I misteri dell’ospedale Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri

https://www.uslcentro.toscana.it/index.php/ospedali/ospedale-santa-maria-annunziata

Cito dal Gides finale pg 171

https://www.mostrodifirenze.com/2007/04/04/4-aprile-2007-nota-conclusiva-gides-2007/

La notte tra il 9 ed il 10 settembre 1985 veniva rinvenuto a terra nel parcheggio, sito nei pressi dell’ingresso del Pronto Soccorso, dell’Ospedale SS. Annunziata di Ponte a Niccheri, una cartuccia calibro 22 con impressa sul fondello la lettera “H”. A rinvenirlo era tale BECATTINI Mario, dipendente dell’ospedale. Quest’ultimo dopo aver consegnato il reperto al Sov. di P.S. PIERI Giotto, suo conoscente, in data 17.09.1985 si recava in Procura spiegando di averlo rinvenuto nel piazzale riservato al parcheggio delle auto degli infermieri e degli handicappati. La Polizia Scientifica, Sez. Balistica, comunicava che gli accertamenti tecnici avevano consentito di acclarare che il proiettile in questione faceva parte della medesima partita di quelli utilizzati dall’autore del delitti del c.d. “Mostro di Firenze”. Le indagini in merito a tale rinvenimento, sviluppate anche con la perquisizione ,disposta dalla Procura di Firenze in data 26 settembre 1985 ed eseguita il 27 settembre 1985, dei locali di medici ed infermieri del citato nosocomio, si concludevano con esito negativo.

Ospedale Santa Maria Annunziata nel comune di Bagno a Ripoli, frazione di Ponte a Niccheri, molto vicino a Firenze. La rampa per le ambulanze con il parcheggio dove un dipendente dell’ospedale trovò la cartuccia. In un parcheggio per moto sotto le rampe davanti al garage delle ambulanze.

Ospedale a Ponte a Niccheri: rampe per le ambulanze com’era nel 1985. L’ospedale è stato recentemente ristrutturato quindi è molto diverso da com’era nel 1985. Soprattutto all’ingresso.

Di questa perquisizione esiste un rapporto citato a pg 6 in questo documento sul delitto degli Scopeti che cito:

https://www.mostrodifirenze.com/1985/10/17/17-ottobre-1985-rapporto-giudiziario-n-248-39-di-nicola-cibriano-sul-delitto-del-settembre-1985/

Infine elle prime ore del 27 settembre I985, come disposto dal personale di quest’Arma a della locale Questura, operavano una perquisizione dell’intero complesso, il cui esito veniva rapportato dal locale nucleo di F.G., con R.G. n.167/7-1 datato 1° Ottobre 1985, diretto alle SS.LL. il successivo 27 e 28 settembre 1985, tale operazione veniva divulgata agli organi di informazione, rispettivamente radio-televisione e carta stampata.

Quindi esiste una perizia sulla cartuccia, e un rapporto dei carabinieri sulla perquisizione ma non è pubblico, soprattutto non si sa dove sia questa famosa cartuccia sulla quale si dovrebbe fare la ricerca del DNA con le nuove tecniche.

1) NARDUCCI LAVORAVA ALL’OSPEDALE DI PONTE A NICCHERI?

Cito dall’annotazione di servizio del brigadiere Mario Fringuello del 24 gennaio 2004, negli atti del citato proc. pen. n. 2782

https://www.mostrodifirenze.com/1987/03/25/25-marzo-1987-annotazione-di-servizio-di-mario-fringuello/

Il M.llo SALVATORE OGGIANU aggregato alla Squadra Anti-Mostro, si recò a Perugia insieme all’allora brigadiere Donato Luisi per acquisire le informazioni su Narducci e sulla sua morte. Ciò sarebbe avvenuto, secondo quanto riferito dal Brigadiere Fringuello, dopo la morte di Narducci, cioè dopo l’8 ottobre 1985. I due militari fiorentini, sempre secondo Fringuello, lo informarono che il medico lavorava presso l’Ospedale della Santissima Annunziata sito in località Ponte a Niccheri nel comune di Bagno a Ripoli (FI).

Sempre il maresciallo Oggianu del nucleo di Firenze riferì al Lgt. CC MARIO FRINGUELLO, in forza alla Sezione di Perugia che stavano procedendo ad accertamenti, nell’ambito delle indagini sui delitti del “Mostro di Firenze”, in merito al rinvenimento di bossoli o munizioni calibro 22, trovati presso una Clinica fiorentina, dove aveva operato il NARDUCCI.

