Un commento di Michele Giuttari. Dal suo profilo Facebook.

I consulenti del P.M., Prof. Ugo Fornari e Prof. Marco Lagazzi, tra i principali professionisti nel settore a livello nazionale, nella loro consulenza del 20.11.1996, dopo aver sottoposto ad accertamenti clinici, criminologici e psichiatrico – forensi Giancarlo Lotti, affermavano che “le indagini eseguite non hanno consentito di mettere in luce nessuna patologia psichiatrica riconoscibile come tale. Ci troviamo di fronte ad un soggetto sicuramente non brillante, di limitatissima cultura e fortemente problematico sul piano psicologico, che è tuttavia immune sia da disturbi di carattere psicotico, sia da possibili aspetti di deficitarietà mentale o di involuzione su base psico – organica. Non si è infatti ravvisato nessun elemento clinico che potesse deporre in tal senso, e si deve quindi escludere ogni valutazione al proposito.”

Ed ancora oltre: “Non ci siamo quindi trovati di fronte ad un soggetto dipendente, passivo e facilmente spaventabile o suggestionabile, che nel caso avrebbe immediatamente adottato un atteggiamento di altrettanta dipendenza verso gli inquirenti ed i consulenti, ma, al contrario, abbiamo incontrato un uomo determinato, sfuggente o francamente sleale quando gli era utile, del tutto privo di empatia e di rincrescimento, ed attentamente impegnato nella gestione della sua strategia difensiva”.

Quindi, concludevano affermando che “in estrema sintesi la realtà clinica del periziando può essere identificata in quella di un uomo apparentemente immune da patologie somatiche e psichiatriche di rilievo, ma orientato in senso omosessuale e connotato da forti istanze di carattere perverso, sicuramente tali da essere parte della sua personalità, delle sue scelte e della sua stessa interazione con l’esterno”.

I giudici della Corte di Assise, sia di primo grado che di appello, nelle circostanziate sentenze di condanna, hanno più volte messo in evidenza la piena credibilità del Lotti (vedasi, ad es., pag. 197 della sentenza di primo grado sulla attendibilità intrinseca).

Anche su Fernando Pucci fu eseguita la perizia.

Gli stessi consulenti, Prof. Ugo Fornari e Prof. Marco Lagazzi, nella loro consulenza del 24.12.1996, dopo aver sottoposto ad accertamenti clinici, criminologici e psichiatrici forensi il predetto Pucci Fernando, concludevano affermando che l’invalidità, da cui risultava affetto il Pucci, non era “in grado di influenzare nella sostanza l’idoneità del Pucci Fernando a rendere testimonianza”.

Va ricordato anche il giudizio di totale credibilità espresso dai giudici della Corte di Assise di Firenze (vedasi sentenza n. 1/98 Reg. sent e n. 8/97 Reg. Gen. del 24.3.1998, depositata in data 30.7.1998; in particolare, pag. 58: “Pucci Fernando è quindi un soggetto pienamente credibile, per non avere avuto alcuna cosciente partecipazione al delitto, per avere saputo ribadire l’accaduto anche in dibattimento, con un linguaggio semplice e comunque tale da farsi ben capire (pur trattandosi di persona che ha fatto appena la 5 elementare) e per avere infine mostrato un profondo rammarico per il fatto di avere in tanti anni taciuto per paura e per avere, quindi, coperto, con tale suo comportamento, l’operato del Lotti e dei suoi complici per gli omicidi di Scopeti, per il quale egli aveva potuto vedere in parte l’accaduto)”.

Questi sono fatti certi e i fatti sono quelli che dicono la verità, non le supposizioni e i racconti di pseudo esperti che probabilmente agiscono non per la verità ma per altre finalità e che da parte dell’autorità giudiziaria meriterebbero un approfondimento. Come per la falsa pista sarda, che è stata il più grande depistaggio nella storia del Mostro e che ancora da qualche “esperto” viene eletta come fonte primaria per la soluzione del caso senza però fornire alcuno straccio di fonte di prova.

Chiaramente tutti possono manifestare liberamente il proprio pensiero, ma, nel momento in cui si contesta la certezza della storia, anche se, purtroppo, solo in parte, cristallizzata in sentenze definitive (l’ultima della Cassazione solo qualche giorno fa con l’ennesima bocciatura definitiva della revisione chiesta dal nipote di Vanni) dovrebbero riferire fatti concreti seri e indizi a loro supporto. E non, invece, solo opinioni infondate confondendo le acque e ponendosi come “esperti” del caso del Mostro”, senza possedere alcuna reale conoscenza, esperienza e titolo.

La vera investigazione, non quella con la quale non si riesce a scoprire la verità, richiede grandi capacità, qualità, professionalità ed esperienza sul campo che i “pseudo esperti”, e coloro che li seguono, non possono vantare, specialmente quando in una vicenda giudiziaria, rivelatasi molto complessa che può anche lasciare sgomenti.

Adesso termino, al momento, qui, sperando che coloro che hanno accusato – e continuano ad accusare – Lotti e Pucci (peraltro, deceduti, non possono difendersi) e alcuni testimoni, la smettano di proseguire nelle loro falsità perché la dignità di ogni persona, anche se criminale (ma non è questo il caso di Pucci e di altri testimoni) va rispettata.

Altrimenti non si è uomini.

10 Febbraio 2026 Un commento di Michele Giuttari

3 pensieri su “10 Febbraio 2026 Un commento di Michele Giuttari

  • 11 Febbraio 2026 alle 15:30
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    M.Giuttari ha piena ragione, questo è parlare, ed in concreto le contestazioni ragionevoli verso il dichiarato di Lotti si riducono ad una soltanto -l’orario dell’ agguato alla Boschetta del 1984-
    Ma gli pseudo-esperti sono una moltitudine, mossa dalle più disparate ragioni non tutte cristalline ed orientate alla ricerca di una piena verità, e pontificano avverso, come se Fernando Pucci e Giancarlo Lotti fossero stati interrogati da questi “saccenti” del web-monster, che non di rado hanno il proprio mostro di Firenze (o dipinto come tale) stampato su carta -e sempre diverso, l’uno dall’altro!-
    Emblematica, da parte di tanti e spesso per insipienza e partito preso, la sottovalutazione della figura di Pietro Pacciani il quale con verosimiglianza, aveva anche altri complici, oltre ai due (o tre) noti

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  • 2 Marzo 2026 alle 17:18
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    Può valere per Pucci non certo per Lotti che è stato accusato e giustamente condannato.

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