Zodiac, 57 anni fa l’inizio dell’orrore: gli omicidi, il codice Z13, il Mostro di Firenze e la lettera. «Sto perdendo il controllo»
20 dicembre 1968. Tutto inizia da questa data. Sono trascorsi cinquantasette anni, ma quel primo duplice omicidio lungo la Lake Herman Road resta il “punto zero” del caso Zodiac; il perno su cui, col tempo, si sono innestate interpretazioni sempre più distanti dai fatti originari. Zodiac è ritenuto responsabile di almeno cinque omicidi confermati tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 in California.
Le sue prime vittime furono David Faraday e Betty Lou Jensen, uccisi proprio a dicembre del ’68 a Benicia. Nei mesi successivi il killer dello Zodiaco colpì ancora: il 4 luglio 1969 a Vallejo uccise Darlene Ferrin e ferì Michael Mageau; il 27 settembre, presso il Lago Berryessa, colpì a morte Cecelia Shepard e ferì Bryan Hartnell. L’11 ottobre 1969, a San Francisco, fu la volta di Paul Stine. Altri delitti restano sospetti, attribuiti solo sulla base di missive o analogie stilistiche.
La suggestione
Esattamente un anno dopo il primo delitto, il 20 dicembre 1969, Zodiac inviò al San Francisco Chronicle una lettera contenente la frase: «I am losing control» (sto perdendo il controllo, ndr.). Sebbene la ricorrenza della data sia reale, non esiste alcun documento ufficiale dell’FBI che la classifichi come una “firma rituale”. L’idea di una centralità simbolica del 20 dicembre appare dunque come un’elaborazione successiva piuttosto che un’evidenza investigativa dell’epoca.
Il codice Z13
Il cortocircuito tra la California e la Toscana emerge solo molti anni dopo. Tra il 2018 e il 2021, una serie di inchieste pubblicate su Il Giornale e Libero Quotidiano rilancia una tesi destinata a far discutere: la possibile sovrapposizione d’identità tra Zodiac e il Mostro di Firenze. Si tratta di una ricostruzione giornalistica che si muove al di fuori del perimetro giudiziario, fondata su testimonianze raccolte in ambiti non processuali, riletture di atti e interpretazioni personali dei cifrari. In questo contesto viene spesso citato il codice Z13, la cui risoluzione non è tuttavia riconosciuta né dall’FBI né dalla comunità crittografica scientifica.
Joe Bevilacqua
All’interno di questa ipotesi prende corpo il nome di Giuseppe “Joe” Bevilacqua, ex funzionario dell’esercito statunitense e per anni direttore del Cimitero Americano dei Falciani, a San Casciano Val di Pesa. Bevilacqua comparve il 6 giugno 1994 nel processo a Pietro Pacciani, dichiarando di aver visto l’imputato nei pressi del luogo dell’ultimo duplice omicidio del Mostro. La deposizione è agli atti e fu vagliata dalla Corte, senza però assumere un ruolo determinante. Solo a distanza di decenni quella presenza in aula è stata riletta in chiave sospetta, ipotizzando — senza riscontri giudiziari — un paradossale ribaltamento di ruolo tra accusatore e colpevole.
La data
Un elemento frequentemente richiamato riguarda la data di nascita di Bevilacqua: il 20 dicembre 1935. Il fatto che coincida con il giorno del primo omicidio di Zodiac alimenta la suggestione, ma resta un’inferenza interpretativa. Zodiac non ha mai indicato il proprio compleanno come un elemento del suo modus operandi, né l’intera sequenza dei delitti mostra una coerenza cronologica tale da confermare una firma basata sul calendario. Il 20 dicembre, più che un dato investigativo, assurge così a elemento narrativo caricato di significato a posteriori.
Il caso “mostruoso”
Negli anni recenti, la Procura di Firenze ha tentato nuove verifiche sui reperti del caso Mostro di Firenze. Le analisi genetiche si sono tuttavia scontrate con limiti tecnici rilevanti, dovuti alla degradazione e alla frammentarietà dei campioni. Ad oggi, non risulta l’esistenza di un profilo genetico definitivo riferibile a Bevilacqua, né di evidenze scientifiche capaci di confermare o escludere in modo conclusivo una sua responsabilità.

Fu fatto un preciso identikit di Zodiac da parte di uno dei sopravvissuti del killer. Non ha niente a che vedere né con Joe Bevilacqua né con quello del MdF. Inoltre, a parte il fatto che venivano uccise coppie (a parte il tassista americano) Le due storie, i luoghi ed il Modus Operandi hanno poco o nulla di simile.