Il presente articolo ha lo scopo di dare una valutazione delle lesioni parallele ed equidistanti presenti in sede peri-escissoria mammellare, provocate dal MdF, e che il Dott. Mauro Maurri non è riuscito a ricondurre ad uno strumento o tecnica che le abbia provocate.

Lesioni sul bordo dell’escissione

Riportiamo all’attenzione le parole del Dottor Maurri per spiegare alcune ferite o linee parallele, equidistanti e semi-circonferenti in sede mammaria appena sopra e intorno le escissione ai danni di Nadine Mauriot.

Qui a destra e sinistra riportiamo la foto della regione interessata e delle linee e ferite di cui parliamo.
Le stesse lesioni si ritrovano anche nel delitto di Vicchio su corpo di Pia Rontini.
Lesioni a maggior ingrandimento

Processo Pacciani udienza del 03/05/1994

  
Avvocato Bevacqua: è da escludere si tratta di un bisturi…
Dr.Maurri: è da escludere, colpi inferti da mano probabilmente destra… direi che se si considera la direzione oraria dei colpi dovrebbe essere un destrimane
Canessa: dove ha iniziato a escindere?
Maurri: ho l’impressione abbia iniziato a ore 11 (da come vedete le foto)
Canessa: vediamo ora la foto nr.35
Maurri: c’è questa serie, mi sembra siano 7 di lesioncine ESCORIATIVE LINEARI, graffi tanto per intendersi, che colpiscono perché sono abbastanza SIMMETRICHE PARALLELE fra loro, nella stessa direzione ed EQUIDISTANTI.
Canessa: cosa possono voler dire sul punto di vista medico legale? Se non dicono nulla ci dica il dubbio…
Maurri: con sicurezza io non ho saputo INTERPRETARLE
Canessa: potrebbero essere cagionate dal coltello ,al punto di scalfire la carne prima di penetrarla?
Maurri: non mi sembra possibile o poco probabile questa maniera che lei dice, proprio perché i segni sono paralleli e equidistanti fra loro.
Canessa: guardiamo la foto nr.36, se lei la esamina con attenzione… qui si vedono molto bene queste righe
Maurri: Dottor Canessa io non so formulare delle ipotesi…
Canessa: potrebbero essere delle prove per il taglio della mammella?
Maurri: quello che mi colpisce è il fatto che sono parallele e equidistanti
Canessa: potrebbero essere segni dovuti alla posizione della mammella al momento della escissione?
Maurri: si potrebbe anche essere questo, comunque sono eventi in limine vitae
Bevacqua: ho letto circa 10 linee cominciando da quella più piccola in alto a sinistra guarda caso tutte parallele… ed è un disegno di linee parallele un pò ANOMALO sotto il disegno di un tentativo… E’ possibile che questo sia un ARNESE particolare adoperato?
Maurri: avvocato io arnesi che possono produrre lesioni di questo tipo non me ne vengono in mente…
Canessa: un rastrello…
Maurri: un rastrello direi di no… non un oggetto di uso comune.
Bevacqua: è un mistero che queste lesioni siano di questo tipo…
Maurri: devo confessare che non sono riuscito a spiegare l’origine di queste lesioni.
Bevacqua: allora le faccio un’altra domanda, siccome queste lesioni sono meno profonde di quelle che poi hanno escisso evidentemente la parte mammaria di questa ragazza, le domando se queste lesioni possono essere state prodotte oppure no, dallo stesso arnese che ha escisso, oppure può essere un arnese diverso?
Maurri: avvocato dal momento in cui io non riesco a spiegarle la genesi ,non posso escludere sia stato un altro arnese, io non sono riuscito a spiegarmi il perché.
Canessa: potrebbe essere che l’assassino si sia divertito con il coltello a fare giri intorno la mammella…
Maurri: potrebbe essere ma ripeto una volta di più che i segni sono paralleli e equidistanti.
Dalla deposizione e dalle domande fatte in aula abbiamo visto che Maurri non ha saputo spiegarsi il perché e la genesi di queste linee presenti in una parte della cute peri-escissoria, ma ripetere più volte che le linee sono parallele e equidistanti, quasi a lasciare intendere la difficoltà di riprodurre con coltello segni cosi simili e a dalle misure quasi perfette. Abbiamo visto Canessa supporre l’uso addirittura di un rastrello; l’avvocato Bevacqua invece con intelligenza suppone l’utilizzo di un arnese per dare un senso a quelle geometrie. Il dottor Maurri rimarca chiaramente che non escludeva l’utilizzo di un arnese sia per tenere solo la mammella in posizione, sia che l’arnese potesse essere lo stesso che ha escisso.
Ragionando sulle domande effettuate al Dottor Maurri e viste le immagini della foto nr.35 possiamo pensare sia stato utilizzato un “arnese” o uno strumento, magari chirurgico e datato, strumento non a caso utilizzato per l’exeresi di mammelle; come ad esempio quelli nelle immagini qui a fianco?
Uno strumento del genere potrebbe aver lasciato quei segni di “morsa”, di presa, cosi geometrici sul corpo della ragazza?  Se ci ragioniamo bene si. Soprattutto se si tratta di uno strumento che deve essere “stretto” intorno all’organo. Proviamo ad immaginare una “cinghia”, tipo una cintura, che attraverso una fibbia la si stringe con lo scopo di comprimere ed evidenziare la turgidità mammellare e allo stesso tempo usata per guidare la lama lungo il suo bordo. Se si osservano bene le escissioni si percepisce una rotondità di taglio che è davvero difficile immaginare praticata a mano libera, con l’aggravante del buio e della posizione scomoda.
Un attrezzo chirurgico antiquato che magari poteva ancora essere conservato in una casa di un medico proveniente da una lunga tradizione di medici chirurghi in famiglia.
Lorenzo Martinelli
Una spiegazione alle lesioni peri-escissorie non catalogate da Mauro Maurri
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5 pensieri su “Una spiegazione alle lesioni peri-escissorie non catalogate da Mauro Maurri

