IL FILM SUL MOSTRO E’ UNA VERGOGNA DOVETE BLOCCARLO

FIRENZE – “Perchè mi sono rivolta al magistrato? Questo film non mi sembra una cosa giusta, è una cosa ripugnante”. E’ la signora Rina Nencini, vedova Cambi, che parla. E’ la madre di Susanna, assassinata dal mostro di Firenze il 22 ottobre del 1981 nei pressi di Calenzano, mentre era in auto insieme al fidanzato, Stefano Baldi. Per dieci giorni mentre la troupe del film “Il mostro di Firenze” girava gli esterni nel capoluogo toscano la signora Nencini ha riflettuto, ha protestato insieme ad altre famiglie delle vittime del maniaco e alla fine ha deciso di rivolgersi alla magistratura. Tramite l’ avvocato Luca Saldarelli ha presentato ricorso al pretore Ferdinando Sergio chiedendo in via d’ urgenza la sospensione della lavorazione del film “Il mostro di Firenze” che ricostruisce la tragica catena di omicidi (sedici in diciassette anni) ed eventualmente, se esistono, di bloccare altri progetti aventi lo stesso tema. In alternativa viene chiesto al giudice di disporre che regista e produttore esibiscano il copione. “Su questo film – dice la signora Nencini – non sono d’ accordo, non lo vorrei neppure se gli incassi fossero devoluti in beneficenza. Non mi interessa incontrarmi con il regista o il produttore, fanno un film sulla pelle della mia pelle. Ci sono già state troppe speculazioni ed è l’ ora di finirla. Mi opporrò in ogni modo. Ricorrerò anche a Roma, andrò dal capo dello Stato se è necessario”. “Abbiamo posto un problema di estrema delicatezza – spiega l’ avvocato della signora Nencini – che non mi risulta abbia precedenti in Italia. Non intendiamo comprimere la libertà di espressione, ma la libertà deve essere correlata e mitigata dal diritto alla riservatezza e all’ immagine che sono diritti costituzionalmente protetti. Ecco, noi temiamo che questi diritti possano essere stati lesi nel racconto della drammatica vicenda. Per questo abbiamo sollecitato un intervento della magistratura”. Del film, che fin dal primo ciak ha sollevato polemiche e prese di posizione (è stato definito dal sindaco Massimo Bogianckino “un’ offesa alla società”), si discuterà in pretura giovedì 19 dicembre. Fino ad allora il regista Cesare Ferrario, che da due giorni si è trasferito con tutta la troupe a Roma, potrà continuare a lavorare senza troppi problemi anche se la notizia del ricorso ha già sollevato qualche preoccupazione. “Noi non abbiamo nessuna intenzione di speculare su questa vicenda – afferma Bruno Noris, uno dei produttori del film che dovrebbe arrivare sugli schermi nel mese di febbraio – anzi ci hanno detto che forse potrebbe servire per smascherare l’ assassino. Non ci sono scene di violenza e non si vedono i delitti”.

di PAOLO VAGHEGGI

6 Dicembre 1985 Stampa: La Repubblica – Il film sul mostro è una vergogna dovete bloccarlo
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