Sempre in merito alla presenza di Narducci all’ospedale di Ponte a Niccheri va tenuto presente che Francesco Narducci collaborava con l’industria farmaceutica “Menarini” di Firenze, situata a pochi metri dall’ospedale. Come riconosciuto dalla moglie FRANCESCA SPAGNOLI il 21.01.05:

https://www.mostrodifirenze.com/2005/01/22/22-gennaio-2005-testimonianza-di-francesca-spagnoli/

Ricordo ora che la ditta farmaceutica con cui lui era più in contatto, era la ‘Menarini’. Ne sentivo parlare molto spesso da mio marito e ricordo che anche MORELLI era collegato a questa ditta. Io non ricordo se FRANCESCO fosse ricercatore scientifico di questa ditta, posso però dire che pubblicava dei lavori per conto anche della Menarini perché, molto spesso, veniva invitato a congressi, ospite della Ditta stessa. Non ricordo che cos’altro comportasse questo rapporto e in particolare, non ricordo se lui si recasse con una certa frequenza presso la ditta Menarini, in relazione al suo incarico. Forse vi si recava ma io non me lo ricordo.

Il prof. Antonio MORELLI ha confermato il particolare ha dichiarato il 19.10.2007.:

https://www.mostrodifirenze.com/2007/10/19/19-ottobre-2007-testimonianza-antonio-morelli/

Avevamo rapporti con l’industria farmaceutica ‘Menarini’ di Firenze e con la ‘Boehringer’ che credo sia anch’essa di Firenze

Anche il chirurgo Dr. ODDI NAZZARENO, in data 15.06.06, ha confermato il rapporto NARDUCCI – Menarini. Si riporta il seguente passaggio:

https://www.mostrodifirenze.com/2010/04/06/6-e-7-aprile-2010-quinta-udienza-preliminare-procedimento-n-2782-05-21-per-omicidio-e-associazione-a-delinquere/

Si diceva in particolare che avesse rapporti con la ditta farmaceutica Menarini di Bagno a Ripoli che si occupava, tra l’altro del settore gastroenterologico. All’epoca uscì un farmaco innovativo di terapia dell’ulcera gastroduodenale che si chiamava ‘Ranidil’ nella versione commercializzata Menarini. In questo ambiente medico sentivo anche dire che il NARDUCCI fosse legato alla vicenda del Mostro di Firenze. Ciò accadde non subito dopo la morte ma qualche tempo dopo. Dicevano anche che il NARDUCCI avesse una sorte di interessi per le autopsie e reperti anatomici. Questo discorso dei reperti anatomici che interessavano il NARDUCCI, l’ho sentito dire nell’ambito ospedaliero. Ciò è stato detto con certezza nel senso che il NARDUCCI possedeva reperti umani e questo veniva ritenuto un grave indizio in ordine al fatto che veniva considerato il Mostro di Firenze. Veniva fatto riferimento anche al rinvenimento presso un Ospedale a sud di Firenze dei bossoli utilizzati per i delitti come un elemento che correlava NARDUCCI ai tragici fatti fiorentini. In pratica questo ospedale veniva ricollegato al NARDUCCI, non so perché.
Ribadisco che il rapporto del NARDUCCI con la ditta Menarini l’ho sentito sottolineare con chiarezza in Ospedale. Sicuramente queste notizie le ho apprese dai colleghi citati e non solo da questi. Ricordo che in clinica chirurgica c’era un medico di nome CICCARELLI che era marito della Prof.ssa PELLI che operava in gastroenterologia e non escludo che tante notizie sul conto del NARDUCCI fossero state veicolate da quest’ultima.

2) LA CASA FARMACEUTICA MENARINI

https://www.menarini.it/chi-siamo.html

Menarini, nata a Napoli nel 1886, da oltre 100 anni ha sede a Firenze dove è presente il suo headquarter.
Il Gruppo Menarini in Italia conta ad oggi circa 4.000 dipendenti che lavorano in 8 stabilimenti produttivi (4 in Toscana, 1 nel Lazio, 2 in Lombardia e 1 in Abruzzo), 5 Centri di Ricerca (3 in Toscana, 1 nel Lazio e 1 in Emilia Romagna), 5 aziende farmaceutiche (4 in Toscana 1 in Lombardia) e 2 aziende di diagnostica (1 in Toscana e 1 in Emilia Romagna).