  • 12 Giugno 2021 alle 09:59
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    Le ferite NON sono sulla mammella, ma sul torace della vittima, in prossimità di una sola porzione del perimetro di escissione, nel caso di Scopeti da ore 9 a ore 2 se ore 12 rappresenta la posizione della testa della vittima. Ferite di questo tipo NON sono presenti a Vicchio, almeno non con l’evidenza mostrata nelle immagini. Non si tratta di impronte “da presa” di una ganascia, per quanto rudimentale, ma sono impronte di STRISCIAMENTO prodotte sulla superficie del torace da parte di un oggetto che striscia e, contemporaneamente, ruota intorno al baricentro della zona escissa. L’ipotesi pù probabile è che siano segni lasciati da denti di sega presenti sul dorso della lama del coltello utilizzato per praticare l’escissione.

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    • 12 Giugno 2021 alle 12:12
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      Non concordiamo. Delle impronte da strusciamento sono condizionate dalla pressione e velocità di movimento e difficilmente genererebbero dei segni paralleli ed equidistanti, mentre invece qualcosa che stringe e nel punto di scorrimento lascia uno spazio di espansione determinerebbe un ripiegamento del tessuto su se stesso all’aumentare della costrizione. Stringere una cintura, per esempio su una coscia, ed osservare nella zona della fibbia cosa succede alla cute può rendere l’idea.

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      • 13 Giugno 2021 alle 07:19
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        Scusate, ma le ferite NON sono sulla zona eventualmente presa da uno strumento dotato di ganasce in qualche modo appuntite, ma sono sul torace della vittima, non sul seno. Segnalo inoltre che l’andamento delle ferite, curvilineo e parallelo, ha estensione nettamente diversa. Delle 9 ferite, solo le prime (le più lunghe) a ore 12-2 hanno un leggero sanguinamento nella prima parte, proprio perché, a mio parere, è cambiata l’inclinazione del dorso seghettato col torace della vittima.

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        • 13 Giugno 2021 alle 07:51
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          Le Ferite sono marginali al punto di escissione, certo che sono sul torace, la mammella è sul torace. Forse non mi spiego bene, non è presente nessuna punta nello strumento che porto ad esempio, quindi non è appuntito lo strumento, non ha scopo di penetrare la carne. Lo strumento è costrittivo. Cioè serve a stringere la base del seno. La costrizione genera le pieghe.
          Un coltello con dorso seghettato non provocherebbe, con la seghettatura delle ferite di quel tipo, inoltre la posizione del polso, nel ruotare un coltello poggiando il dorso sulla pelle sarebbe innaturale, infine, se si ruota un coltello strusciando il dorso sulla pelle mentre la lama la incide, la parte seghettata non si impunterebbe sulla pelle in quanto scorrerebbe su essa con senso inverso alla sua azione di lavoro.

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  • 18 Giugno 2021 alle 11:02
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    vedendo il dettaglio in maniera macroscopica e senza avere la giusta misura delle proporzioni, se di qualcosa di costrittivo si parla, mi viene in mente un forcipe per suini

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