Il 9 Novembre 2001 rilascia testimonianza Nazzareno Moretti, titolare dell’omonima impresa funebre, che trasportò il corpo ritrovato il 13 ottobre 1985 dal pontile di Sant’Arcangelo a villa Narducci a San Feliciano.

Il Moretti disse che il cadavere era molto gonfio e rimase meravigliato che la Dott.ssa Daniela Seppoloni non gli rilasciò nessun documento di trasporto per la salma.

Il Moretti si avviò e “l’ufficiale della Polizia di Stato” gli “ordinò” di dirigersi a Perugia. Il Moretti pensò di dirigersi verso l’Istituto di Medicina Legale, ma al bivio di San Feliciano fu fermato da una giovane donna (probabilmente Giovanna Ceccarelli, moglie di Pier Luca Narducci), che, rivolta all’”ufficiale”, gli avrebbe detto: “ Ha detto mio suocero di portarlo a casa”, alludendo alla villa di San Feliciano, cosa che avvenne prontamente, anzi, il Moretti racconta che fu proprio “l’ufficiale” a guidarlo alla villa.

Questo uno stralcio del verbale: “giunti all’incrocio sulla Magione Chiusi, esattamente al Bivio di San Feliciano venni fermato da una donna, che credo sia stata la cognata del defunto, che rivolgendosi all’ufficiale diceva “Ha detto mio suocero di portarlo a casa”. A questo punto l’ufficiale della Polizia di Stato mi diceva di dirigermi verso l’abitazione del dottore“.

Quando il Moretti arriva alla villa di San Feliciano il cadavere viene “scaricato” dal carro funebre e posto sul garage. In seguito il Moretti viene congedato in quanto era presente un’altra agenzia funebre, l’impresa Passeri di Perugia, che si occupò delle pratiche da quel momento in poi. Il  rappresentante dell’agenzia Passeri è Nazzareno Morarelli, insieme ad altre persone, si incarica di rivestire il cadavere gonfio e sfigurato che era stato ripescato.

Vedi Richiesta decisione di competenza 15 luglio 2005 pag. 11

9 Novembre 2001 Testimonianza di Nazzareno Moretti

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