Il centro Menarini a Fiesole

La sede centrale era a Firenze e uno dei centri era proprio a Fiesole, dove sembra che la Menarini avesse una villa a disposizione degli ospiti, come l’aveva a Cortina d’ampezzo, casa frequentata proprio dall’avv. Giuseppe Jommi. (sentenza De Luca pg 181). A Cortina per Angelo Izzo: Narducci e Guido rapirono la Corazzin.

La sede della Menarini a Firenze in Via Sette Santi, 1

Circa la Menarini, non è senza significato quello che ha riferito STOPPINI GUASCONI MARIA LUISA in data 24.03.2006:

https://www.mostrodifirenze.com/2006/03/24/24-marzo-2006-testimonianza-di-maria-luisa-stoppini-guasconi/

Domanda: “Lei sa se l’ avvocato GIUSEPPE JOMMI avesse rapporti con la ditta Menarini ?”
“ Sì, era il legale della Menarini, anzi preciso la cosa in questi termini. Io in effetti, nei miei ricordi, collego lo JOMMI alla ditta Menarini, ma non sono sicura quali rapporti avesse con questa Ditta. In effetti, la ditta Menarini e la Ditta S.I.N.A. erano comproprietarie dell’albergo “Villa Medici” di Firenze, Porta Prato.

La Signora STOPPINI ha cercato, poi, di ritrattare questa affermazione, ma inutilmente. E’ lo stesso JOMMI, in ogni caso, a confermare il rapporto con la MENARINI con queste parole:

Lo studio ROCCHI era lo studio di cui si serviva la società Menarini. Cessata la professione da parte del ROCCHI, ho continuato io i rapporti professionali, che si sono rotti all’incirca nel 1994” (si vedano le dich. del 25.08.05)

3) LA COLLABORAZIONE DI NARDUCCI CON LA DITTA MENARINI, A FIESOLE A POCHI METRI DALL’OSPEDALE DI PONTE A NICCHERI

Cito il Il M.llo Giovanni MAGLIONICO a informazioni il 25.02.02,

https://www.mostrodifirenze.com/2002/02/25/25-febbraio-2002-testimonianza-di-giovanni-maglionico/

Questi, assunto a informazioni il 25 febbraio 2002, nell’ambito delle indagini perugine, ha precisato, tra l’altro:

Aggiungo che successivamente, nelle more degli accertamenti, ebbi modo di accertare che il Narducci disponeva di una abitazione a Fiesole non so se di sua proprietà. Aveva comunque cosi almeno mi risultava la disponibilità dell’abitazione ma non ricordo chi me lo abbia riferito. Non ricordo se la richiesta della Procura di Firenze concernesse anche la disponibilità di tale abitazione ma ritengo di si. Tali notizie furono riferite alla autorità richiedente.
Noi accertammo una serie di assenze dal servizio che si verificavano per lo più nei fine settimana e commentammo tra di noi la strana coincidenza di queste assenze con i giorni in cui erano stati compiuti i delitti attribuiti al cd. mostro di Firenze almeno a quanto mi ricordo

Dalla Treccani Accertare: sottoporre a verifica: a. un fatto, cioè acclarare, appurare, assicurarsi (di), assodare, controllare, sincerarsi (di), valutare, verificare.

L’ospedale santa annunziata a Ponte a Niccheri è a circa 15 min da Fiesole, mentre sono 7 minuti la distanza dalla sede di Firenze della Menarini in via Sette Santi, 1

Ma dalla sentenza Micheli che cito a pg 78 si evince che:

https://www.mostrodifirenze.com/2010/04/20/20-aprile-2010-sentenza-del-gip-paolo-micheli/

Il fatto che il maresciallo MAGLIONICO non ricordasse chi gli avesse parlato della famosa casa, dimenticato dal Procuratore della Repubblica, sta a dimostrare che non si era trattato di verifiche obiettive, ma di informazioni derelato, provenienti da chissà chi. A definitiva conferma di tale conclusione, soccorre il verbale delle dichiarazioni rese dal medesimo teste in data 2 settembre 2004 (neppure menzionato dal P.M.), laddove egli sostiene:

Circa quanto già da me dichiarato in merito all’abitazione e della disponibilità di questa da parte del NARDUCCI a Fiesole, debbo precisare che non feci alcun accertamento tecnico presso i competenti uffici catastali. Ciò era il frutto di una mia conoscenza derivante da voci circolanti e da me apprese in città.

