Il bellissimo ateneo di Pavia del 1361, nella foto l’antico ‘teatro anatomico’, inaugurato nel 1785. Le figure alate rappresentate sul soffitto reggono strumenti chirurgici che evocano lo strumentario settecentesco oggi conservato al Museo per la Storia dell’Università.

Il professor Pierucci insegnava proprio in questo ateneo. Il procuratore Mignini si rivolse a lui, a suo dire, perché non si fidava dei periti di Perugia, e ne aveva ben donde. Per ritorsione tutte le analisi di medicina legale a Perugia furono bloccate per mesi.

Nel dicembre del 2002 il professor Giovanni Pierucci eseguì una perizia autoptica sulla salma riesumata di Francesco Narducci e predispone delle ulteriore perizie chimiche tossicologiche e istologiche.

La perizia Pierucci è corroborata anche da analisi istologiche, cioè analisi dei tessuti e delle cellule, per determinare eventuali lesioni a carico della salma e per escludere che queste eventuali, fossero post mortem o in vitae. Quindi dei biologi, tra cui il nostro contatto, hanno provveduto alla preparazione dei tessuti e alle loro colorazioni per determinare la:

– prova diretta della lesione tiroidea in vitae, cioè la ricerca diretta dell’emoglobina del sangue con fluorescenza e con la reazione perossidasica, nei tessuti limitrofi alla lesione, che risultò negativa.

– o la prova indiretta della lesione stessa sempre in vitae, con la ricerca di batteri e funghi che di queste micro-versamenti di sangue e siero si sono nutrite. La prova indiretta esclude ovviamente la prova diretta perché i batteri e i funghi disgregano l’emoglobina nutrendosene, che risultò positiva.

Cos’è la colorazione dei preparati istologici?

Per colorazione si intende un procedimento che rende colorate determinate porzioni dei preparati microscopici hanno la proprietà di rendere visibili in modo diverso le strutture biologiche nei preparati microscopici. In condizioni ideali, quali quelle ricercate per le reazioni istochimiche, le colorazioni devono essere progressive e tali che, una volta assunto il colorante da parte delle porzioni del preparato che gli sono affini, per porosità o per acidità o basicità, non si abbia ulteriore colorazione di altre strutture.

Le preparazioni istologiche colorate servono anche ad identificare il tipo di cellule del tessuto analizzato ma anche la presenza di cellule estranee, batteri, funghi, alghe virus ecc.

Le colorazione effettuate hanno evidenziato una lesione in vita al corno laringeo sx di Francesco Narducci con una prova indiretta.

IMMAGINE DELLA SALMA DI Narducci mummificata

Cito dalla relazione della commissione parlamentare

https://www.mostrodifirenze.com/2022/11/04/4-novembre-2022-relazione-commissione-parlamentare/

L’obiettivata frattura del corno superiore sinistro della cartilagine tiroidea, che il consulente tecnico del P.M. ha ritenuto essere avvenuta in vita, rendeva « quanto meno probabile » che la causa di morte di Narducci risiedesse « in un’asfissia meccanica violenta prodotta da costrizione del collo (manuale– strozzamento; ovvero mediante laccio– strangolamento) secondo una modalità omicidiaria ». Nella relazione, il consulente tecnico ha, infine, aggiunto che nei tessuti periferici, fibrosi, in corrispondenza della frattura, si sono sviluppate fittissime colonie fungine, verosimilmente della famiglia delle mucoracee e, in alcuni settori cartilaginei e fibrosi, si sono evidenziate fittissime colonie batteriche, probabilmente del tipo degli actinomiceti.”

Cito dalla perizia Pierucci

www.mostrodifirenze.com/wp-content/uploads/2002/12/Autopsia-Francesco-Narducci-di-Pierucci.pdf

Nei tessuti periferici ( alla frattura) si sviluppano fittissime colonie fungine…e in alcuni settori …fittissime colonie batteriche.” Pg 24

Cito: “ l’osservazione microscopica di proliferazione batterica …favorita da fenomeni micro emorragici, potrebbe essere un segno indiretto del carattere vitale della lesione fratturativa” pg 37

E infatti lo è.

IL Prof. Fortuni perito di parte per la famiglia Narducci invece è di parere contrario all’omicidio e sosterrà che è stato un trauma dovuto allo spostamento ma non ha portato nessun argomento a sostegno che dimostri il versamento ematico linfatico che in vita ha determinato lo sviluppo fungino e batterico sui lembi della frattura cartilaginea. Pg 29

Le due cartilagini tiroidee di un suino, sono in pratica uguali a quelle umane.

