Esiste la possibilità che venga compresa la differenza che sussiste fra la persona e un personaggio?

Per il 4000esimo articolo del blog una disamina del mondo mostrologico.

Il personaggio è costruito da una persona, ma non è la persona. Il personaggio è costruito per stare sotto i riflettori, su un palco, ma non è la verità, è una rappresentazione e come tale può dire e fare tutto.

La mostrologia, termine non bellissimo ma ormai accettato come indicante gli studiosi del caso mostro di Firenze, non necessita di personaggi, ma di persone. Le persone hanno una dignità e quindi devono stare attente a ciò che dicono per non ledere la propria stessa dignità. Il personaggio è privo di dignità e quindi può rappresentare qualsiasi sfaccettatura dell’animo della persona, anche il più truculento.

Nella mostrologia c’è un limite però, il rispetto per la tragedia, e quindi il personaggio stona, diventa burattino e niente più, e chi lo scambia per una persona è marionetta stessa del personaggio.

La sensazione è che il “gruppo”, tacito e non progressivo, di una volta abbia fatto il suo tempo e alla frase: “va male, va molto male” si sia necessitato di un nuovo modo di mandare in vacca lo studio, la storicizzazione, la dignità.

Una volta si tenevano le briglie tirate non fornendo documentazione o fornendone parte o addirittura plichi alterati. Qualcosa è cambiato, e per mandarla in vacca adesso si necessita dei personaggi. Personaggi squallidi e privi di sapone, personaggi stupidi ed arroganti, personaggi melliflui e supponenti. Tranne un paio, che sono sempre stati personaggi utili idioti, adesso ne sono spuntati altri. Come amanite avvelenano i tubi attraverso interminabili letture o ridondanti ripetizioni stropicciate. Sembra sappiano di che parlano, ma recitano da un palco. Sono personaggi.

Ogni personaggio è talmente entrato nella parte che arriva a credersi una persona, ma cosa ancora più grave, chi li ascolta, li vede come persona e non percepisce il personaggio. Le persone serie si contano sempre su meno mani.

Chiunque non vi riferisce fatti, e distingue bene tra il fatto e la sua supposizione, è un personaggio, specie se fa passare la sua supposizione per verità. Da capire che molti personaggi confondono il fatto con l’interpretazione dello stesso, quindi mescolano, confondono, immaginano, ma raccontano tutto questo come verità. Se poi il personaggio nasconde un fatto per confermare la sua verità diventa anche un depistatore.

Le nuove sinergie che si sviluppano sono forvianti come le vecchie, ma più appariscenti ed adatte alla società di oggi che si basa sull’apparenza e non sulla sostanza. Tranquilli comunque, sia la vecchia nomenclatura che la nuova hanno un punto in comune, non rendere pubblici i documenti perché se voi non potete leggerli è ovvio che vi adagerete sulla loro verità.

Chiedete, a questi personaggi di farvi avere i documenti, per intero, e non di farveli solo annusare.

Lo schifo del “personaggio” nella mostrologia
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