Bologna, il giallo della pistola ritrovata in una cappa di aspirazione
L’arma, un modello comune negli anni ‘60 e ‘80, era all’interno di un appartamento utilizzato per locazioni brevi. Indagano i carabinieri che hanno inviato la Beretta s70 al Ris di Parma
Luca Muleo
Verrà inviata al Ris di Parma una pistola semiautomatica, una Beretta serie 70, calibro 22LR, ritrovata casualmente in una cappa d’aspirazione di un appartamento di Pieve di Cento. Le indagini dei carabinieri cercheranno di attribuire la paternità della pistola, e anche l’eventuale utilizzo criminoso, ritrovata da una addetta alle pulizie dell’appartamento che viene utilizzato per locazioni brevi e che il proprietario stava facendo pulire proprio in vista di un nuovo affitto. Immediatamente ha avvisato i carabinieri di quanto era accaduto
Arma carica
All’interno c’erano ancora i colpi inseriti nel caricatore monofilare, l’arma era in perfette condizioni d’uso. Si tratta di un modello piuttosto comune, salito alla ribalta nei casi di cronaca degli anni ‘60 e ‘80, soprattutto per gli otto duplici omicidi che vengono ricompresi tra quelli commessi da uno o più autori e che rientrano nella casistica attribuita al mostro di Firenze. Una pistola che in quel caso non è mai stata rinvenuta e che avrebbe potuto chiarire una buona parte dei misteri legati alla scia di sangue che all’epoca terrorizzò per serialità e brutalità. Adesso i militari proveranno a ricostruire la storia della pistola trovata a Pieve di Cento, cercando di capire se si tratta di un’arma impiegata per commettere crimini sul territorio, o con una storia diversa e più ampia, e da parte di chi. Nelle prossime ore i militari ascolteranno e faranno verifiche sugli ospiti degli ultimi dell’appartamento.