Il prof Bacci e Ramadori periti di parte della famiglia Spagnoli invece dicono cito:

La frattura del corno sinistro della cartilagine tiroidea è segno inequivocabile che fu esercitata un’azione traumatiche di rilievo attuata in modo concentrato sulla regione anatomica di pertinenza, segnatamente quella laterale sinistra del collo. …

Queste sono le analisi fatte negli istituti dell’università di Pavia attraverso le preparazioni istologiche, Bisogna sottolineare che la prova diretta della frattura del corno tiroideo, cioè trovare la presenza di sangue, siero, emoglobina, globuli bianche ecc. è negativa, come scrivono in perizia ma la prova indiretta che questo versamento attorno al corno ci fu, e avvenne con Narducci in vita, cioè la presenza il loco e non in tutto il corpo, di proliferazione batterica e fungina: è positiva. Questo non si può spiegare altrimenti, come scrivono in perizia. La prova indiretta giustifica la mancanza della prova diretta, cioè la presenza di sangue e siero, perché i versamenti furono utilizzati come nutrimento dai batteri e dalle muffe, riguardo ai fenomeni trasformativi, come scritto in perizia che cito:

Di fronte all’assoluta irriconoscibilità macroscopica della vitalità noi abbiamo tentato di saggiare qualche proprietà fisico-chimica dell’emoglobina Hb :

– estinzione della fluorescenza tessutale su:

– preparati colorati con Em EOS

– ovvero su preparati “bianchi”

– e reazione perossidasica dell’Hb.

Con risultati peraltro nulli coerentemente con l’entità dei fenomeni trasformativi, per tale motivo la prova sicura di una produzione vitale, ovvero post mortale della frattura in discussione, non può essere fornita.“

Questa è la prova diretta che è negativa di seguito la descrizione della prova indiretta che fu positiva. Cito dalla Pierucci:

Con riferimento allo studio istochimico della lesione fratturativa, non conoscono gli scriventi il risultato definitivo delle colorazioni finalizzate a verificare la vitalità della lesione. Sottolineata la difficoltà di pervenire attraverso tale metodica a conclusioni certe, a causa del lunghissimo intervallo di tempo trascorso dalla morte ed alla interferenza dei fenomeni trasformativi, l’eventuale osservazione microscopica di proliferazione batterica particolarmente abbondante, favorite da fenomeni micro emorragici, potrebbe essere un segno indiretto del carattere vitale della lesione fratturativa riscontrata.”

Sempre nell’istologico si dice:

non si sono rilevate immagini riferite a plancton inalato” pg 24

Cioè alla morte non ha inalato l’acqua del lago!

Ricerca delle diatomee che indicano solo se presenti, l’annegamento, mentre se sono assenti il dato è incerto:

non si è osservata nessuna forma riferibile a diatomee o a plancton“ pg 25

Ma Narducci non può essere morto annegato perché è morto strozzato.

L’acqua del Trasimeno è verdolina perché è ricchissima di microrganismi: alghe pluiricellulare, unicellulari come le diatomee, protozoi uova di tutte le specie e batteri.

Varie forme di diatomee diffuse in tutte le acquee del mondo, ovviamente più in quelle stagnanti e calde come quelle del trasimeno.

Caratteristica peculiare delle Diatomee è la parete cellulare, detta frustulo, composta principalmente da silice amorfa idrata, che resta per sempre anche dopo la morte. Hanno trovato delle diatomee in un uomo annegato 5000 anni fa in Perù. Il frustulo è costituito da due valve, la parte superiore (epivalva) e quella inferiore (ipovalva) La struttura è come una scatola di latta con un coperchio che è l’epivalva e un contenitore che è l’ipovalva.

Se un uomo respira acqua di sorgente è possibile che non ci siano alghe nei suoi polmoni , se invece dovesse respirare l’acqua del Trasimeno ricchissima di microrganismi è IMPOSSIBILE che non li si trovino nei bronchioli.

In questa pubblicazione scientifica del 1984: “Granetti, B (1984) Le diatomee del Lago Trasimeno: sistematica ed ecologia Riv. Idrobiol. 23(1): 112 pp.” Si fornisce una descrizione dettagliata delle diatomee del Trasimeno, fondamentali indicatori dello stato di salute e del livello trofico dei corpi idrici, presenti nel lago in abbondanza.

E’ IMPOSSIBILE CHE FRANCESCO NARDUCCI SIA ANNEGATO.

LE CAUSE DI MORTE

Il prof Pierucci che inizia a isolare i vari organi e gruppi anatomici durante l’autopsia.

