Il mostro di Firenze e le indagini: “La verità resta ancora lontana”
Pista sarda, compagni di merende, setta esoterica: ognuna di queste teorie investigative ha dei punti forti e delle debolezze e,…
Carlo Baroni
Pista sarda, compagni di merende, setta esoterica: ognuna di queste teorie investigative ha dei punti forti e delle debolezze e, benché esista una verità giudiziaria (le condanne a Vanni e Lotti, Pacciani è morto prima di una sentenza definitiva), ancora oggi la vicenda non può dirsi conclusa. Nuove indagini potrebbero mettere la parola fine sulla storia del Mostro di Firenze? Il caso, ancora oggi irrisolto, rappresenta uno dei più inquietanti e complessi della cronaca nera italiana. Dal duplice omicidio di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco, nel 1968, ai delitti nelle campagne di Scandicci, fino ai compagni di merende e Pietro Pacciani: Stefano Brogioni, giornalista de La Nazione alla cronaca di Firenze, e autore del libro “Mostro Nero”, ha ripercorso in una serata del Lions Club di San Miniato al circolo Cheli – in interclub con Lions Valdera e Round Table San Miniato-Fucecchio – quelle notti, nella campagna toscana, che non hanno mai smesso di fare paura. Un excursus completo, dettagliato, avanti e indietro nel tempo, partendo dall’intervista a Natalino Mele, l’unico testimone del primo duplice omicidio attribuito – molto tempo dopo – al Mostro di Firenze. Con chiarezza e meticolosità, Brogioni ha guidato il pubblico dentro tutte le fasi delle indagini, dei processi e le ipotesi investigative che, dalla fine degli anni ‘60 fino ai giorni nostri, hanno alimentato uno dei più intrigati misteri andato in scena tra il 1968 e il 1985 quando otto coppie appartate in auto furono uccise brutalmente nel fiorentino dal serial killer.
“Sono ancora molti i punti interrogativi – ha sottolineato il giornalista –. Se all’epoca fossero esistite le tecniche investigative di cui dispongono oggi gli inquirenti, probabilmente adesso avremmo più certezze”. Oggi con il Dna si raggiungono importanti obiettivi: ma sui reperti “non c’è un Dna attribuibile con certezza al mostro”. O ai mostri.
https://www.lanazione.it/pontedera/cronaca/il-mostro-di-firenze-e-dbda7ef3
