La vicenda del mostro di Firenze va riconsiderata alla luce dell’attuale società. Ciò che per anni è stato indagine degli inquirenti ed in seguito studio di appassionati e professionisti oggi è cambiato.
Questa vicenda ha ormai solo una valenza speculativa, si tratta di banale lavoro con intento remunerativo.
Se si contano, e si confrontano, gli appassionati puri e coloro che dalla vicenda cercano un ritorno economico (o anche sociale) la seconda categoria tende ad aumentare esponenzialmente sempre di più.
Se un tempo il lavoro era legato agli articoli di giornale, o al massimo a qualche libro, oggi è una continua produzione di attività legata allo spettacolo, come serie TV e teatro. Senza tralasciare i canali youtube monetizzati e una produzione di libri selvaggia. Si organizzano tavole rotonde che alla fine hanno il solo scopo commerciale, si pubblicano articoli su eventi teatrali, si usa le piattaforme sociali come banco pubblicitario per una o un’altra iniziativa.
Attenzione, tutto questo è illecito? No, assolutamente, ma triste si. Quando si scrivono commenti dove si parla di rispetto dei morti solo perché ci sono descrizioni grevi in documenti ufficiali o immagini macabre, ma utili a chi studia per capire, si male interpreta che cosa è il rispetto. Il rispetto vero è evitare di mercificare i morti, evitare di inventarsi un lavoro su chi ha trovato la sua fine tragicamente.
Capisco che è difficile comprendere i reali valori che si dovrebbero applicare a questa vicenda, la società attuale passa sopra a tutto per il denaro e l’immagine, non però per la sostanza. E’ sufficiente leggere i tanti commenti sui social per prenderne coscienza. Attraverso questi commenti si può usare la scure e dividere chi ha rispetto e chi non sa nemmeno dove sta di casa il rispetto.
La redazione