Sulla causa di morte cito:

”la frattura del corno sx tiroideo…. è segno inequivocabile… di una azione traumatica …è da escludere la mera accidentalità…né appare verosimile ..qualsiasi riferimento ad improprie manovre di trasporto e recupero.” Pg 36

Quindi Pierucci e i suoi periti escludono categoricamente la lesione durante il trasporto o durante l’autopsia.

la più frequente lesività rilevata è l’omicidio per strozzamento,….più rara per strangolamento”

Lo strozzamento è l’azione traumatica fatta con la pressione dei pollici sulla gola, lo strangolamento è l’azione più diffusa tipica delle corde.

Cito “…l’impiccamento non sembra proponibile” pg 48

Questo perché in caso di impiccagione:

  • si sarebbe rotto l’osso ioide

  • o ci sarebbe stata la lussazione della vertebra dell’epistrofeo, il cui dente schiacciando il midollo spinale, provoca la morte istantanea.

Il prof Pierucci segnala che:

ciò rendeva “quanto meno probabile” che la causa di morte del Narducci risiedesse in una “asfissia meccanica violenta prodotta da costrizione del collo (manuale – strozzamento; ovvero mediante laccio – strangolamento), secondo una modalità omicidiaria”.

Nella discussione della perizia a pg 45 si specifica che cito

Assai interessante sul piano bio tanatologico un rigogliosissimo sviluppo fungino un vero e proprio feltro idoneo ad assorbire ogni traccia di reazione vitale anche nelle parti molli peri e iuxta tiroidee (cioè vicino al corno tiroideo)”

Lo sviluppo batterico e fungino attorno alla frattura cartilaginea, vuol dire versamento ematico- linfatico ancora in vita, anche perché la colonia batterica è fittissima quindi aveva nutrimento quando si sviluppò cioè nell’85. Questo esclude categoricamente il danno iatrogeno, cioè che Pierucci abbia rotto il corno durante l’autopsia, o che si sia rotto, durante il trasporto, o la movimentazione, o il recupero della salma come la tesi della frattura del corno nell’ipotetico taglio della cravatta, che però Narducci quando arrivò al lago non aveva, vedi testimonianza di Trovati e di sua moglie, perché non ci sarebbe stato nessun versamento e mai si sarebbero formate colonie fittissime di batteri e di miceti.

Come scritto in perizia che cito:

In proposito riteniamo assai interessante il parere Pro veritate del radiologo professore Enrico Signorini inserito nelle osservazioni del professor fortuni C.T. di parte della famiglia Narducci. Il radiologo pone la cronologia lesiva in fase postmortale: ” a partire dal momento successivo alla morte fino al momento della dissezione diretta del reperto avvenuta a circa 17 anni di distanza.” Quest’ultima eventualità ci sentiamo di escluderla!”

CAUSE DI MORTE ALTERNATIVE

Quali sono le prove che la morte di Narducci non sia dovuta ad altre cause?

E’ provato che sia morto per:

  • Annegamento? Assolutamente NO, perché non ci sono le diatomee, nel corpo, nei polmoni e non c’è plancton in gola. Non c’è nessuna prova che sia morto per annegamento.

  • Overdose di meperidina? Assolutamente NO, la concentrazione encefalica non è nemmeno la metà di una concentrazione tossica ed è molto lontana da quella letale, quasi 4 volte più bassa. La concentrazione di meperidina riscontrata nell’encefalo mummificato che pesava 400 gr è 8, 3 microgr /gr che riportata al peso di un encefalo in vita che è 1400 gr è 2,3 microgr/ gr X: 8,9 = 1400:400 x = 2,3 microgr/ gr

    1. microgr/ gr è un refuso, è 2,3 microgr/gr

E’ una concentrazione alta, ma è la metà di una concentrazione tossica di 5 microgr/gr, e molto lontana dalla soglia letale che è 8 microgr/gr. La dose sedativa si alza di molto nei tossico dipendenti che ovviamente la tollerano molto di più.

  • Lesione traumatica? Assolutamente NO, ci sono lesioni craniche, né emorragie encefaliche, né lesioni alla cassa toracica o al rachide.

  • Strozzamento traumatico? Assolutamente NO, perché la rottura del corno tiroideo se fosse stata causata da un trauma, come un colpo al collo da caduta, avrebbe evidenziato lesioni sicuramente più ampie al collo, mentre la lesione al corno tiroideo è circoscritta all’area di un pollice, esattamente come nello strozzamento (la bibliografia su questo è sterminata). Inoltre il solo trauma al corno tiroideo, di per se, non è sufficiente ad uccidere, serve una pressione delle vie aeree prolungata per determinare l’asfissia. Non c’è nessuna prova che sia morto per un trauma al collo diverso dallo strozzamento.

