Mentre le indagini restano avvolte nel mistero, va in scena lo sfogo dei familiari delle vittime: “A noi negano l’accesso agli atti, ma, lo concedono ai produttori di una Serie TV”. Il consulente di parte Paolo Cochi: “Un diritto costituzionale calpestato”

di MARIO MEDORI

Le indagini sul Mostro di Firenze, il serial killer che insanguinò il capoluogo toscano tra il 1968 e il 1985, continuano a essere avvolte nel mistero. E l’ultima notizia sul massacratore di 8 coppie di innamorati, è il malcontento delle famiglie delle vittime e dei loro consulenti legali. Paolo Cochi, documentarista, scrittore, consulente di parte e portavoce di un parente delle vittime, ha, infatti, denunciato la disparità di trattamento dicendo: “La Procura nega l’accesso agli atti ai familiari e nel contempo consente a una produzione cinematografica di fotocopiare gli stessi per farci un film o una serie TV”. Un paradosso che, stando allo stesso Cochi, mina il diritto dei parenti a conoscere la verità sui delitti che hanno fatto la storia nera d’Italia.

Gli avvocati di parte sono critici. Sulla questione della serie TV in produzione, si sono registrati poi duri commenti anche da parte dei legali delle famiglie delle vittime. L’avvocato Pellegrini, legale di Winnie Rontini, madre di Pia uccisa dal Mostro nel 1984, è stato categorico: “La serie TV è inutile e di cattivo gusto”. Più soft, invece, l’avvocato Colao, che rappresenta la famiglia Mainardi, vittima del 1982: “Se rispetta la verità… può anche andare bene”. Però, non ha risparmiato critiche alla richiesta di revisione del caso avanzata da alcuni legali: “Secondo me è una sorta di mania di protagonismo da parte dei due avvocati Mazzeo e Biscotti occorre dare valore alle cose serie…”.

Le dure dichiarazioni dei parenti delle vittime. Tiziana Bonini, cugina della vittima del 1974, ha definito “scandaloso” il trattamento riservato ai familiari e ha aggiunto: “Le indagini sono state chiuse… serve soltanto per lucrare sulla storia di questi ragazzi… è inaccettabile che non forniscano i documenti agli avvocati di parte mentre permettono alle produzioni televisive di accedervi”. Sul fronte investigativo, inoltre, Paolo Cochi, ha sottolineato come siano state presentate nuove memorie contenenti elementi ancora da chiarire e che la richiesta di riapertura delle indagini si basi su motivazioni aggiuntive.

La sottolineatura del documentarista e scrittore. Paolo Cochi ha precisato: “Sembrerebbe che siano aperti due procedimenti, di cui non si conosce il contenuto. Io spero vivamente che stavolta facciano un minimo di accertamento dopo tutta quella serie di indizi proposti”. Poi ha ribadito che il diritto dei familiari di accedere agli atti viene costantemente ignorato dalla Procura: “Se continueranno a calpestarlo, andremo avanti con tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione. Sono anni che tentiamo di ottenere documenti fondamentali per il caso. Non si può accettare questo atteggiamento. Lo Stato deve garantire la legalità per qualsiasi cittadino”.

La frustrazione per l’impossibilità di accedere agli archivi è palpabile. In chiusura Cochi non ha risparmiato critiche agli avvocati che, secondo lui, non hanno saputo far valere il diritto costituzionalmente garantito all’accesso agli atti. Un caso ancora aperto, dunque, non solo sul fronte giudiziario, ma anche su quello dell’opinione pubblica, con le famiglie delle vittime che continuano a chiedere trasparenza e rispetto per una vicenda che non ha ancora trovato piena giustizia. Al prossimo capitolo.

https://www.altroquotidiano.it/mostro-di-firenze-mentre-le-indagini-restano-avvolte-nel-mistero-va-in-scena-lo-sfogo-dei-familiari-delle-vittime-a-noi-negano-laccesso-agli-atti-ma-lo-concedono-ai-produttori-di-una-serie-tv/

31 Gennaio 2025 Stampa: L’altro – Mentre le indagini restano avvolte nel mistero, va in scena lo sfogo dei familiari delle vittime: “A noi negano l’accesso agli atti, ma, lo concedono ai produttori di una Serie TV”. Il consulente di parte Paolo Cochi: “Un diritto costituzionale calpestato”
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4 pensieri su “31 Gennaio 2025 Stampa: L’altro – Mentre le indagini restano avvolte nel mistero, va in scena lo sfogo dei familiari delle vittime: “A noi negano l’accesso agli atti, ma, lo concedono ai produttori di una Serie TV”. Il consulente di parte Paolo Cochi: “Un diritto costituzionale calpestato”

