E se la pistola del mostro fosse “al di sopra di ogni sospetto” ? Sono centinaia le armi mai controllate”, di Mario Spezi. Si dice che il mostro potrebbe usare una pistola che non lascia traccia nei registri coi nomi dei possessori d’armi. Ce ne sarebbero anche di Beretta cal. 22. Sono state censite 14.000 pistole in Toscana, ma le armi “eccellenti” non sono mai state controllate. Se il mostro possedesse una di queste pistole, questo spiegherebbe la sua sicurezza nel lasciare i bossoli che potrebbero portare a lui, proprio perché non vi è un rapporto tra lui e l’arma come non vi è tra lui e le vittime. Proprio il 9 agosto mattina Fleury e Canessa, il Comm. Sandro Federico e il Capitano CC. Maurizio Telloni sono andati a Brescia, nella sede della Beretta, per cercare di capire meglio il modello di calibro 22 che ha l’assassino. Di quella pistola, infatti, la Beretta, nel giro di pochi anni, ne ha fatti alcuni tipi con poche varianti. Tutti i dati dell’arma finiranno nel computer di cui dispone la squadra speciale insieme alle molte altre informazioni immagazzinate. Molta attenzione viene data agli spostamenti di abitazioni di determinate persone tra Signa e il Mugello, nel periodo compreso tra il 1968 (primo delitto) e il 1974 (secondo delitto). Un’analoga indagine, ma senza il supporto elettronico, riguardava gli spostamenti di persone tra Scandicci e il Mugello. Secondo Spezi, sino a poco tempo prima (dell’articolo), si pensava che il primo delitto fosse quello di Scandicci (6.06.1981). Gli investigatori hanno sempre pensato che il primo crimine possa essere stato commesso non lontano dalla residenza del “Mostro”. In quel momento, quindi, l’interesse si era spostato da Scandicci a Signa. Un’altra ipotesi è che la pistola “eccellente” si trovi non a Firenze ma in una località non interessata dalle indagini. La Beretta verrebbe portata in Toscana solo per i delitti e poi occultata in un sicuro rifugio altrove. Ma per fare questo, anche chi la trasporta dovrebbe essere un cittadino al di sopra di ogni sospetto.

“Confermato l’identikit” di Umberto Cecchi. Parla delle numerosissime segnalazioni pervenute al giornale, parte delle quali trasmessa poi all’AG. Alcune segnalazioni hanno costretto a battere le colline tra Calenzano e il Mugello. Hanno cercato un’auto rossa, 1100 D targata FI 75546. Un’altra segnalazione, riguardante un caso di perversione sessuale a Bologna di un personaggio che si avvicina al profilo psicologico del mostro (anche per traumi infantili). Pochi mesi prima dell’articolo, armato di un coltello, aveva costretto alcune donne a denudarsi, ma era in prigione in occasione di due dei delitti. Un omosessuale, con un auto sportiva rossa, notata a Calenzano in occasione del delitto Cambi – Baldi, sembra si aggiri da anni nella zona delle Cascine in cerca di compagnie maschili. Da Pistoia un anonimo ha detto che l’assassino di Pia Rontini e Claudio Stefanacci, la notte del delitto, aveva parcheggiato una Flavia coupé rossa con tetto nero quasi in mezzo alla strada. L’uomo che si trovava in auto era simile a quello dell’identikit ma aveva i capelli più lunghi. Vi è poi una linea di tendenza secondo cui a uccidere non sarebbe una sola persona ma più d’una.

10 Agosto 1984 Stampa: La Nazione – E se la pistola del mostro fosse “al disopra di ogni sospetto”? Sono centinaia le armi mai controllate
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2 pensieri su “10 Agosto 1984 Stampa: La Nazione – E se la pistola del mostro fosse “al disopra di ogni sospetto”? Sono centinaia le armi mai controllate

  • 29 Giugno 2026 alle 20:55
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    Gentili Signori,
    sono un appassionato di armi e un giorno mi sono detto, vediamo perché la perizia sui bossoli sparati dall’arma del mostro di Firenze sono stati attribuiti ad una Beretta calibro 22 lr serie 70.
    Ho fatto una ricerca è ho visto le foto dei bossoli repertati, hanno un segno di percussione di forma rettangolare e leggermente ubblicuo, incompatibile con un percussore Beretta serie 70 che è di forma circolare.
    Un percussore compatibile con quelle tracce e caratteristiche, è quello della pistola High Standard calibro 22 lr, pistola detenuta in quel periodo dal Sig. Vigilanti, della quale successivamente ne denunciò il furto.
    Compatibile anche con fatto che fu detto che l’arma era usurata, Vigilanti era iscritto al poligono e probabilmente quella pistola ha sparato migliaia di colpi.
    È un’arma da tiro molto più precisa della Beretta serie 70.
    All’epoca L’FBI dichiarò che il mostro era alto più di un metro e ottanta.
    Quello del percussore della pistola è un fatto inconfutabile e verificabile in ogni momento, il resto lo lascio agli esperti di crimini.

    Cordiali saluti
    Stefano Comida

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    • 30 Giugno 2026 alle 07:20
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      Buongiorno. Cioè mi vuol dire che tutti i periti hanno confuso un segno rettangolare con uno tondo?

      Rispondi

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