In pratica è lo stesso Maglionico che si smentisce da solo: raccogliere voci non vuol dire accertato. Quindi o ha mentito nel 2002 millantando accertamenti mai fatti, oppure si rimangia quello che sa, mentendo comunque, ma per Micheli si è solo confuso.

Ma anche BRUNI Lorenzo, maresciallo CC, comandante stazione Magione dal 1981 (sentito il 26.10.2001

https://www.mostrodifirenze.com/2001/10/26/26-ottobre-2001-testimonianza-di-lorenzo-bruni/

conferma:

di aver saputo che il Narducci aveva una casa a Fiesole che era stata ispezionata dalla P.G. che seguiva le indagini 123 sul Mostro di Firenze;

Maria Alves l’amante dell’avv Giuseppe Jommi, riferisce a verbale

https://www.mostrodifirenze.com/1990/07/04/4-luglio-1990-testimonianza-di-jorge-alves-emilia-maria/

che lo stesso era uso lasciare la sua auto proprio nel parcheggio dell’ospedale a Ponte a Niccheri per poi muoversi agevolmente con i mezzi pubblici in città, dato che a Firenze non si trova parcheggio. Sempre lo Jommi si scambiava l’auto con Francesco Narducci, nel settembre del 1985. La Alves descrive proprio la Citroen CX verdolina di Francesco Narducci in uso a Jommi.

3) Sinossi dalla rassegna stampa sulle scoperte all’ospedale di Ponte a Niccheri

10 settembre 1985 un martedi, due giorni dopo l’omicidio di Scopeti, all’ospedale Ponte a Niccheri, un dipendente Mario Beccatini trova una cartuccia W 22LR serie H sotto le rampe delle ambulanze, qualcuno dice nel parcheggio delle moto, chi sulle rampe stesse, chi in un parcheggio per disabili. Mario Beccatini intervistato da Morandi su La Nazione 3 Ottobre 1985 gli racconta dove era la cartuccia, esattamente sotto la rampa per il pronto soccorso, probabilmente in un posto riservato alle moto. Nello stesso punto ci sono i cassonetti con i rifiuti speciali da bruciare perché contaminati da sangue o altri liquidi organici: quindi: teli, garze, aghi, bisturi, siringhe ecc ecc. C’è l ipotesi che il mostro scegliesse questo punto proprio per sbarazzarsi degli indumenti sporchi di sangue delle vittime. La cartuccia fu trovata martedì 10 settembre alla mattina, proprio dove il Becattini parcheggiava il suo motorino, mentre lunedì 9 alla sera, cioè all’inizio del suo turno: non c’era.
Ci fu una perquisizione notturna, e massiccia con 30 agenti che aprirono tutti gli armadietti dell’ospedale. L’azione nacque dal ritrovamento di una cartuccia nel parcheggio delle motociclette, sotto le rampe dell’ambulanze e davanti all’accesso dell’obitorio, qualcuno disse che la cartuccia era sul posto riservato agli Handicappati.. Cercavano anche le buste di plastica come quelle che conteneva i feticci mandati a Della Monica.La nazione 28 settembre 1985

Durante la perquisizione gli agenti hanno sequestrato una mappa che era di San Casciano dove c’erano dei punti segnati. In realtà era di una persona addetta alla disinfestazione che aveva solo segnato i punti in cui aveva fatto disinfestazione – Gli agenti hanno fotocopiato i cartellini di presenza dei medici e di tutto il personale verificando anche le presenze nei giorni degli altri delitti.La Nazione 29 settembre 1985

Mario Spezi il 1 ottobre 1985 su “La Nazione” ci racconta che:

La pista dell’Ospedale dell’Annunziata a Ponte a Niccheri è confermata, ma nella maniera più strana e interlocutoria che gli investigatori potessero aspettarsi. Durante la perquisizione di giovedì notte in un armadietto è stata trovata una strana lista di nomi: sono quelli delle persone sospettate in occasione dei precedenti delitti del Mostro ma che non finirono sui giornali. Nomi di medici, di professionisti, di uomini al di fuori della professione medica con annotato accanto indirizzo e numero di telefono. Chi ha compilato questa lista che poteva essere nota solo agli investigatori e perché? Come ha fatto l’autore a conoscere quei nomi?”. “ quell’armadietto non appartiene a nessuno in particolare ma è nella disponibilità di molte persone” “ ancora una volta a Firenze è stata scossa dalle voci che davano per certo l’arresto o comunque il fermo del mostro

Mi chiedo se fosse l’armadietto degli ospiti come Francesco Narducci.

