“Responsabile ancora in vita”. Mostro di Firenze, colpo di scena: spunta una nuova pista

Un esposto depositato oggi, giovedì 15 gennaio, alla Procura di Firenze riaccende un cold case rimasto nel buio per decenni: l’omicidio di Clelia Cuscito, 37 anni, ex infermiera diventata prostituta, uccisa il 14 dicembre 1983. Nel documento si parla di un possibile killer ancora in vita e di nuovi collegamenti ai delitti del Mostro di Firenze, una ferita mai chiusa.

A firmarlo è l’avvocato Mattia Alfano, con il contributo del giornalista Matteo Calì e del consulente Loris Bonacci Martinelli. “La soluzione del caso proposta potrebbe gettare nuova luce sui delitti del Mostro”, anticipa il legale, spiegando che l’atto indica anche accertamenti mirati da compiere. La conferenza stampa è fissata per venerdì 16 gennaio alle 12 nello studio di via Lamarmora 51.

Nuova pista sul delitto Cuscito

Il delitto risale a oltre quarant’anni fa: Clelia venne trovata senza vita nell’appartamento dove riceveva i clienti, in via Gianpaolo Orsini, in Oltrarno. Fu colpita da 15 coltellate. Nell’esposto, aggiunge il legale, “l’esposto individua un responsabile, in vita, suggerendo alla procura gli accertamenti da fare e che potrebbe collegare il delitto in una più ampia rete collegata ad un mondo sommerso di prostituzione e pornografia amatoriale”.

L’omicidio rientra in una scia di quattro cold case di prostitute uccise a Firenze tra 1982 e 1984, anni che si sovrappongono a quelli delle coppiette. Nel tempo gli inquirenti hanno guardato a quel contesto come possibile sfondo di uno dei “mondi” investigati, dai cosiddetti compagni di merende in poi. La nuova ricostruzione promette elementi finora ignorati.

Nella lista ci sono anche altri tre casi senza colpevole: il 12 febbraio 1982 Giuliana Monciatti, 40 anni, uccisa con una trentina di coltellate in via dell’Anconella; il 27 luglio 1984 Giuseppina Bassi, 55 anni, trovata strangolata in una casa vicino a Santa Maria Novella; il 13 ottobre 1984 Luisa Meoni, 42 anni, assassinata nel suo appartamento di via della Chiesa. Quattro storie diverse, stesso silenzio negli archivi.

Ora toccherà alla Procura valutare gli accertamenti suggeriti: riesaminare atti e reperti, ricostruire contatti e movimenti, riascoltare eventuali testimoni e incrociare i fascicoli. Il nodo è capire se dettagli tecnici e contesto indicato nell’esposto reggono alle verifiche. Solo allora si saprà se il puzzle può ricomporsi e se la morte di Clelia Cuscito può avere un nome.

“Responsabile ancora in vita”. Mostro di Firenze, colpo di scena: spunta una nuova pista

15 Dicembre 2025 Stampa: Artestv – “Responsabile ancora in vita”. Mostro di Firenze, colpo di scena: spunta una nuova pista
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