangere ed è quindi ipotizzabile il reato di cui all’art. 371 bis. C.P. commesso in Perugia in data odierna in danno del Ministero della Giustizia, interrompe l’esame e lo avverte che a seguito di tali dichiarazioni potranno essere svolte indagini nei suoi confronti. Lo invita anche a nominare un difensore di sua fiducia e che le precedenti dichiarazioni non potranno essere utilizzate nei suoi confronti.
Si dà atto che il Dr. Mancini, di sua iniziativa dichiara: “mia figlia è nata grazie all’intervento del prof. Ugo Narducci, che ha effettuato un parto cesareo a mia moglie. Effettivamente mia suocera era collega di lavoro e amica di Ugo Narducci.”
Si dà, altresì, atto che il presente verbale è stato redatto in forma riassuntiva, a norma dell’art. 140 c.p.p. e chiuso alle ore 13,45.
Copia dello stesso p. v. viene allegata al fascicolo n. 2782/2005 R.G.N.R Mod. 21, stante la sua rilevanza in ordine a tale procedimento.
L.C.S.
IL PUBBLICO MINISTERO
(Dr. Giuliano Mignini sost.)
Dr. Paolo ABBRITTI
L’addetto alla Sezione di Polizia Giudiziaria
(App. CC. Danilo Paciotti)