Su “La città” del 30 settembre 1985 Scrivono che gli inquirenti hanno rinvenuto anche un contenitore con della formalina all’interno di un armadietto: sarebbe stato molto importante sapere se era lo stesso armadietto dove trovarono la lista citata da Spezi, perché sarebbe stato un indizio importante.

Su La Nazione del 2 ottobre 1985 Mario Spezi scrive che la notizia del ritrovamento della lista è stata in parte smentita dai pm Canessa e Fleury in parte confermata, in parte corretta.

Il giorno dopo su La Nazione 3 Ottobre 1985 sinossi Mario Spezi dirà che in città giravano le voci che il mostro di Firenze era stato individuato e arrestato.

Queste voci saranno confermate dal giornalista Andrea Pucci, che raccontò agli inquirenti che tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre 1985, qualche giorno prima della scomparsa di Francesco Narducci, il direttore del Corriere dell’Umbria, Mastroianni, fece bloccare le rotative perché avevano arrestato il Mostro di Firenze, che era appunto un medico di Perugia, quindi il giornale andava aggiornato. Poi la conferma non arrivò mai.

https://www.mostrodifirenze.com/2003/11/07/7-novembre-2003-testimonianza-di-andrea-pucci/

Il periodo coincide con la data degli appunti di Napoleoni sulla perquisizione di una casa in uso a Francesco Narducci vicino a Firenze dove molto probabilmente trovarono i feticci del mostro di Firenze.

https://www.mostrodifirenze.com/2025/01/06/6-gennaio-2025-i-feticci-trovati-probabilmente-a-francesco-narducci-di-claudio-costa/

In foto Roberto Fiasconaro giornalista d’inchiesta e autore del libro sul mostro di Firenze “Un Mostro in guanti bianchi”.

Roberto Fiasconaro, ci parla dii una lista segreta che concorreva agli omicidi del mostro di Firenze cito:

https://win.ilpiave.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3377&fbclid=IwY2xjawTj6UhwZG9mBWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5fXF1hqKh6zDEPDbIB-SHcjYtS6gx_lq_jbqf636loVnigV0ma6i1g6J5qjQ_aem_22tw51b_SIIgxeKizoLI2w

Io sono entrato nell’inchiesta come cronista e come teste informato sui fatti nel 2OO1. Dopo che una giornalista del Der Spiegel, noto rotocalco tedesco, mi rivelò che esisteva un dossier con nomi e cognomi degli appartenenti alla setta segreta fiorentina che si sarebbe macchiata di questi orrendi crimini. Da subito mi accorsi, che, pur collaborando con il Capo della polizia di Firenze, Michele Giuttari, ora capo del Gides, (gruppo investigativo del mostro) chi si avvicinava a questa intricata vicenda era come se entrasse nell’occhio del “Grande Fratello” o di “Striscia la notizia”. Tutti sapevano tutto di tutti. Ed eri seguito, intercettato, studiato. Da quest’ occhio che ti segue sempre e non ti abbandona mai

Notizia poi ripresa e approfondita dal Fiasconaro in un altro articolo che cito:

https://win.ilpiave.it/modules.php?name=News&file=article&sid=3377&fbclid=IwY2xjawTj5nxwZG9mBWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5fXF1hqKh6zDEPDbIB-SHcjYtS6gx_lq_jbqf636loVnigV0ma6i1g6J5qjQ_aem_22tw51b_SIIgxeKizoLI2w

Ancora nel 1982 -in piena escalation del mostro- un infiltrato nella setta-segreta, come riteneva questa spia tedesca, denunciò fatti e misfatti della congrega a tutti gli organi preposti alle indagini. Siccome snocciolava nomi altisonanti, nessuno gli credette. Però esistono i verbali di denuncia. Allora, non soddisfatto, si rivolse alla redazione romana del noto periodico tedesco Der Spiegel che non se la sentì di realizzare un servizio simile. Finì per riparare in Africa dove venne inseguito da un componente della setta. Ora vive come un disperato a Monaco di Baviera e cerca ancora di vendere uno scoop incredibile.

Il giornalista riferisce anche di una confidenza di Calamosca e cioè che:

….gli inquirenti dovevano cercare il Mostro nell’aristocrazia fiorentina tra i signori in guanti bianchi. Che non per forza dovevano essere medici.

