Dato che trattiamo i duplici omicidi del Mostro di Firenze, nel blog sono contenute descrizioni cruente, documenti testimoniali scabrosi e fotografie esplicite che possono raffigurare cadaveri o parti di essi anche con sevizie evidenti.
Il blog è quindi vietato ai minori di 18 anni e gli adulti che accedono lo fanno consapevoli di ciò che potranno leggere o vedere, questo esclude ogni nostra responsabilità per i vostri turbamenti emotivi o psichici.
Stefano Mele subisce un nuovo interrogatorio da parte del Consigliere Istruttore Dr. Giovangualberto Alessandri e dal Tenente Olinto Dell’Amico. Lo scopo era cercare di capire per quale ragione il Mele avesse fornito cosi tante versioni diverse. Il Mele si espresse
Dopo la domenica del 25 il lunedì 26 nel pomeriggio si interroga nuovamente Stefano Mele, è presente il Procuratore Antonino Caponnetto. Il Mele continua ad accusare Francesco Vinci, ad un certo punto il magistrato comunica al Mele il risultato del guanto
Alle 21.15 Stefano Mele viene interrogato ancora una volta. Nella sua versione il piccolo Natalino sarebbe stato accompagnato da Francesco Vinci ma alla luce della ricostruzione fatta da Natalino nel pomeriggio il Mele cambia ancora una volta la sua versione
Dopo l’interrogatorio di Stefano Mele e il primo interrogatorio a Nicola Antennucci avviene il confronto fra Salvatore Vinci e Stefano Mele, confronto organizzato dal sostituto Procuratore Caponnetto. Il Vinci dopo aver interamente confermato la sua precedente deposizione chiede lui stesso
Alle Stefano Mele viene nuovamente interrogato dal Magistrato Antonino Caponnetto e data la testimonianza di Salvatore Vinci e del suo alibi confermato da Nicola Antenucci sono da capo a cercare di capire che cosa è successo quella notte. PROCURA DELLA REPUBBLICA
Il 24 agosto 1968, verso le una di notte, Salvatore Vinci, chiamato in correità da Stefano Mele, viene prelevato dai carabinieri che lo conducono in caserma dove arriva circa alle 8.00 di mattina. Verso le 9.30 arrivano il Procuratore Caponnetto
Dopo il sopralluogo gli inquirenti e Stefano Mele rientrano in caserma presso Lastra a Signa dove il Mele viene sottoposto ad un nuovo interrogatorio, questa volta dopo avergli contestato l’accusa di essere l’assassino della moglie Barbara Locci. All’interrogatorio soprassiedono il
Il pomeriggio del 23 agosto 1968, mentre Stefano Mele era trattenuto in caserma, Pietro Locci, insieme ad Antonietta Mele, gli fanno visita e nell’occasione il Locci aveva rinfacciato al Mele che era lui stesso a portar gli uomini da sua
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