2 pensieri su “1 Gennaio 2022 Analisi di Valeria Vecchione: Le lettere anonime ai Procuratori Canessa, Fleury e Vigna

  • 22 Gennaio 2022 alle 12:43
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    Intervento interessante e molto accurato. La teoria che le missive fossero anche solo parzialmente sganciate dai delitti del mostro veri e propri é intrigante, oltre che credibile!

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  • 29 Marzo 2022 alle 16:49
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    Ammiro moltissimo la dottoressa Vecchione e trovo i suoi contributi estremamente precisi e di valore.
    Per quanto riguarda l’osservazione che nella prima lettera (quella col lembo di seno) il mostro sia stato ossessivamente accurato nel non lasciare tracce biologiche e nelle seconde 3 no, rilancio una contro-osservazione.
    Partiamo da un presupposto. A noi oggi leccare una busta sembra un’azione “rischiosa” perche’ sappiamo che puo’ restituire del DNA ma all’epoca non lo era perche’ tale DNA non poteva essere analizzato: le prime tecniche di sequenziamento erano assolutamente embrionali anche in ricerca (Kary Mullis inventa la tecnica per amplificare il DNA nel 1985 e riceve il prmio nobel nel 1993). Per le conoscenze dell’epoca, dunque, la prima missiva del mostro non fu piu’ “pulita” o la sua produzione piu’ raffinata e meno rischiosa rispetto alle successive 3.
    Anzi…
    Produrre la lettera con colla e ritagli e’ sicuramente, un’operazione che richiede alto grado di manipolazione, con annesso grande rischio di lasciare impronte digitali e, incollati accidentalmente alla colla, materiali macro-biologici come peli, capelli o altro che identifichino l’ambiente in cui ci si trova (elementi in uso anche all’epoca per le indagini di omicidio). Data la pulizia e la mancanza assoluta di tracce deve essere stato uno sforzo pratico non da poco realizzare la busta, richiedente tempo ed assoluta attenzione. Presupponiamo, verosimilmente, che il mostro fosse preciso, previdente e agisse valutando i rischi. L’uso delle lettere ritagliate quale rischio evitava? Fondamentalmente lo studio calligrafico ma la loro manipolazione e l’utilizzo di una sostanza appiccicosa come la colla per incollarle, piu’ l’inserire all’interno della busta un oggetto che alla sua origine era sporco di sangue genera una lunga serie di passaggi ad alto rischio di tracce macrobiologiche. Perche’ rischiare? O il rischio di riconoscimento calligrafico era piu’ alto o e’ stata messa in atto di getto un’emulazione di qualche tipo (da fiction o casi di cronaca). Scrivere a macchina un testo e inserirlo all’interno di una busta (per guanto e proiettile bastano una pinzetta passata sul fuoco e altrettanti guanti) risulta piu’ veloce e meno rischioso che invischiarsi con colla e ritagli.

    Le vere domande che necessitano di risposte persuasive date queste premesse sono le seguenti:
    A) Se l’autore di tutte e 4 le missive e’ unico perche’ ha fatto una cosa cosi’ complicata con la prima e non ha direttamente optato per la macchina da scrivere?
    B) Se e’ stato il mostro l’autore delle 3 missive successive perche’ ha cambiato modalita’?

    A mio parere la prima domanda e’ il vero mistero.
    Per la seconda ci possono essere molte ragioni:
    1) Se il mostro aveva un lavoro e dei conviventi trovare tempo e spazio per l’operazione eseguita per la prima lettera non deve essere stata cosa da poco e sarebbe stato ancora piu’ difficile ripeterla per altre tre volte per cui ha dovuto trovare un altro metodo che prima non aveva considerato.
    2) Rifare tutto nel solito modo lo avrebbe reso univocamente riconoscibile se visto mentre consegnava le lettere oppure mentre imbucava quella a Vigna.
    3) Aveva saputo bazzicando la questura che le lettere ritagliate erano state staccate alla ricerca di tracce e aveva temuto di essere scoperto.
    4) Mia opinione personale, il mostro ha sempre giocato con l’ambiguita’cercava di dimostrare la sua potenza e il suo controllo ma si celava sempre nell’ombra e probabilmente godeva del brancolare nel buio delle indagini e delle sue doti manipolatorie. Non mi pare cosi’ assurdo un cambio di tecnica per confondere le acque.
    Non dimentichiamoci che il fine del mostro non era certo essere coerente ai nostri occhi ma sentirsi potente in sicurezza… come con le povere vittime assaltate nell’oscurita’ a distanza ravvicinata nel momento di massimo abbandono. Quindi, ammesso e non concesso che volesse sfidare una volta di piu’ le autorita’, avrebbe comunque cercato di farlo in sicurezza anche cambiando la sua strategia comunicativa per confondere e manipolare. L’unica perplessita’ rimane la domanda A di cui sopra: perche’ per la prima missiva utilizzare un metodo cosi’ complesso e non la macchina da scrivere? Non gli era di facile accesso? Perche’ portare le lettere a mano? Non e’ troppo “coraggioso” da parte di chi si e’ sempre nascosto nell’ombra dare elementi che lo legassero agli ambienti giudiziari?
    Detto cio’ anche io temo che le 3 missive non siano del mostro anche per un fattore semantico: la lettera alla Della Monica era stato il suo trionfo da rivendicare ai danni di chi aveva cercato a baccaiano, quando piu’ si era trovato in difficolta’, di “fregarlo”, portandolo ad esporsi con la telefonata all’ospedale di Empoli… un manipolatore manipolato che manifesta la sua insicurezza e codardia non la prende bene e se ne ricorda. A lei ha dedicato (senza messaggi scritti) il suo ultimo e piu’ riuscito colpo (sforzo della polizia massimo e scoperto dopo piu’ tempo con probabile speranza che la lettera col seno arrivasse prima del rinvenimento) dimostrando chi ha fregato veramente chi. Le successive 3 lettere mi sembrano un po’ fuori da questa “quadratura del cerchio” ma piu’ dirette e violente. Ogni individuo e’ sempre sui generis ed e’ difficile valutare I percorsi mentali altrui nei dettagli.

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