Il 5 Febbraio 1996 Pietro Tony, PM nel processo di appello di Pietro Pacciani condusse un’arringa dove un pezzo alla volta demolì tutte le prove contro Pacciani, declassandole a semplici indizi e ventilando l’ipotesi che qualcuno di essi non fosse veritiero. Fra gli indizi demoliti anche il famoso proiettile rinvenuto nell’orto di Pacciani. Tony afferma in aula che i periti non hanno mai dichiarato il numero esatto delle microstrie che indicherebbero la compatibilità o meno con i bossoli ritrovati sui luoghi degli omicidi. Afferma che i periti si limitano solo ad affermare una “buona coincidenza“.  Preannuncia in pratica la richiesta del giorno successivo in cui richiede una nuova perizia. Si dimostra altrettanto duro rispetto alle testimonianze che definisce in buona sostanza prive di un riscontro probatorio. Questa arringa, forse non inaspettata, indirizza il processo di appello verso l’assoluzione di Pacciani.

5 Febbraio 1996 L’arringa di Pietro Tony al processo di appello Pacciani
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