Il “Mostro di Firenze”, la pista sarda
Francesca Naseddu
QUANDO TUTTO EBBE INIZIO
1968. Lastra a Signa (Firenze). Due giovani uccisi con una berretta calibro 22. Mai ritrovata.
Antonio Lo Bianco, 31 anni, muratore siciliano e Barbara Locci, 29 anni, una donna definita “ape regina” per la sua capacità di attrarre fisicamente gli uomini e farli cadere ai suoi piedi nel ruolo di amanti.
Nel sedile posteriore dormiva anche il figlio della donna, 6 anni. Il bambino, dopo l’omicidio fu preso da qualcuno e lasciato di fronte al portone di una casa.
“La mamma e lo zio sono morti in macchina”, Queste le sue parole. Unico testimone di quella notte di sangue e orrore.
Per quel delitto fu condannato a 16 anni il marito della donna, Stefano Mele, 48 anni. Lui negò da subito e chiamò in causa i numerosi amanti della moglie e i fratelli sardi Vinci. Successivamente confessò e ritrattò tutto.
E’ morto purtroppo. Come tutti gli altri protagonisti della vicenda, lasciando dubbi, perplessità. Incertezze.
19 giugni 1982. Baccaiano, Montespertoli. Un operaio di 22 anni e Antonella Mainardi, 19 anni, sono appartati in macchina, quando dal buio spunta una pistola che uccide lei sul colpo e successivamente lui che tenta una breve quanto inutile fuga.
Stefano Mela punta ancora il dito contro i numerosi amanti della moglie. Francesco Vinci, ill più giovane e geloso che verra’ arrestato e in seguito scagionato con l’accusa di aver ucciso la moglie, caso successivamente archiviato come suicidio. Mele verra’ condannato per calunnia nei confronti di Mele.
Mai sfiorato da dubbi il terzo fratello Giovanni Vinci. Il piu’ grande dei tre , padre del piccolo testimone.
Abbiamo tutti,per anni,dato per scontato come grandi investigatori e criminologi che le cose fossero andate diversamente . abbiamo giudicato vite abitudini discutibili e vizi inconfessabili, confondendoli con crudelta, violenza, problemi mentali.
Forse la verita non e sempre cosi scontata e a portata di mano.
La rilettura del vecchio processo porta gli inquirenti a sospettare che francesco vinci sia il vero mostro di firenze.
Ma quando viene arrestato il mostro colpisce ancora.
Lo fa nella stessa zona, vittime due turisti in sosta con il loro camper.
Vinci viene scagionato.
Finiranno in carcere il fratello e il cugino giovanni mele e pietro m. i mostri ora sono due.
Ma saranno scagionati in seguito ad un altro delitto.
Una pagina ancora tutta da scrivere.
Una vicenda complessa che forse riguarda piu persone,diverse motivazioni, ma che ci costringe a non dare per scontato niente.
Viene prepotentemente alla mente una frase di luigi pirandello.
‘’imparerai a tue spese chge nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”
https://lamaddalena.tv/2025/08/01/il-mostro-di-firenze-la-pista-sarda/