Una lista molto diversa da quelle della SAM che sono però successive 1986 e 1987 e riguardano solo i sospettati, anche semplicemente segnalati da anonimi, non gli aderenti ad una setta.

MARCO GREGORETTI un altro giornalista storico sul mostro di Firenze ha affermato di essere in possesso di un lista di personaggi legati al caso mostro di Firenze. Ha specificato che non è una delle due liste SAM sui sospettati.

Che sia la lista trovata all’ospedale?

Gregoretti la tiene in una cassaforte segreta.

https://www.youtube.com/watch?v=wTeB_woYyyU

4) I VERBALI CITATI DA FRANCESCO CAPPELLETTI

Francesco Cappelletti in risposta da un mio post sulla pagina facebook “Il mostro di “ Firenze scrive:

Ho appena integrato con ulteriori info il brano che segue:

“Una svolta nelle indagini sembrò arrivare nella notte tra giovedì 26 e venerdì 27 settembre 1985, quando 5 squadre, composte da personale dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, dalla mezzanotte alle cinque del mattino, perquisirono i sei piani, il piano terra ed il seminterrato dell’Ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri (Via Antella n.58, Bagno a Ripoli, FI). Un’operazione che i magistrati Dott. Francesco Fleury e Dott.Paolo Canessa avevano pianificato da giorni, dopo che un’autista delle ambulanze, Mario B., nella notte tra il 9 ed il 10 settembre, al termine del turno di notte, aveva trovato, nel parcheggio adibito a disabili, una cartuccia Winchester, calibro 22, marchiata H sul fondello. Un accertamento tecnico, da parte della Polizia Scientifica, Sezione Balistica, consentì di acclarare che la cartuccia facesse “parte della medesima partita di quelle utilizzate dall’autore degli omicidi commessi in provincia di Firenze dal 1968.” Nel corso della perquisizione, nel seminterrato, nei locali adibiti a spogliatoi, all’interno di alcuni armadietti vennero rinvenuti numerosi oggetti, alcuni furono ritenuti interessanti e vennero citati nei verbali di perquisizione:
“-Una foto riproducente soggetti appartenenti alla setta Hare Krishna;
-Un bisturi;
-Numerose riviste porno-erotiche;
-Un paio di forbici, un bisturi, una bottiglia di spumante, un foglio bianco manoscritto, intestato Unità Sanitaria Locale 10H Chianti Fiorentino”.
La circostanza riportata in un articolo di Mario Spezi su La Nazione del 01 ottobre 1985, secondo la quale in un armadietto dell’ospedale venne rinvenuta una lista, fino ad allora segreta, di soggetti sospettati di essere il “mostro” non trova conferma negli atti a mia disposizione.
Furono organizzate 5 squadre. Ogni squadra redasse un verbale di quanto rinvenuto e ritenuto interessante. Quanto citato qui sopra è ciò che emerge dai 5 verbali. Nessuna lista, nessun flacone con formalina.
Il brano fa parte del mio libro “Il mostro di Firenze – La prima indagine”.

Risponde Jean Paul Berra · Francesco Cappelletti il niente è sempre relativo, si guarda sempre quello che c’è e quello che non c’e, quello che dovrebbe esserci e quello che non dovrebbe esserci. Un manoscritto intestato proveniente da San Casciano, interessante.

Anche io rispondo in vari commenti

Il primo commento a questo intervento è che questi verbali per essere citati in un libro dovrebbero essere a disposizione per le verifiche.

Il secondo è che non trovarono nessuna lista è un commento di Cappelletti, è una sua convinzione, ma nessuno sa cosa c’era scritto sul manoscritto dell’usl di San Casciano, il cui ritrovamento non è una prova, ma è un indizio che conferma Spezi sul ritrovamento di una lista.

La lista citata da Spezi era in un armadietto destinato agli esterni, cioè i ricercatori, come Narducci. Non si sa se il flacone con la formalina trovato in un armadietto fosse nello stesso. Perché non si sa? Perché non si riesce (almeno a noi) di recuperare il rapporto di una perquisizione di 30 agenti, la perizia sulla cartuccia, la cartuccia stessa sulla quale si dovrebbe cercare il DNA e la misteriosa, e quanto mai fantasma lista.

