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Credo che il Mostro di Firenze vada inquadrato sotto la luce di un Diacono rifiutato. Un Sacerdote negato. O di un Moralista e con Cultura, che mon accetta se’ stesso in quanto omossessuale, era sensibilissimo ed amante dell’Arte e del Botticelli ( vedasi La Primavera con le rose che escono dalla bocca ): immagine conturbante deviata con l’utero visto come sacro che produce la Vite purificatrice ( il Cristo col suo sangue ). Asporta l’utero in segno di punizione: lo hai disonorato! Un Savonarola che vive a Borgo san Lorenzo, un moralizzatore del posto. Che poi si sposta e ritorna ( devastato, quasi a rifugiarsi ) a Borgo san Lorenzo dopo aver ucciso i due omosessuali tedeschi ( giornali trovati intorno inneggianti all’omosessuaiita’ mi da un’idea di uno che non accetta la sua onosessualita’ e quando gli si para innanzi, lo spaventa: come se avesse ucciso se’ stesso, quindi sconvolto si rifugia inconsciamente al suo Paese d’origine ). E si rinasconde nell’ultimo omicidio mettendo a posto la coscienza deviate. Non uccide piu’ perche’ la sua omosessualita’ prende il sopravvento ( trova un suo compagno ? ) e il suo equilibrio psichico trova un suo scopo ed in questo una quiete relativa. A Borgo sal Lorenzo c’e’ la risposta, seppur celata. E il cadere dentro una zona di pervertiti, nelle uccisioni a valle, credo non sia casuale.
Certamente va appeofondita questa pista, senza ricadere nel solito disvo rotto. Il pezzo rotto del disco e’, ed ha, queste caratteristiche, visti gli anni perbenisti in un inizio del crescendo di informazione verso gli omosessuali che, hanno scatenato in questo soggetto un tilt schizzofrenico. Chi tra i conosciuti lassi’ aveva una calibro 22 potrebbe sapere chi fosse questa mina vagante sconquassata dall’interno.
Il 1983, l’omicidio dei due uomini tedeschi, non è l’ultimo duplice omicidio, ne sono stati commessi altri due nell’84 e nell’85.