45 anni fa il delitto del mostro a Mosciano di Scandicci: il ricordo di Giovanni Foggi, nato e cresciuto a Rignano
Leonardo De Nicola
C’era l’”Anastasia”, quella discoteca dalla strana forma di pagodina all’imbocco di via dell’Arrigo. E intorno, stradelline buie che sembravano fatte apposta per gli innamorati e le coppie in cerca di intimità… Ma anche un mondo popolato di “guardoni”, di “indiani”: tante coppiette e altrettanti voyeur, così li chiamavano i più raffinati…Era la sera del 6 giugno 1981, 45 anni fa: dopo la cena, Giovanni e Carmela decisero di appartarsi. La strada si biforca e la Fiat Ritmo color “rame” sale verso la collina di Mosciano: uscendo dalla via principale, è facile trovare uno spiazzo o una radura dove fermarsi. Così fecero i due poveri fidanzati…
L’indomani mattina un agente di polizia, passeggiando con il figlio piccolo per la collina, vede un’auto ferma, la testa di un uomo reclinata su un lato come stesse dormendo, a terra una borsetta da donna…Da subito l’allarme e sul posto arriva un bel po’ di gente: il ragazzo è al posto del guidatore, ha i pantaloni abbassati, ferite da arma da taglio e tre colpi da sparo. Sotto la piazzola, un campo fatto di zolle aride con poca erba… c’è distesa una ragazza. Negli occhi dei soccorritori un misto di orrore e di pietà, il suo corpo è stato tremendamente mutilato nelle parti intime.
Quello che diverrà il marchio distintivo del “mostro di Firenze” per adesso è soltanto lugubre cronaca, tanto che si pensa ad una rapina finita male o magari ad un delitto passionale ad opera di qualche ex di turno, chissà… 7 anni prima un’altra coppia di fidanzati è stata uccisa, con modalità analoghe, vicino a Borgo San Lorenzo, ma è così passato tanto di quel tempo che nessuno più ricorda…
Le vittime di Mosciano sono Carmela De Nuccio, 21 anni, una bella ragazza pugliese che si è trasferita con la famiglia a Ponte a Greve: lavora come pellettiera in un’azienda del posto e, dopo una precedente tormentata relazione, ha conosciuto Giovanni. Sì, Giovanni Foggi, 30 anni, un’età a quel tempo più che matura, un uomo insomma che può infondergli finalmente sicurezza. Abita a Pontassieve, lavora come magazziniere all’Enel, un buon posto, ed ha vissuto gran parte della propria vita a Rignano sull’Arno nella località delle “Corti”, dopo essere nato dall’altra parte del fiume nel comune di Reggello…
Ancora oggi a Rignano tanti lo ricordano come un ragazzo equilibrato, di sani principi insomma, come si diceva un tempo. Appassionato di sci, la domenica amava trascorrere il proprio tempo sulle piste dell’Abetone e poi ovviamente frequentava anche il bar a Rignano e la discoteca “Tartaruga” a Pontassieve… La sfortuna, come gli altri ragazzi, di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato…Dopo il delitto Foggi-De Nuccio, seguiranno altri crimini che getteranno la Toscana centrale nel panico più assoluto. Una vicenda tutt’altro che chiarita questa del “mostro”, nonostante la condanna di Vanni e Lotti per alcuni degli 8 delitti e la figura di Pacciani e dei cosiddetti “compagni di merende”. C’è chi sostiene la tesi dell’omicida singolo, come chi scrive, e chi invece apre il campo anche ad una pluralità di soggetti. Tutte ipotesi degne di considerazione per una vicenda tragica, oscura e mai chiarita…