E’ solo Spezi che parla della lista, sappiamo però che le sue fonti in procura erano Torrisi e Dell’amico e nell’articolo del 2 Ottobre dice che il ritrovamento della lista è stato smentito da Canessa e Fleury ma confermato da altri. Trovo difficile che il foglio con la lista di nomi sospettati se lo sia inventato, trovo più facile che la lista l’abbiano insabbiata come tutto il resto su Narducci.

Inoltre questi atti, questi verbali, non ce li ha nessuno: dove sarebbero? quindi il manoscritto potrebbe essere la famosa lista? e cosa c’era scritto nel manoscritto? Nei verbali ci sarà una foto di quello rinvenuto nella perquisizione? C’è una foto sul manoscritto? Impossibile che non ci sia.

Hanno trovato le foto di due personaggi degli Hare Krishna: interessante, soprattutto se erano nello stesso armadietto dove per Mario Spezi fu trovata la lista.

Anche i porno citati nel rapporto sarebbe interessante sapere dove erano, in che armadietto e che porno fossero, perché: se ci fossero stati: Golden gay e “assassino col bisturi” Attualità gialla, pubblicazioni che richiamano i delitti, sarebbero indizi. Nel 1985 sui fumetti horror ancora non indagavano.

E a Gian Gastone Ristori a sostiene che:

“il fatto che due bossoli appartengono alla stessa partita significa ben poco a livello di coincidenza… non e’ come se appartenengo alla stessa scatola”

Rispondo che:

“invece statisticamente non è semplice trovare delle vecchie cartucce, fuori produzione da anni. Infatti di tutte quelle trovate questa è l’unica che coincide ( ma nessuno ha la perizia) nemmeno per la cartuccia nell’orto di Pacciani scriveranno che era dello stesso lotto. Inoltre a Firenze già era arrivata la segnalazione da Perugia sui sospetti, come mostro di Firenze di Francesco Narducci che lavorava, probabilmente per ricerca anche nell’ospedale di Ponte a Niccheri.”

Cappelletti risponde:

Claudio Costa il foglio manoscritto contiene un nome ed un numero di telefono. Se ci fosse stata una lista Dott. Canessa avrebbe detto il falso. Nessuna lista. Spiace.

Claudio Costa risponde:

Francesco Cappelletti qualcuno di sicuro ha detto il falso: o Canessa, o Spezi o chi lo ha informato. E qual è il nome segnato?

 

https://www.mostrodifirenze.com/2021/03/19/19-marzo-2021-il-ritrovamento-di-tante-cartucce/

4) RASSEGNA STAMPA

La Nazione 25 settembre 1985
Sinossi: visita di Scalfaro ministro degli interni- taglia di mezzo miliardo- due Hare Krishna vedono dei sospettati uno il venerdi sera e l’altro la domenica mattina.

La nazione 28 settembre 1985

Sinossi: Fanno la perquisizione per la cartuccia trovata e frugano in tutti gli armadietti

La Nazione 28 settembre 1985

Sinossi cose nuove: 30 agenti- il proiettile fu trovato nel parcheggio sotto le rampe delle ambulanze- cercavano anche le buste di plastica come quelle che conteneva i feticci mandati a Della Monica.

La Nazione 29 settembre 1985

Sinossi cose nuove: hanno sequestrato una mappa- hanno fotocopiato le cartoline di presenza dei medici verificando (forse) anche le presenze nei giorni degli altri delitti

La città 28 settembre 1985

Sinossi cose nuove: la mappa era di san casciano e c erano dei punti segnati. In realtà era di una persona che aveva solo segnato i punti in cui aveva fatto disinfestazione

La città 30 settembre 1985

Sinossi cose nuove: rinvenuto anche un contenitore di formalina. La mappa era di un addetto alla disinfestazione

Sinossi cose nuove : era un parcheggio per le motociclette

https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/quel-proiettile-calibro-22-dietro-lospedale-fb737b83

