Il 17 maggio 2018 l’Avv. Vieri Adriani invia una lettera alla Procura della Repubblica di Firenze indirizzata al Procuratore Luca Turco con puntualizzazioni sul ritrovamento dei fazzolettini e guanti scoperti dopo il delitto di Scopeti.
Questo il documento: 17 maggio 2018 Lettera di Vieri Adriani alla Procura sui fazzolettini e guanti
Questa la trascrizione:
STUDIO LEGALE Avvocato Vieri Adriani
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Firenze, 17 Maggio 2018
Procura della Repubblica di Firenze alla cortese attenzione del Signor Procuratore Aggiunto Dott. Luca Turco
Oggetto: procedimento penale n. 7265/17 RGNR.
Memoria del difensore delle persone offese
Ill.mo Signor Procuratore Aggiunto Dott. Luca Turco,
lo scrivente, Avv. Vieri Adriani, legale dei Signori Kraveichvili, Mauriot e Bonini, come da nomine depositate in atti,
premesso
che tre giovani di Prato dichiararono (doc. 1) ai funzionari del GI. Des nell’aprile 2004 di avere rinvenuto, mercoledì 11 settembre o giovedì 12 settembre 1985, nella piazzola degli Scopeti e nelle immediate vicinanze del luogo dove furono uccisi i due giovani francesi, un paio di guanti di plastica, un contenitore di carta degli stessi guanti, un fazzoletto macchiato di sangue, un ciuffo di capelli, poi sottoposti alle verifiche del caso;
tanto premesso
osserva
- Esiste un’informativa dell’Ansa datata 4.10.1985 (doc.2) nella quale si dà atto che il rinvenimento sarebbe avvenuto il giorno precedente alla stessa, vale a dire giovedì 3 Ottobre 1985. La data del rinvenimento specificata nella suddetta nota Ansa, vale a dire giovedì 3 Ottobre 1985, è in palese contrasto con quanto gli stessi giovani dichiararono, a distanza di anni, al Gi. Des nell’ aprile del 2004, allorquando gli stessi specificarono di avere effettuato il ritrovamento del materiale mercoledì 11 o giovedì 12 Settembre 1985.
- Esiste poi agli atti il verbale di consegna, da parte dei sedicenti ritrovatori ai Carabinieri di San Casciano Val di Pesa, che riporta la stessa data del 3 ottobre 1985. Detto verbale fu esibito allo scrivente difensore dal Procuratore Dott. Paolo Canessa nella primavera dello scorso anno.
- I cani molecolari furono impiegati a più riprese il giorno 9 ed il giorno 11 settembre (doc 3 – 4) e trovarono tutti i fazzolettini insanguinati possibili e immaginabili. E’ paradossale che un cucciolo di cocker abbia potuto rinvenire qualcosa di più e di diverso nelle immediate vicinanze della tenda.
- All’epoca del presunto ritrovamento, datato 11/12 settembre 1985, la piazzola era ancora presidiata dalle Forze dell’Ordine anche perché gli accertamenti non si erano conclusi e tale sarebbe rimasta fino a sabato 14 settembre, come si evince dalla lettura dei giornali dell’epoca, inoltre la descrizione ambientale riferita dai tre giovani di Prato non corrisponde per il giorno 12 e tanto meno del giorno 11 a quanto descritto nei giornali dell’epoca dai giornalisti e fotoreporter presenti in quei esatti giorni (doc. 5). Risulta altresì interessante la descrizione di una giovane “coppia di sposini di Prato” presente nella piazzola il giorno domenica 15 come risulta in articolo nazione allegato (doc. 6).
- Poiché il ritrovamento ha avuto per oggetto un fazzoletto di carta, che ciò sia avvenuto l’11/12 settembre oppure il 3 ottobre 1985, non cambia molto, perché l’esposizione del fazzolettino medesimo ai fenomeni meteorici, anche la guazza di una sola notte, sarebbe in grado di modificarne la composizione chimica, assimilandola a quella di una carta- pesta, mentre, a quanto si legge, le condizioni del fazzolettino erano di buona conservazione, tali cioè da far ritenere che esso non sia mai entrato in contatto con agenti ambientali esterni modificativi prima del suo rinvenimento. In pratica, messo e trovato, subito.
- Sembra assai improbabile che il fazzolettino imbevuto di sangue, al secondo/terzo giorno di permanenza all’aperto, non sia finito in pasto a qualche animale e/o insetti “spazzini”: il sangue, in quella condizione, si deteriora rapidamente e diventa edibile per certi animali o insetti. Stesso discorso vale per la cellulosa (corvi, cinghiali, vani, topi, mosche e altri insetti vari). Se il sangue sul fazzolettino è ben conservato ovvero palesemente non entrato in contatto con agenti atmosferici e/o deterioranti (batteri o altro), ciò sarebbe indicativo di una conservazione dello stesso in un ambiente non contaminante.
- Va inoltre richiamata l’attenzione sul fatto che l’involucro contenente i guanti di produzione francese, secondo quanto dichiarato dalla Signora Rita Di Leva al Gi.Des (p.10 doc. 2), non era commercializzabile all’epoca, perché nel 1985 potevano essere venduti solo prodotti con descrizione in Italiano e dicitura relativa ad autorizzazione ministeriale Italiana. Si tratta di prescrizioni obbligatorie per i presidi medici-chirurgici. Si veda in tal senso l’art. 189 del Testo unico leggi sanitaria 1934 e suoi emendamenti in vigore all’epoca dei fatti. Viceversa, l’involucro rintracciato in piazzola, è tutto scritto in lingua straniera e sembra probabile essere di provenienza “francese” o Statunitense dalla dicitura di autorizzazione amministrativa. Quindi proverrebbe da qualcuno in grado di fruire di materiale importato da un altro Paese, senza averlo acquistato in Italia. Sorge spontaneo inquisito se tra i possibili indagati e/o indagabili e/o predentemente sospettati ve ne sia qualcuno che abbia avuto contatti diretti o indiretti con la Francia o altri paesi ex colonie o territori d’oltremare francofoni in ambito amministrativo e/o Stati Uniti.
Tanto premesso ed osservato
conclude
rilevando come alle
a)il ritrovamento anteriore perquisizioni compiute rispettivamente il 16.09 e il 19.09, nei confronti dei signori Giampiero Vigilanti e Pietro Pacciani, lo farebbe ritenere “disinteressato” e “neutro” rispetto agli sviluppi di indagine e alle perquisizioni citate, mentre quello successivo sembrerebbe più come una manovra maldestra posta in essere per segnalare qualcuno di diverso dai soggetti già perquisiti: qualcuno che abbia attinenza con il mondo della medicina, degli ospedali e della chirurgia e che avesse modo di spostarsi all’estero frequentemente;
b) il suddetto ritrovamento, quale che sia la data, in cui si dice sarebbe avvenuto, è facilmente smentibile dalle circostanze pacifiche e obiettive menzionate nella presente memoria ai punti da 1 a 7
Si allegano i seguenti documenti:
- Relazione del Gi Des 14 Aprile 2004
- Ansa 4 Ottobre 1985;
- Art. estratto dalla Città di venerdì 13 09 1985 pag.5 4.
- Art. estratto dalla Nazione di 12 09 1985 pag. 4 5.
- Art. pag principale CRONACA la Città 14 09 1985 6.
- Art. estratto dalla Nazione del 16 09 1985 pag.4
Con osservanza
Avv. Vieri Adriani