  • 17 Agosto 2025 alle 03:10
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    Penso che riaprire il caso sulla pista sarda è tornare indietro di secoli. Su una pista che non ha portato a nulla di concreto. Io sono sempre del parere che l’omicida sia interno all’ambiente giudiziario/poliziesco. Il bambino Natalino è accertato che arriva da solo a casa della famiglia. Questa mia affermazione è validata da indizi e particolari non di poco conto. L’avvocato Nino Filasto’ lo ha dichiarato più volte. Io sono un “filastiano” di ferro. Il fatto che la procura di Firenze metta i bastoni fra le ruote ai parenti delle vittime è un fatto inquietante e dimostra la volontà di nascondere qualcosa. Non si può così spudoratamente negare diritti costituzionalmente garantiti. È vergognoso in un paese cosiddetto di diritto. Per quanto riguarda gli indizi faccio una sintesi.Spalletti vede qualcosa. L’approccio alle vittime? Telefonate alla famiglia di Spalletti. Libretto di circolazione sul tappetino lato passeggero omicidio 1974. Portafoglio Claudio Stefanacci. Bucato e riposto all’interno dei pantaloni piegato sotto il sedile. Telefonate all’autista Allegranti omicidio Mainardi/Migliorini con testimonianza auto polizia a Cerbaia. Feticci alla Dott.ssa Della Monica. Chi sapeva dell’abitazione estiva del magistrato da dove viene spedita la missiva? E chi poteva sapere dove fosse ospitato, durante le ferie, l’autista dell’ambulanza Allegranti? Chi aveva possibilità di arrivare telefonicamente all’albergo? Il ritratto del generale morte di Pacciani, ha forse qualche attinenza con le divise? La prova,oramai accertata falsificata, del proiettile nell’orto, chi la confeziona? Il dott. Giuttari, della cui inchiesta io non sono per nulla d’accordo, durante le sue indagini e nei suoi racconti, dichiara di avere avuto la sensazione che qualcuno osservasse le sue indagini, ha forse attinenza con i bastoni fra le ruote ai legali e rappresentanti odierni dei parenti delle vittime? Chi non vuole la verità? Cosa c’è dietro? Le vittime collaterali sapevano o avevano visto qualcosa? Vinci docet.

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    • 20 Agosto 2025 alle 10:31
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      La telefonata ad allegranti nessuno lo puo’ dire con certezza , ma credo che sia stato un bello scherzo di qualche conoscente, ma poi scusatemi tanto ma vi pare che un assassino telefona sperando cosa????che allegranti per telefono gli si metta a raccontare le sue ultime volonta??? ma andiamo!

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    • 20 Agosto 2025 alle 10:38
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      Qua’ si tratta di rabbia e rancore verso chi sta indagando sul mostro ,parlo della lettera a della monica ,vuole farli impazzire , dimostrare la loro incapacita’ , vedete come siete incapaci? non riuscite a prendermi e io ci godo un mondo,,, questo pensa il vero e unico mostro di firenze che nemmeno un solo istante e’ stato mai sfiorato da un soolo piccolo sospetto. e penso che nemmeno abiti piu’ in toscana , ma la conosce ci ha vissuto.

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  • 20 Agosto 2025 alle 10:27
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    Assassino unico e solitario serial killer ,molto molto probabile che ha ruotato intorno all’omicidio del 1968 che credo fermamente non c’entri assolutamente nulla con il futuro omicida che inizia a colpire nel 1974 dovuto a un cambiamento di personalita spinto da forte rabbia e rancore verso chi e’ felice ,ma potrebbe anche essere spinto da forte rabbia e rancore perche’ esonerato dal servizio per incapacita’,solo la pistola se e’ vero come dicono gli esperti balistici sia la stessa del 68 lo lega a tutti gli omicidi,pistola di cui e’ venuto in possesso per puro caso o dietro minaccia verso chi la usata per il delitto locci lo bianco OPPURE MESSA IN TASCA ALL’INSAPUTA dei colleghi ,portata a casa quasi come cimelio ,ma nel 74 qualche cosa lo fa uscire fuori dii testa anche perche’ forse dico forse ,,ha lavorato sul omicidio del 1968.Questo e’ quello che penso da anni ,poi qua’ ognuno ha la sua teoria , certo come si fa a credere che lotti sia il mostro di firenze non me lo riusciro a spiegare mai e poi mai.

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