Il 2 Settembre 2005 rilascia testimonianza Cesare Agabitini, ex guardiano dell’isola Polvese dal 1974 al 1998, lavorava con Luigi Stefanelli.

Questa la testimonianza: 02.09.05 testimonianza Cesare AGABITINI

Questo uno stralcio della testimonianza:

Domanda: Lei ha reso dichiarazioni al quotidiano “IL MESSAGGERO” all’epoca della scomparsa del Narducci. Tali dichiarazioni sono riportate nel numero di Venerdì 11 ottobre 1985, nell’articolo che si allega in copia al presente Verbale. Secondo tali dichiarazioni, il giorno della scomparsa del Narducci vi erano nel porticciolo antistante il castello e la villa, una famiglia composta da tre persone e un pescatore sportivo. Mi può precisare chi fossero queste 4 persone?

Risposta: “le persone erano 3, vale a dire il pescatore di professione Enzo Ticchioni, la moglie e una delle figlie.”

Domanda: Nel corso di quella giornata e nei giorni successivi, Lei è mai andato in località Maciarone? Inoltre, dal porticciolo dove Lei si trovava poteva vedere e sentire quello che avveniva nella zona del Maciarone?

Risposta: “No. Assolutamente. Preciso anche che dal porticciolo e dalla mia abitazione non si poteva assolutamente né vedere, né sentire quello che accadeva al Maciarone. Poiché me lo chiede le dico che né in quei giorni, né in giorni successivi sono state fatte ricerche al Maciarone. Anch’io, quando sono uscito il giorno dopo, ho fatto le ricerche solo nella zona dove sono state fatte le ricerche ufficiali, cioè dalla parte opposta del Maciarone. Ricordo anche che durante la tarda serata dell’8 ottobre venni avvisato della scomparsa del Narducci da parte dell’allora Appuntato dei Carabinieri Di Goro. Aggiungo anche, e sono assolutamente certo di quello che dico, che Peppino Trovati mi disse, poco dopo l’inizio di queste indagini, che il Prof. Pierluca Narducci avvertito da Trovati, all’imbrunire, della scomparsa del fratello, arrivato alla darsena invece di iniziare subito le ricerche come proponeva il Trovati, volle recarsi da solo nella villa perché, come disse al Trovati, voleva essere sicuro che il fratello non fosse già rientrato in villa, perché secondo lui il fratello Francesco poteva essere rientrato in villa da qualche altra parte, non passando dalla darsena. Questa confidenza fattami dal Trovati la ricordo perfettamente. Aggiungo anche che Trovati in quell’occasione mi raccontò anche che la seconda o la terza notte dalla scomparsa, il Prof. Ugo Narducci l’aveva svegliato in piena notte verso le 23.00 perché una chiromante gli aveva detto che il figlio Francesco era ferito e chiedeva aiuto davanti al portone del Castello di Isola Maggiore. A quanto mi disse Trovati Ugo era accompagnato da un suo amico, cioè del Professore, e sempre secondo il racconto del mio amico Peppino, lui, cioè il Trovati, non voleva andare ma è stato costretto ad accompagnarlo insieme al suo amico e a Giuliano Belardoni. Al loro arrivo non trovarono nulla. Questi particolari li ricordo con precisione e ricordo anche che me li ha riferiti qualche anno fa, il Peppino Trovati, dopo l’inizio delle indagini. Sono assolutamente certo di quello che dico anche perché non sono un bugiardo e non avrei nessun motivo per mentire.

Domanda: Si ricorda se in quel periodo morirono due velisti fiorentini nel lago Trasimeno?

Risposta: “Non ricordo in quale periodo, ma prima della scomparsa del Narducci, effettivamente due velisti fiorentini partiti dal gruppo velico di Passignano, perirono in seguito al rovesciamento della loro imbarcazione e i cadaveri furono ritrovati in prossimità di Panicarola.

2 Settembre 2005 Testimonianza di Cesare Agabitini

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