Tornando alla Micheli cito a pg 179 è uno stralcio di Mignini

Il giorno prima del conferimento dell’incarico al Prof. PIERUCCI, fissato per il 3 giugno, il Prof. Ugo Narducci cerca di bloccare di nuovo l’accertamento ex art. 360 c.p.p., con un telegramma inviato al Procuratore capo che è in congedo straordinario e al Procuratore generale, aggirando disinvoltamente il magistrato titolare del procedimento che aveva disposto l’accertamento e richiamando il contenuto della memoria del primo giugno.

In un telegramma del 7.07.02, l’Avv. ALFREDO BRIZIOLI invita il Prof. PIERUCCI a considerare inutili, illegittime ed inutilizzabili, ulteriori analisi che il CT del PM avrebbe avuto intenzione di effettuare e ad avvertire immediatamente i difensori e garantirne la presenza nel caso in cui avesse ritenuto necessario effettuare esami

su parti così – fragili – come la parte anteriore del collo che racchiude il – delicatissimo osso ioide già inevitabilmente indebolito dal lungo processo cadaverico ed inoltre sottoposto allo stress traumatico conseguente alla necessità di isolarlo ed estrarlo completamente dalla salma – corificata – per agevolare l’esame radiografico approfondito….già effettuato in presenza di tutti i consulenti di parte e del sottoscritto con esiti concordemente negativi e quindi definitivamente conclusosi, osso ioide che da tempo è a sua completa disposizione…..conservato in un contenitore molto grande che nel corso dei lunghi trasferimenti cui è sottoposto può essere oggetto di scuotimenti ed urti al suo interno oltre che di eccessive quanto necessarie e più volte ripetute manovre manuali effettuate da più persone…”.

Come a dire: sinora non è emerso alcunché al collo, basta con ulteriori esami e se lei dovesse invece andare avanti e dovesse scoprirsi una lesione, la colpa sarà stata del PM che ha disposto l’autopsia a Pavia e sua (cioè del Prof. PIERUCCI) che lo dovrà per forza manipolare per estrarlo dalla salma. Analoghe note vengono inviate il giorno dopo dai CC.TT. Prof. VALTER PATUMI e GIUSEPPE FORTUNI il cui senso è sempre lo stesso: impedire che si arrivi alla dissezione del complesso laringe – trachea – osso ioide.

Ovviamente, il Prof. PIERUCCI andrà avanti per la sua strada e, il 5.09.02, presenti PM e tutte le parti e CC.TT., veniva effettuata la dissezione del blocco lingua – faringe – organi del collo, con la rilevazione, come si vedrà, di una vistosa frattura del corno superiore sinistro della cartilagine tiroidea.

Qui, i giri di parole non si fanno e non si possono fare: è evidente, dal loro comportamento, che i NARDUCCI erano a conoscenza del problema prima addirittura che si arrivasse alla riesumazione ed è questo il motivo per cui hanno cercato di impedirla in tutti i modi e, poi, di attribuirne la responsabilità al CT di questo PM, come in pratica avevano preannunciato.

CONCLUSIONI

La conclusione del professor Pierucci e dei suoi periti è che Francesco Narducci fu ucciso per strozzamento e non sono contemplate altre ipotesi, infatti non aggiunge mai: forse è morto per annegamento, o forse per trauma, o forse per overdose ecc. ecc. Assolutamente NO: è stato ucciso per strozzamento, il che esclude automaticamente le altre ipotesi, perché se è stato strozzato non può essere annegato: è per questo che l’annegamento è escluso non per il solo fatto che mancano le diatomee e il plancton in gola.

Claudio Costa

13 Gennaio 2026 La prova indiretta nella perizia Pierucci su Francesco Narducci di Claudio Costa
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Un pensiero su “13 Gennaio 2026 La prova indiretta nella perizia Pierucci su Francesco Narducci di Claudio Costa

  • 13 Gennaio 2026 alle 23:02
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    L’encefalo del prof. F. Narducci mi sembra si fosse conservato piuttosto bene, nonostante i (quasi) 17 anni trascorsi, seppure l’organo, di consistenza “cretacea”,fosse ridotto ad un terzo delle dimensioni originarie forse per le concentrazioni, elevate, della meperidina nel SNC -la molecola possiede anche proprietà antibatteriche, che potrebbero aver impedito o ridotto la colliquazione-
    Ergo potrebbe essere morto lo stesso giorno della sua scomparsa al lago

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