La Nazione Giovanni Morandi 01 aprile 2022

Quel proiettile calibro 22 dietro l’ospedale

Anche se non sono stato un nerista conosco quell’assillo, quel pensiero fisso, quel tarlo che non abbandona mai chi si occupava di un’indagine e peggio ancora se l’indagine è sul mostro. Presi io la telefonata dell’ultimo delitto del mostro al giornale ero in ufficio. Sarà stato verso le 14. Mi fiondai in auto e agli Scopeti trovai già qualcuno che era arrivato, tre o quattro che alla fine del pomeriggio sarebbero diventati una piccola folla, che pesticciava indisturbata tra il ciglio della strada e la macchia sotto gli abeti (o cipressi) tra la tenda disfatta, e i sentieri dove era stato assassinato lui, Jean Michel, che aveva tentato di fuggire dopo che lei, Nadine, era stata uccisa e mutilata dentro la canadese blu. Uccisi dal mostro o dai mostri come non si escludeva all’epoca. Riprendo l’argomento tornato alla ribalta nell’illusione che emerga un dettaglio utile ma soprattutto che possa servire a non perdere la memoria storica, già ampiamente sfocata come si desume dal rischio di fermarsi su particolari che hanno poco rilievo come l’essere state o no, le due vittime, ad una fiera di Bologna prima della vacanza in Toscana. Piantarono la tenda ai bordi della strada ignari e innocenti. Una cosa forse potrebbe essere ancora utile. Qualcuno, diversi giorni dopo, mi dette una dritta circa il ritrovamento di una proiettile calibro 22, come quelli della pistola del mostro, trovato nel parcheggio motocicli dietro il precedente pronto soccorso dell’Ospedale dell’Annunziata a Ponte a Niccheri. Si parlò anche di un uomo in Vespa che era stato visto prima che un infermiere del reparto ritrovasse il proiettile che dopo averlo tenuto nel suo armadietto lo consegnò alla polizia. Ricerche successive nell’ospedale non portarono a nulla di significativo, ma la notizia non smentita risultò ben strana né fu mai chiarito il perché di quella coincidenza tra l’ultimo delitto e quel proiettile. Ecco questi sono alcuni frammenti di memoria di quelle settimane in cui seguii l’ultima volta del mostro. Un’esperienza che mi coinvolse, forse sconvolse, e che mi fece capire quanto quella storia potesse diventare ossessiva per chi la seguiva. Che siano state trovate impronte di scarponi sul luogo del delitto mi pare facilmente spiegabile con le tante presenze di uomini in divisa. Capisco la tentazione di non demordere e di non stancarsi di cercare. E’ una grande storia, piena di ombre, che non sarà mai dimenticata.

La Nazione 1 Ottobre 1985

Sinossi cose nuove: Mario Spezi ci racconta che “La pista dell’Ospedale dell’Annunziata a Ponte a Niccheri è confermata, ma nella maniera più strana e interlocutoria che gli investigatori potessero aspettarsi. Durante la perquisizione di giovedì notte in un armadietto è stata trovata una strana lista di nomi: sono quelli delle persone sospettate in occasione dei precedenti delitti del Mostro ma che non finirono sui giornali. Nomi di medici, di professionisti, di uomini al di fuori della professione medica con annotato accanto indirizzo e numero di telefono. Chi ha compilato questa lista che poteva essere nota solo agli investigatori e perché? Come ha fatto l’autore a conoscere quei nomi?”. “ quell’armadietto non appartiene a nessuno in particolare ma è nella disponibilità di molte persone” “ ancora una volta a Firenze è stata scossa dalle voci che davano per certo l’arresto o comunque il fermo del mostro”

Mi chiedo se fosse l’armadietto degli ospiti come Francesco Narducci

La Nazione 2 ottobre 1985 Mario Spezi: sinossi la notizia della lista è stata in parte confermata, in parte smentita in parte corretta.

La Nazione 3 Ottobre 1985 sinossi Mario Spezi dirà che in città giravano le voci che il mostro di Firenze era stato individuato e arrestato. Inoltre stavano verificando anche le targhe di una moto vista a Scopeti.

La Nazione 3 Ottobre 1985 sinossi: Giovanni Morandi intervista il Becattini Mario che gli racconta dove era la cartuccia, esattamente sotto la rampa per il pronto soccorso, probabilmente in un posto riservato alle moto. Nello stesso punto ci sono i cassonetti con i rifiuti speciali da bruciare perché contaminati da sangue o altri liquidi organici: quindi: teli, garze, aghi, bisturi, siringhe ecc ecc. C’è l’ipotesi che il mostro scegliesse questo punto proprio per sbarazzarsi degli indumenti sporchi di sangue delle vittime. La cartuccia fu trovata martedì 10 settembre alla mattina, proprio dove il becattini parcheggiava il suo motorino, mentre lunedì 9 alla sera, cioè all’inizio del turno: non c’era.

12 Agosto 2026 I misteri dell’ospedale Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri di Claudio Costa

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