La nuova pista sul Mostro. Prostituta tra le vittime: “Il killer è ancora in vita”
Un esposto dell’avvocato Alfano riaccende i riflettori su Clelia Cuscito, uccisa nell’83 “Nel leggere le carte abbiamo trovato forti assonanze con almeno due dei delitti”.
Teresa Scarcella
omicidio di una prostituta, avvenuto nei primi anni ’80 e rimasto irrisolto, sarebbe collegato ai delitti del Mostro di Firenze. Non solo. Potrebbe addirittura essere la chiave di lettura del più grande cold case italiano. Ne è convinto l’avvocato Mattia Alfano, a tal punto da presentare un esposto alla procura di Firenze, suggerendo tutta una serie di accertamenti da fare sulla base di quella che è la teoria a cui Alfano è arrivato insieme al giornalista Matteo Calì e al consulente Loris Bonacci Martinelli. La teoria, che i tre presenteranno oggi in conferenza stampa, parte dalla morte di Clelia Cuscito, 37enne, ex infermiera e prostituta, uccisa con 15 coltellate nella sua abitazione in via Gian Paolo Orsini, il 14 dicembre 1983.
Un omicidio che fa parte di una serie di quattro casi irrisolti di prostitute uccise a Firenze in quegli anni, tra il 1982 e il 1984: si tratta di Giuliana Monciatti, ex ballerina di 40 anni, uccisa con una trentina di coltellate in via dell’Anconella; Giuseppina Bassi, 55 anni, ex modella trovata strangolata in una casa vicino alla stazione di Santa Maria Novella; Luisa Meoni, 42 anni, trovata uccisa nel suo appartamento di via della Chiesa.
Periodo in cui il Mostro era già diventato l’incubo delle coppiette: quando Clelia viene uccisa, lui aveva già colpito cinque volte, forse sei. Vicinanza temporale che negli anni ha portato gli inquirenti a cercare possibili collegamenti tra i due mondi, senza però risvolti concreti.
Ed è proprio lì, in quell’ambiente, che l’avvocato Alfano pone la morte della 37enne, sollevando una serie di elementi rimasti fino ad oggi ignoti e puntando il dito verso un sospettato.
“Nel leggere le carte dell’omicidio di Clelia Cuscito, abbiamo trovato delle forti assonanze con almeno due degli omicidi attribuiti al Mostro” anticipa l’avvocato Alfano, per poi aggiungere – La soluzione del caso proposta potrebbe gettare nuova luce sui delitti del Mostro”.
La teoria infatti, l’ennesima sul Mostro che finisce sul tavolo della procura, individuerebbe un responsabile. Una persona ancora in vita su cui, secondo Alfano, ci sarebbero state “anomalie investigative” all’epoca dei fatti e “l’eventuale accertamento scientifico potrebbe portare novità” e “collegare il delitto in una più ampia rete collegata ad un mondo sommerso di prostituzione e pornografia amatoriale” continua l’avvocato. L’assassino di Clelia, quindi, sarebbe ancora vivo e a piede libero. Ed eventuali indagini potrebbero addirittura riaprire capitoli mai chiusi della storia del Mostro di Firenze.
Una storia rimasta mistero ancora oggi, a distanza di 40 anni, che in compenso ha visto susseguirsi un numero spropositato di teorie e ipotesi, dentro e fuori dalle inchieste ufficiali, che hanno contribuito a mentenere alta l’attenzione e ad alimentarne di nuove. Complice anche l’interesse editoriale e cinematografico: tra libri, film e serie tv – l’ultima è quella di Sollima per Netflix – le luci non si sono mai spente.
https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/la-nuova-pista-sul-mostro-affb3bcf

Dell’omicidio di questa donna ne parla anche Giuttari nel suo libro “Il mostro”. Data la morte al 14 dicembre 1983.
Sono andato a controllare e, a differenza degli omicidi del mostro, NON era un pre-festivo.