Nata a Vicchio del Mugello il 3 giugno 1956. Risiede con i genitori Andrea Pettini e Bruna Bonini Via Pesciola 30 a Vicchio del Mugello.

Si diploma come segretaria d’azienda ed ottiene un primo impiego, dal settembre 1973 al gennaio 1974, nella ditta di autotrasporti “Cammelli Autotrasporti” con sede a Barberino di Mugello. Il secondo impiego fu presso una ditta “New Flex” di Firenze zona isolotto. Poi assunta presso la “Magif” in Via Stradivari a Firenze con la mansione di impiegata addetta alla fatturazione. 

Nel 1972 cominciò a frequentare Pasquale Gentilcore conosciuto alla discoteca “La Spiaggia”.

Dopo una lite con Pasquale scrisse sul suo diario: “Voglio morire. Sparire per sempre. L’unica cosa che mi dispiace è lasciare la mia mamma che non ha mai avuto niente dalla vita. Come me.” Ed il giorno successivo : “Ti odio, Pasquale ma nello stesso modo ti amo. Ti voglio bene.”

Stefania Pettini

3 pensieri su “Stefania Pettini

  • 29 Ottobre 2021 alle 08:33
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    Mi sembra strano che un solo individuo, per quanto bestiale, possa infliggere da solo tantissime feroci coltellate da rompere lo sterno. La cronaca nera narra, in media, di circa metà coltellate da parte di spietati assassini che hanno avuto pure più tempo.
    Anche lo schema stesso delle coltellate sembra ipotizzare che ci fosse qualcun altro che per gioco(?) ha inflitto le coltellate tanto strane che si pensò potessero essere delle parole…
    In virtù anche del tempo risicato dal rumore degli spari io credo che tra gli spari, l’estrazione e il trascinamento del corpo della ragazza, un uomo adulto affaticato che deve fuggire non potrebbe in pochissimi minuti infliggere ben 96 coltellate senza stancarsi e senza controllare cosa succede attorno in zona… Avrà avuto dei complici che forse hanno infierito con alcune coltellate.

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  • 29 Ottobre 2021 alle 09:02
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    Come primo delitto de Il Mostro egli, molto probabilmente ansioso e agitato, aveva già il battito cardiaco alto mentre si avvicinava all’auto, la paura che potesse fallire e altre variabili come la presenza dei tanti guardoni fanno sì che ha dovuto con tanto di affanno, dopo gli spari, estrarre il corpo e infuriare con circa un centinaio di pugnalate…
    Con la mano sudata anche?
    Forse si sarà pure ferito alla mano visto che non tutte le coltellate sono uguali di inclinazione e la diversa consistenza tra carne e ossa avrà fatto scivolare la mano dal coltello/pugnale.
    È facile pensare alla presenza di complici… anche perché avendo finito i proiettili gli sarà rimasto solo un coltello usato, magari anche la mano ferita con cui eliminare a distanza dei testimoni scomodi.

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    • 2 Agosto 2022 alle 22:13
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      Ottime osservazioni….ancora oggi si crede che il Mostro di firenze sia un abile e intelligente serial killer, una persona estremamente capace addirittura forse appartenente alle forze dell’ordine o comunque di alto ceto sociale, questa convinzione ha letteralmente confuso e sviato tutte le indagini fatte dagli inquirenti a partire dal delitto del 68. Il delitto del 68 sul quale centinaia di investigatori giornalisti si sono concentrati spendendo tutte le energie e menti senza mai capire che quel delitto avrebbe soltanto confuso e sviato le indagini, un errore incredibile, ma come si fa ad insistere per anni sempre su quel delitto del 68?!? questo e’veramente Non professionale! il delitto che piu’ di tutti avrebbe portato sulla giusta strada e’ proprio il delitto del 74, ma come si e’ fatto a trascurare e non considerare il diario/quaderno nascosto/segreto di Stefania?!? quello scritto con scrittura Stenografia proprio per non essere facilmente compreso? scritto diversamente dagli altri diari posseduti da lei? si sa che in quel diario lei aveva parlato spesso del campo dove e’ stata ammazzatta……e di altre localita’. Analizzando poi i delitti successivi ed i dettagli inerenti alle connessioni in termini di conoscenze tea alcune delle vittime come tra la famiglia Cambi e quella della Pettini e/Stefanacci e non solo, dettagli che avrebbero dovuto e dovrebbero conoscere gli inquirenti, si sarebbe dovuto intuire la chiave segreta dei delitti…: le coppie Non erano scelte a caso ma invece adescate mediante un giro/gruppo di persone non ben identificate che agivano in modalita’ setta/gruppo di persone che con modalita’ non ancora chiare riusciva ad avvicinare questi ragazzi, vittime, durante feste/riunioni private, molto probabilmente con l’aiuto anche di alcuni maghi e altre tipologie di personaggi quali dottori e altri tipologie di professionisti, tutti facenti parte di qualche specie di setta segreta che allora rappresentava un concetto veramente sconosciuto e all’avanguardia. Anche in un delitto successivo, non ricordo quale, la coppia qualche giorno prima di essere uccisa era stata proprio da un mago, ovvio che gli inquirenti non avendo capito la reale entits’ del fenomeno non di sono concentrati su tali personaggi di poco conto quale potrebbe essere un mago. Il contenuto della borsetta delle vittime femminili veniva riversato per terra per controllare e rimuovere eventuali foglietti e scritti che avrebbero potuto riferirsi in qualche modo alla setta/groppo con la quale la vittima era entrata in contatto, stessa cosa anche per il portafoglio di alcune vittime maschili che era stato trovato stranamente estratto fuori dalla tasca. Si tratta di setta/gruppo di insospettabili che hanno agito applicando dei riti esoterici/sacrificali/punitivi sconosciuti. Ma come si fa a non capire che nella sequenza dei delitti hanno agito 2 persone diverse che hanno sparato, e 2 persone diverse che hanno effettuato le escissioni, e non si sa con certezza se le pugnalate siano da parte degli stessi oppure da diverse persone ?? non hanno nemmeno capito che molti dei sospettati venivano ricordati da Stefano Mele, dal Lotti e dalle altre prostitute, con nomi diversi da quelli reali delle persone identificate…cioe’ le persone del gruppo/setta utilizzavano nomi fittizi, soprannomi, e non i loro reali nomi, quando partecipavano si riti oppure incontravano le altre persone del gruppo, per confondere le eventuali indagini/testimonianze qualora qualcuno avesse iniziato ad indagare…furbi…intelligenti…e poi come si fa a non capire e ricordare che Stefano Mele e Barbara Locci avevano vissuto vicino San Casciano Val Di Pesa, in tale localita’?? poi di sono trasferiti a Lastra a Signa…gli assassini del primo delitto del 68 venivano da quelle parti….ovvio l’ape regina cosi come la chiamavano..e’ stata puntata gia’ tempo prima di essere uccisa proprio nella zona di San Casciano, da dove alcuni personaggi implicati nella setta/gruppo provenivano…..semplicemente gli inquirenti non hanno capito nulla di questo caso molto complesso unico nel suo genere e iniziato da qualche personaggio delirante e credente nell’ambito di ritualita’ di tipo esoterico sconosciute all’epoca e forse ancora oggi….

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