Il 26 settembre 2025 viene pubblicato il libro La Boschetta, Storia vera di un duplice omicidio di Angelo Barraco, edito da Bertoni Editore.

L’Idea del libro nasce nel novembre 2022, quando Angelo Barraco partecipa al concorso Parole Green dell’Umbria Green Festival, conosciuto in tutta Italia e non solo, arrivando tra i finalisti e aggiudicandosi una “Menzione speciale degna di pubblicazione”. In quell’occasione, aveva presentato solamente i capitoli in cui si raccontava la storia del mostro di Firenze dal punto di vista di Pia Rontini e Claudio Stefanacci, uccisi il 29 luglio1984 a Vicchio di Mugello in località Boschetta. La storia viene presentata in modo diverso, dal punto di vista delle vittime che non hanno mai avuto voce e di una Firenze che nasconde bene i propri demoni. La prima parte del libro cerca di accendere i fari laddove le armi hanno cercato di spegnerli per sempre, cercando di restituire il respiro anche alle foglie, ai rami, alle autovetture parcheggiate e ai silenzi. Nella seconda parte, invece, si cerca di far luce sulle innumerevoli incongruenze che ancora oggi non riescono ad avere risposta in tutta la lunga vicenda giudiziaria. Tanti, troppi dubbi, dopo innumerevoli indagini, processi e sentenze di condanna.

26 Settembre 2025 La Boschetta, Storia vera di un duplice omicidio di Angelo Barraco
Tag:                         

9 pensieri su “26 Settembre 2025 La Boschetta, Storia vera di un duplice omicidio di Angelo Barraco

  • 1 Ottobre 2025 alle 22:47
    Permalink

    Alcune personali riflessioni (sarò un po’ didascalico) sull uccisione di Claudio e Pia – sempre ringraziando la Redazione per la mole documentale che mette a disposizione –
    – i due ragazzi si appartarono forse con poca inquietudine poiché coevamente i giornali riportavano dell’ arresto dei cognati G. Mele e Piero Mucciarini quali probabili MdF, poi scagionati proprio da questo delitto
    – nel Mugello il MdF colpì a dieci anni di distanza (una sorta di auto-celebrazione?) tra i due agguati, con ferocia e purtroppo efficienza ancor maggiore del solito
    – il Mugello appare come la sua comfort-zone originaria, nelle quali aree colpite egli pare sicuro del suo nefasto agire, si lascia andare all’ over-killing in entrambi i casi e compie la prima mutilazione mammaria (’84)
    – portava i guanti ed aveva (almeno) un complice in entrambi gli agguati
    – a Rabatta perse un bottone in cuoio e la paura di essere riconosciuto e catturato per quel massacro, lo (li?) fermò fino al 1981
    – il “mostro” chiese ed ottenne appoggio logistico nel post-delictum di Vicchio ad uno dei coinvolti nel delitto del 1968
    – sempre nel Mugello (S.Piero a Sieve) dove non risiedeva più da tempo, si diresse dopo il delitto dei francesi, ad imbucare la cruda missiva alla magistrato Della Monica, evitando le cassette postali del sancascianese per tentare di depistare gli investigatori

    Rispondi
    • 4 Ottobre 2025 alle 12:15
      Permalink

      Sono tutte cose interessanti. Però l’aspetto del bottone mi lascia veramente molto perplesso. Veramente non ci sono stati delitti per 7 anni per quel motivo? Oltretutto, con le tecniche investigative abbastanza terra terra degli anni ’70? Mi piacerebbe approfondire la cosa.
      Premetto, come forse ho già espresso qui in altri commenti, di essere un fautore della colpevolezza di Pacciani, ma che assolutamente ci sia una rete di complici estesa ed assai influente.

      Rispondi
      • 6 Ottobre 2025 alle 23:44
        Permalink

        Drew

        Sono in sostanza d accordo con lei, Pacciani non agiva da solo era un serial killer (organizzato) coi sottomessi compagni di merende come servi e che ad un certo punto, potrebbe aver conosciuto qualcuno più simile a lui, un sadico-feticista, forse benestante… riguardo al bottone di cuoio fu ritenuto piuttosto importante perché dopo quasi trent’anni fu chiesto, alla vedova del F.N.,se ricordava di bottoni di cuoio su capi d abbigliamento del marito

        Rispondi
      • 9 Ottobre 2025 alle 18:45
        Permalink

        Pacciani era cardiopatico, anziano, grassoccio, e più che altro soffriva di angina pectoris, che vuol dire, fai cinque scalini e non ce la fai più. Trascinare corpi, rincorrere il francese nella macchia degli scopeti, accoltellare un venticinquenne… Mah… L’unica cosa che denota un mostro imbranato e sprovveduto è andare a fare quelle cose con una 22 invece di una 357. Con la 22 ci sta benissimo che il tizio si rialza e ti ficca du labbrate… Con la 357 vai sul sicuro.

        Rispondi
  • 10 Ottobre 2025 alle 01:29
    Permalink

    Io credo che Pacciani – s.k solitario o mandato che sia -venga spesso sottovalutato, era sessantenne a Scopeti, ancora in piene forze e lo sventurato Kraveichvili fuggiva colpito già dai proiettili e col gomito spappolato 🙁
    L attacco cardiaco del 1978,con ricovero (ed ematuria, a dire di Pacciani) non lo aveva, se non nell’ immediato, affatto domàto…né diminuito granché la sua forza non comune (a detta di molti interpellati che avevano lavorato nei campi con lui)
    la P.S. inoltre vide che, ancora nel ’94,il sessantanovenne Pietro si caricava, trasportandola a spalle, una grossa catasta di legna
    Tra l altro, dopo il fronte e la trincea, Pacciani nel ’46 era stato addestrato (Scuola di Fanteria, verso Roma) oltre che con le armi da fuoco – prese il brevetto di mitragliere – anche allo scontro con la baionetta… e il primo a farne le spese fu Severino Bonini

    Rispondi
  • 10 Ottobre 2025 alle 15:37
    Permalink

    Asporta determinati organi per un semplice motivo ,non ha mai avuto una donna non e” mai riuscito ad avere una relazione seria con una donna ,quel che non ha potuto avere se lo prendo con la forza ,individuo brutto di aspetto con qualche handicap. Emarginato dalla societa

    Rispondi
  • 12 Ottobre 2025 alle 10:30
    Permalink

    a mio parere ha lasciato passare sette anni perchè nella sua vita qalche evento lo ha distolto,la nascita di un figlio,un lutto qualcosa che pper qualche motivo lo ha rafreddato.

    Rispondi
    • 14 Ottobre 2025 alle 19:54
      Permalink

      Si, sembra più plausibile anche a me. Se non la nascita, l’accudimento di figlioli piccoli, magari con una moglie non proprio presente a sé stessa…

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *